Ticker Medio Oriente Gli Usa chiedono a Israele di fermare gli attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane - Forti esplosioni nel cielo di Tel Aviv

Sara Matasci

10.3.2026

Sabato 28 febbraio, Israele e gli Stati Uniti hanno lanciato un attacco «preventivo» contro l'Iran nel quale è rimasta uccisa la Guida Suprema Ali Khamenei. Al suo posto è stato eletto domenica 8 marzo il figlio Mojtaba. Tutti gli aggiornamenti della decima giornata di guerra in Medio Oriente nel live-ticker di blue News.

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Keystone-SDA, Redazione blue News

Hai fretta? blue News riassume per te

  • Sabato 28 febbraio Israele e gli USA hanno attaccato l'Iran, uccidendo la Guida Suprema Ali Khamenei. Al suo posto è stato eletto ufficialmente domenica 8 marzo il figlio Mojtaba.
  • Sui domenicali il consigliere federale Martin Pfister critica gli Stati belligeranti nella guerra in Medio Oriente e dice: «Anche in Svizzera sussiste il rischio che si verifichino attentati». Pure il SIC mette in guardia da attentati iraniani in Svizzera.
  • L'Iran si scusa con i Paesi vicini: «Non vi prenderemo più di mira, a meno di venire attaccati», ma in realtà continua a bombardarli. Gli Emirati arabi uniti infatti annunciano missili iraniani.
  • Sono ancora 4'000 gli svizzeri bloccati nella regione.
  • Gli Stati Uniti avrebbero chiesto a Israele di fermare gli attacchi contro le infrastrutture energetiche dell'Iran.
  • Nel nostro ultimo articolo riassuntivo potete ritrovare i principali avvenimenti dell'undicesimo giorno di conflitto.

Qui di seguito trovate i ticker della prima decina di giorni della guerra avviata da Stati Uniti e Israele contro Iran. 

  • Liveticker
    Nuovi contributi
  • Liveticker finito
  • 22:30

    Chiude il live-ticker di blue News

    Il live-ticker di blue News termina qui per oggi, dopo aver raccontato i principali episodi avvenuti nell'undicesimo giorno di scontri in Medio Oriente.

    Vi ringraziamo per averci seguito, torneremo domani mattina con i nuovi aggiornamenti.

  • 21:38

    Trump: «Abbiamo distrutto 10 navi posamine inattive»

    «Sono lieto di riportare che nelle ultime ore abbiamo colpito e distrutto completamente 10 imbarcazioni e/o navi posamine inattive». Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth.

  • 21:29

    I mercati tirano il fiato

    Gas e petrolio correggono fortemente la loro rotta di violento rialzo sull'attacco all'Iran e le Borse europee vivono una prima giornata di «rimbalzo». Molto più cauta Wall Street che si è mossa a lungo poco sopra la parità, con euro calmo e spread tra Btp e Bund tedeschi in calo rispetto alla vigilia.

    Potete continuare a leggere l'articolo completo seguendo il link qui sotto.

  • 20:25

    «Colpito il comando centrale dell'unità finanziaria di Hezbollah a Beirut»

    «Abbiamo attaccato oltre 80 obiettivi di Hezbollah in Libano nel corso della giornata. Stiamo colpendo duramente anche gli asset economici di Hezbollah, tra cui il comando centrale dell'unità finanziaria dell'organizzazione terroristica a Beirut». Lo ha detto il portavoce di Idf Effie Defrin in una dichiarazione.

    «Hezbollah sta subendo un duro colpo e di conseguenza sta cercando di potenziare la sua forza di fuoco e di ampliarne il raggio d'azione contro la popolazione israeliana», ha aggiunto.

  • 19:51

    Secondo gli 007 statunitens, «l'Iran si prepara a dispiegare mine nello Stretto di Hormuz»

    L'intelligence americana ha iniziato a vedere indicazioni che l'Iran sta adottando misure per dispiegare mine nella rotta marittima dello Stretto di Hormuz. Lo riporta la Cbs.

  • 19:47

    Washington a Israele: «Fermare gli attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane»

    Gli Stati Uniti chiedono a Israele di fermare gli attacchi contro le infrastrutture energetiche dell'Iran. Lo riporta Axios citando alcune fonti secondo le quali è la prima volta che l'amministrazione Trump cerca di controllare Israele da quando è iniziata la guerra.

  • 19:43

    Gli Usa non hanno scortato alcuna petroliera a Hormuz

    Dichiarazioni subito smentite. Gli Stati Uniti non hanno scortato alcuna petroliera attraverso lo Stretto di Hormuz, ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, dopo che il segretario Usa dell'Energia ha pubblicato su X e poi rimosso un post in cui diceva che la Marina americana aveva scortato con «successo» una petroliera attraverso lo Stretto di Hormuz.

    L'annuncio del ministro ha innescato una corsa al ribasso del petrolio, arrivato a perdere fino al 15% nell'arco di pochi minuti. Wright ha successivamente cancellato il post su X. Dopo aver sfondato quota 100 dollari, il greggio è in calo fin dall'after hours e si aggira ora sugli 80 dollari al barile.

    Pronta la reazione dell'Iran. La notizia secondo cui la Marina militare statunitense avrebbe scortato una petroliera attraverso lo Stretto di Hormuz è «una bugia totale», ha dichiarato il comandante in capo della Marina dei pasdaran, Alireza Tangiri, sul suo profilo di X.

    «All'inizio della guerra, abbiamo dichiarato e lo dichiariamo di nuovo: nessuna nave associata agli aggressori contro l'Iran ha il diritto di attraversare lo Stretto di Hormuz. Se avete dubbi, avvicinatevi e provate», ha concluso.

  • 19:33

    Forti esplosioni nel cielo di Tel Aviv dopo il lancio di missili iraniani

    Forti boati si sentono nel cielo di Tel Aviv subito dopo le sirene per il lancio di missili dall'Iran sulla città.

    Intanto gli allarmi stanno suonando in altri quartieri di Tel Aviv, come constata l'agenzia di notizie italiana ANSA sul posto.

  • 19:16

    L'Onu mette in guardia dalla dinamica «occhio per occhio» 

    L'Alto commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite Volker Turk ha espresso allarme per l'«apparente dinamica dell'occhio per occhio» tra le parti in conflitto in Medio Oriente, che secondo lui mette in pericolo civili e infrastrutture nella regione.

    «Questa apparente dinamica dell'occhio per occhio che colpisce le infrastrutture critiche e ha ripercussioni estremamente significative sulla popolazione civile, non farà che accrescere i rischi per la popolazione civile in generale, con conseguenze potenzialmente disastrose per l'intera regione», ha dichiarato in un comunicato.

  • 19:10

    Allarme per il lancio di missili nel nord di Israele

    L'allarme è scattato a Kiryat Shmona, Misgav Am, Manara e Margaliot, nel nord di Israele, per il lancio di missili dal Libano e all'intrusione di un drone nel territorio israeliano.

  • 19:04

    Tonfo del greggio dopo l'annuncio della petroliera scortata

    L'annuncio del ministro dell'Energia americano Chris Wright sull'attraversamento dello Stretto di Hormuz ha innescato una corsa al ribasso del petrolio, arrivato a perdere fino al 15% nell'arco di pochi minuti. Wright ha successivamente cancellato il post su X.

    Dopo aver sfondato quota 100 dollari, il greggio è in calo fin dall'after hours e si aggira ora sugli 80 dollari al barile.

  • 18:57

    «Distrutto il grosso delle infrastrutture dei Basij nella provincia di Ilam»

    «L'aviazione israeliana ha distrutto la maggior parte delle risorse più importanti delle Forze di Sicurezza Interna e dei Basij (la milizia paramilitare volontaria, ndr) del regime iraniano nella provincia di Ilam, nell'ovest dell'Iran».

    Lo comunica il portavoce dell'Idf in una nota, segnalando che nella provincia di Ilam vi è stata una delle repressioni più cruente delle manifestazioni di dicembre-gennaio.

  • 18:49

    Gli Usa hanno scortato una petroliera nello Stretto di Hormuz

    Una nave della Marina americana ha scortato una petroliera attraverso lo Stretto di Hormuz «con successo». Lo afferma il segretario all'Enerigua Chris Wright. «Il presidente mantiene la stabilità energetica globale durante le operazioni militari in Iran», ha aggiunto.

  • 18:43 

    Iran: «Quattro nostri diplomatici uccisi in attacco hotel Beirut»

    L'Iran ha accusato Israele di aver ucciso quattro dei propri diplomatici nell'attacco del weekend contro un hotel sul lungomare di Beirut.

    «Nelle prime ore di domenica 8 marzo, il regime israeliano ha condotto un attacco terroristico deliberato contro l'hotel Ramada a Beirut, che ha causato l'assassinio e il martirio di 4 diplomatici della Repubblica islamica dell'Iran», afferma la missione permanente di Teheran presso le Nazioni Unite.

  • 18:26

    Attaccato un centro militare israeliano ad Haifa

    L'esercito iraniano ha affermato di aver colpito in Israele un centro militare e un altro dedicato all'intelligence.

    In un comunicato, l'esercito ha dichiarato di aver «attaccato, utilizzando droni distruttivi, un centro militare a Haifa» e un «centro di ricezione delle informazioni dei satelliti spia».

    Il sito militare preso di mira «svolge un ruolo chiave nella produzione di armamenti e riveste un'importanza strategica fondamentale per il rafforzamento delle capacità di combattimento del nemico», aggiunge il comunicato, diffuso dall'agenzia Tasnim.

  • 18:26 

    La nave britannica Dragon è salpata per il Mediterraneo

    La Hms Dragon, un cacciatorpediniere britannico di ultima generazione, ha lasciato dopo vari giorni di rinvii la base della Royal Navy a Portsmouth, nel sud dell'Inghilterra, alla volta del Mediterraneo orientale per difendere l'isola di Cipro presa di mira dall'Iran in seguito agli attacchi di Usa e Israele contro Teheran.

    La Dragon era stata al centro di polemiche contro il governo laburista del premier Keir Starmer per l'impreparazione militare mostrata del Regno Unito, rispetto ad altri Paesi alleati che avevano inviato le loro navi in tempi rapidi.

  • 18:25 

    Il Libano registra quasi 760.000 sfollati a causa della guerra

    Il governo libanese ha annunciato oggi che quasi 760.000 persone sono state registrate come sfollate dallo scoppio della nuova guerra tra Israele e Hezbollah.

    In un dato aggiornato, l'unità governativa per la gestione delle catastrofi ha dichiarato che il numero totale di persone che hanno registrato i propri nomi su un sito web affiliato al ministero degli Affari sociali ha raggiunto quota 759.300, di cui 122.600 ospitate in rifugi governativi.

  • 17:51

    Putin parla ancora con Pezeshkian: «Necessaria una de-escalation»

    Il presidente russo Vladimir Putin ha avuto oggi una seconda conversazione telefonica in una settimana con il suo omologo iraniano Massud Pezeshkian, tornando ad auspicare una rapida «de-escalation» nel conflitto nel Golfo Persico. Lo ha reso noto il Cremlino, citato dalla Tass.

    «Il presidente russo – afferma in una nota il Cremlino – ha confermato la sua posizione fondamentale in favore di una de-escalation il prima possibile e di una soluzione del conflitto attraverso mezzi politici».

    Da parte sua, «Pezeshkian ha ringraziato la Russia per il sostegno, in particolare per l'aiuto umanitario all'Iran», aggiunge la presidenza russa.

  • 17:27

    British Airways cancella centinaia di voli per il Medio Oriente

    British Airways ha annunciato la cancellazione di centinaia di voli in Medio Oriente a causa del conflitto scatenato da Usa e Israele contro l'Iran, in un aggiornamento sulla situazione dei suoi collegamenti.

    Quelli con Abu Dhabi, in particolare, hanno subito lo stop più drastico, destinato a prolungarsi per gran parte del 2026: un segnale che rivela ricadute di lungo termine anche rispetto al turismo negli Emirati Arabi Uniti.

    La compagnia di bandiera britannica ha inoltre esteso il blocco dei voli per Amman, Doha, Dubai, Tel Aviv e il Bahrein sino alla fine di marzo.

  • 17:00

    «Hezbollah nasconde i missili sotto i condomini di Beirut»

    «Hezbollah nasconde le sue armi strategiche nel cuore del Dahieh a Beirut, sotto gli edifici residenziali dei cittadini libanesi. Si tratta di missili, droni e altre armi finanziate dal regime terroristico iraniano e progettate per danneggiare i civili israeliani». Lo ha dichiarato il portavoce dell'esercito israeliano (Idf) Nadav Shoshani.

