Covid: Lancet, serve piano europeo congiunto contro le varianti

SDA

22.1.2021 - 14:27

Un gruppo di ricercatori di diverse università chiede all'Europa di attuare subito un piano unico di azioni coordinate contro il coronavirus: solo così si può sperare di prevenire l'ulteriore diffusione delle nuove varianti, specialmente quella inglese.
Keystone

L'Europa si muova subito con un piano unico di azioni coordinate contro il coronavirus: solo così si può sperare di prevenire l'ulteriore diffusione delle nuove varianti, specialmente quella inglese. Lo chiede è un gruppo di ricercatori di diverse università europee.

Bisogna ridurre il numero di casi di Covid-19 il più velocemente possibile, anche perché più a lungo durano le restrizioni, meno efficaci diventano per via del loro impatto psicologico, sociale ed economico, scrive sulla rivista Lancet il gruppo di scienziati guidati da Viola Priesemann, del Max Planck Institute di Gottinga.

Le attuali misure infatti non stanno riducendo a sufficienza la diffusione del coronavirus, dando spazio alla comparsa di nuove varianti. Anche se le loro caratteristiche biologiche devono essere ancora chiarite, i dati sembrano indicare una loro maggiore trasmissibilità, che si traduce in un aumento dei contagi nella popolazione, facendo salire l'Rt da 1 a circa 1,4. Se ciò fosse confermato, i paesi che sono riusciti a ridurre l'Rt sotto 1, si troverebbero ad affrontare una nuova ondata con le attuali misure. E una volta che una variante più contagiosa si è stabilita, diventa molto più difficile tenere il conto del numero di nuove infezioni.

Per questo, scrivono i ricercatori, devono essere prese decisioni a livello pan-europeo e provvedimenti immediati per contenere la diffusione di nuove varianti, altrimenti si rischia il collasso dei sistemi sanitari e il raddoppio dei casi ogni settimana. Un piano d'azione congiunto di tutti i paesi europei «renderà ogni sforzo locale e nazionale più efficace e avrà impatto sulla salute di tutta Europa. Più durano le restrizioni, meno efficaci diventano per il loro impatto sulle persone».

Bisogna fare il possibile, spiegano, per dare supporto finanziario, sociale e mentale alle persone. E' inoltre necessario evitare di importare nuove varianti per prevenirne la diffusione e migliorare la sorveglianza molecolare. Più presto ed efficacemente i paesi agiranno, concludono, prima si potranno togliere le restrizioni.

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