Gli esami sul corpo della donna trovata senza vita nei boschi a Trivigno, in Valtellina, indicano che la 59enne non soffriva di malattie che avrebbero potuto causarne la morte e che il decesso è avvenuto per le gravi lesioni riportate, compatibili con morsi di animali.
I principali indiziati rimangono così i 5 Dogo Argentino sequestrati a un 46enne che vive nei pressi del luogo del dramma. Si aspettano i risultati degli esami del DNA sui 5 molossi, tuttora sotto sequestro.
Il loro padrone, già segnalato da turisti impauriti dai cani, è, per ora, indagato per omicidio colposo.
Venissero constatate pure mancanze nell'accudire i cani, dovrà rispondere pure dell'ipotesi di omessa custodia.
Due difensori di Milano hanno rinunciato al loro mandato. I diritti del 46enne sono ora tutelati da un avvocato di Sondrio.
Che la donna sia morta per uno shock emorragico lo ha stabilito l'esame autoptico eseguito in settimana dall'esperto Luca Tajana dell'Istituto di medicina legale dell'Università di Pavia, incaricato dalla Procura di Sondrio.
Si vuol accertare se siano stati i cinque Dogo Argentino, sequestrati al proprietario che vive vicino al luogo della tragedia, ad aggredirla e per questo si aspettano i risultati dell'esame del Dna dei molossi.
L'autopsia, i cui risultati completi sono attesi nei prossimi due mesi, è l'elemento centrale per la ricostruzione della tragedia avvenuta giovedì 23 aprile lungo un sentiero di Trivigno, a 1'800 metri d'altitudine, nel territorio comunale di Tirano, dove la 59enne di Bianzone è stata trovata senza vita.
Morta per gravi lesioni da morsi, ma di quale animale?
La donna, giova ricordare, era amante delle passeggiate e conosceva la zona impervia poiché la famiglia possiede una casa a Trivigno, paese montano di circa 600 anime.
L'esame sul suo corpo non ha evidenziato patologie pregresse in grado di determinare o anche solo concorrere al decesso.
La morte della 59enne, madre di due figli adulti, secondo quanto emerso, sarebbe pertanto riconducibile esclusivamente alle gravi lesioni riportate, compatibili con morsi di animali. Resta da stabilire di quali.
Nei giorni scorsi si sono diffuse sul web notizie secondo cui su una gamba della malcapitata fossero stati trovati dei graffi compatibili con l'aggressione di un orso, ma quest'informazione non trova fonti ufficiali e non è mai stata confermata.
S'attende l'analisi del DNA dei 5 molossi
Un elemento considerato rilevante dagli inquirenti riguarda la dinamica del ritrovamento: uno dei Dogo Argentino, allevati per la caccia a animali di grossa taglia, era stato notato dal proprietario sporco di sangue.
Dopo pochi minuti il macabro ritrovamento, a cui ha fatto seguito la chiamata ai soccorsi, che, giunti sul posto anche grazie a un elicottero, non hanno potuto far altro che constatare il decesso della donna.
Le indagini puntano quindi, nei prossimi giorni, sugli accertamenti biologici: le tracce di Dna presenti sui morsi riscontrati sul corpo della vittima potrebbero consentire un confronto diretto con i campioni prelevati dai molossi sequestrati.
Sul piano procedurale, l'uomo resta indagato per omicidio colposo, se venissero accertate negligenze nella gestione dei cani, in particolare in relazione all'eventuale mancanza di misure di sicurezza adeguate in un contesto montano frequentato da escursionisti, dovrà rispondere pure dell'ipotesi di omessa custodia.
Giova ricordare che, stando alle numerose testimonianze raccolte dai media locali, il proprietario dei molossi, che si è trasferito a Trivigno da circa 3 anni, è conosciuto per avere una gestione disinvolta degli animali, molto spesso lasciati liberi. La polizia locale ha ricevuto diverse segnalazioni e denunce da parte di persone impaurite.
Cambia la difesa del proprietario dei molossi
Il 46enne, intanto, come riferisce Sondrio Today, è rimasto per breve tempo senza assistenza legale poiché i due avvocati di Milano che ne avevano assunto la difesa, hanno rimesso il loro mandato mercoledì 29 aprile.
Meno di 24 ore dopo, il giovedì 30 aprile, nello stesso giorno in cui si sono tenute le esequie della vittima, ha ingaggiato un legale di Sondrio.
Quest'ultimo ai media si è limitato a confermare d'aver assunto l'incarico: «In questo momento si deve solo rispettare il grande dolore della famiglia. Ogni dichiarazione sarebbe fuori luogo e inopportuna. Attendiamo gli sviluppi delle indagini».