  • 16:48

    L'Iran ha arrestato 30 persone per spionaggio

    Il ministero dell'Intelligence iraniano ha annunciato oggi l'arresto di 30 persone accusate di spionaggio, tra cui uno straniero.

    Lo straniero, la cui nazionalità non è stata rivelata, «stava svolgendo attività di spionaggio per conto di due paesi del Golfo Persico in nome del nemico americano-sionista» ed è stato arrestato nel nord-est dell'Iran, ha affermato il ministero in una nota pubblicata dal portale di notizie online della magistratura Mizan.

    Il ministero iraniano afferma in una nota che le persone arrestate nei giorni scorsi erano «spie e mercenari interni e operativi dei nemici, gli Stati Uniti e il regime sionista».

    «Alcune di queste persone avevano raccolto e trasferito informazioni militari e di sicurezza agli Stati Uniti e a Israele, attraverso due stati del Golfo Persico, dall'Iran nord-orientale. Altri erano membri di gruppi terroristici separatisti, che trasferivano armi e mezzi di comunicazione nelle aree di confine sud-orientali e occidentali dell'Iran, per conto di Stati Uniti e Israele», ha aggiunto, citato da Tasnim.

  • 13:26

    Iran: forti esplosioni in varie parti del paese

    All'undicesimo giorno di guerra con l'Iran, Stati Uniti e Israele hanno continuato a bombardare Teheran e altre città iraniane.

    Forti esplosioni sono state udite in diverse parti dell'Iran, in particolare nel nord e nel centro della capitale e nell'aeroporto di Mehrabad, che comprende una sezione militare. Sono state prese di mira anche altre città come Karaj, Isfahan, Shiraz, Khorramabad, Zanjan e Bushehr, i porti meridionali del Golfo Persico di Bandar Abbas e Bandar Lengeh e le isole di Qeshm e Kharg.

    Da parte sua il corrispondente di al-Jazeera a Teheran ha riferito in mattinata che «nelle ultime due ore abbiamo sentito esplosioni nella parte orientale della capitale e abbiamo ricevuto segnalazioni di attacchi in tutto il paese, tra cui Isfahan, Tabriz e Ahvaz».

    «L'aviazione israeliana ha iniziato una nuova ondata di attacchi contro obiettivi del regime iraniano a Teheran», ha comunicato in tarda mattinata il portavoce militare. Secondo i media israeliani, è stato colpito un altro deposito di greggio nella capitale iraniana.

    Il portavoce dell'esercito ha anche reso noto che «l'aviazione israeliana ha colpito questa notte un complesso di ricerca e sviluppo di missili balistici all'interno dell'università militare ‹Imam Hussein› dei Guardiani della Rivoluzione islamica». I raid di questa notte hanno colpito pure il quartier generale principale della Forza Quds a Teheran.

    Intanto, secondo funzionari del governo iraniano, il numero di persone uccise dall'inizio della guerra ha raggiunto quota 1'332. La portavoce del governo Fatemeh Mohajerani, riferisce la BBC, afferma che tra loro ci sono 206 donne e bambini e che decine di centri sanitari sono stati presi di mira dagli attacchi.

    Poco prima il viceministro della salute Ali Jafarian, citato da al-Jazeera, aveva parlato di 1'255 le vittime, tra cui 200 bambini e 11 operatori sanitari, e oltre 12'000 feriti.

  • 13:10

    Petrolio e gas in caduta libera dopo l'annuncio di Trump sulla fine della guerra

    Il petrolio e il gas sono in caduta libera, dopo che ieri il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che la guerra in Medio Oriente finirà presto.

    Il Wti è in calo dell'8,6% a 86,62 dollari al barile. Il Brent cede il 9% a 90,14 dollari.

    In forte calo anche il prezzo del gas. Ad Amsterdam l'indice Ttf registra una flessione del 14% a 48,67 euro al megawattora.

  • 10:30

    Paesi del Golfo riducono la produzione giornaliera di petrolio

    I paesi del Medio Oriente riducono la produzione giornaliera di petrolio. Lo scrive Bloomberg.

    L'Arabia Saudita ha ridotto la produzione di petrolio tra 2 e 2,5 milioni di barili al giorno, mentre gli Emirati Arabi Uniti hanno tagliato la loro produzione di 500'000-800'000 barili al giorno.

    Anche il Kuwait ha ridotto la produzione di mezzo milione di barili al giorno, e l'Iraq di circa 2,9 milioni, aggiunge il rapporto, citando persone a conoscenza della questione.

  • 10:16

    Iran: «Non consentiremo export petrolio finché c'è la guerra»

    «L'Iran non permetterà l'esportazione di nemmeno un litro di petrolio dalla regione fino a nuovo avviso al nemico ostile e ai suoi partner, finché continuerà l'aggressione degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran e le sue infrastrutture civili»: lo ha detto il portavoce delle Guardie rivoluzionarie Mohammad Ali Naeini.

    Riferendosi alle dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, secondo cui la potenza militare dell'Iran è diminuita, Naeini ha affermato che sono le forze statunitensi a indebolirsi. «Ora, gli americani cercano una fine onorevole della guerra, poiché tutte le loro infrastrutture militari sono state distrutte nella regione del Golfo Persico», ha aggiunto, citato da Tasnim.

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  • 10:10

    Tassi ipotecari svizzeri a rischio per il conflitto in Medio Oriente

    Dall'estate scorsa i tassi ipotecari in Svizzera si mantengono su livelli storicamente bassi, ma questa fase di stabilità potrebbe essere minacciata dalla guerra in Medio Oriente e dal conseguente rincaro dell'energia e delle materie prime.

    A lanciare l'allarme è Moneypark, società attiva nella consulenza e intermediazione nel ramo.

    Leggi l'articolo completo

  • 09:08

    Libano: IDF avverte su raid imminenti su Tiro e Sidone

    L'esercito israeliano (IDF) ha emesso un ordine di evacuazione per alcuni edifici nelle città costiere libanesi di Tiro e Sidone, in vista di attacchi aerei contro le infrastrutture di Hezbollah.

    «Le IDF colpiranno le infrastrutture militari appartenenti all'organizzazione terroristica Hezbollah», afferma il portavoce, il colonnello Avichay Adraee. I civili nella zona hanno ricevuto istruzioni di tenersi a una distanza di almeno 300 metri dagli edifici.

    In precedenza l'esercito ha ordinato l'evacuazione urgente di tutto il Libano meridionale: Adraee ha annunciato che Israele sta agendo «con la forza» contro Hezbollah a sud del fiume Litani.

    «Ribadiamo il nostro appello urgente affinché evacuiate immediatamente le vostre case e vi dirigiate immediatamente a nord del fiume Litani», ha scritto su X.

  • 08:50

    Attacchi iraniani nel Golfo e missili contro una base Usa in Iraq

    L'Iran ha lanciato nuovi attacchi contro i paesi del Golfo: le sirene di allarme missilistico hanno suonato nelle prime ore del mattino a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, e in Bahrein.

    L'Arabia saudita ha distrutto due droni nella sua regione orientale ricca di petrolio. Il Kuwait ha invece abbattuto sei droni.

    I Pasdaran hanno annunciato dal canto loro di aver «colpito» la base aerea americana di Al-Harir, nel Kurdistan iracheno, bersagliata con «cinque missili».

    Mentre gli Emirati Arabi Uniti denunciano che il loro consolato generale nella regione curda irachena è stato preso di mira da un attacco con droni, causando danni ma nessuna vittima.

    Ieri sera il ministero dell'interno del Bahrein ha annunciato su X che un attacco iraniano contro un'area residenziale nella capitale Manama aveva causato una vittima e diversi feriti.

  • 08:20

    Trump: «Rinunceremo ad alcune sanzioni per le turbolenze sul petrolio»

    Il presidente americano Donald Trump, nella sua prima conferenza stampa dall'inizio dell'operazione in Iran, ha detto che rinuncerà ad alcune sanzioni sul petrolio a causa delle turbolenze dei mercati legate al suo attacco insieme a Israele contro l'Iran.

    «Stiamo anche rinunciando ad alcune sanzioni legate al petrolio per ridurre i prezzi», ha detto Trump davanti ai media in Florida, dopo i colloqui avuti con il presidente russo Vladimir Putin.

    Trump ha parlato di quotazioni del greggio «gonfiate artificialmente» in scia alla condotta dell'Iran. Mentre, citando il presidente cinese Xi Jinping, ha aggiunto che «rimuoveremo le sanzioni finché la situazione non si risolverà».

    Leggi l'articolo completo:

  • 07:52

    Vance alla cerimonia per il soldato americano ucciso in Medio Oriente

    Il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance ha partecipato alla cerimonia di trasferimento del settimo soldato ucciso nella guerra in Medio Oriente.

    Il sergente dell'esercito americano Benjamin Pennington, 26 anni, è morto l'8 marzo per le ferite riportate in un attacco avvenuto l'1 marzo alla base aerea Prince Sultan in Arabia Saudita.

    Vance, secondo quanto riporta «Afp», si è rifiutato di rispondere alle domande della stampa. È stato poi raggiunto dal capo del Pentagono Pete Hegseth e dal generale Dan Caine, presidente dello Stato Maggiore Congiunto, presso la base aerea di Dover, nello stato orientale del Delaware.

    Durante la cerimonia, soldati in uniforme hanno trasportato silenziosamente una bara avvolta nella bandiera da un aereo C-17 a un veicolo di trasferimento, mentre Vance, Hegseth e Caine rendevano omaggio.

    Altri sei soldati caduti, cinque uomini e una donna, sono stati rimpatriati sul suolo statunitense.

  • 07:50

    Riparte il liveticker

    Buongiorno. Riprende il liveticker di blue News sulla guerra in Medio Oriente con tutti gli ultimi aggiornamenti.

  • 22:05

    Il live-ticker si chiude qui

    blue News torna ad aggiornarvi martedì mattina sulla guerra in Medio Oriente. Grazie per averci seguito, buonanotte!

  • 21:00

    Trump: «Penso che la guerra con l'Iran sia praticamente conclusa»

    «Penso che la guerra con l'Iran sia praticamente conclusa. Finirà presto. Gli Stati Uniti sono molto più avanti rispetto al periodo di quattro-cinque settimane» inizialmente previsto, ha detto il presidente statunitense Donald Trump in un'intervista all'emittente radiotelevisiva newyorkese Columbia Broadcasting System (CBS).

    «Non hanno navi, non hanno comunicazioni e non hanno l'aeronautica», ha messo in evidenza.

    Trump ha anche affermato di aver qualcuno in mente per sostituire la nuova Guida suprema, Mojtaba Khamenei, ma non ha fornito dettagli.

    Sto «pensando di prendere il controllo» dello Stretto di Hormuz, ha pure detto a CBS.

  • 20:55

    Il G7 è pronto a usare le riserve strategiche di petrolio

    Il G7 valuta il ricorso alle riserve strategiche di petrolio per contenere l'impennata dei prezzi provocata dalla guerra nel Golfo, con il greggio arrivato fino a 120 dollari (93,55 franchi al cambio attuale) al barile nelle prime ore della giornata.

    Leggi l'articolo completo:

  • 20:05

    Mojtaba Khamenei guiderà l'Iran, ma è già braccato dagli USA e Israele

    Sulla schiena ha già un bersaglio piazzato da Israele, e il presidente statunitense Donald Trump non fa mistero delle sue intenzioni: «Non sono contento di lui, non so se durerà».

    Leggi l'articolo completo:

  • 19:28

    I jet GB hanno abbattuto droni diretti in Giordania e Bahrein

    Velivoli da combattimento britannici Typhoon hanno abbattuto droni iraniani diretti in Giordania e Bahrein, ha riferito il ministero della difesa di Londra.

    I jet hanno abbattuto un sistema aereo a pilotaggio remoto «a difesa della Giordania» e intercettato un drone diretto verso il Bahrein.

    Sono inoltre in corso «operazioni aeree difensive» a sostegno degli Emirati Arabi Uniti.

  • 17:50

    Altri 3 bombardieri B-52 atterrati nella base GB

    Altri tre B-52 americani, mastodontici bombardieri simbolo della Guerra fredda, sono atterrati oggi nella base britannica dell'aeronautica militare del Regno Unito (Raf, per Royal Air Force) di Fairford, nella contea inglese del Gloucestershire.

