Geopolitica e religioneÈ scontro tra Vaticano e Casa Bianca: «Papa Leone non andrà negli USA finché Trump sarà presidente»
Stefan Michel
12.4.2026
Papa Leone XIV è il primo americano a capo della Chiesa cattolica, ma non ha molto in comune con l'attuale Governo statunitense.
KEYSTONE
Un rappresentante del Pentagono avrebbe avvertito il Vaticano della potenza militare degli Stati Uniti. Il Papa non commenta l'incontro, ma annulla la sua partecipazione alle celebrazioni per il 250mo anniversario dell'indipendenza statunitense.
Un incontro tra l'ambasciatore del Papa negli Stati Uniti e il Pentagono sta facendo scalpore.
Secondo la stampa, gli Stati Uniti avrebbero avvertito il Vaticano della potenza militare dell'esercito a stelle e strisce e lo avrebbero esortato a stare al suo fianco.
Papa Leone XIV - primo Pontefice statunitense della storia - non commenta la notizia, ma critica sempre più duramente il governo di Donald Trump.
Il Pentagono e la Casa Bianca smentiscono la notizia di un tentativo di intimidazione nei confronti della Santa Sede.
Con quale Governo l'Amministrazione di Donald Trump non si è ancora scontrata? Sono pochi quelli che non si sono ancora scontrati con l'ira del presidente USA.
E placare e adulare l'attuale inquilino della Casa Bianca è diventata un'attività governativa ricorrente per alcuni.
Ma non per tutti. Il Vaticano sembra essere in qualche modo immune alla retorica o alle misure concrete dell'Esecutivo statunitense, nonostante Trump e i suoi ministri sembrino essere più cristiani delle amministrazioni precedenti.
Il Papa deve essere stato particolarmente infastidito dalle affermazioni secondo cui l'esercito statunitense starebbe combattendo in Iran con la benedizione di Dio.
Il Pontefice ha contrastato infatti questa affermazione nel suo messaggio della Domenica delle Palme, in cui ha detto che Dio non ascolta le preghiere dei belligeranti, e ha proseguito con un versetto biblico dell'Antico Testamento: «Per quanto preghiate, io non vi ascolto. Le vostre mani sono piene di sangue».
Un articolo del quotidiano statunitense «The Free Press» rende ora pubblico un incontro tra il sottosegretario di Stato americano per la politica di difesa, Elbridge Colby, e l'inviato papale negli USA, il cardinale Christophe Pierre, avvenuto a gennaio.
La retorica marziale, marchio di fabbrica del Pentagono sotto il «segretario alla Guerra» Pete Hegseth, sarebbe stata utilizzata anche in questa conversazione.
Secondo un anonimo insider, a un certo punto della conversazione Colby ha detto a Pierre che «gli Stati Uniti sono la potenza militare più forte del mondo e possono fare tutto ciò che vogliono». Il Vaticano, dunque, avrebbe fatto bene «a stare al loro fianco».
La tensione sarebbe arrivata all'apice quando un funzionario avrebbe evocato lo spettro del papato ad Avignone, suggerendo una sottomissione forzata della Chiesa al potere politico.
L'esilio dei Pontefici ad Avignone, giova ricordare, che durò dal 1309 al 1377, è il periodo in cui sette papi, a causa dell'instabilità a Roma e dell'influenza del re di Francia, risiedettero nella città francese, sostanzialmente assoggettati al volere della politica.
Un riferimento storico interpretato come una minaccia di coercizione militare contro il Pontefice.
Alla base dello scontro vi sarebbe l'opposizione di Leone XIV alla rilettura in chiave violenta della «Dottrina Donroe», pilastro della politica estera di Trump, che rispetto all'originale del 1823 non si limita a rifiutare ingerenze straniere, ma teorizza l'uso attivo della forza o della pressione politica per garantire gli interessi statunitensi.
Il Papa ha condannato una visione del mondo basata sulla forza, sfidando le mire egemoniche americane.
Messa del 4 luglio: Lampedusa invece di Washington
Non si conosce la reazione del cardinale a queste dichiarazioni, ma si sa che il Pontefice ha cancellato la sua prevista partecipazione alle celebrazioni per il 250mo anniversario della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti.
Il 4 luglio, invece, ha in programma una visita all'isola italiana di Lampedusa, dove da anni arrivano migliaia di rifugiati che sperano di proseguire il loro viaggio nei campi di accoglienza. Un sottile cenno ai valori rappresentati da Papa Leone XIV.
«The Free Press» cita anche un insider che afferma che capo della Chiesa di Roma non visiterà gli Stati Uniti finché Trump sarà presidente. Ma su questo non ci sono conferme ufficiali da parte del Vaticano.
Il vicepresidente Vance, un altro membro particolarmente pio dell'amministrazione Trump, è stato interrogato in Ungheria sul presunto gioco di potere del Pentagono nei confronti del Vaticano dopo aver partecipato a un comizio elettorale organizzato dal presidente ungherese Viktor Orban.
All'inizio ha detto di non sapere chi fosse il cardinale Christophe Pierre. Poi si è ricordato e infine ha detto di non commentare notizie non confermate.
JD VANCE: With no disrespect to the cardinal, I don't know who Cardinal Christophe Pierre is
REPORTER: He's the ambassador to the Holy Sea and US
VANCE: Okay, I've met him before. Sorry. I just didn't remember the name. I've never seen this reporting. I'd like to talk to him. pic.twitter.com/TauVqVRtcF
A differenza della maggioranza dei cristiani statunitensi, Vance è cattolico ed è considerato un oppositore degli interventi militari americani.
Non condivide le lodi dei suoi colleghi di governo per i successi americani in Iran. Fa anche riferimento alla sua fede, dicendo: «Credo che il mio atteggiamento nei confronti dei conflitti militari sia sempre stato quello di pregare di essere dalla parte di Dio», come riportato dal «Washington Post».
JD Vance è ora alla guida della delegazione statunitense nei negoziati tra Iran e Stati Uniti.
Nel frattempo, il Pentagono ha informato X di ritenere che il ritratto fatto da «The Free Press» sia molto esagerato. L'incontro tra Elbridge Colby e il cardinale Christophe Pierre è stato sostanziale, rispettoso e professionale.
Under Secretary of War for Policy Elbridge Colby @USWPColby had a substantive, respectful, and professional meeting with Cardinal Pierre, the then-Papal Nuncio, and his team on January 22, 2026. During the cordial meeting, they discussed a range of topics, including issues of… pic.twitter.com/McI0sB2wKC