I robot potrebbero scatenare delle guerre

tafi

2.10.2019 - 10:31

Igorek è ancora un prototipo. Ma a partire dal prossimo anno, il produttore di armi russo Kalashnikov punta a presentare un modello funzionante del robot da combattimento controllato (per ora) da dei soldati.
Getty Images

Per gli esperti, non c'è alcun dubbio: i robot saranno decisivi nei conflitti del futuro. Un'ex dipendente di Google teme che essi possano scatenare accidentalmente delle guerre e delle stragi di massa.

Fino allo scorso anno, Laura Nolan lavorava come ingegnere informatica per Google. Successivamente ha rassegnato le dimissioni, per protestare contro la partecipazione del suo datore di lavoro ad un progetto che punta a migliorare fortemente la tecnologia dei droni in dotazione all'esercito statunitense. Esperta in sistemi di armi controllati da intelligenze artificiali, oggi mette in guardia contro le conseguenze imprevedibili dell'uso dei robot e chiede che tutti i sistemi offensivi non controllati dall'uomo siano vietati.

Contrariamente ai droni, che continuano ad essere gestiti da esseri umani, i robot potrebbero infatti «compiere gesti devastanti, per i quali non erano stati originariamente programmati», ha dichiarato Laura Nolan, secondo quanto riferito dal «Guardian».

«Potremmo ritrovarci di fronte ad atrocità e massacri.»

Laura Nolan, che è oggi membro della campagna Stop Killer Robots, ha descritto i pericoli degli armamenti autonomi di fronte ai dirigenti delle Nazioni Unite a New York e a Ginevra. Più il numero di macchine da combattimento presenti nello stesso momento in un'area sarà elevato, più il rischio di catastrofi sarà grande, ha spiegato al quotidiano inglese. «Potremmo ritrovarci di fronte ad atrocità e massacri, in particolare nel caso in cui centinaia, se non migliaia di macchine, verranno utilizzate simultaneamente».

L'esperta teme che possano prodursi gravi incidenti se i robot «dovessero cominciare a comportarsi in modo inaspettato». Di conseguenza, tutti i sistemi offensivi moderni dovrebbero essere sempre posti sotto il controllo umano, sostiene: «Altrimenti, dovrebbero essere vietati poiché troppo imprevedibili e pericolosi».

Basterebbe un cambiamento delle condizioni meteo?

Fattori esterni come un banale cambiamento delle condizioni meteorologiche potrebbero bastare a perturbare la programmazione dei robot da guerra, con conseguenze potenzialmente fatali, mette in guardia Nolan. Che sottolinea come alle macchine manchi semplicemente il buon senso proprio degli esseri umani: «Come impostare il software di un sistema offensivo affinché sia in grado di individuare le sfumature del comportamento umano?», spiega l'esperta per illustrare il problema. Una macchina controllata da un'intelligenza artificiale - conclude - potrebbe non saper riconoscere la differenza tra un cacciatore armato di un fucile e un soldato nemico.

Una fabbrica che produce robot umanoidi

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