    I media britannici indicano che sono destinati a rafforzare il dispositivo aereo statunitense nella guerra all'Iran e che ciascuno di essi è in grado di caricare 70'000 libbre (circa 31'750 chilogrammi) d'esplosivo, incluse bombe e missili «intelligenti».

    Si tratta di mezzi chiaramente offensivi, a conferma del crescente coinvolgimento di Londra a sostegno del grande alleato al di là dell'ok dato dal premier Keir Starmer all'uso di basi britanniche per scopi sulla carta «difensivi».

  • 17:00

    Blocco dello Stretto di Hormuz: a rischio anche l'alimentazione mondiale

    Il blocco dello Stretto di Hormuz mette a rischio il commercio globale di fertilizzanti e quindi potenzialmente anche la coltivazione di prodotti alimentari. I prezzi potrebbero aumentare. Un'esperta interpellata dall'agenzia Awp evoca addirittura il rischio di una crisi alimentare.

    In molti paesi del mondo gli agricoltori inizieranno presta la semina. Circa la metà della produzione alimentare mondiale utilizza fertilizzanti azotati, come l'urea, derivanti dal gas.

    Secondo analisti di Rabobank, poco meno di un terzo di questi transita attraverso questo stretto, visto che tra i principali esportatori figurano Qatar, Arabia Saudita, Oman e Iran.

    «Il blocco potrebbe scatenare una crisi alimentare globale», secondo Charlotte Pavageau, della fondazione zurighese Biovision, specializzata in agricoltura sostenibile, interpellata dall'agenzia finanziaria AWP.

    «I paesi che importano fertilizzanti dispongono in genere di scorte molto ridotte», ha spiegato Pavageau. Inoltre, vengono importati poco prima della stagione della semina. Ogni giorno di ritardo può quindi avere conseguenze sui raccolti, per esempio di mais, grano e riso.

    Secondo l'esperta, le attuali carenze colpiscono in particolare la Turchia, il Brasile e il Messico, che dipendono fortemente da un'agricoltura che fa un uso intensivo di fertilizzanti. Però, se i raccolti diminuiscono in questi paesi, anche la Svizzera ne risente. «Il nostro sistema alimentare è completamente interconnesso», ha ricordato.

    I prezzi più elevati gravano comunque soprattutto sui paesi emergenti. I prezzi degli alimenti aumentano e, nel peggiore dei casi, si verifica una carenza di cibo.

    La fondazione Biovision chiede pertanto che i paesi diventino più indipendenti dai grandi produttori di fertilizzanti chimici, per esempio producendone autonomamente di biologici.

  • 16:50

    Emirati Arabi Uniti: «Non parteciperemo ad attacchi contro l'Iran»

    Gli Emirati Arabi Uniti «non parteciperanno ad alcun attacco» contro l'Iran dal loro territorio, ha assicurato l'ambasciatore degli Emirati presso l'Onu a Ginevra Jamal Al-Musharakh, smentendo che i suoi paesi siano serviti da base alle offensive contro Teheran.

    «Le nostre basi non sono state utilizzate per attaccare l'Iran (...). Come Emirati Arabi Uniti non parteciperemo ad alcun attacco contro l'Iran dal nostro territorio e non saremo mai coinvolti», ha assicurato il diplomatico, giudicando che gli Emirati siano stati presi di mira da attacchi «totalmente ingiustificati» negli ultimi giorni.

  • 15:40

    Israele: 50 aerei cargo con 1'000 tonnellate di armi da inizio guerra

    Dall'inizio dell'operazione «Ruggito del Leone», «50 aerei cargo con oltre 1'000 tonnellate di armamenti, equipaggiamento militare e vari tipi di munizioni sono atterrati in Israele», in preparazione «alle fasi successive della campagna»: lo comunica il ministero della Difesa israeliano in una nota, aggiungendo che sono previsti ulteriori trasporti.

    L'operazione, specifica la nota, è coordinata anche tramite le missioni del ministero negli Stati Uniti e in Germania.

  • 15:10

    La guerra in Medio Oriente spinge sempre più al rialzo i prezzi della benzina svizzera

    La guerra lanciata da Israele e Stati Uniti contro l'Iran ha provocato oggi un'ulteriore impennata dei prezzi del petrolio.

    La situazione spinge gli esperti del settore in Svizzera a prevedere un ulteriore aumento anche di quelli della benzina.

    Leggi l'articolo completo:

  • 14:55

    «Gli obiettivi in Iran sono chiari: distruggere i missili»

    «Gli obiettivi della missione in Iran sono chiari: distruggere i missili». Lo ha detto il segretario di Stato statunitense Marco Rubio, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa newyorkese Bloomberg.

    Le forze americane stanno cercando di distruggere anche la marina iraniana, ha aggiunto. «Il mondo sarà un posto più sicuro quando il conflitto in Iran sarà finito», ha messo in evidenza.

    «Ogni giorno che passa il regime ha meno missili», ha detto Rubio. «Questo è un regime terroristico e li vediamo condurre il terrorismo utilizzando elementi di stato-nazione, usando armi come missili e droni per attacchi unidirezionali, e l'obiettivo di questa missione è distruggere la loro capacità di continuare a farlo», ha messo in evidenza.

    Intanto la Nato, per bocca di una portavoce, ha confermato di aver «nuovamente intercettato un missile diretto verso la Turchia. L'Alleanza è fermamente pronta a difendere tutti gli alleati da qualsiasi minaccia».

  • 14:44

    Hezbollah giura fedeltà alla nuova Guida Suprema

    L'organizzazione paramilitare islamista sciita e antisionista libanese Hezbollah accoglie con favore la scelta di Mojtaba Khamenei come nuova Guida suprema dell'Iran, giurando fedeltà dopo che il suo predecessore e padre Ali Khamenei è stato ucciso nel primo giorno degli attacchi di Israele e USA.

    «Noi di Hezbollah esprimiamo le nostre più sentite congratulazioni e benedizioni per questa occasione. Rinnoviamo il nostro impegno di lealtà a questo approccio benedetto e la nostra fermezza sul cammino della fedeltà», indica il gruppo in un comunicato.

  • 14:29

    Nello stretto di Hormuz ferme 157 navi, 98 sono petroliere

    Sono 157 le navi ferme oggi nello stretto di Hormuz: 98 sono petroliere. Nelle ultime 24 ore, secondo la piattaforma che monitora in diretta lo stretto, ne sono transitate due contro una media giornaliera di 60.

  • 14:18

    Swiss prolunga la sospensione dei voli per Dubai e Tel Aviv

    La compagnia aerea Swiss ha deciso di prolungare la sospensione dei voli per Dubai fino al 15 marzo e per Tel Aviv fino al 2 aprile.

    Per Swiss, si legge in un comunicato odierno, la sicurezza di passeggeri e personale ha la più alta priorità. Proprio per questo è stato al momento deciso di rinunciare ai suddetti collegamenti.

    Nell'ultima comunicazione sull'argomento, la compagnia aveva sospeso i voli per Dubai fino al 10 marzo e per Tel Aviv fino al 22 marzo. La situazione viene costantemente monitorata.

    Swiss si scusa con i passeggeri interessati. Le persone possono prenotare un biglietto in altre date senza costi aggiuntivi, o possono in alternativa ottenere un rimborso.

  • 14:01

    La NATO abbatte un missile balistico dall'Iran

    Il ministero della Difesa turco rende noto che un missile balistico lanciato dall'Iran è stato abbattuto nello spazio aereo turco. Il missile è stato distrutto dalle difese della Nato stanziate nel Mediterraneo orientale, ha affermato Ankara, aggiungendo che frammenti di munizioni sono caduti in campi vuoti a Gaziantep, nel sud-est della Turchia.

    «Sottolineiamo ancora una volta che saranno adottate tutte le misure necessarie con risolutezza e senza esitazione contro qualsiasi minaccia rivolta al territorio e allo spazio aereo del nostro Paese», ha affermato il Ministero della Difesa.

    In una dichiarazione separata condivisa su X, il direttore della comunicazione della Turchia Burhanettin Duran ha confermato che il missile è stato «tempestivamente intercettato e neutralizzato dalle forze di difesa aerea e missilistica della Nato sopra il distretto di Sahinbey a Gaziantep».

    «Ribadiamo ancora una volta con forza il nostro avvertimento a tutte le parti, in particolare all'Iran, di astenersi da azioni che potrebbero mettere in pericolo la sicurezza regionale e mettere a rischio i civili», ha affermato.

  • 13:30

    Libano, l'allarme Unicef: 83 bambini uccisi negli attacchi israeliani

    «La continua escalation delle ostilità in Libano e il bilancio devastante che sta causando sui bambini sono motivo di grave preoccupazione. Secondo le ultime notizie, almeno 83 bambini sono stati uccisi e 254 feriti da quando, il 2 marzo, le ostilità si sono intensificate. In media, più di 10 bambini sono stati uccisi ogni giorno in Libano durante la scorsa settimana e circa 36 bambini sono stati feriti ogni giorno». L'allarme arriva dall'Unicef.

    «Negli ultimi 28 mesi, secondo le notizie 329 bambini sono stati uccisi e 1'632 feriti. Solo negli ultimi sei giorni, il numero dei bambini uccisi è aumentato del 25%, con la cifra drammatica di 412 bambini uccisi complessivamente».

    «Queste cifre sono sconcertanti - dichiara Edouard Beigbeder, direttore regionale per il Medio Oriente e il Nord Africa - sono una prova lampante del peso che il conflitto ha sui bambini. Mentre gli attacchi militari continuano in tutto il paese, i bambini vengono uccisi e feriti a un ritmo terrificante, le famiglie fuggono dalle proprie case spinte dalla paura e migliaia di bambini adesso dormono al freddo».

    «Gli sfollamenti di massa in Libano hanno costretto circa 700'000 persone - compresi circa 200'000 bambini - a lasciare le proprie case, aggiungendosi alle decine di migliaia già sradicate dalle precedenti escalation».

    L'Unicef chiede a tutte le parti di proteggere i civili e le infrastrutture civili, comprese scuole e rifugi, e di rispettare i propri obblighi secondo il diritto internazionale umanitario ed esorta a «intraprendere immediatamente ogni sforzo possibile per allentare la tensione e impedire ulteriori sofferenze nei confronti dei bambini».

  • 12:40

    Due stranieri uccisi da ultimo attacco iraniano in Israele

    È salito a due il numero delle vittime nel centro di Israele in seguito all'ultimo attacco missilistico dall'Iran.

    Secondo le prime informazioni dei soccorritori si tratta di due lavoratori stranieri provenienti dalla Cina.

    La polizia riferisce che finora sono stati segnalati almeno sei siti di impatto di munizioni a grappolo iraniane, a Yehud, Holon e Bat Yam.

  • 12:20

    Governo libanese: «Pronti ai negoziati di pace con Israele»

    Il governo libanese è pronto a valutare qualsiasi proposta di negoziato con Israele per arrivare a una pace «solida, duratura ed efficace» fondata sulla formula «terra in cambio di pace». Lo ha dichiarato il premier libanese Nawaf Salam in un'intervista pubblicata dal quotidiano «L'Orient-Le Jour».

    «Nell'ultima riunione di governo abbiamo ribadito la nostra disponibilità a riprendere i negoziati, che includano una componente civile e si svolgano sotto egida internazionale», ha affermato Salam.

    «La questione di negoziati diretti con Israele non è stata affrontata e gli israeliani non hanno reagito alla nostra proposta, ma siamo pronti a discutere qualsiasi agenda, formato o luogo dei colloqui». Il premier ha quindi ribadito l'obiettivo del Libano di arrivare a «una pace solida, duratura ed efficace».

    «Gli israeliani hanno distrutto Gaza, continuano a colonizzare la Cisgiordania e hanno annesso Gerusalemme est», ha detto Salam, «ma non abbiamo altre alternative se non un'iniziativa basata su una formula molto semplice: ‹terra in cambio di pace›». «Perché», ha concluso, «una pax israeliana duratura non esiste».

  • 12:15

    L'Iran accusa UE di aver favorito le condizioni per gli attacchi israelo-statunitensi

    L’Iran accusa i Paesi europei di aver contribuito a creare le condizioni ideali per favorire gli attacchi israelo-statunitensi contro la Repubblica Islamica.

