Toni intimidatori e prepotenti: accusata la ministra britannica Patel

SDA

19.11.2020 - 20:47

La ministra dell'interno britannica Priti Patel ha mancato di rispetto e di riguardo verso i funzionari, ha stabilito un'inchiesta.
SDA

Nuova grana in vista per la compagine del premier conservatore britannico Boris Johnson, dove torna in discussione la ministra dell'interno, Priti Patel.

È infatti riconosciuta colpevole da un rapporto commissionato a un'autorità indipendente di aver violato lo standard di comportamento previsto per i membri del governo britannico e di aver usato toni intimidatori e prepotenti nei mesi passati nei confronti di alti funzionari del suo Dicastero (Home Office).

Il testo, consegnato tempo fa al premier, è in teoria ancora coperto dal riserbo, non avendo ricevuto il via libera alla pubblicazione: ma il suo contenuto è stato fatto trapelare oggi ancora una volta alla Bbc da una fonte interna a Downing Street.

«Bullismo, sebbene non deliberato»

In base alle conclusioni dell'inchiesta, condotta dall'ufficio di gabinetto del premier dopo che a inizio anno Patel era stata accusata di bullismo fra gli altri dall'ex direttore generale dell'Home Office sir Philip Rutnam, dimessosi a febbraio, la ministra – rampante brexiteer di origini familiari indiane e falco dell'esecutivo Tory in materia d'immigrazione come su altri temi – avrebbe «violato le prescrizioni del codice di condotta ministeriale, mancando di rispetto e di riguardo verso i funzionari».

Un verdetto di «bullismo, sebbene non deliberato» stando alla Bbc, che cita poi una seconda gola profonda in base alla quale Johnson avrebbe di fatto sinora tenuto insabbiato il rapporto.

Altri media riferiscono che il premier, dopo aver tenuto a lungo fermo il caso, si preparerebbe ora a chiuderlo limitandosi a «un richiamo scritto» nei confronti di Patel, senza pretenderne le dimissioni. Non si esclude tuttavia che la ministra sia costretta alla fine a un passo indietro nelle prossime ore, mentre l'opposizione laburista continua a insistere affinché il dossier venga finalmente reso pubblico e non resti senza conseguenze.

Tornare alla home page

SDA