L'Australia approva i vaccini di Cina e India per entrare nel Paese

SDA

2.11.2021 - 07:44

Il 20 marzo 2020 l'Australia aveva disposto una delle chiusure delle frontiere più rigide al mondo per proteggersi dalla pandemia di Covid-19
Keystone

Il vaccino cinese Sinopharm e anche quello indiano Covaxin contro il Covid-19 sono stati ufficialmente riconosciuti dalla Therapeutic Goods Authority (Tga) in Australia. Il Paese ha riaperto i confini dopo 600 giorni.

SDA

2.11.2021 - 07:44

Ciò permette ai numerosi studenti universitari internazionali dei due paesi di soddisfare i requisiti di vaccinazione per tornare in Australia.

Finora la Tga aveva raccomandato solo i vaccini approvati per l'uso in Australia: Pfizer, Moderna, AstraZeneca (ora nota come Vaxzevria) e Johnson and Johnson, oltre al Covishield dall'India e al Sinovac dalla Cina. Gli studenti pienamente vaccinati con Sinopharm o Covaxin potranno tornare a frequentare le università in New South Wales, Victoria e Queensland, che prevedono di ammettere centinaia di studenti per settimana entro l'inizio dell'anno accademico 2012.

«Molti cittadini di Cina e India, e di altri paesi della regione in cui questi vaccini sono stati ampiamente somministrati, saranno ora considerati pienamente vaccinati per entrare in Australia», dichiara in un comunicato la Tga. «Questo avrà un impatto significativo per il ritorno di studenti internazionali e per l'ingresso in Australia di lavoratori qualificati e non specializzati», aggiunge.

Fine dell'obbligo di quarantena di due settimane all'arrivo

L'approvazione è giunta nelle ore successive all'apertura dei confini, con l'Australia che ha riaccolto cittadini e residenti permanenti pienamente vaccinati, mettendo fine all'obbligo di quarantena di due settimane all'arrivo.

Il 20 marzo 2020 il Paese aveva disposto una delle chiusure delle frontiere più rigide al mondo per proteggersi dalla pandemia di Covid-19. Decine di migliaia di australiani che vivono all'estero non sono potuti rientrare in patria per oltre un anno e mezzo con pochissime eccezioni, condizionate dall'obbligo di una costosa quarantena di 14 giorni in hotel.

SDA