    Durante una conferenza stampa settimanale, un portavoce del Ministero degli esteri iraniano ha criticato gli Stati membri per non essersi opposti «alle intimidazioni e agli eccessi degli Stati Uniti, (...) concordando con loro al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite durante il dibattito sul ripristino delle sanzioni e altre questioni».

  • 12:09

    Rinviate le elezioni al Parlamento libanese:

    Il Parlamento libanese rinvia le elezioni legislative previste per maggio, a causa del conflitto in corso tra Israele e il movimento Hezbollah. Lo comunica il presidente del Parlamento libanese Nabih Berri.

    L’Assemblea si è riunita alla presenza di deputati di Hezbollah, mentre l’aviazione israeliana bombardava la vicina periferia sud, roccaforte del movimento.

  • 12:05

    Vladimir Putin si congratula con Mojtaba Khamenei e assicura sostegno russo a Teheran

    Il presidente russo Vladimir Putin si è congratulato con Mojtaba Khamenei per la sua nomina a nuova guida suprema dell’Iran, assicurandogli il «sostegno incrollabile» da parte della Russia.

  • 11:59

    Von der Leyen: «è in gioco la nostra credibilità e la nostra sicurezza»

    Le ripercussioni della guerra in Medio Oriente sono «già una realtà» in Europa, con l’aumento dei prezzi dell’energia e «basi» della NATO prese di mira a Cipro.

    Lo ha dichiarato lunedì la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen, durante la conferenza degli ambasciatori europei, prima di una telefonata con dirigenti del Medio Oriente prevista oggi.

    «Posso assicurarvi che manterremo i nostri impegni, perché è in gioco la nostra credibilità e la nostra sicurezza», ha ribadito Von der Leyen, sottolineando la necessità di integrare rapidamente l’Ucraina e altri Paesi candidati all’Unione europea, senza aspettare che diventino Stati membri a pieno titolo.

  • 11:49

    Più di 300 persone fermate in Qatar per «informazioni fuorvianti» sugli attacchi iraniani

    Le autorità del Qatar hanno arrestato 313 persone per aver pubblicato immagini e «informazioni fuorvianti» durante gli attacchi subiti dall’Iran. Lo ha annunciato lunedì il Ministero dell’interno qatariota.

  • 11:39

    Rinviata la visita di Steve Witkoff e Jared Kushner in Israele prevista domani

    La visita degli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner prevista domani in Israele, è stata rinviata. Lo scrive Haaretz citando una fonte a conoscenza dei dettagli.

    I due avrebbero dovuto incontrare il presidente israeliano Benjamin Netanyahu.

  • 11:36

    Nuovi raid di Israele sul Libano: 11 morti

    Almeno undici persone sono morte e decine sono rimaste ferite in una serie di raid aerei israeliani avvenuti all’alba e nelle prime ore del mattino in diverse località del sud del Libano, tra le regioni di Tiro e Bint Jbeil.

    Lo riferisce l’Agenzia nazionale di informazione libanese (NNA), secondo cui i bombardamenti hanno colpito i centri abitati di Juwayya, Tayr Dibba e Maarake, causando gravi distruzioni a case, infrastrutture e reti di servizi essenziali.

    E poco fa si è verificato poco fa un terzo raid aereo israeliano su Beirut nell’arco di poche ore.

    Lo riferisce l’agenzia governativa libanese NNA. L’attacco ha preso di mira la sede della rete finanziaria di Hezbollah del quartiere di Haret Hreik, nella parte meridionale di Beirut.

  • 11:19

    Missili dall'Iran, sirene in Israele

    Le sirene d’allarme stanno suonando nel nord e nel sud di Israele per un lancio di missili dall’Iran. Lo riferisce l’agenzia ATS.

    Gli allarmi sono scattati anche a Tel Aviv e nel centro di Israele, dove lunedì mattina giornalisti dell’agenzia AFP hanno udito una serie di esplosioni.

    L’esercito israeliano aveva precedentemente annunciato una nuova salva di missili lanciati dall’Iran, aggiungendo che i sistemi di difesa antiaerea erano stati attivati.

  • 11:00

    Von der Leyen: «Nessuna lacrima per la morte di Khamenei»

    «Sentirete opinioni diverse sul fatto che il conflitto in Iran sia una guerra di scelta o una guerra di necessità. Ma io credo che questo dibattito manchi in parte il punto. Perché l’Europa deve concentrarsi sulla realtà della situazione, per vedere il mondo com’è realmente oggi. Voglio essere chiara: non dovrebbero essere versate lacrime per il regime iraniano che ha inflitto morte e imposto repressione al proprio popolo».

    Lo ha detto la presidente della Commissione Ursula von der Leyen alla conferenza degli ambasciatori dell’UE.

  • 10:05

    Il franco svizzero è sempre più forte

    Il franco svizzero continuava a guadagnare terreno stamane rispetto all’euro.

    Ancora una volta la valuta elvetica svolge un ruolo di bene rifugio mentre le prospettive di un protrarsi del conflitto in Medio Oriente preoccupano i mercati.

    Verso le 9:50, la valuta europea era scambiata a 0,89945 franchi, il minimo storico se si escludono le turbolenze vissute nel 2015 nel giorno dell’abolizione del cambio minimo.

  • 10:01

    Mercati azionari: Svizzera ed Europa aprono in rosso, allineandosi a Asia e Pacifico

    La borsa svizzera stamane ha aperto in negativo. Poco dopo le 10:30, l’indice dei titoli guida SMI segnava una flessione di circa il -1,75%. Sul mercato pesa la guerra in Medio Oriente, e il conseguente aumento del prezzo del gas e del petrolio (ora stabilmente sopra i 100 dollari a barile).

    Anche le principali borse europee hanno aperto in calo, allineandosi al crollo dei titoli in Asia e Pacifico dopo la nomina di Mojtaba Khamenei come guida suprema dell’Iran.

    Parigi e Madrid (-2,5%), Francoforte (-2,3%), Milano (-2,25%) e Londra (-1,72%).

    In Asia e Pacifico: Tokyo (-5,2%), Seul (-5,96%) e Sidney (-2,85%).

    Ugualmente in rosso Hong Kong (-1,78%), Mumbai (-2,44%) e Singapore (-2,25%).

  • 10:00

    Nuovo raid dell'Idf alla periferia sud di Beirut

    L'esercito israeliano ha effettuato un altro attacco aereo nella periferia sud di Beirut circa un'ora dopo l'ultimo avviso di attacchi pianificati contro gli uffici di al-Qard al-Hasan, il braccio finanziario di Hezbollah.

    Lo riferisce «L'Orient Le Jour». I giornalisti hanno osservato una colonna di fumo levarsi dall'area presa di mira.

  • 09:30

    Video mostra missile Tomahawk americano colpire una scuola in Iran

    Un video diffuso dall'agenzia di stampa semiufficiale iraniana si aggiunge alle prove che probabilmente sia stato un missile americano a colpire la scuola elementare iraniana dove sarebbero morte 175 persone, molte delle quali bambine.

    Il video, caricato domenica e verificato dal «New York Times», mostra un missile da crociera Tomahawk colpire una base navale accanto alla scuola nella città di Minab il 28 febbraio. L'esercito statunitense è l'unica forza coinvolta nel conflitto a utilizzare missili Tomahawk, sottolinea il quotidiano americano.

    Una serie di prove raccolte - tra cui immagini satellitari, post sui social media e altri video verificati - indica che l'edificio della scuola elementare Shajarah Tayyebeh è stato gravemente danneggiato da un attacco di precisione avvenuto contemporaneamente agli attacchi alla base navale gestita dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica.

    Alla domanda di un giornalista del «Times» di sabato se gli Stati Uniti avessero bombardato la scuola, il presidente Trump ha risposto: «No. A mio parere e in base a ciò che ho visto, è stato l'Iran», mentre il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha affermato che il Pentagono sta indagando, «ma l'unica parte che prende di mira i civili è l'Iran».

  • 09:10

    Pezeshkian e capo magistratura esprimono fedeltà a Mojtaba Khamenei

    Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, in un messaggio sull'elezione di Mojtaba Khamenei come nuova Guida suprema, ha affermato che «tale scelta contribuirà a rafforzare la solidarietà nazionale contro i complotti del nemico e contribuirà a risolvere i problemi attuali».

    Con la nuova leadership, «si aprirà un orizzonte per l'indipendenza, lo sviluppo e la dignità internazionale del Paese», ha affermato citato dall'Irna.

    In un messaggio separato, il capo della magistratura Gholamhossein Ejei ha definito la scelta «fonte di gioia e speranza», esortando le élite, i funzionari e il popolo a giurare fedeltà al nuovo leader e a rafforzare l'unità.

    Il Segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, Ali Larijani, in un altro messaggio ha sostenuto il nuovo leader, affermando che la sua scelta è avvenuta in «un processo trasparente e legale».

  • 08:28

    Il prezzo petrolio scende dai massimi ma resta sopra 100 dollari

    Il prezzo del petrolio scende dai massimi toccati nella notte ma resta stabilmente sopra la soglia dei 100 dollari a seguito del blocco dello stretto di Hormuz e degli attacchi agli impianti del Golfo.

    Il Wti del Texas sale del 15% a 104,9 dollari al barile mentre il Brent del Mare del Nord avanza del 17% a 108,5.

    Secondo il Financial Times i paesi del G7 discuteranno oggi il rilascio comune delle riserve strategiche di greggio per frenare la corsa delle quotazioni.

  • 08:11

    Usa ordinano al personale dell'Ambasciata di lasciare l'Arabia Saudita

    Poco dopo la mezzanotte gli Stati Uniti hanno ordinato al personale dell'ambasciata di lasciare l'Arabia Saudita mentre l'Iran attacca.

    Il Dipartimento di Stato ha dichiarato in un avviso di «aver ordinato ai dipendenti del governo statunitense non addetti alle emergenze e ai familiari di dipendenti del governo statunitense di lasciare l'Arabia Saudita a causa di rischi per la sicurezza».

  • 08:00

    Incendio in un complesso petrolifero in Bahrein

    Nuovo attacco iraniano in Bahrein: i media di Stato riferiscono di un incendio scoppiato in una struttura petrolifera di Maameer. Ci sono danni ma non morti.

  • 07:47

    Raid israeliani sull'Iran

    L’esercito israeliano ha annunciato di aver lanciato lunedì mattina nuovi raid aerei contro «infrastrutture del regime» in Iran, i primi dopo l’annuncio della nomina di Mojtaba Khamenei quale nuova guida suprema.

    Attacchi anche in Libano, contro Hezbollah nella parte meridionale di Beirut.

  • 07:30

    Attacco missilistico sugli Emirati Arabi Uniti

    Gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato all’alba di lunedì un nuovo attacco missilistico iraniano contro il loro territorio. I sistemi di difesa contraerea sono entrati in azione.

    In Arabia Saudita sono stati abbattuti quattro droni che si dirigevano verso il campo petrolifero di Shaybah.

    Nella notte erano già state udite forti esplosioni su Doha, in Qatar, dopo secondo le autorità sarebbero stati intercettati dei missili.

    Il Qatar è stato preso di mira da diverse ondate di droni e missili iraniani da quando l'Iran ha lanciato un'ampia campagna di rappresaglia nel Golfo a seguito degli attacchi statunitensi e israeliani contro di esso.

  • 07:15

    In Bahrein 32 feriti per un drone iraniano, 4 sono gravi, tra loro anche bambini

    Un attacco con un drone iraniano all'alba di lunedì ha ferito 32 civili a Sintra, in Bahrein. Quattro di loro sono in gravi condizioni, secondo quanto riportato dal Ministero della Salute, dalla Bahrain News Agency e Afp.

    «L'attacco condotto da un drone iraniano contro la regione di Sitra ha ferito 32 civili, che vengono curati secondo i protocolli medici stabiliti. Tra loro ci sono quattro casi gravi, tra cui bambini che hanno richiesto un intervento chirurgico», ha scritto il Ministero.

    Una ragazza di 17 anni ha riportato gravi ferite alla testa e agli occhi, e due bambini, di 7 e 8 anni, hanno riportato gravi lesioni agli arti inferiori, ha affermato il Ministero, aggiungendo che il più piccolo dei feriti aveva due mesi.

  • 07.10

    Human Rights Watch: «Israele utilizza illegalmente fosforo bianco»

    «Israele utilizza illegalmente fosforo bianco»

    L’organizzazione Human Rights Watch ha accusato lunedì Israele di aver utilizzato illegalmente armi al fosforo bianco su zone residenziali del sud del Libano, dopo la ripresa del conflitto con Hezbollah.

