In Gran Bretagna si vedono i primi effetti del lockdown

SDA

18.1.2021 - 18:19

Primi segnali di arretramento dell'ondata di contagi e di morti da Covid nel Regno Unito, alle prese da settimane con una variante più aggressiva del virus e da 15 giorni di nuovo in lockdown nazionale (foto simbolica)
Keystone

Primi segnali di arretramento dell'ondata di contagi e di morti da Covid nel Regno Unito, alle prese da settimane con una variante più aggressiva del virus e da 15 giorni di nuovo in lockdown nazionale.

Secondo i dati resi noti oggi, a margine del briefing di giornata a Downing Street affidato oggi a Matt Hancock, ministro della Sanità del governo di Boris Johnson, i decessi sono scesi a 599, mentre i contagi – con un tasso di tamponi superiore stabilmente al mezzo milione quotidiano – si sono fermati a 37.535 dopo i picchi assoluti recenti di quasi 70.000; anche se su queste cifre potrebbe pesare qualche usuale ritardo statistico rispetto ai dati raccolti nel weekend.

Il totale ufficiale dei morti dall'inizio della pandemia sfiora intanto ora i 90.000 nel Paese, secondo il conteggio che adotta gli stessi parametri degli altri maggiori Stati.

La pressione sugli ospedali resta «senza precedenti»

«Iniziamo a vedere gli effetti» positivi delle misure restrittive del lockdown, ha commentato il professor Stephen Powis, direttore medico del servizio sanitario nazionale (Nhs) in Inghilterra, pur insistendo – come Hancock e come lo stesso Johnson – sulla necessità di non abbassare assolutamente la guardia.

La pressione sugli ospedali dell'isola resta infatti al momento «senza precedenti» nella storia a causa dell'afflusso recente di ricoveri, ha avvertito Powis, ribadendo che «gli importanti progressi» nella campagna di vaccinazioni non potranno comunque produrre un impatto sulla diffusione complessiva della pandemia prima di «diversi mesi».

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