Guerra commercialeCosa significano i dazi di Trump, che entrano in vigore oggi, per la Svizzera e l'UE?
Samuel Walder
2.4.2025
Donald Trump fa sul serio: mercoledì entrerà in vigore un pacchetto doganale completo.
Keystone/AP/Mark Schiefelbein
Il martello di Donald Trump ha colpito ancora: oggi, mercoledì 2 aprile, entra infatti in vigore un ampio pacchetto di dazi dell'Amministrazione statunitense. Anche la Svizzera è toccata dalla guerra commerciale del tycoon.
Samuel Walder
02.04.2025, 06:00
Samuel Walder
Hai fretta? blue News riassume per te
La guerra commerciale di Donald Trump entra nel vivo oggi, mercoledì 2 aprile, quando si attiva un pacchetto di dazi.
Oltre alla Germania, al Messico, al Canada, alla Cina e all'UE, anche la Svizzera è interessata dalle tasse, sia direttamente che indirettamente.
Il presidente americano vuole usare le imposte per rafforzare l'economia statunitense e correggere lo squilibrio commerciale degli Stati Uniti.
Oggi, mercoledì 2 aprile, l'Amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump mette in atto un pacchetto di dazi completo che potrebbe avere un impatto significativo sul commercio internazionale.
Ecco i fatti principali della politica doganale del repubblicano.
Chi è interessato dai dazi?
Il nuovo pacchetto mira a introdurre i cosiddetti dazi «reciproci» che vengono applicati a tutti i Paesi, non solo a quelli con i maggiori squilibri commerciali.
Questo significa che molti Stati, compresi i principali partner d'affari degli Stati Uniti come Canada, Messico, Cina e Unione Europea, potrebbero essere colpiti.
Germania e Unione Europea (UE): le case automobilistiche tedesche sono particolarmente toccate, in quanto l'America rappresenta per loro un importante mercato di vendita. Nel 2024 446'566 veicoli sono stati esportati dalla Germania negli Stati Uniti, mentre l'UE nel suo complesso ha consegnato 784'889 vetture.
Giappone e Corea del Sud: anche questi Paesi esportano quantità significative di auto negli Stati Uniti e sono quindi interessati dalle tasse.
Messico e Canada: in quanto partner commerciali stretti con l'America e membri dell'accordo USMCA, potrebbero anche loro essere toccati dai dazi, in particolare se le vetture o le parti vengono esportati al di fuori delle quote concordate.
Quali sono le aziende interessate dai dazi di Trump?
Produttori tedeschi: aziende come Volkswagen, BMW, Mercedes-Benz, Audi e Porsche esportano numerosi veicoli negli Stati Uniti. Sebbene BMW e Mercedes-Benz abbiano impianti di produzione nel Paese stesso, importano ancora una parte significativa delle loro vetture, in particolare dall'Europa e dal Messico.
Costruttori statunitensi: anche Ford e General Motors potrebbero essere interessate, dato che importano auto in America dai loro stabilimenti in Messico e in altri Stati.
Produttori internazionali: anche aziende come Toyota, Honda, Nissan e Hyundai, che esportano vetture dal Giappone, dalla Corea del Sud e da altri Paesi verso gli Stati Uniti, devono affrontare le sfide delle nuove imposte.
L'annuncio dei dazi ha suscitato preoccupazione in tutto il mondo. L'UE, il Giappone e il Canada stanno valutando contromisure per proteggere le loro industrie automobilistiche. In Germania la decisione di Trump è stata criticata in quanto dannosa per il libero scambio.
Gli analisti economici avvertono che l'introduzione di questi dazi potrebbe portare a un aumento dei prezzi per i consumatori statunitensi, poiché i beni importati diventeranno più costosi.
Inoltre i profitti delle imprese potrebbero diminuire e la crescita economica potrebbe rallentare. Esiste anche il rischio di misure di ritorsione da parte dei partner d'affari colpiti, che potrebbero portare a un'escalation del conflitto commerciale.