    Si fa riferimento in modo specifico a un bombardamento di artiglieria contro la località di Yohmor il 3 di marzo. HRW ha geolocalizzato sette immagini che provano la violazione. 

    La sostanza incendiaria, che si infiamma a contatto con l’ossigeno, può servire a creare cortine fumogene e per illuminare campi di battaglia, ma anche per causare incendi, gravi ustioni, lesioni all’apparato respiratorio e persino la morte.

    Già in passato Israele era stata accusato da HRW di averla utilizzata, in particolare per bruciare terre agricole palestinesi.

  • 07:00

    Riapertura del live-tiker

    Buongiorno e ben tornati sulle pagine di blue News. Nel nostro live-ticker troverete gli aggiornamenti principali del decimo giorno della guerra di Israele e Stati Uniti contro l'Iran.

  • 22.45

    Chiudiamo qui per oggi il nostro live-ticker

    Vi auguriamo buona notte e vi ringraziamo per averci seguito.

  • 22.30

    Arriva l'annuncio ufficiale: Mojtaba Khamenei è la nuova Guida Suprema dell'Iran

    Mojtaba Khamenei, figlio di Ali Khamenei, ucciso negli attacchi degli Stati Uniti e di Israele del 28 febbraio, è stato scelto come nuova Guida Suprema iraniana dall'Assemblea degli esperti. Secondo la RSI, l'annuncio è stato dato in serata sulla TV iraniana.

  • 22.05

    30 attacchi di Israele ai depositi di carburante iraniani

    Israele ha attaccato 30 depositi di carburante iraniani sabato, ben oltre le attese degli Stati Uniti. Washington è preoccupata che gli attacchi israeliani alle infrastrutture che servono la popolazione dell'Iran possano ritorcersi contro, spingendola a sostenere il regime e facendo salire i prezzi del petrolio. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali i raid hanno lasciato «sgomenti» gli Stati Uniti, colti di sorpresa dagli attacchi.

  • 21.11

    L'aeroporto di Mascate blocca i jet privati, priorità ai rimpatri

    L'aeroporto di Mascate in Oman ha proibito i jet privati e i charter non essenziali per dare priorità ai voli di rimpatrio, governativi e di linea. Lo riporta il Financial Times.

    Il quotidiano ricorda come lo scalo era stato, negli ultimi giorni, utilizzato come via di fuga dai paesi del Golfo da chi si poteva permettere l'utilizzo di un aereo privato o anche solo un posto su tali voli che, in alcuni casi, era arrivato a costare oltre 20mila dollari.

    Dall'aeroporto della capitale dell'Oman Mascate erano decollati ieri e giovedì due voli speciali – uno tramite Swiss e l'altro tramite Edelweiss – che hanno permesso il rimpatrio via Zurigo di centinaia di concittadini svizzeri.

  • 21.09

    L'appello di Reza Pahlavi: «L'Australia aiuti le calciatrici iraniane»

    «Le giocatrici della nazionale femminile di calcio iraniana stanno subendo forti pressioni e continue minacce da parte della Repubblica Islamica a seguito del loro coraggioso rifiuto di recitare l'inno del regime, e potrebbero subire conseguenze molto gravi se tornassero in Iran». Lo scrive su X Reza Pahlavi, figlio del deposto scià dell'Iran. «Esorto il governo australiano a garantire la loro sicurezza e a fornire loro tutto il supporto necessario».

    La nazionale femminile di calcio iraniana ha rifiutato di cantare l'inno nazionale prima della partita inaugurale della Coppa d'Asia in Australia, rimanendo in silenzio con lo sguardo rivolto dritto davanti a sé, nella prima partita del Gruppo A contro la Corea del Sud, che ha poi vinto 3-0. L'allenatrice dell'Iran, Marziyeh Jafari, e le sue giocatrici avevano poi rifiutato di fare commenti sulla guerra e sulla morte dell'ayatollah Ali Khamenei.

    Nel corso del torneo le calciatrici, arrivate in Australia ben prima degli attacchi di USA e Israele, hanno poi giocato con l'Australia giovedì e con le Filippine oggi, perdendo entrambi i match e venendo eliminate dal torneo.

    In tutte e due le partite, hanno cantato l'inno e fatto il saluto militare. Non è chiaro, adesso, quando e se torneranno a Teheran. Già nei giorni scorsi, vari personaggi del mondo del calcio e della società civile, tra cui l'ex capitano della nazionale australiana Craig Foster, avevano chiesto alla FIFA e alle autorità di Canberra di intervenire per proteggere le giocatrici iraniane.

  • 21.05

    Sale a 7 il bilancio degli americani morti nella guerra in Iran

    Un altro militare americano è morto nella guerra con l'Iran, portando il bilancio delle vittime a sette. Il soldato è deceduto in seguito alle ferite riportate per l'attacco del primo di marzo contro le truppe americane in Arabia Saudita. Lo annuncia l'esercito degli Stati Uniti.

  • 20.40

    Macron sente Pezeshkian: «Stop ai raid ai Paesi della regione»

    Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato su X di avere parlato con il suo omologo iraniano Massoud Pezeshkian.

    «Gli ho detto che la sicurezza e il rientro in Francia di Cécile Kohler e Jacques Paris, che attualmente si trovano all'interno dell'ambasciata francese, restano per noi una priorità assoluta». Macron ha poi «sottolineato la necessità che l'Iran cessi immediatamente i suoi attacchi contro i Paesi della regione. L'Iran deve inoltre garantire la libertà di navigazione ponendo fine alla chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz. Infine, ho ribadito la nostra profonda preoccupazione per lo sviluppo dei programmi nucleari e missilistici balistici dell'Iran e per tutte le sue attività destabilizzanti nella regione, che sono alla radice dell'attuale crisi».

    Il presidente francese ha poi invocato «una soluzione diplomatica», che «è più che mai necessaria per affrontare queste sfide cruciali, per porre fine all'escalation e preservare la pace. Abbiamo concordato di rimanere in contatto».

  • 20.35

    Una estone e un azero arrestati a Cipro, «sono spie di Teheran»

    Le autorità cipriote hanno arrestato una cittadina estone di ventisette anni accusata, assieme a un cittadino azero, di terrorismo e spionaggio a favore dell'Iran. Gli investigatori hanno comunicato che i due avrebbero visitato e fotografato siti sensibili dell'isola che avrebbero successivamente trasmesso alle autorità iraniane dalle quali sarebbero stati ingaggiati. La coppia si trovava ufficialmente a Cipro per turismo.

  • 19.10

    Teheran: «Se potete tollerare 200 dollari a barile continuate pure»

    L'esercito iraniano ha minacciato di prendere di mira i siti petroliferi nella regione se Israele continuerà a colpire le infrastrutture energetiche della Repubblica Islamica.

    «Ci si aspetta che i governi dei Paesi islamici avvertano la criminale America e il selvaggio regime sionista il prima possibile di tali azioni codarde e disumane», ha dichiarato alla televisione di Stato Ebrahim Zolfaghari, portavoce del comando militare centrale iraniano.

    «Altrimenti, misure simili saranno adottate nella regione, e se si può tollerare un prezzo del petrolio superiore ai 200 dollari al barile, allora bisogna continuare con questo gioco», ha affermato.

  • 18.40

    In Libano oltre 500mila sfollati per la nuova guerra tra Hezbollah e Israele

    Il ministro libanese degli affari sociali ha annunciato che oltre mezzo milione di persone sono state registrate come sfollate dallo scoppio della nuova guerra tra Israele e Hezbollah.

    In una conferenza stampa, Haneen Sayed ha dichiarato che il numero totale di persone che hanno registrato i propri nomi su un sito web affiliato al ministero ha raggiunto le 517'000 unità, di cui 117'228 si trovano nei rifugi governativi.

  • 17.49

    L'Iran pesa sulle aspirazioni politiche di Vance e Rubio per le elezioni del 2028

    La guerra in Iran pesa sul futuro del vicepresidente JD Vance e di Marco Rubio, due dei papabili candidati repubblicani alle presidenziali del 2028.

    Inizialmente scettici sull'operazione, i due si sono poi arresi a Donald Trump e stanno difendendo la sua operazione contro Teheran fra difficoltà non indifferenti e rischi elevati per la presidenza Trump e le loro aspirazioni politiche.

    Il sostegno di Vance alla campagna contro Teheran - riporta CNN - ha allarmato l'ala dei repubblicani non-interventisti, che il vicepresidente corteggia da anni e che non vuole perdere.

    A Rubio un conflitto prolungato in Iran costerebbe probabilmente la fiducia che si è guadagnato all'estero e con gli americani. Il segretario di Stato sta cercando di far rimpatriare gli americani bloccati in Medio Oriente, un compito non facile.

    Alta tensione sul conflitto c'è anche al Pentagono, dove le preoccupazioni sono concentrate sulle scorte sempre più limitate di armi e sulla mancanza di una tempistica sulla possibile fine della guerra. Vance e la capa di gabinetto Susie Wiles stanno cercando di limitare le ricadute interne del conflitto rassicurando i MAGA preoccupati dall'entusiasmo di Trump per le guerre e valutando strade per ridurre l'impatto della guerra sull'economia.

  • 17.26

    Due morti e 12 feriti in un raid su una zona residenziale in Arabia Saudita

    Un attacco a un edificio residenziale in Arabia Saudita ha ucciso almeno due persone e ne ha ferite una dozzina: lo afferma l'agenzia di protezione civile, ripresa da Al Jazeera.

    L'attacco ha colpito un complesso nel governatorato centrale di al-Kharj, ha dichiarato l'agenzia su X.

  • 17.03

    Ira di Abu Dhabi per il briefing israeliano sull'attacco all'Iran

    Negli Emirati Arabi Uniti oggi esprimono rabbia per le notizie pubblicate in Israele, secondo cui Abu Dhabi ha effettuato un attacco limitato in Iran, e avvertono che «rivelazioni pubbliche di questo tipo potrebbero danneggiare lo sforzo regionale sensibile», come riferisce Channel 12.

    Una fonte vicina agli Emirati ha dichiarato all'emittente israeliana: «Ad Abu Dhabi faticano a comprendere il comportamento israeliano e il tipo di briefing che proviene da Gerusalemme. Pubblicazioni di questo tipo non aiutano lo sforzo regionale e potrebbero causare danni».

    Una fonte emiratina ha anche criticato la decisione di rendere pubblici i voli di evacuazione di cittadini israeliani da Abu Dhabi verso lo Stato ebraico, invece di mantenerli segreti.

    «Quando ci sono grandi quantità di voli e missili in aria e c'è la necessità di evacuare o spostare aerei per motivi di sicurezza, non ha senso renderlo pubblico. Cose del genere si gestiscono in segreto per evitare rischi inutili».

    Allo stesso tempo, una fonte della famiglia reale saudita ha dichiarato a Channel 12: «Abbiamo coordinato con alcuni degli alleati nella regione lo scenario di risposta, ma finora vediamo che evitare la guerra è la scelta migliore. Se gli attacchi dell'Iran contro i Paesi del Golfo dovessero continuare, apriremo le nostre basi militari alle forze americane per fornire supporto logistico e militare contro l'Iran».

  • 16.45

    Trump: «Senza la nostra approvazione la nuova Guida Suprema durerà poco»

    La guida suprema iraniana «dovrà ottenere la nostra approvazione. Se non la otterrà, non durerà a lungo». Lo ha detto Donald Trump a Abc.

    «Vogliamo assicurarci di non dover tornare indietro ogni dieci anni», ha aggiunto il presidente. Trump insiste da giorni sulla necessità che gli Stati Uniti dicano la loro su chi guiderà l'Iran.

  • 16.26

    Il premier norvegese: «Inaccettabile l'esplosione all'ambasciata USA di Oslo»

    «L'esplosione avvenuta stanotte presso l'ambasciata degli Stati Uniti a Oslo è un evento molto grave e assolutamente inaccettabile» ha dichiarato il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre in un comunicato riportato dall'emittente pubblico locale NRK.

    Il premier ha sottolineato inoltre che non ci sarebbe alcun pericolo per il pubblico ma che verranno rafforzate le misure per garantire la sicurezza delle ambasciate USA e d'Israele oltre che per edifici con affiliazione ebraica.

