Sciolta la Camera bassaLa «premier di ferro» annuncia il voto anticipato in Giappone, ecco cosa vuole ottenere
SDA
19.1.2026 - 20:26
La premier giapponese Sanae Takaichi si è espressa lunedì in conferenza stampa.
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Con una mossa a sorpresa la premier giapponese Sanae Takaichi annuncia lo scioglimento della Camera bassa e la convocazione di elezioni anticipate l'8 febbraio, nel tentativo di trasformare il suo esecutivo – il primo guidato da una donna nella storia del Paese – in un mandato popolare.
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19.01.2026, 20:26
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A meno di 4 mesi dalla sua nomina, Takaichi punta a capitalizzare l'attuale picco di consenso, vicino al 70%, attorno a un'agenda fondata su tre pilastri: il taglio temporaneo dell'Iva, il rilancio della spesa pubblica, e l'accelerazione del progetto di riarmo nazionale.
Con soli 16 giorni tra lo scioglimento dell'aula e il voto, sarà la campagna elettorale più breve del Dopoguerra, rivelano le statistiche, e anche la prima volta dal 1992 che la Dieta viene sciolta all'inizio di una sessione ordinaria convocata a gennaio, in pieno inverno.
Obiettivo: consolidare la maggioranza
Nella conferenza stampa di presentazione Takaichi, condottiera del Partito Liberal-democratico Ldp - che in Giappone governa quasi ininterrottamente da 70 anni - ha definito il voto un «giudizio diretto» sulla sua leadership e sulle «transizioni strategiche» concordate con il partner di coalizione, il Partito dell'Innovazione giapponese (Jip).
L'obiettivo dichiarato è quello di consolidare una maggioranza fragile, attualmente ferma a 233 seggi su 465, ereditata dalla precedente amministrazione, e superare l'ostacolo del Senato, dove la coalizione governativa è minoranza.
La proposta più incisiva è la sospensione per due anni dell'imposta al consumo dell'8% sugli alimenti. Una misura dal costo stimato di 5'000 miliardi di yen all'anno, pari a 27,2 miliardi di euro, mirata ad alleviare i costi delle famiglie alle prese con un'inflazione persistente.
Anche l'opposizione ha la stessa proposta
La misura auspicata ha già innescato turbolenze sui mercati, con i rendimenti dei titoli decennali saliti ai massimi in 27 anni, segnale di crescenti timori sul debito pubblico – già di gran lunga il più alto tra i Paesi del G7.
La stessa iniziativa, con l'abolizione addirittura permanente dell'Iva sugli alimenti, è stata annunciata dall'opposizione: l'Alleanza riformista centrista nata dall'unione tra il Partito democratico costituzionale (Cdpj) e Komeito, ex alleato storico centrista dell'Ldp. Una deriva populista che preoccupa gli economisti perché potrebbe minare ulteriormente la credibilità fiscale, e accelerare il deprezzamento dello yen, aggravando proprio quei costi delle importazioni che si vorrebbero contenere.
L'aumento della spesa militare
Ma il vero banco di prova per la leader conservatrice è la sicurezza, sottolineano gli analisti.
La premier 64enne afferma di voler portare la spesa militare al 2% del Pil, rompendo un tabù durato decenni. Questo a fronte delle pressioni dell'amministrazione Usa e della sintonia personale con Donald Trump, oltre che per il prolungato irrigidimento dei rapporti diplomatici con la Cina – provocato dalle sue recenti affermazioni sulla questione di Taiwan - e per il recente blocco di Pechino alle esportazioni di minerali critici.
Incalzata dai giornalisti sulle affermazioni avanzate da alcuni partiti di opposizione, secondo cui il Giappone sembrerebbe spostarsi verso destra nello spettro politico, Takaichi ha affermato che la missione fondamentale di uno Stato è proteggere la vita e i mezzi di sussistenza dei propri cittadini, motivo per cui le politiche estere e di sicurezza rivestono un'importanza cruciale, aggiungendo che il Giappone non si sta spostando a destra, ma sta diventando «una nazione normale».