G20: via libera alla minimum tax, ma resta il nodo del clima

SDA

30.10.2021 - 18:28

È partito oggi il G20, aperto dal padrone di casa, il premier italiano Mario Draghi.
Keystone

L'accordo sulla minimum tax per le multinazionali segna la prima giornata di lavori del G20, mentre resta ancora in salita il negoziato sul clima che vede ancora molto distanti le posizioni dei leader.

SDA

30.10.2021 - 18:28

Aprendo i lavori alla nuvola di Fuksas il premier italiano Mario Draghi ha lanciato un appello ad un ritorno al multilateralismo, «l'unica strada possibile», secondo il presidente del Consiglio di fronte a sfide come la pandemia e i cambiamenti climatici.

«Dobbiamo superare le nostre differenze – ha detto – e ritrovare lo spirito di questo consesso». Una linea condivisa dai leader che nei loro discorsi hanno sottolineato l'importanza di tornare a unire le forze per vaccinare il mondo e farlo ripartire dopo la pandemia. Unità che stenta però ad arrivare sul dossier più delicato, quello dei cambiamenti climatici.

Il tema verrà affrontato dai 20 nella giornata di domani, ma dall'ultima bozza circolata in ordine di tempo sarebbe sparita la deadline del 2050 per arrivare ad azzerare le emissioni, il che lascerebbe liberi di arrivare al già annunciato 2060 Paesi come l'India e la Cina.

Il presidente cinese Xi Jinping nel suo intervento ha fatto chiaramente capire la sua posizione, esortando i Paesi sviluppati a dare l'esempio nella riduzione delle emissioni, accogliendo «pienamente le particolari difficoltà e preoccupazioni dei Paesi in via di sviluppo».

Le difficoltà nel negoziato sono state confermate da fonti europee convinte però che non si andrà verso un fallimento del vertice. Anche perché «le bozze finora trapelate – hanno assicurato fonti di Palazzo Chigi – sono versioni preliminari: gli sherpa sono al lavoro e continueranno per tutta la notte la loro sessione».

«Non solo un accordo fiscale, la diplomazia al servizio dei cittadini»

Resta il risultato della prima giornata, esaltato dal suo più grande sostenitore, il presidente statunitense Joe Biden. «Qui al G20 i leader che rappresentano l'80% del Pil mondiale – alleati e concorrenti – hanno dato il loro chiaro sostegno a una forte global minimum tax», ha scritto su Twitter.

Sottolineando che non si tratta solo di «un accordo fiscale, è la diplomazia che trasforma la nostra economia globale e si mette al servizio dei cittadini».

E per i cittadini, ha sottolineato Draghi «stiamo costruendo un nuovo modello economico». Il premier italiano ha centrato il suo discorso di apertura sulla ripresa economica, strettamente legata alla distribuzione dei vaccini nel mondo. Stigmatizzando le differenze «moralmente inaccettabili» sul fronte dei vaccini che «minano» tale ripresa.

Il primo grande vertice in presenza dopo le chiusure per il Covid è stato anche l'occasione per una serie di bilaterali come quello tra Draghi e il presidente turco Erdogan, il primo dopo il disgelo tra i due.

Seguito da quello tra il leader di Ankara e la presidente della commissione Ue Ursula von der Leyen dopo la 'crisi della sedia', mentre domani atteso quello tra il premier britannico Boris Johnson e il presidente francese Emmanuel Macron sulla disputa sulla pesca.

SDA