Abiy Ahmed: «L'Etiopia come la Libia e la Siria per colpa dei ribelli»

SDA

3.11.2021 - 11:11

Colonne di fumo dopo un bombardamento dell'esercito etiope a Mekele (Macallè), capitale della regione dissidente del Tigrè (foto del 20 ottobre 2021)
Keystone

Il premier etiopico Abiy Ahmed, premio Nobel per la pace 2019 e riconfermato per un secondo mandato il mese scorso, ha accusato l'alleanza dei ribelli di aver trasformato l'Etiopia «in una Libia o Siria».

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3.11.2021 - 11:11

«Vogliono distruggere un Paese, non costruirlo», ha detto Ahmed, invitando gli etiopi all'unità, secondo quanto riportato dai media statali Fana Broadcasting Corporate.

Nell'ambito dello stato di emergenza, che oggi dovrà essere approvato dal Parlamento, le autorità – ha anche precisato – potranno arruolare «qualsiasi cittadino in età da combattimento e in possesso di un'arma» o sospendere i media sospettati di «fornire supporto morale diretto o indiretto» al Fronte di liberazione del popolo del Tigray (TPLF).

Stato d'emergenza: «carta bianca» contro i tigrini

Il portavoce del TPLF Getachew Reda, da parte sua, ha definito le misure «carta bianca per imprigionare o uccidere i tigrini». «Mentre il regime è sull'orlo del collasso, Abiy e i suoi luogotenenti stanno scatenando un regno di terrore con vendetta», ha twittato.

Il governo ha riferito che l'aviazione etiope, che nelle ultime settimane ha effettuato attacchi aerei regolari sul Tigrè, ha colpito oggi «un centro di addestramento militare del gruppo terroristico TPLF» ad Adi Buray, nel nord del Tigrè.

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