Croazia

Migranti: denunce di violenze e abusi al confine con la Bosnia

SDA

3.12.2021 - 14:59

La polizia croata è accusata di aver maltrattato i migranti al confine con la Bosnia. (immagine d'archivio)
La polizia croata è accusata di aver maltrattato i migranti al confine con la Bosnia. (immagine d'archivio)
Keystone

Il Comitato anti-tortura del Consiglio d'Europa ha pesantemente accusato oggi la polizia croata di abusi, torture, maltrattamenti e violenze contro i migranti ai confini con la Bosnia.

SDA

3.12.2021 - 14:59

Questo accusa anche le autorità croate di non aver voluto cooperare in pieno con questo organo durante la sua ispezione nell'agosto dello scorso anno. Il rapporto del Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (Cpt), organo del Consiglio d'Europa, si basa su dichiarazioni e testimonianze dei migranti raccolte nell'agosto del 2020 in Bosnia e sulle osservazioni durante la visita in Croazia, in particolare alle stazioni di polizia lungo il confine con la Bosnia. Stando al Cpt gli agenti croati sistematicamente picchiano i migranti prima di respingerli illegalmente verso la Bosnia. Sarebbero stati documentati casi di trattamenti disumani e di torture. Le persone venivano spogliate, tolti loro i telefoni cellulari e il denaro, costrette a buttarsi in un fiume che segna il confine croato-bosniaco, alcuni con i polsi legati, o a camminare nei boschi a piedi nudi.

Il Comitato anti-tortura fa notare che ha incontrato reticenze da parte della polizia nel cooperare con i membri del Cpt, a cui venivano date informazioni parziali e incomplete. Si ribadisce inoltre che non esiste un meccanismo interno efficace per individuare le persone responsabili di queste torture né un organo indipendente per il monitoraggio della polizia di confine.

Il ministero degli Interni croato ha smentito le tesi del Cpt, sostenendo che le informazioni del rapporto «non sono verificabili» e sono state raccolte da fonti inattendibili e soggettive, in Bosnia e non in Croazia. Inoltre, sostiene il ministero croato, il rapporto è stato pubblicato senza il consenso della Croazia, come è norma, e il Cpt in questo modo «è andato oltre la propria autorità».

Da anni la polizia croata è sotto accusa da parte di organizzazioni che si battono per la difesa dei diritti umani e della stampa di ricorrere a violenze e abusi durante le procedure di respingimenti forzati. Si sospetta che questi comportamenti abbiano il beneplacito dei vertici della polizia e dello stesso ministero degli Interni.

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