L'introduzione di imposte comporta un aumento dell'incertezza sui mercati globali. Le imprese sono riluttanti a investire, il che può ostacolare la crescita economica.
L'aumento delle tasse sulle importazioni può portare a un rialzo dei prezzi per i consumatori, dato che le imprese spesso scaricano i costi aggiuntivi sul cliente finale.
Le incertezze e i conflitti commerciali hanno un impatto negativo anche sui mercati azionari. Ad esempio in Svizzera le azioni sono sotto forte pressione a causa delle preoccupazioni relative ai dazi.
Cosa significa la politica doganale per la Svizzera?
Sebbene la Svizzera non sia esplicitamente uno dei principali obiettivi della politica doganale statunitense, potrebbe comunque essere indirettamente colpita.
Le aziende elvetiche, in particolare quelle del settore farmaceutico e automobilistico, potrebbero subire svantaggi a causa dell'aumento dei dazi sulle loro esportazioni verso gli Stati Uniti.
Inoltre le perturbazioni del commercio globale e le incertezze del mercato potrebbero avere un impatto negativo sull'economia rossocrociata, orientata alle esportazioni.
Il mercato azionario svizzero non è stato risparmiato e ha registrato perdite significative. Ad esempio lo Swiss Market Index (SMI) ha chiuso in ribasso dello 0,67% a 12.867 punti in seguito all'annuncio di tasse del 25% sulle importazioni di automobili.
Le aziende elvetiche con filiali in Paesi come la Cina o il Messico sono invece direttamente colpite dai dazi statunitensi. Non tutte le aziende saranno in grado di trasferire i costi aggiuntivi ai loro clienti americani, il che comporterà un aumento della pressione, in particolare in settori altamente competitivi come quello delle forniture automobilistiche.
I fornitori si trovano di fronte alla sfida di produrre in modo più efficiente dal punto di vista dei costi o di rischiare una perdita di ordini.
Qual è l'obiettivo della politica doganale di Trump?
Con la sua politica doganale, Trump persegue l'obiettivo di rafforzare l'economia statunitense riducendo la dipendenza dai prodotti esteri e promuovendo la produzione nazionale.
Introducendo dazi reciproci, vuole assicurarsi che gli altri Paesi riducano le loro barriere commerciali ai prodotti statunitensi e creino condizioni commerciali più eque.
Un altro obiettivo è quello di incoraggiare le aziende straniere a trasferirsi nel Paese. Questo creerebbe nuovi posti di lavoro negli Stati Uniti e stimolerebbe l'economia.
Cosa significa la politica doganale per il mercato azionario?
L'annuncio di nuovi dazi sta causando nervosismo sui mercati finanziari di tutto il mondo. Gli investitori temono conflitti commerciali che potrebbero rallentare la crescita globale. I settori orientati all'esportazione, come quello automobilistico, tecnologico e meccanico, sono particolarmente colpiti.
In Europa le borse reagiscono spesso in modo sensibile ai piani doganali statunitensi, dato che mettono a rischio importanti mercati di vendita. Anche i prezzi delle materie prime e le valute potrebbero subire pressioni.
Chi sono i perdenti della politica doganale?
Le aziende che si affidano alle catene di approvvigionamento internazionali e i consumatori che si trovano ad affrontare prezzi più alti sono tra i perdenti della politica doganale.
In particolare, sono l'UE, la Cina, il Messico e il Canada a prendere in considerazione l'adozione di contromisure. Anche i consumatori dovranno accettare prezzi più alti negli Stati Uniti per alcuni prodotti.
Chi beneficia della politica commerciale di Trump?
I beneficiari sono le aziende statunitensi che competono direttamente con i concorrenti importati, ad esempio nei settori dell'acciaio, dell'alluminio e del tessile.
Queste possono guadagnare quote di mercato grazie all'aumento dei dazi sulle importazioni.