La Russia negaPiazzano bombe e sabotano il loro Paese: ecco come i giovani ucraini vengono arruolati su Telegram
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24.11.2025 - 06:00
Stando ai servizi di sicurezza ucraini, quasi 1'000 fra adolescenti e bambini sarebbero stati reclutati per compiere atti di sabotaggio negli ultimi due anni.
SBU
Promesse di denaro e ordini anonimi spingono bambini e adolescenti ucraini a piazzare bombe e appiccare incendi nel loro Paese. Una rete nascosta, di cui ha parlato la «BBC», li attira online e li usa come manodopera sacrificabile.
In Ucraina minorenni vengono reclutati sui social con promesse di denaro per compiere sabotaggi contro il loro stesso Paese.
La BBC ha ottenuto la testimonianza di uno dei ragazzi arruolati, che ha cercato di piazzare una bomba a Rivne, ma è stato fermato prima dell’esplosione.
Le autorità di Kiev sostengono che oltre 800 persone, tra cui molti bambini, siano state coinvolte in questi attacchi negli ultimi due anni.
Alcuni giovani sabotatori sono rimasti uccisi durante le missioni, e Vlad avverte: «Non ne vale la pena, rischi la morte o la prigione».
Un viaggio di quasi 800 chilometri, una bomba nascosta in un parco e un telefono preparato per trasmettere in diretta l’esplosione. È la missione che, lo scorso luglio, un ragazzo ucraino di 17 anni ha accettato convinto di poter guadagnare 2'000 dollari.
Oggi quel giovane – che chiameremo Vlad, nome di fantasia – è seduto in un centro di detenzione di Rivne, accusato di terrorismo e in attesa di un processo che potrebbe costargli fino a 12 anni di carcere.
«Quando collegavo i fili, ho pensato che la bomba potesse esplodere lì, in faccia. Ho pensato che sarei morto», racconta alla «BBC».
L’ordigno doveva essere piazzato su un furgone appartenente a un centro di reclutamento dell'esercito ucraino: il telefono, configurato per una diretta video, avrebbe permesso al suo «superiore» di far detonare la bomba da remoto nel momento esatto in cui qualcuno fosse entrato nel veicolo.
Ma i servizi di sicurezza ucraini (SBU) avevano già fiutato tutto. L’attacco è stato sventato e Vlad, oggi maggiorenne, riconosce che avrebbe potuto uccidere. «Ci ho pensato. Ma nessuno sopporta gli ufficiali della leva», dice con un’alzata di spalle. «Ho pensato: farò come fanno tutti».
Giovanissimi nel mirino
Secondo l’SBU, negli ultimi due anni oltre 800 ucraini sarebbero stati reclutati online per compiere sabotaggi su ordine russo. Tra loro, 240 sono minorenni, alcuni hanno appena 11 anni.
La cyberspecialista Anastasiia Apetyk avverte che in certi casi il tentativo di arruolamento arriva persino a bambini di 9 o 10 anni. Le autorità parlano di una strategia mirata: giovani facilmente manipolabili, spesso inconsapevoli delle conseguenze.
«I bambini non comprendono davvero cosa stanno facendo», spiega Andriy Nebytov, vicecapo della polizia. «Il nemico non si fa scrupoli nell’usare i minori per preparare ordigni con prodotti domestici e piazzarli in luoghi come uffici di reclutamento o stazioni di polizia».
I servizi ucraini hanno lanciato delle campagne di sensibilizzazione destinate ai ragazzi, l'ultima delle quali in estate, attraverso un video pubblicato su YouTube.
Pescati sui social
Il canale principale del reclutamento? Telegram. Ma anche TikTok e perfino piattaforme dedicate ai videogiochi. Quasi sempre la motivazione è economica: non c’è ideologia, solo denaro facile.
È così che Vlad è finito nella rete. Aveva solo pubblicato un messaggio su due canali Telegram, cercando un lavoretto da remoto. Mezz’ora dopo lo contatta un certo Roman.
Prima un incarico semplice: recuperare una granata. Non c’è, ma lui riceve comunque 30 dollari. Poi un altro compito: incendiare un furgone del centro di reclutamento, filmare tutto e scappare.
Per questo riceve l’equivalente di 100 dollari in criptovalute – molto meno dei 1'500 promessi. «Il resto lo riceverai a lavoro finito», gli scrive Roman. Il giovane, però, era già sotto sorveglianza delle forze ucraine.
3'000 dollari per incendiare una banca
La BBC ha potuto accedere a vari canali dove il reclutamento avviene in maniera esplicita. Non c'è nessun simbolo che colleghi direttamente gli arruolatori alla Russia, ma compaiono diverse accuse nei confronti dell'esercito e del governo ucraino - in particolare riguardo allo scandalo corruzione - così come dei video di incendi ed esplosioni che sarebbero avvenuti in seguito ai loro ordini.
Uno degli account, contattato dai giornalisti della BBC, offre subito una tariffa: 1'500 dollari per bruciare un ufficio postale, 3'000 dollari per attaccare una banca. «Le banche valgono di più perché il vetro di sicurezza è difficile da rompere. Bisogna versare benzina dentro o lanciare più molotov», consiglia il reclutatore.
Questo tipo di annunci non circola solo su specifici canali, ma ovunque: gruppi per rifugiati, canali di consigli di bellezza, chat generaliste.
Insomma, qualsiasi persona in cerca di lavoro potrebbe ricevere un’offerta: migliaia di dollari per compiere atti incendiari, con l’obbligo di inviare video come prova. «Ho bisogno di più incendi possibile», scrive uno dei reclutatori. «La parte più difficile è trovare qualcuno di affidabile».
Telegram sostiene di rimuovere contenuti che incitano alla violenza, ma la BBC ha verificato che molti account segnalati restano attivi e, anzi, guadagnano iscritti.
Kiev accusa, Mosca respinge
Le autorità ucraine accusano membri dei servizi segreti russi di organizzare questi attacchi. La BBC non ha potuto verificare in modo indipendente il coinvolgimento diretto dello Stato russo, ma diversi governi europei dicono di avere prove che agenti di Mosca stiano reclutando giovani per commettere vandalismi, incendi e spionaggio.
Nel Regno Unito, ad esempio, sei uomini sono stati condannati per aver incendiato un deposito londinese che forniva aiuti all’Ucraina.
In Ucraina, intanto, molti sospetti attendono il processo. Alcuni, però, non arrivano neppure in tribunale: muoiono durante le operazioni. L’SBU sostiene che in certi casi i loro stessi supervisori russi abbiano fatto esplodere gli ordigni da remoto, sapendo di uccidere gli agenti.
A marzo, un ragazzo di 17 anni è morto e un 15enne è rimasto gravemente ferito mentre trasportavano una bomba destinata a una stazione ferroviaria di Ivano-Frankivsk.
La Russia respinge ogni accusa e, tramite la sua ambasciata a Londra, sostiene che sia l’Ucraina a reclutare civili – «compresi bambini» – per compiere atti di sabotaggio in territorio russo. Anche su questo fronte, la verifica è estremamente difficile.
Certo è che, a rimetterci più di tutti, sono i giovani che cadono nella trappola. Vlad, che ora attende la sentenza, lancia un avvertimento ai coetanei: «Non ne vale la pena. Ti fregano, finisci in prigione come me. Oppure prendi in mano una bomba e… boom, ti salta in faccia».