Il «ciclone mediterraneo» fa paura, il suo apice tra giovedì e venerdì su Sicilia e Calabria

SDA

27.10.2021 - 18:20

epa09545425 A view of damage caused by bad weather in Scordia, Sicily Island, southern Italy, 25 October 2021. The body of a 67-year-old man, who was caught up in flash floods on 24 October in the Sicilian town of Scordia, has been found, firefighters said on the day. The man's 54-year wife is still missing and rescuers are searching for her. The married couple got out of their car on 24 October, when mud and floods inundated the town near Catania and they were swept away by the fury of the water, an eyewitness said. The southern Italian regions of Sicily, Calabria, Basilicata and Apulia remained on alert on the day due to the extreme climate events.  EPA/ORIETTA SCARDINO
Il maltempo in Sicilia e Calabria ha causato ingenti danni e anche vittime. Qui un'immagine dalla città siciliana di Scordia, Sicilia.
EPA

L'ultimo, almeno in Italia, ha colpito la Sicilia un anno fa, e potrebbe ripresentarsi tra domani e venerdì, in tutta la sua intensità, sempre nell'isola e in Calabria, regioni già provate dal maltempo in questi giorni.

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27.10.2021 - 18:20

Si tratta del «medicane» (dalle parole inglesi MEDIterranean hurriCANE), l'uragano mediterraneo in cui rischia di trasformarsi il ciclone che ha appena colpito le due regioni, provocando allagamenti che hanno trasformato molte strade in fiumi, sommergendo le automobili e causando una vittima a Catania.

«Il vortice ciclonico che sta imperversando con estrema violenza sulla Sicilia orientale dopo una temporanea perdita di forza, da giovedì si rinforzerà ulteriormente e raggiungerà la Sicilia nel corso di venerdì», informa il sito del team de iLMeteo.it, aggiungendo che «dopo un mercoledì sicuramente meno piovoso per la Sicilia e di bel tempo sul resto d'Italia, da domani il ciclone si incamminerà verso l'isola con il rischio che diventi un pericoloso medicane».

«Se ciò dovesse concretizzarsi – precisa il sito iLMeteo.it – il maltempo diventerà davvero ancora pesante soprattutto sulla Sicilia centro-orientale, settentrionale e poi sulla Calabria ionica, che verranno sferzate da venti tempestosi, piogge battenti e insistenti per oltre 24-48 ore. Se giovedì pioverà diffusamente soltanto sulla Sardegna, sarà venerdì la giornata cruciale nella quale il possibile medicane, posizionato proprio sulla Sicilia, scatenerà tutta la sua violenza sull'isola e sulla Calabria ionica».

Il resto d'Italia riparata dall'alta pressione

Il resto d'Italia invece è riparata dall'alta pressione. Attorno al centro depressionario i venti potrebbero soffiare con raffiche superiori ai 100 km/h generando intense mareggiate sulle coste. Secondo Flavio Galbiati, meteorologo di iconameteo.it, le onde potranno superare i 4-5 metri di altezza sullo Ionio.

Il medicane, spiega Galbiati, «è un ciclone che si forma nel Mediterraneo ma ha caratteristiche simili a quelle di un ciclone tropicale, ed è caratterizzato dalla presenza di un «occhio» al centro della circolazione.

Si tratta, in sostanza, di normali perturbazioni che, sopra le acque calde del Mediterraneo, si trasformano e cominciano a comportarsi un po' come un vero e proprio ciclone tropicale. In particolare – aggiunge – «spesso si forma un occhio centrale, cioè una zona, nel mezzo della tempesta, praticamente sgombra da nubi, proprio come si osserva negli uragani».

Il ciclone non sta ancora ruotando intorno a un occhio ben definito

Secondo il meteorologo, tuttavia, «nonostante i fenomeni estremi a cui abbiamo assistito nelle ultime ore non è corretto, al momento, parlare di un vero e proprio medicane perché il ciclone non sta ancora ruotando intorno a un occhio ben definito».

Per Galbiati, la causa della maggiore frequenza e intensità di fenomeni così estremi è legata alla temperatura delle acque superficiali del mare, rese sempre più elevate dal cambiamento climatico. «Anche in questi giorni – rileva – le temperature della superficie mostrano anomalie che superano anche il grado rispetto alla media climatica proprio nel settore centro-orientale del Mediterraneo».

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