    «Si tratta di un atto inaccettabile che prendiamo molto sul serio» gli ha fatto eco in una nota, diffusa da diversi media internazionali, il ministro degli esteri norvegese, Espen Barth Eide. «La sicurezza delle missioni diplomatiche è estremamente importante per noi e il caso è ora oggetto di indagini da parte della polizia e del Servizio di sicurezza».

    Il ministro ha poi aggiunto di essere in contatto con il ministro della giustizia Astri Aas-Hansen e con l'incaricato d'affari dell'ambasciata statunitense, Eric Meyer.

  • 16.09

    Il Dipartimento di Stato USA aggira il Congresso per la vendita di bombe a Israele

    Il Dipartimento di Stato USA aggira il Congresso per la vendita di 20'000 bombe a Israele. Il ministero ha fatto sapere che il segretario di Stato Marco Rubio ritiene ci sia un'emergenza in seguito alla guerra in Iran e quindi è necessari la vendita immediata di bombe a Israele per circa 660 milioni di dollari.

    Lo riporta il New York Times citando alcune fonti, secondo le quali è la prima volta nella seconda amministrazione Trump che viene formalmente dichiarata un'emergenza, prevista all'Arm Export Control Act, per aggirare il Congresso e vendere armi a Israele.

  • 15.51

    L'IDF: «Abbiamo distrutto la base delle forze spaziali iraniane»

    L'esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito quello che ha descritto come il «quartier generale delle forze spaziali» delle Guardie Rivoluzionarie iraniane a Teheran.

    «Nell'ambito degli attacchi, le IDF hanno preso di mira e smantellato il quartier generale delle Forze Spaziali dell'IRGC del regime terroristico iraniano», ha dichiarato l'esercito.

    «Il quartier generale fungeva da centro di ricezione, trasmissione e ricerca per l'Agenzia Spaziale Iraniana, affiliata all'esercito del regime», ha aggiunto.

  • 15.34

    Teheran: «Sostanze tossiche fuoriuscite dopo i raid agli impianti di petrolio»

    Gli attacchi aerei contro gli impianti petroliferi di Teheran hanno rilasciato «materiali pericolosi» che mettono a repentaglio la sicurezza dei civili: lo ha affermato oggi il ministero degli esteri iraniano.

    «Prendendo di mira i depositi di carburante, gli aggressori stanno rilasciando nell'aria materiali pericolosi e sostanze tossiche, avvelenando i civili, devastando l'ambiente e mettendo a repentaglio vite umane su larga scala», ha affermato su X il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei.

  • 15.05

    Gli USA agli iraniani: «State a casa, il regime ignora la vostra sicurezza»

    «State a casa. Il regime sta consapevolmente mettendo in pericolo le vite dei civili». Il Us Central Command si rivolge agli iraniani con un avviso di sicurezza che li invita a restare nelle loro abitazioni «poiché il regime terroristico iraniano ignora palesemente la sicurezza delle persone innocenti».

    «Il regime iraniano sta utilizzando aree civili densamente popolate per condurre operazioni militari, compreso il lancio di droni d'attacco unidirezionali e missili balistici», si legge in una nota.

    «Le forze iraniane stanno utilizzando aree affollate circondate da civili in città come Dezful, Esfahan e Shiraz per lanciare droni d'attacco e missili balistici.Le forze americane esortano i civili in Iran a rimanere a casa. Il regime iraniano sta consapevolmente mettendo in pericolo vite innocenti. Inoltre, le forze iraniane stanno mettendo a repentaglio la sicurezza di persone innocenti in tutto il Medio Oriente prendendo di mira deliberatamente e indiscriminatamente aeroporti civili, hotel e quartieri residenziali», ha detto il Us Central Command.

    «Il regime terroristico iraniano sta palesemente ignorando le vite dei civili attaccando i partner del Golfo e compromettendo la sicurezza del suo stesso popolo», ha messo in evidenza l'ammiraglio Brad Cooper, comandante del Central Command.

  • 14.27

    «600 obiettivi colpiti in Libano, 200 terroristi eliminati»

    Oltre 600 obiettivi colpiti in Libano e circa 200 terroristi eliminati: lo riferisce il comando nord dell'esercito israeliano (IDF) dopo circa una settimana di combattimenti contro Hezbollah.

    «Nella scorsa settimana sono stati colpiti oltre 600 obiettivi terroristici in tutto il Libano via aria, mare e terra, utilizzando circa 820 munizioni», afferma l'IDF.

    «Durante gli attacchi sono stati eliminati più di 190 terroristi, tra cui Abu Hamza Rami, comandante della Jihad Islamica in Libano, due comandanti colonnello e tre comandanti di battaglione. Inoltre, sono state condotte 27 ondate di attacchi nella regione di Beirut, di cui cinque nell'area di Dahieh», viene precisato.

  • 14.02

    L'Arabia Saudita spinge al massimo l'operatività del terminal di petrolio sul Mar Rosso

    L'Arabia Saudita sta spingendo al massimo l'operatività dei suoi terminal sul Mar Rosso, per fare fronte alla chiusura dello stretto di Hormuz.

    Nei primi giorni di marzo, secondo i dati raccolti da Bloomberg, otto superpetroliere ognuna dalla capacità di 2 milioni di barili hanno attraccato e caricato nei porti di Yanbu e al-Muajjiz. Se verrà mantenuto un livello di circa 2,3 milioni di barili al giorno, si tratterebbe di un aumento del 50% rispetto all'operatività abituale.

    Si tratta, secondo Bloomberg, di una sfida tecnica per dei porti che non hanno mai operato a questi livelli. Inoltre la maggior parte degli acquirenti di petrolio saudita è situata in Asia e questo obbligherebbe le navi ad affrontare la rotta verso Sud, esponendosi agli attacchi delle milizie yemenite foraggiate dall'Iran.

  • 13.30

    Netanyahu: «Abbiamo un piano specifico per un cambiamento in Iran»

    «Abbiamo un piano specifico con molteplici opzioni per indebolire il regime iraniano e portare un cambiamento». Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu sull'account ufficiale X IsraelPersian.

    Da parte sua il ministro della difesa Israel Katz ha reso noto oggi che il segretario militare il segretario militare della Guida suprema è stato eliminato.

    «Abu-al-Qasem Baba'iyan, il nuovo capo dell'ufficio militare del leader supremo, nominato solo pochi giorni fa dopo che il suo predecessore era stato eliminato nell'attacco in cui Khamenei era stato ucciso, è stato eliminato anche lui», ha riferito l'ufficio di Katz.

    Il ministro afferma di essere stato informato durante una valutazione della situazione tenutasi con le Forze di difesa israeliane (IDF). Il ministro ha elogiato l'esercito per l'impresa: «continuate a dar loro la caccia», ha detto ai militari.

  • 12.51

    Quasi 120 iraniani sfollati dal Libano su un aereo russo

    Oltre 100 iraniani, tra cui alcuni diplomatici, sono stati evacuati da Beirut durante la notte su un aereo russo: lo ha riferito all'AFP un funzionario libanese.

    «Un totale di 117 iraniani, tra cui diplomatici e personale dell'ambasciata, sono stati evacuati su un aereo russo partito da Beirut durante la notte traieri e oggi», ha dichiarato il funzionario a condizione di anonimato.

    L'evacuazione arriva dopo che giovedì il governo libanese ha vietato qualsiasi attività del Corpo delle Guardie rivoluzionarie Iraniane, uno dei principali sostenitori del gruppo militante libanese Hezbollah.

  • 12.28

    «Gli Emirati attaccano per la prima volta in Iran»

    «Gli Emirati Arabi Uniti hanno attaccato per la prima volta in Iran». Lo riferiscono i media israeliani sottolineando che l'attacco ha preso di mira un impianto di desalinizzazione iraniano.

    Israele ritiene che il raid sia, per il momento, solo un segnale al regime iraniano, tuttavia, se gli attacchi di Teheran dovessero intensificarsi, esiste una reale possibilità - riferiscono i media israeliani - che gli Emirati si uniscano al conflitto in modo limitato.

    Il Ministero della difesa degli Emirati intanto ha annunciato su X che «le difese aeree hanno rilevato 17 missili balistici, di cui 16 distrutti, mentre uno è caduto in mare. Rilevati anche 117 droni, di cui 113 intercettati e 4 caduti nel territorio nazionale».

    Il ministero ha affermato di essere pienamente preparato ad affrontare qualsiasi minaccia e che risponderà con fermezza a qualsiasi tentativo di minare la sicurezza del paese, garantendo la protezione della sua sovranità, sicurezza e stabilità e salvaguardando i suoi interessi e le sue capacità nazionali.

  • 11.57

    Macron domani in visita di «solidarietà» a Cipro

    Il presidente francese Emmanuel Macron si recherà domani a Cipro per «testimoniare la solidarietà della Francia» con lo Stato membro dell'Unione europea, bersaglio negli scorsi giorni di droni e missili iraniani. Lo ha reso noto l'Eliseo.

    Nella città di Paphos Macron vedrà il presidente cipriota Nikos Christodoulides e il premier greco Kyriakos Mitsotakis.

    «L'incontro servirà a rafforzare, insieme ai nostri partner europei, la sicurezza intorno a Cipro e nel Mediterraneo orientale, contribuendo alla de-escalation nella regione», ha dichiarato la presidenza francese.

  • 11.33

    Anche il SIC mette in guardia da attentati iraniani in Svizzera

    Il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) ritiene probabili azioni di ritorsione di ogni tipo da parte dell'Iran in Svizzera. Possibili obiettivi sarebbero istituzioni israeliane, ebraiche e americane.

    «Il SIC ritiene probabile che i servizi segreti iraniani, i loro rappresentanti o reti criminali incaricate dall'Iran compiano azioni in Europa e in Svizzera», ha dichiarato oggi la portavoce del Servizio, Linda von Burg, all'agenzia Keystone-ATS, confermando un articolo pubblicato dal settimanale «SonntagsBlick».

    La Confederazione è considerata un importante teatro operativo per i servizi segreti e offre numerosi obiettivi.

    Secondo von Burg, l'Iran potrebbe sferrare «attacchi asimmetrici contro obiettivi israeliani, ebraici e americani in Svizzera».

    Oltre a possibili attacchi terroristici, si intendono anche atti di sabotaggio, campagne di disinformazione, manifestazioni e attacchi informatici. Il pericolo non proviene solo dal regime stesso, ma anche dai suoi alleati come Hezbollah o Hamas.

  • 11.12

    Raid dell'esercito israeliano contro una flotta di F-14 a Isfahan

    Caccia israeliani hanno colpito ieri un numero imprecisato di F-14 iraniani all'aeroporto di Isfahan: lo annuncia l'esercito (IDF).

    Gli F-14 erano stati acquistati decenni fa dagli USA, prima dell'avvento della rivoluzione khomeinista, e la flotta rappresentava il pilastro della difesa aerea iraniana.

    L'IDF ha affermato di aver preso di mira anche i sistemi di rilevamento e di difesa aerea dell'Iran. «Continueranno a colpire tutti i sistemi del regime terroristico iraniano in tutto il paese e amplieranno la loro superiorità aerea», ha affermato l'esercito israeliano.

    I residenti parlano di una notte di pesanti bombardamenti in tutta la città: «sono stati presi di mira circa 40-50 obiettivi, è stato davvero terrificante», ha detto alla CNN un abitante di Isfahan. L'uomo ha affermato che sono state colpite diverse strutture e infrastrutture, definendola un'"operazione infernale".

    Intanto media locali riferiscono che stamattina gli Stati Uniti e Israele hanno attaccato alcune località nei pressi della città di Yazd (centro), e in queste zone sono state udite delle esplosioni.

  • 10.43

    In Iraq un drone ha preso di mira una base militare USA

    In Iraq un drone ha invece preso di mira una base militare statunitense vicino all'aeroporto internazionale di Erbil, nella regione curda (nord), secondo al-Jazeera, il cui corrispondente ha riferito di un fuoco antiaereo dopo aver udito diverse esplosioni.

    Le difese aeree, ha aggiunto l'emittente qatariota, sembravano aver intercettato il drone. Non ci sono stati commenti immediati da parte di funzionari statunitensi o iracheni.

    Intanto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha avvertito che se i nemici dell'Iran «cercheranno di usare qualsiasi paese per attaccare o invadere il nostro territorio, saremo costretti a rispondere a quell'attacco. Rispondere non significa avere controversie con quel paese o voler danneggiare la sua popolazione: risponderemmo per necessità», ha detto Pezeshkian in dichiarazioni trasmesse oggi dalla tv di Stato.

