Elettori in attesa per ore sotto un sole cocente

Di René Sollberger, Las Vegas

30.10.2020

Fieri di avere già votato: il numero dei partecipanti alle elezioni anticipate non è mai stato così alto nella storia delle presidenziali negli Stati Uniti. Questo preannuncia un tasso di partecipazione straordinariamente elevato?
Getty

I seggi hanno appena aperto a Las Vegas e gli elettori si riversano alle urne. Non c’era mai stata così tanta partecipazione. Sono sconvolto dalle lunghe file d’attesa, mi ricordano le immagini che si vedono nelle zone in crisi.

Il caldo non è quello che c’è normalmente a Las Vegas in piena estate, ma la colonnina di mercurio supera comunque i 30°. Cielo grigio piombo e sole a picco. In Nevada i primi seggi sono aperti dalla mattina, ben due settimane prima della data ufficiale delle elezioni, il 3 novembre.

Cerco un posteggio davanti al supermercato del centro commerciale Blue Diamond Crossing. L'enorme tendone che funge da seggio elettorale è già visibile in lontananza. Poi noto anche la fila quasi interminabile e ben organizzata che si snoda attraverso il parcheggio. È incredibile: non siamo in un paese in via di sviluppo. Siamo negli Stati Uniti, l’economia più potente del mondo.

Ecco come si presenta la parte della scheda elettorale riservata alla scelta del presidente e del vice presidente. Oltre ai due candidati dei partiti principali, hanno il loro spazio anche gli outsider senza alcuna possibilità di vittoria.
René Sollberger
Focus sulle presidenziali statunitensi 2020

Gli statunitensi alle urne: «blue News» segue la fase cruciale del duello per la Casa Bianca, non solo dalla Svizzera ma anche attraverso dei reportage di giornalisti svizzeri residenti negli Stati Uniti. Donald Trump o Joe Biden? Il voto è previsto per il 3 novembre

Sono in centinaia ad aspettare qui per ore per esprimere la propria preferenza. Le cabine sono collocate nella tenda e suddivise da tende blu. Ma prima di tutto bisogna verificare l’identità degli elettori e cercarli sulla lista dei votanti iscritti. Ci vuole tempo. Alcune persone in attesa hanno aperto l’ombrello per proteggersi dal sole. Degli assistenti distribuiscono acqua. L’atmosfera è serena e tranquilla. Anche all’interno della tenda, regna l’ordine. Nessuno sembra avere fretta.

Donald Trump sbarca a Las Vegas

Noi non dobbiamo fare la coda poiché mia moglie ha ricevuto i documenti per posta e deve solo consegnare la busta. Alcuni Stati inviano automaticamente i documenti per corrispondenza non appena uno si iscrive, altri lo fanno solo su richiesta, altri non li mandano affatto.

Non lontano dai seggi improvvisati, all’aeroporto internazionale McCarran, l’Air Force One con a bordo Donald Trump è appena atterrato. Il presidente uscente prevede di fare due apparizioni in Nevada questo fine settimana, ed è per questo che si trova in conflitto con il governatore (democratico) Steve Sisolak. Il Nevada, infatti, sta applicando delle misure di igiene e distanziamento che non piacciono a Donald Trump. I grandi eventi sono vietati.

Un tasso di partecipazione elevato a vantaggio dei democratici

Durante il primo fine settimana elettorale, più di 50’000 persone sono andate a votare nella città di Las Vegas, che ha 2 milioni di abitanti. Sono molti. A livello nazionale, dieci giorni prima della data ufficiale delle elezioni, quasi 60 milioni di elettori sui circa 240 milioni hanno già votato, come mostra il sito «United States Elections Project» di Michael McDonald, politologo dell’università della Florida.

Secondo questa fonte, hanno partecipato al voto anticipato un numero di persone da due a tre volte più alto rispetto a quanto accaduto quattro anni fa. Resta da capire chi ne trarrà vantaggio. Tuttavia, se il tasso di partecipazione è notevolmente più alto rispetto al 60% abituale, questo dovrebbe andare a vantaggio dei democratici e del loro candidato Joe Biden, dato che la maggior parte dei nuovi elettori sono generalmente giovani e/o membri di una minoranza e tendono quindi a votare contro Donald Trump. Gli elettori repubblicani tradizionali, invece, sono di solito più costanti e vanno a votare ad ogni elezione. Ma queste sono solo ipotesi.

René Sollberger vive negli Stati Uniti dal 2013. Dopo aver trascorso due anni a Boston e poi cinque a San Francisco, si è trasferito a Las Vegas nel 2020. Sposato con una cittadina statunitense, è giornalista economico e politico. In passato , tra le altre testate, ha lavorato per «Cash», «Berner Zeitung» e «Handelszeitung».

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