Resisterà o crollerà?Ecco perché questo 2026 sarà un anno decisivo per Trump
Gabriela Beck
9.1.2026
Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante la cena di Natale al suo Mar-a-Lago Club, mercoledì 24 dicembre 2025, a Palm Beach, in Florida.
KEYSTONE/Alex Brandon
Trump mette in scena un'America in festa permanente. Ma sotto i fuochi d'artificio del patriottismo e dell'autocelebrazione cresce il dubbio. A novembre 2026 si capirà se lo spettacolo ha retto o se gli applausi si saranno spenti.
Redazione blue News
09.01.2026, 06:00
27.04.2026, 16:44
Gabriela Beck
Hai fretta? blue News riassume per te
Donald Trump ha presentato il 2025 come un anno di successi, ma le elezioni di metà mandato del 2026 saranno la vera prova per la sua presidenza.
I recenti successi dei democratici mostrano che il consenso verso Trump non è più così solido.
Il presidente punta su grandi eventi e celebrazioni per mantenere il sostegno popolare.
L'età e la stanchezza diventano sempre più evidenti, mentre emergono ipotesi sui possibili successori.
Per il presidente degli Stati Uniti Donald Trump il 2025 è filato tutto liscio, almeno secondo il diretto interessato. L'economia corre, i cittadini lo adorano e il suo Governo obbedisce: questa, nella visione dell'uomo alla Casa Bianca, è la fotografia del Paese.
Ma la prova decisiva arriva in questo 2026, con le elezioni di metà mandato per il Congresso. E di fronte alle critiche, il quasi 80enne presidente appare sempre più suscettibile.
«Shock and awe» - colpire e intimidire - è la ricetta del potere di Trump, spiega William Galston, analista della Brookings Institution ed ex consigliere del presidente Bill Clinton. Una strategia che, dopo il ritorno di Trump alla Casa Bianca il 20 gennaio, ha inizialmente funzionato. «Ma ho l’impressione che la paura e lo shock stiano perdendo efficacia», osserva.
I democratici avanzano
A confermare il cambio di clima sono una serie di recenti successi elettorali del Partito democratico. Non solo la vittoria a New York del progressista Zohran Mamdani nella corsa a sindaco, ma anche la conquista delle elezioni governative in Virginia e New Jersey.
In Florida, addirittura, una democratica ha strappato il municipio di Miami per la prima volta dopo quasi 30 anni, proprio nello Stato dove si trova la residenza di Trump, Mar-a-Lago.
Secondo diversi economisti, i democratici beneficiano della crescente frustrazione per l'aumento dei prezzi e per la politica di espulsioni dell'amministrazione Trump, che avrebbe causato la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro.
A metà dicembre il presidente ha risposto con un discorso solenne alla Nazione, elencando i suoi successi e promettendo un boom economico «come il mondo non ha mai visto».
Pane, giochi ed elezioni di metà mandato
Per mantenere il consenso delle masse, Trump punta sulla vecchia strategia romana del panem et circenses (la cui traduzione letterale è «pane e giochi» circensi).
In giugno e luglio gli Stati Uniti ospiteranno i Mondiali di calcio insieme a Messico e Canada. Il 4 luglio, inoltre, il Paese celebrerà il 250° anniversario dell'indipendenza, con una festa in grande stile prevista a Washington.
Ma dopo l'estate sotto la bandiera a stelle e strisce, l'attenzione tornerà rapidamente alla politica. Il 3 novembre si terranno le elezioni di midterm, il test più importante per Trump a metà del suo secondo mandato come 47° presidente degli Stati Uniti.
In palio ci sono tutti i 435 seggi della Camera dei rappresentanti e circa un terzo dei 100 seggi del Senato, dove i repubblicani dispongono oggi di maggioranze molto risicate.
Trump, insolitamente prudente, ha riconosciuto: «Chi vince le presidenziali tende poi a perdere le elezioni di metà mandato. Succede anche quando fai un ottimo lavoro».
La stanchezza dell'età sotto i riflettori
Susie Wiles, capo dello staff di Trump, ha avvertito il presidente che dovrà impegnarsi a fondo in vista delle elezioni. «Non gliel'ho ancora detto in modo così diretto, ma tornerà a fare campagna come nel 2024», ha dichiarato in un'intervista, sottolineando che il tycoon riesce a mobilitare molti più elettori rispetto al resto del Partito repubblicano.
A pesare, però, è sempre di più l’età. Il 14 giugno Trump compirà 80 anni ed era già il presidente più anziano della storia americana al momento del suo ritorno alla Casa Bianca.
Chi sottolinea i segni della stanchezza presidenziale deve fare i conti con la sua ira, come hanno sperimentato alcuni giornalisti del «New York Times». Ma resta il fatto che in diverse apparizioni pubbliche il presidente è stato ripreso dalle telecamere mentre lottava per restare sveglio.
Preparare la successione
Anche per questo, i potenziali successori iniziano a muoversi. Il vicepresidente JD Vance non nasconde di considerarsi un candidato forte per le presidenziali del 2028, e lo stesso Trump lo definisce il «successore più probabile» nel campo Maga.
Tra gli altri nomi in circolazione figura il segretario di Stato Marco Rubio.
Non è escluso, infine, che Trump tenti una strada legale per correre per un terzo mandato, nonostante la Costituzione lo vieti. «Mi piacerebbe farlo», ha ammesso. Per Galston lo scenario non è del tutto da escludere: «Vista la sua tendenza a contestare tutto in tribunale, non lo considero impossibile».