Da due mesi in cure intense Gli trapiantano un cuore rovinato, ora il bimbo lotta per la vita. Errori nel trasporto dell'organo?

Samuel Walder

17.2.2026

Il personale della sala operatoria assiste i chirurghi durante un intervento sul cuore fermo di un bambino di pochi giorni. La foto è stata scattata nell'estate 2010 all'Ospedale pediatrico universitario di Zurigo. (foto d'archivio)
Il personale della sala operatoria assiste i chirurghi durante un intervento sul cuore fermo di un bambino di pochi giorni. La foto è stata scattata nell'estate 2010 all'Ospedale pediatrico universitario di Zurigo. (foto d'archivio)
KEYSTONE/Gaetan Bally

Cosa è andato storto durante il trasporto del cuore del donatore? Dopo un drammatico trapianto a Napoli, un bambino di due anni e tre mesi sta lottando per la vita. Gli investigatori stanno verificando se i protocolli siano stati violati. Intanto la ricerca disperata di un nuovo organo è in corso in tutta Europa. Ma i pareri degli esperti divergono: per i dottori di Roma non è più possibile salvare il piccolo, per i loro colleghi napoletani invece sì.

Paolo Beretta

Hai fretta? blue News riassume per te

  • Domenico, due anni e tre mesi, sta lottando per la sopravvivenza dopo un trapianto di cuore fallito a Napoli il 23 dicembre ed è sostenuto da una macchina in terapia intensiva da circa 60 giorni.
  • Gli inquirenti sospettano che il cuore del donatore sia stato danneggiato durante il trasporto in una scatola di plastica rigida senza monitoraggio della temperatura e con ghiaccio secco, motivo per cui sei persone coinvolte sono indagate e due chirurghi sono stati sospesi.
  • I dottori di Napoli affermano che il bimbo sia ancora idoneo per un trapianto. Secondo gli esperti di Roma, a cui i colleghi napoletani hanno chiesto un secondo parere, invece non è più operabile.
  • La madre del piccolo non perde però le speranze.

Tutta l'Italia è preoccupata per Domenico, un bimbo di due anni e tre mesi, che ha urgente bisogno di un nuovo cuore. Sta lottando per la sua vita dopo un trapianto fallito ed è in condizioni estremamente critiche.

Il nuovo organo del piccolo si è rivelato non funzionante subito dopo l'operazione, avvenuta il 23 dicembre 2025 a Napoli.

L'organo proveniva da un bimbo di quattro anni, morto in provincia di Bolzano. Il suo cuore è stato espiantato proprio nell'ospedale del capoluogo dell'Alto Adige e trapiantato lo stesso giorno nel petto del piccolo Domenico. 

Il cuore bruciato da ghiaccio troppo freddo?

Gli inquirenti indagano sulle procedure di prelievo e trasporto dell'organo. Secondo la famiglia, durante il percorso il cuore del donatore è stato raffreddato con ghiaccio secco anziché con quello convenzionale e si è danneggiato.

Questo perché, come ricordano gli esperti, il ghiaccio secco può arrivare a temperature molto inferiori, fino ai -80 °C, rispetto al ghiaccio naturale. Le bassissime temperature avrebbero, questa per ora è l'ipotesi privilegiata dagli investigatori, «bruciato» l'organo.

La vicenda è stata resa pubblica solo pochi giorni fa poiché i genitori di Domenico hanno sporto denuncia e, come detto dalla mamma a «Domenica In», «qualche anima buona ha fatto sapere ai giornali la verità».

In un primo tempo alla madre era stato solo detto che era sorto un problema: «Mi hanno avvisato dopo l'intervento, dicendo che c'era stato un problema e il cuoricino non partiva. Mi hanno chiamato prima che andasse in terapia intensiva, quando era ancora in sala operatoria».

«Il dolore era troppo grande e all'inizio non mi facevo domande, poi con il mio avvocato abbiamo cercato di capire presentando delle denunce».

Un contenitore non adatto? Sei gli indagati. Un primario s'è dimesso 6 giorni dopo il trapianto

Le indagini sono complesse, in parte perché l'incidente è avvenuto quasi due mesi fa e in parte per le numerose persone coinvolte.

Al centro c'è il contenitore usato per trasportare l’organo risultato alla fine danneggiato: non ne sarebbe stato impiegato uno in grado di monitorare la temperatura. 

Il cuore sarebbe infatti stato trasportato in una scatola di plastica rigida e non un box tecnologico. Questo dato è emerso dopo il sequestro del contenitore, eseguito nei giorni scorsi dai Carabinieri del Nas di Napoli.

Resta poi da scoprire come mai nessuno s'è accorto prima o durante l'operazione che il cuore era stato irreparabilmente danneggiato.

Degli aspetti legati al ghiaccio secco si stanno occupando i Carabinieri del Nas di Trento, competenti su Bolzano, città dove quel giorno non si è recata solo l'equipe partenopea, ma anche medici provenienti da altre località per il prelievo di diversi organi espiantati.

La Procura di Napoli sta indagando su sei dipendenti dell'ospedale coinvolti con l'accusa di lesioni personali colpose. L'agenzia di stampa italiana Ansa riporta che anche due chirurghi sono stati sospesi.

La Procura ha interrogato oggi il cardiologo responsabile dell'assistenza post-trapianto, considerato un possibile testimone chiave. Il medico si è dimesso il 29 dicembre 2025, sei giorni dopo il fallimento dell'intervento.

Il bimbo versa in condizioni critiche. È ancora operabile? I pareri degli esperti divergono

La brutta notizia è arrivata domenica dall'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, al quale quello di Napoli ha chiesto un parere.

Secondo la valutazione del nosocomio romano, il bimbo non potrà ricevere un secondo trapianto di cuore a causa delle gravi complicazioni dopo quasi due mesi di permanenza in una macchina che si occupa della respirazione e della circolazione del sangue all'esterno del corpo.

Per decidere se il bimbo possa ricevere un altro organo dopo il fallimento del primo trapianto, l'Ospedale Monaldi di Napoli ha invitato esperti da tutto il Paese a un consulto.

La valutazione clinica da parte degli specialisti interni è prevista per mercoledì. In serata è stato annunciato il coinvolgimento di importanti medici della regione.

Il bambino rimarrà in lista per il trapianto fino alla decisione di mercoledì.

«Non mi arrendo, non perdo la speranza», dice mamma Patrizia, che oggi ha visitato il suo «piccolo combattente» come ogni giorno e ha parlato con i dottori.