    Ieri il presidente si era scusato con i paesi vicini che ospitano basi militari statunitensi per gli attacchi sul loro territorio.

  • 10.31

    Danneggiato un impianto di desalinizzazione dell'acqua in Bahrein

    Un attacco di drone iraniano ha danneggiato un impianto di desalinizzazione dell'acqua in Bahrein, hanno annunciato le autorità di Manama.

    «L'aggressione iraniana bombarda casualmente obiettivi civili e causa danni materiali a un impianto di desalinizzazione dell'acqua a seguito di un attacco con drone», recita una nota ufficiale.

    Teheran aveva precedentemente accusato gli Stati Uniti di aver colpito uno dei propri impianti di desalinizzazione da una base in Bahrein.

    Da parte sua il Ministero della difesa saudita ha annunciato stanotte che un attacco con un drone contro il quartiere diplomatico della capitale Riad è stato sventato, aggiungendo che la neutralizzazione del velivolo non ha causato danni materiali o feriti tra la popolazione civile.

  • 10.23

    Torre in fiamme a Kuwait City dopo l'attacco con droni

    Un enorme incendio ha avvolto una torre a Kuwait City in seguito ad attacchi di droni nelle prime ore di oggi. Anche altri paesi del Golfo sono stati nuovamente presi di mira nella notte.

    Il rogo a Kuwait City è scoppiato in una sede governativa gestita dall'Istituto pubblico per la sicurezza sociale, scrive il «Guardian». Il dipartimento ha affermato che «l'edificio principale dell'organizzazione è stato preso di mira, con conseguenti danni materiali». L'incendio sembra ora sotto controllo.

    Nella notte droni hanno attaccato i serbatoi di carburante all'aeroporto internazionale del Kuwait, ha dichiarato il Ministero della difesa. «Le Forze armate kuwaitiane hanno risposto a un'ondata di droni ostili che hanno penetrato lo spazio aereo del paese. I serbatoi di carburante dell'aeroporto internazionale del Kuwait sono stati attaccati da droni», ha scritto su X un portavoce del dicastero denunciando l'attacco come mirato a «infrastrutture critiche».

    Pochi minuti dopo l'esercito dello Stato del Golfo ha dichiarato sulla stessa piattaforma social di essere alle prese con «attacchi missilistici e con droni», senza specificarne il numero.

  • 10.01

    Iran: «Più o meno raggiunta l'intesa sul successore di Khamenei»

    Un consenso della maggioranza sulla successione della Guida suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei, «è stato più o meno raggiunto»: lo ha annunciato l'ayatollah Mohammadmehdi Mirbaqeri, membro dell'Assemblea degli esperti, come riferisce l'agenzia Mehr.

    L'ayatollah Mohsen Heidari Alekasir, un altro membro dell'Assemblea, ha detto che un candidato è stato scelto sulla base del consiglio del defunto leader supremo, secondo cui il leader iraniano avrebbe dovuto «essere odiato dal nemico».

    «Persino il Grande Satana (gli USA) ha fatto il suo nome», ha detto Heidari Alekasir. Giorni fa, Trump ha definito il figlio di Khamenei, Mojtaba, una scelta «inaccettabile».

  • 09.47

    Affondato un rimorchiatore a Hormuz, 3 marinai dispersi

    Tre membri dell'equipaggio indonesiani risultano dispersi dopo che il rimorchiatore Musaffah 2, battente bandiera degli Emirati Arabi Uniti, è affondato nello Stretto di Hormuz. Lo annuncia il ministero degli esteri di Giacarta in una nota.

    «Un sopravvissuto indonesiano è attualmente in cura per ustioni in un ospedale della città di Khasab, in Oman. Gli altri tre indonesiani sono ancora ricercati dalle autorità locali», si legge.

    Prima dell'affondamento il Musaffah 2 ha subito un'esplosione che ha causato un incendio. È in corso un'indagine da parte delle autorità locali.

  • 09.21

    Pfister: «La guerra può comportare pericoli per la Svizzera»

    Il consigliere federale Martin Pfister critica gli Stati belligeranti nella guerra in Medio Oriente. «Gli Stati Uniti e Israele hanno attaccato l'Iran dall'aria, violando così il diritto internazionale, proprio come l'Iran», afferma senza fornire precisazioni.

    Non è escluso che l'Europa venga coinvolta nella guerra, dichiara il ministro della difesa del Centro in un'intervista pubblicata oggi dalla SonntagsZeitung. «Il pericolo non si limita a un classico scontro militare, ma si estende anche a una guerra asimmetrica sotto forma di attacchi terroristici».

    A suo dire anche in Svizzera «sussiste il rischio che si verifichino attentati».

    «La guerra potrebbe inoltre provocare un'ondata di rifugiati, cosa che avrà un impatto pure su di noi», spiega Pfister. Anche se la Svizzera non è direttamente minacciata dai missili a lungo raggio iraniani, sono possibili danni collaterali, sottolinea lo zughese.

    Il ministro raccomanda di considerare la sicurezza in modo globale e non solo dal punto di vista militare: oltre all'esercito, anche la polizia e i servizi d'intelligence svolgono un ruolo importante. «Penso che la popolazione capirà che abbiamo bisogno di mezzi supplementari per tutto questo.»

  • 09.03

    Iran: «Siamo in grado di combattere per almeno altri sei mesi»

    L'Iran ha affermato oggi di essere in grado di combattere per almeno altri sei mesi contro Stati Uniti e Israele, in una guerra entrata nel suo nono giorno.

    «Le forze armate della Repubblica islamica dell'Iran sono in grado di continuare almeno sei mesi di intensa guerra al ritmo attuale delle operazioni», ha dichiarato Ali Mohammad Naini, portavoce del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica, citato dall'agenzia di stampa FARS.

    Intanto, secondo le stime fornite da alcuni funzionari americani al Congresso negli ultimi giorni, Teheran ha ancora il 50% del suo programma missilistico e una quota ancora maggiore di droni, riporta il «New York Times».

    Gli Stati Uniti hanno affermato che l'operazione sta riducendo in modo significativo le capacità dell'Iran, ma a quanto pare ha ancora un arsenale forte nonostante i bombardamenti.

  • 08.51

    4 morti e 10 feriti in un raid su un hotel del centro di Beirut

    Un attacco aereo israeliano su un hotel nel centro di Beirut ha ucciso almeno quattro persone e ne ha ferite 10, ha dichiarato oggi il Ministero della Salute libanese.

    L'attacco ha colpito il «Ramada» nel quartiere di Raouché, una zona turistica sul lungomare finora risparmiata dagli attacchi israeliani contro il movimento sciita filo-iraniano Hezbollah.

    Lo Stato ebraico ha dichiarato di aver «effettuato un attacco mirato contro i comandanti chiave della Forza Quds del Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica iraniana a Beirut».

    «Il regime terroristico iraniano opera sistematicamente all'interno della popolazione civile in Iran e Libano sfruttando cinicamente i civili come scudi umani», ha accusato l'esercito israeliano su Telegram.

  • 08.46

    Raid USA-Israele su 5 impianti petroliferi vicino a Teheran

    Stati Uniti e Israele hanno colpito cinque impianti petroliferi durante gli attacchi notturni nella capitale iraniana e nei dintorni, ha riferito un funzionario alla TV di Stato.

    «Ieri sera, quattro depositi di petrolio e un centro di trasporto di prodotti petroliferi a Teheran e nell'Alborz sono stati attaccati da aerei nemici», ha detto il direttore della National Iranian Oil Products Distribution Company, Keramat Veyskarami.

    Questi ha precisato che i cinque impianti «sono stati danneggiati», ma che «l'incendio è stato domato». Il responsabile ha aggiunto che quattro membri del personale delle strutture sono rimasti uccisi.

    l fumo degli incendi divampati durante la notte ha avvolto la capitale, proiettando una foschia scura sulla città all'alba. Veyskarami ha affermato che i depositi di petrolio iraniani dispongono di «sufficienti riserve di benzina».

  • 08.31

    Esplosione a Oslo, danneggiato un ingresso dell'ambasciata USA

    Un forte boato è stato sentito nella notte vicino all'ambasciata americana a Oslo, causato dall'esplosione di un ordigno che ha causato «lievi danni materiali» a uno degli ingressi della sede diplomatica. Non ci sono feriti, ha precisato la polizia della capitale norvegese.

    Al momento, sottolineano gli inquirenti, «è troppo presto» per determinare se l'esplosione sia da collegare al conflitto in corso tra USA e Iran.

  • 08.13

    Trump riceve i caduti in Iran: «È un giorno triste»

    «È un giorno molto triste» ma la morte è «parte della guerra». Lo ha detto il presidente americano Donald Trump dopo aver accolto i caduti nel conflitto con l'Iran alla base di Dover, in Delaware, alla presenza della First Lady Melania e del vicepresidente JD Vance.

    Trump ha ricevuto le bare dei soldati uccisi nella guerra in Iran con indosso un cappellino con visiera bianco e la scritta USA in oro incisa, simile a quello che ha indossato quando ha annunciato l'avvio della campagna in Iran.

    «Stiamo vincendo di gran lunga la guerra con l'Iran, e continuerà. Continuerà per un po'», ha detto Donald Trump ai giornalisti a bordo dell'Air Force One, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg.

    Egli non ha deciso quanto durerà il conflitto; ma senza definire una tempistica, il presidente si è limitato a dire: «whatever it takes», tutto il necessario.

    «Abbiamo decimato il loro impero del male. Abbiamo spazzato via 44 navi e i loro missili. La loro capacità di droni è stata danneggiata», ha detto Trump parlando dei successi ottenuti in una settimana. A chi gli chiedeva cosa intendesse per resa incondizionata, il presidente ha risposto: «significa un esercito inutile».

  • 08.00

    Domenica 8 marzo: riapre il nostro live-ticker

    Buongiorno e ben tornati sulle pagine di blue News.

    Nel nostro live ticker troverete le informazioni più importanti sui fatti principali sulla guerra in Medio Oriente, scatenatasi dopo l'attacco di Israele e degli Stati Uniti all'Iran.

  • 22:30

    Chiudiamo qui per oggi il nostro live-ticker

    Vi auguriamo una buona notte e vi ringraziamo per averci seguito.

  • 22:08

    Fregata italiana al largo di Cipro

    «Abbiamo disposto il dispiegamento di una fregata italiana a Cipro per garantire la sicurezza dei confini dell'Unione europea» quale «atto di solidarietà europea, ma soprattutto di prevenzione. Ma la nostra linea è molto chiara: l'Italia non è parte del conflitto e non intende diventare parte del conflitto. Noi lavoriamo, per quanto possibile, all'obiettivo di ridurre le tensioni e verificare se vi sia ancora una possibilità di riprendere i negoziati». Lo ha dichiarato oggi la premier Giorgia Meloni in un video sui social.

  • 20:37

    L'Idf attacca depositi di petrolio in Iran

    L'esercito israeliano ha attaccato oggi per la prima volta depositi di petrolio a Teheran. Lo riferisce Ynet. L'operazione è stata condotta su indicazione del gabinetto politico. L'attacco ha preso di mira una trentina di depositi

  • 20:29

    Razzi prendono di mira l'ambasciata USA a Baghdad

    I sistemi di difesa aerea hanno intercettato i razzi lanciati contro l'ambasciata americana a Baghdad, secondo quanto riferito da fonti della sicurezza all'AFP.

    «Sono stati lanciati quattro razzi verso l'ambasciata», ha dichiarato un funzionario della sicurezza, aggiungendo che la difesa aerea ne ha intercettati tre, mentre uno è caduto in un'area aperta della base aerea dell'ambasciata. 

  • 19:46

    Aggressioni al diritto internazionale

    L'Iran ha avvertito che «nessun Paese dovrebbe permettere che il suo territorio o le sue strutture vengano utilizzati per attacchi contro l'Iran» e che «tali azioni costituiscono aggressione ai sensi del diritto internazionale». Lo si legge in una dichiarazione del ministero degli affari esteri iraniano pubblicata su X dal Governo della Repubblica Islamica e rivolta agli Stati della regione che «consentono l'uso del loro territorio per aggressioni».

