Chiusure anche in altre città Dopo Crans-Montana, chiude la storica discoteca «Piper» di Roma

SDA

18.1.2026 - 19:30

Il Piper Club è un locale storico della capitale italiana.
Il Piper Club è un locale storico della capitale italiana.
Keystone

Sigilli al Piper, storica discoteca di Roma che l'anno scorso ha compiuto 60 anni dalla sua nascita. Il locale di via Tagliamento è stato sottoposto a sequestro preventivo.

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Questo nell'ambito della campagna di controlli sulla sicurezza della movida scattati in tutta Italia dopo la strage di Capodanno a Crans-Montana. Il sequestro dovrà essere convalidato dall'autorità giudiziaria.

All'interno, la polizia avrebbe riscontrato modifiche strutturali, rischi sotto il profilo dell'evacuazione, assenza di certificazioni e un numero di persone presenti più alto rispetto al consentito. Dalla storica discoteca romana viene intanto sottolineata la piena collaborazione per chiarire ogni aspetto. La sicurezza del pubblico e del personale rappresenta da sempre la priorità assoluta del locale.

Non solo a Roma

Anche nel cremonese, al Moma Club di Crema, sono intervenute le forze dell'ordine dopo che nei giorni scorsi c'era stato un principio di incendio su alcuni addobbi del soffitto a causa delle fiamme scaturite da alcune fontane pirotecniche messe sulle bottiglie «con pericolo di propagazione». Per questo gli agenti della polizia hanno sospeso la licenza per 8 giorni ai titolari della discoteca, dopo aver accertato diverse violazioni alla normativa di sicurezza. Controlli e chiusura di una discoteca anche a Milano, nel quartiere Rogoredo.

Il Piper, dalla sua apertura, il 17 febbraio 1965, è stato il contraltare italiano di quello che altri club sono stati per la Swingin' London o per New York, San Francisco e Los Angeles: un luogo di incontro dove i nuovi giovani, «i capelloni» della generazione ye-ye, potevano finalmente trovare un luogo dove ascoltare dal vivo i gruppi beat, dove i fan si dividevano tra l Equipe 84 e i Rokes, i più famosi, insieme a Mal dei Primitives, di quella numerosa colonia di emigrati inglesi che non ce l'avevano fatta a casa e avevano trovato fortuna in Italia.

Un locale storico

Al Piper andavano tutti: da Moravia a Schifano ai ragazzi qualunque, per le ragazze la minigonna era d'obbligo, c'era chi andava dal sarto per farsi i pantaloni a zampa e svasati e chi le cose trendy le comprava a Carnaby Streets. Poi c'erano i Collettoni e le Collettine, i ballerini di Rita Pavone di cui facevano parte Renato Zero e Loredana Bertè, in sala dominavano Mita Medici e Patty Pravo, la «ragazza del Piper» per eccellenza. In tanti hanno vissuto in questo locale il loro romanzo di formazione. E poi i concerti mitici, come quelli dei Pink Floyd e dei Procol Harum, dei primi gruppi del Progressive italiano.

Ma la Piper Generation, nata nel pieno boom italiano, non è fatta solo di fermenti musicali, è intrisa anche di aria nuova e voglia di libertà negli anni in cui si comincia a parlare di divorzio, aborto ed educazione sessuale nelle scuole, mentre l'Italia è ancora indietro, e bacchettona, così come la realtà del costume italiano. Nasce anche la «pipermoda», una moda beat che porta ad aprire il primo emporio d'abiti giovanili, tutti dal Regno Unito, in piazza Euclide.