Tensioni

Putin al telefono con Helsinki: «Grave errore» aderire alla NATO

SDA

14.5.2022 - 21:23

Il presidente russo Vladimir Putin e quello finlandese Sauli Niinisto, qui in una foto del 2019, oggi avrebbero avuto una telefonata dai toni accesi (foto d'archivio)
Keystone

Il presidente russo Vladimir Putin ora sa con certezza che Helsinki non tornerà indietro sui suoi passi. E che la Russia, salvo clamorose sorprese, è destinata a condividere oltre mille chilometri dei suoi confini con l'Alleanza Atlantica.

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14.5.2022 - 21:23

Il presidente finlandese, Sauli Niinisto, lo ha chiamato direttamente per comunicargli che sì, il suo Paese ha avanzato una richiesta formale alla Nato che si appresta a rispondere a stretto giro di posta, con i suoi ministri degli esteri riuniti in queste ore a Berlino.

Gelida la risposta del presidente russo: abbandonare dopo decenni la neutralità militare di Helsinki «è un grave errore» e costituisce per la Russia una minaccia che non potrà rimanere senza risposta.

Mosca avverte anche nella pratica

I primi segnali Mosca li ha già inviati. Come promesso, durante la notte tra venerdì e sabato ha già sospeso la fornitura di energia elettrica allo Stato confinante, come confermato dall'operatore finlandese.

Una mossa motivata dalla Rao Nordic, l'azienda responsabile per la vendita di elettricità russa alla Finlandia, con presunti mancati pagamenti.

Non solo: proprio nelle ore in cui Niinisto e Putin parlavano al telefono il Cremlino ha ordinato l'avvio di esercitazioni nei cieli del Mar Baltico, con una decina di caccia Su-27 che hanno spiccato il volo con l'obiettivo di simulare il respingimento di un attacco aereo nell'enclave russa di Kaliningrad, porto situato tra Polonia e Lituania.

Con Finlandia e alla Svezia nella NATO la Russia reagirebbe

Ma in quella che è stata descritta come una conversazione «diretta e franca» con Niinisto (che in termini diplomatici solitamente indica un colloquio dai toni tirati e tesi) Putin avrebbe lasciato intendere una reazione ben più dura all'allargamento della Nato.

«La Russia non ha intenzioni ostili in relazione alla Finlandia e alla Svezia», ha affermato il vice ministro degli esteri Alexander Grushko, sottolineando però come tale mossa «non rimarrà senza una reazione politica».

Nei giorni scorsi Mosca aveva minacciato una non meglio «rappresaglia tecnico-militare» che lasciava prefigurare anche un possibile dispiegamento di armi tattiche nucleari a ridosso della regione baltica. «Ma è presto per parlarne», ha glissato Grushko.

Anche se Putin ha chiarito al presidente finlandese le conseguenze delle sue decisioni: «Non esistono da parte nostra minacce alla vostra sicurezza. Ma il vostro ingresso nella Nato non potrà che influenzare negativamente le relazioni con la Russia».

Le accuse di Mosca verso l'occidente

E se da Kiev Mikhailo Podoliak, il più stretto consigliere del presidente ucraino Voldymyr Zelenski, parla di una Nato destinata a mettere radici «alla periferia di San Pietroburgo», il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov accusa l'Occidente di aver ormai dichiarato «una guerra ibrida totale contro la Russia».

Mentre dal vicepresidente della commissione Difesa della Duma, Aleksey Zhuravlyov, arriva l'ennesima minaccia: «La Russia potrebbe colpire la Finlandia con un missile ipersonico in soli 10 secondi».

La Turchia si oppone all'entrata di Svezia e Finlandia

Intanto in Germania i capi delle diplomazie dei Pesi alleati sono chiamati a preparare il terreno per il previsto allargamento.

Sul tavolo, però, c'è il nodo di Ankara che continua a fare muro: «Svezia e Finlandia stanno supportando i terroristi del Pkk, che ci attaccano quotidianamente», ha ribadito il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, proprio a Berlino.

«Ed è inaccettabile – ha aggiunto – che Paesi alleati ed amici sostengano dei terroristi».

Quella del presidente turco Recep Tayyip Erdogan non sarebbe però una chiusura totale e a spiegarlo è stato il suo portavoce Ibrahim Kalin: «La Turchia non ha chiuso la porta all'adesione di Svezia e Finlandia, ma vuole negoziare con loro un giro di vite sulle attività terroristiche ospitate soprattutto a Stoccolma».

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