A cosa servivano?A Venezia c'è un ponte con due ganci arrugginiti… e una storia da brividi
ai-scrape
2.8.2025 - 17:04
Degli uncini con una storia assai particolare.
historywalksvenice.com
Nel sestiere di Cannaregio, due antichi ganci in ferro sul ponte di San Canciano raccontano una leggenda inquietante. Un tempo usati per esporre i condannati, oggi sono considerati portafortuna.
Nel sestiere di Cannaregio, il ponte di San Canciano custodisce una storia antica e si affaccia su un canale un tempo cruciale per i traghetti verso Murano, Burano e San Michele.
Accanto al manufatto, incastonati in una colonna del Sotoportego del Tragheto, si trovano due misteriosi uncini in ferro che, secondo la leggenda, servivano a esporre i corpi smembrati dei condannati a morte.
Ancora oggi, quel piccolo angolo di Venezia mescola superstizione e memoria, attirando curiosi e passanti in cerca di fortuna o semplicemente di un frammento della Venezia più oscura.
Nel cuore di Venezia, nel sestiere di Cannaregio, si trova il ponte di San Canciano, che attraversa il Rio dei Santi Apostoli.
Come riferisce «Panorama», prima della costruzione delle Fondamenta nuove nel XVI secolo, i traghetti per Murano, Burano e San Michele, l'isola del cimitero cittadino, attraccavano qui.
Il nome Sotoportego del Tragheto è rimasto nel tempo, anche dopo il restauro del ponte nel 1868. In questa zona storica vissero figure illustri come Tiziano Vecellio e la famiglia Strozzi, esuli da Firenze.
Gli uncini
Il manufatto di San Canciano non è solo un'opera architettonica di rilievo, ma è anche al centro di una leggenda molto conosciuta tra i veneziani. Un occhio attento può notare due oggetti insoliti: due vecchi uncini in ferro arrugginito, incastonati ai lati di una colonna d'angolo di una casa del sotoportego.
I passanti spesso si avvicinano per toccarli, credendo che porti fortuna. Ma la leggenda narra che in passato servissero a esporre i corpi squartati dei condannati a morte, appesi dopo essere stati divisi in quattro dal boia.
Sempre secondo «Panorama», altri due uncini, ormai scomparsi, si trovavano presso le «Fondamenta degli squartai» vicino al Campo dei Tolentini.
La loro disposizione in diversi punti di Venezia aveva lo scopo di esporre le membra dei condannati ai quattro punti cardinali, rivolte verso Padova, Chioggia, Mestre e il Lido.
Oggi, i ganci sul ponte di San Canciano sono un angolo silenzioso che racconta la Venezia più oscura, un luogo dove storia e leggenda si intrecciano.
Il redattore ha scritto questo articolo con l'aiuto dell'IA.