Ucraina

Malyar: «I russi vogliono il Lugansk entro domenica»

SDA

20.6.2022 - 20:27

I russi vogliono prendere il Lugansk entro domenica. Dopo settimane di assedio, la campagna di Mosca per la conquista dell'oblast del Donbass si avvicina a una svolta. Nelle città gemelle di Severodonetsk e Lysychansk si stanno combattendo «battaglie decisive e la leadership russa chiede che le sue truppe raggiungano i confini amministrativi della regione entro il 26 giugno», ha spiegato la viceministra della Difesa ucraina Hanna Malyar.

epa09888318 A picture taken during a visit to Luhansk organized by the Russian military shows Russian servicemen guard on the entrance of the Luhansk Power Station in Shchastia, Luhansk region, Ukraine, 13 April 2022. Stopped by the Ukrainian side a few days before the start of the Russian special operation, the station provided electricity to more than a million people. The Ukrainian Armed Forces mined the object during the retreat, and some high-voltage power lines were damaged during the fighting. The station is a strategic and important energy facility of the self-proclaimed Luhansk People's Republic. After the start of operation of the station, it will be possible to start production at the metallurgical enterprises of the republic, which was stopped in 2014, when the station was cut off from the energy system of Lugansk. On 24 February Russian troops had entered Ukrainian territory in what the Russian president declared a 'special military operation', resulting in fighting and destruction in the country, a huge flow of refugees, and multiple sanctions against Russia. EPA/SERGEI ILNITSKY
Un'immagine del 13 aprile mostra una guardia russa di fronte alla Centrale elettrica di Lugansk a Shchastia, nella regione del Lugansk.
KEYSTONE/EPA/SERGEI ILNITSKY

SDA

20.6.2022 - 20:27

«Ora – ha aggiunto – l'esercito russo ha lanciato praticamente tutte le sue forze e mezzi per assaltare gli insediamenti circostanti. Stanno cercando di sfondare le difese delle nostre truppe e di circondarle».

I filorussi hanno rivendicato la conquista di Toshkivka, sulla sponda occidentale del fiume Siverskiy Donets. Da lì potrebbero cercare di spezzare le linee di difesa e lanciare l'assalto decisivo a Lysychansk, dove il presidente Volodymyr Zelensky ha compiuto nelle scorse ore una visita in segreto per «vedere di persona come evolve la situazione» e incoraggiare le truppe al fronte.

Severodonetsk, invece, è ormai di fatto nelle mani di Mosca, anche se resta lo stallo armato con i difensori della fabbrica chimica Azot, asserragliati nei bunker insieme a più di 500 civili, tra cui una quarantina di bambini.

Raid nel resto del Paese

I raid proseguono sul resto dell'Ucraina, da Kharkiv a Kryvyi Rih, la città natale di Zelensky, nella stessa regione meridionale di Dnipropetrovsk dove per oltre 40 ore è bruciato un deposito di carburante bombardato sabato, provocando almeno tre vittime.

Attacchi missilistici hanno preso di mira anche Odessa, distruggendo un deposito alimentare.

A Mariupol distrutta, intanto, la situazione umanitaria resta drammatica, con acqua e cibo che mancano per migliaia di persone.

Le forze di Kiev, dal canto loro, continuano la controffensiva a sud e avrebbero colpito una piattaforma di trivellazione nel Mar Nero della società Chernomorneftegaz, che ha la sua base in Crimea. Secondo il bilancio russo, almeno sette persone risultano disperse, mentre altre 94 sono state evacuate e tre risultano ferite.

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