La Corea del Nord contro Pompeo

ATS

23.8.2019 - 07:13

Il segretario di Stato americano Mike Pompeo.
Source: KEYSTONE/EPA/PETER FOLEY

La Corea del Nord resterà «la più grande minaccia» degli Usa finché ci saranno le sanzioni: il ministro degli Esteri Ri Yong-ho ha definito, in una nota rilanciata dalla Kcna, il segretario di Stato Mike Pompeo «una pianta avvelenata della diplomazia americana».

Stando a Ri, Pompeo frena il riavvio dei negoziati bilaterali sul nucleare. I suoi pesanti giudizi si legano ai recenti commenti di Pompeo, secondo cui Washington manterrà le pesanti sanzioni a meno che il Paese eremita non proceda con la denuclerizzazione.

Ri ha osservato che la Corea del Nord è pronta a «frantumare l'assurdo sogno» degli Stati Uniti secondo cui le sanzioni sono destinate a produrre cambiamenti nel Paese.

Monito agli Stati Uniti contro le sanzioni

«Sarebbe un errore di calcolo se gli Stati Uniti non desiderassero rinunciare al loro aggressivo approccio e tentassero di misurarsi con noi con mezzi quali le sanzioni», ha aggiunto il ministro, per il quale a causa della persistenza di questo atteggiamento «non avremmo altra scelta che lasciarli ai loro sogni o disilluderli».

Il nuovo attacco del Nord giunge all'indomani delle critiche espresse sulla inutilità dei colloqui nel mezzo delle manovre militari congiunte tra Stati Uniti e Corea del Sud, mentre Seul si avvia a introdurre i supercaccia F-35 nei suoi sistemi di difesa.

Mercoledì, invece, l'inviato speciale Usa sul nucleare del Nord, Stephen Biegun, ha detto durante la visita a Seul che Washington è pronta a riprendere il confronto con il Nord.

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