Brexit: ok a 27 a mandato a negoziare fase transizione

ATS

29.1.2018 - 16:14

Il capo negoziatore dell'UE per la Brexit, Michel Barnier.
SDA

I 27 ministri dell'Ue, riuniti nel Consiglio Affari generali, hanno dato il via libera - in due minuti - al mandato a negoziare la fase di transizione con la Gran Bretagna.

Il periodo di transizione prenderà il via dopo la mezzanotte del 29 marzo 2019 e si concluderà il 31 dicembre 2020. Lo rende noto su Twitter uno dei principali collaboratori del capo negoziatore Ue Michel Barnier.

Le condizioni dell'accordo di transizione con l'Ue per il primo biennio post Brexit sono "ovviamente da negoziare" ed è naturale che "vi siano alcune differenze" sulle piattaforme di partenza fra Londra e Bruxelles, ha affermto un portavoce di Downing Street.

Il portavoce della premier Theresa May, che ha parlato prima dell'annuncio ufficiale della formalizzazione a Bruxelles delle linee guide sulla fase due del negoziato, ha detto che secondo il governo britannico "un ampio accordo di principio su un periodo di implementazione (transizione) sia nell'interesse di entrambe le parti". Anche se "su specifici dettagli sono prevedibili alcune differenze" d'impostazione.

"Sarà un negoziato e naturalmente vi sarà una distanza nel dettaglio delle posizioni di partenza. È ovvio che è su questo che si tratterà", ha rimarcato. Fra i punti di possibile frizione vi è quello sul ruolo della Corte di Giustizia europea durante la fase transitoria - rispetto al quale la premier conservatrice May ha rassicurato anche di recente i 'brexiteers' del suo partito - nonché quello sul diritto che il Regno Unito rivendica a negoziare parallelamente futuri accordi commerciali con Paesi terzi, sebbene senza poterli attuare fino a transizione conclusa.

Mentre il ministro per la Brexit, David Davis, ha avanzato pure l'ipotesi - contestata in sede Ue - che Londra possa avere una parola, dall'esterno dell'Unione, sulle leggi che i 27 approveranno (e la Gran Bretagna dovrà continuare ad applicare) nel periodo transitorio a partire dal marzo 2019.

Il portavoce ha viceversa negato voci di stampa secondo cui la stessa May - malgrado la contrarietà degli euroscettici di casa Tory - possa avanzare la richiesta d'una transizione di 3 anni e non 2 scarsi come quella attualmente sul tavolo.

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