Germania

Germania: Scholz parla poco, ma per sondaggi in tv vince lui

SDA

30.8.2021 - 07:19

Da sinistra a destra: i candidati alla cancelleria tedesca Armin Laschet (Cdu), la Annalena Baerbock (Verdi) e Olaf Scholz (Spd) nel dibattito televisivo di ieri sera in vista delle elezioni del prossimo 26 settembre.
Keystone

Un sondaggio lampo attribuisce la vittoria al socialdemocratico Olaf Scholz: ma la sensazione durante il «Triell», il confronto televisivo fra i tre candidati alla cancelleria, in vista del voto in Germania, è che non vi sia un chiaro vincitore.

SDA

30.8.2021 - 07:19

Anzi, proprio il vicecancelliere socialdemocratico e ministro delle Finanze della Grande coalizione, in vantaggio nei sondaggi, è rimasto a lungo nell'angolo, lasciando troppo tempo la scena ai due avversari, Armin Laschet della Cdu e Annalena Baerbock dei Verdi, che hanno battagliato fra loro.

Il ministro delle Finanze ha anche incassato un duro attacco del presidente della Cdu sull'ambiguità su un'eventuale coalizione con la Linke (sinistra), che non ha escluso. A parte diverse critiche su Twitter, e le stoccatine di diversi notisti politici, Scholz risulta però il vincitore della serata: per l'istituto demoscopico Forsa il 36% ha preferito lui, contro un 30% per la Baerbock e il 25% a cui sarebbe piaciuto Laschet.

Laschet in difficoltà

Quest'ultimo è in enorme difficoltà nei sondaggi pre-elettorali (le sue preferenze personali sarebbero crollate addirittura al 10% contro il 31% di Scholz, stando all'Insa, mentre l'Unione è scivolata al 21%, un record storico negativo, contro il 24 dei socialdemocratici e il 17 dei Verdi).

Ieri sera Laschet è apparso però combattivo, e ha ostentato disinvoltura. La forte pressione a cui è sottoposto in queste settimane non è visibile nel sorrisone del candidato che dovrebbe garantire la continuità del prossimo governo tedesco con l'era Merkel.

Baerbock: «sono per una svolta vera»

Fra i rivali, una Annalena Baerbock in forma ha affrontato con piglio sicuro la prova. È lei che ha attaccato Laschet sulla povertà dei bambini in Germania, e ha preso le distanze dai possibili futuri alleati: «La protezione del clima è centrale per me, è chiaro che non lo sia invece per l'Unione».

Baerbock si è fatta anche notare nella dichiarazione finale, quando ha usato il minuto dell'appello agli elettori, facendosi avanti e occupando fisicamente il centro dello studio. Basta con il «weiter so» ("avanti così"), ha ribadito, «io sono per una svolta vera».

Gli avversari non si denigrano

I tre candidati hanno mostrato anche diverse sovrapposizioni, escludendo tutti nuovi lockdown – Baerbock è stata però meno radicale nel no all'obbligo del vaccino anti-Covid – e mostrandosi tutti a favore di un rafforzamento della politica sulla sicurezza internazionale.

Qui è stato Laschet che ha promesso un rafforzamento della Bundeswehr, le forze armate tedesche, attaccando le contraddizioni delle politiche dei Verdi, mentre Scholz ha sottolineato il forte aumento della spesa sulla Difesa, sottoscritto al suo ministero.

I tre candidati hanno evitato di denigrare i loro avversari, dando una prova della maturità del dibattito politico tedesco. «Non è lo stile giusto, dire cosa l'altro non è in grado di fare», ha detto per tutti Scholz.

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