    L'aggressione militare di Stati Uniti e Israele «costituisce una chiara violazione della sovranità e dell'integrità territoriale dell'Iran» e «l'Iran ha condotto operazioni difensive necessarie e proporzionate contro basi e strutture utilizzate dagli aggressori nella regione, esercitando il suo diritto intrinseco all'autodifesa ai sensi del diritto internazionale, nonostante l'inazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite».

  • 18:47

    Teheran continua gli attacchi sugli stati del Golfo

    Un attacco iraniano ha causato un incendio nella capitale del Bahrein, Manama, danneggiando una casa e altri edifici: lo ha affermato il ministero dell'interno senza specificare se ci siano state vittime.

    «L'aggressione iraniana ha causato un incendio e danni materiali a una casa e a diversi edifici circostanti a Manama», ha affermato il ministero, mentre Teheran prosegue i suoi attacchi di rappresaglia negli stati del Golfo. «La Protezione Civile sta adottando le misure necessarie per spegnere l'incendio».

  • 18:21

    Entro 24 ore si terrà la riunione per scegliere la nuova Guida suprema

    La riunione del Consiglio di esperti iraniano per eleggere la nuova Guida suprema del paese si terrà nelle prossime 24 ore. Lo ha annunciato il membro del consiglio e ayatollah Hossein Mozaffari citato dall'agenzia Fars.

    «I rappresentanti del popolo nell'Assemblea degli esperti attendono con impazienza che si verifichino le condizioni e deliberino per selezionare un nuovo leader e successore dell'Imam martirizzato» Ali Khamenei e «abbiamo la fiduciosa speranza che, con l'aiuto di Dio, ciò possa avvenire nelle prossime 24 ore», ha affermato Mozaffari. La notizia è rilanciata anche da Ria Novosti.

  • 16.58

    «La Casa Bianca blocca il rapporto degli 007 sulle minacce dall'Iran»

    La Casa Bianca sta bloccando le agenzie di intelligence dall'avvertire le forze dell'ordine americane sulla crescenti minacce negli Stati Uniti legate alla guerra in Iran.

    Secondo quanto riporta il «Daily Mail», l'FBI, il Dipartimento per la sicurezza nazionale e l'antiterrorismo stavano preparando venerdì una dichiarazione congiunta per le autorità statali e locali per metterle in guardia sui crescenti rischi dovuti alla guerra. La Casa Bianca ha però «sospeso» la diffusione della dichiarazione.

    «Stiamo collaborando con le agenzie per verificare che le informazioni siano accurate anche se questo significa impiegare più tempo per la revisione», si è limitata a osservare la Casa Bianca con il «Daily Mail».

    Nel bollettino di cinque pagine si metteva l'accento sugli obiettivi sensibili e di parlava di "individui radicalizzati che avrebbero potuto sfruttare il conflitto come giustificazione per la violenza.

  • 16.44

    La portaerei britannica HMS Prince of Wales in fase di preparazione avanzata

     Il ministero della difesa del Regno Unito ha dichiarato che la HMS Prince of Wales, una delle due portaerei di punta della Gran Bretagna, è stata posta in stato di preparazione avanzata in vista di un possibile dispiegamento in Medio Oriente.

    «Da gennaio - ha affermato un portavoce, ripreso dai media britannici - stiamo rafforzando la presenza militare del Regno Unito in Medio Oriente e abbiamo già dispiegato capacità per proteggere il popolo britannico e i nostri alleati nella regione, tra cui Typhoon, jet F-35, sistemi di difesa aerea e 400 unità di personale in più a Cipro».

    «Dall'inizio degli attacchi - ha aggiunto il portavoce - abbiamo avuto jet britannici in volo per abbattere i droni e abbiamo inviato ulteriori risorse nella regione per rafforzare ulteriormente le nostre difese aeree, tra cui altri Typhoon e elicotteri Wildcat dotati di missili anti-droni.

    La HMS Prince of Wales è sempre stata in stato di massima allerta e stiamo aumentando la preparazione della portaerei, riducendo il tempo necessario per salpare per qualsiasi operazione».

  • 16.36

    Forti esplosioni udite a Manama (Bahrein)

    Forti esplosioni sono state udite a Manama, la capitale del Bahrein, secondo quanto riferito da due giornalisti dell'AFP, mentre l'Iran prosegue i suoi attacchi di rappresaglia negli stati del Golfo. Uno dei reporter ha dichiarato di aver udito almeno cinque esplosioni in città.

    Intanto gli Emirati Arabi Uniti hanno individuato droni e missili iraniani in arrivo e stanno lavorando per intercettarli, ha dichiarato il ministero della difesa su X.

  • 16.27

    Sono ancora 4'000 gli svizzeri bloccati nella regione

    A una settimana dallo scoppio delle ostilità nel Medio Oriente, oggi risultano ancora poco più di 4'000 concittadini svizzeri bloccati nella regione che hanno espresso la loro volontà di fare ritorno a casa tramite l'app Travel Admin della Confederazione.

    Secondo gli ultimi dati del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), 4'039 persone - di cui 2'500 negli Emirati Arabi Uniti - erano ancora in attesa di abbandonare il Golfo Persico a causa dell'offensiva israeliana e americana contro l'Iran e la conseguente rappresaglia di Teheran (stando ai dati di mezzogiorno).

    Ieri i servizi di Ignazio Cassis avevano parlato di 5'200 persone che hanno richiesto assistenza tramite l'applicazione. Il calo del numero di concittadini che intendono lasciare la regione è probabilmente legato anche ai due voli speciali organizzati dalla Edelweiss, con partenze previste proprio nella giornata odierna.

    Secondo quanto indicato dalla stessa compagnia aerea, i due I collegamenti diretti da Mascate e Salalah sono decollati oggi dall'Oman in direzione di Zurigo con a bordo complessivamente 404 passeggeri, 215 dei quali cittadini rossocrociati, ha indicato all'agenzia Keystone-ATS un portavoce di Edelweiss. I due velivoli sono attesi allo scalo di Kloten per le 16:30 e le 18:30.

    Giovedì pomeriggio era già rientrato a Zurigo un volo speciale di Swiss che aveva riportato in patria dalla capitale dell'Oman Mascate 211 concittadini.

  • 16.05

    L'Esercito israeliano: «Distrutti 16 aerei della Forza Quds in un raid su Mehrabad»

    L'esercito israeliano (IDF) ha affermato di aver distrutto 16 aerei utilizzati dalla Forza Quds dei pasdaran iraniani presso l'aeroporto internazionale di Mehrabad a Teheran, in un'ondata di attacchi aerei nella capitale iraniana la scorsa notte. Lo riporta il «Times of Israel».

    L'IDF afferma che l'aeroporto di Mehrabad è stato utilizzato dalla Forza Quds «come snodo centrale per armare e finanziare i terroristi affiliati al regime in Medio Oriente», tra cui Hezbollah in Libano.

    Nell'ambito degli attacchi, afferma l'esercito, sono stati distrutti 16 velivoli utilizzati per trasferire armi a Hezbollah, altre infrastrutture militari presso l'aeroporto, nonché diversi caccia iraniani.

  • 15.56

    I Pasdaran: «Colpita una petroliera battente bandiera delle Isole Marshall»

    Le Guardie della Rivoluzione iraniana hanno dichiarato in una nota di aver lanciato attacchi con droni contro una petroliera battente bandiera delle Isole Marshall, descritta come «un asset americano».

    «Una petroliera con il nome commerciale ‹Louise P› e la bandiera delle Isole Marshall, uno degli asset dell'America terrorista, è stata colpita da un drone nel mezzo del Golfo Persico», si legge sul sito dei Pasdaran, Sepah News, riportano i media iraniani.

  • 15.50

    Iran: «Trump riceverà le salme dei militari USA uccisi»

    Il presidente Donald Trump e la First Lady Melania riceveranno alla Dover Air Force Base, in Delaware, i militari americani uccisi nella guerra contro l'Iran.

    Finora sono sei i soldati statunitensi morti da quando sono iniziati gli attacchi una settimana fa. Non è ancora chiaro se rientreranno negli Stati Uniti le salme di tutti e sei.

    In passato Trump ha definito le cerimonie a Dover una delle esperienze «più dure» mai fatte. Nel 2019 disse che la cosa peggiore che aveva dovuto fare era firmare le lettere per i genitori dei soldati morti.

    Ricevendo i leader dell'America Latina in Florida, Trump ha affermato oggi che i soldati americani uccisi nella guerra in Iran «sono degli eroi» e che «cercheremo di ridurre» le perdite ai minimi. Il presidente ha anche sostenuto che «alla campagna in Iran darei 15 su una scala da 1 a 10», sottolineando che 42 navi iraniane sono state distrutte.

  • 15.37

    La compagnia petrolifera del Kuwait annuncia il taglio alla produzione

    Il Kuwait ha annunciato una riduzione precauzionale della produzione e della raffinazione del petrolio greggio a seguito dei continui attacchi dell'Iran contro il paese e delle «minacce iraniane al passaggio sicuro delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz».

    Kuwait Petroleum Corporation, la compagnia petrolifera statale, ha affermato che la decisione rientra nella sua «strategia di gestione del rischio e continuità operativa», riporta il «Guardian».

  • 15.24

    Bombardiere USA atterra nella base in Gran Bretagna

    Un bombardiere statunitense è atterrato ieri sera in una base della RAF, l'aviazione militare, in Gran Bretagna dopo che Washington ha avvertito che gli attacchi contro l'Iran sarebbero «aumentati drasticamente». Lo scrivono i media britannici.

    Il B-1 Lancer, in grado di trasportare 24 missili da crociera, è arrivato alla RAF Fairford nel Gloucestershire ieri sera, dopo che Keir Starmer aveva concesso l'autorizzazione per un'azione «difensiva» degli Stati Uniti contro i siti missilistici iraniani dalle basi del Regno Unito.

    Il capo delle forze armate, Richard Knighton, ha affermato di aspettarsi che gli Stati Uniti lancino missioni dalla base del Gloucestershire «entro i prossimi giorni».

  • 15.17

    Il Libano: «Quasi 300 morti negli attacchi israeliani da lunedì»

    Il ministero della salute libanese ha dichiarato che gli attacchi israeliani contro il paese hanno ucciso quasi 300 persone dall'inizio della guerra con Hezbollah questa settimana.

    In una dichiarazione, il ministero ha affermato che «il bilancio delle vittime dell'aggressione israeliana, dall'alba di lunedì... è salito a 294 martiri e 1'023 feriti».

  • 14.41

    «Oltre 200 soldati USA uccisi o feriti nel raid alla base di Abu Dhabi»

    Almeno 200 soldati americani sono stati uccisi e feriti durante gli attacchi iraniani alla base aerea di al-Dhafra ad Abu Dhabi nelle ultime 24 ore: lo sostiene il quartier generale centrale iraniano Khatamolanbia in un comunicato.

    Durante gli attacchi iraniani alla Quinta flotta della Marina statunitense nella regione, altre 21 persone sono state uccise e molte altre sono rimaste ferite, ha aggiunto il comunicato, citato da Tasnim, affermando che anche una petroliera di proprietà degli Stati Uniti è stata colpita nella parte settentrionale del Golfo Persico.

  • 14.19

    Rapporto 007 USA: «Anche un maxi-attacco in Iran non rovescerà il regime»

    Un rapporto classificato del National Intelligence Council (NIC) ha rilevato che anche un attacco su larga scala all'Iran lanciato dagli Stati Uniti difficilmente riuscirebbe a spodestare il radicato establishment militare e religioso della Repubblica islamica.

    Lo scrive il «Washington Post» citando tre persone a conoscenza del contenuto del rapporto.

    Le fonti sollevano dubbi sul piano dichiarato del presidente Donald Trump di «ripulire» la struttura di leadership iraniana e insediare un governante di sua scelta. Una valutazione che fa riflettere mentre l'amministrazione solleva lo spettro di una campagna militare estesa che, secondo i funzionari, è «appena iniziata».

    Il rapporto, completato circa una settimana prima che Stati Uniti e Israele iniziassero la guerra il 28 febbraio, delineava scenari di successione derivanti da una campagna mirata contro i leader iraniani o da un attacco più ampio contro la sua leadership e le istituzioni governative.

    In entrambi i casi l'intelligence ha concluso che l'establishment clericale e militare iraniano avrebbe risposto all'uccisione della Guida suprema, l'ayatollah Ali Khamenei, seguendo protocolli volti a preservare la continuità del potere.

  • 13.44

    Blitz dell'esercito israeliano in Libano, 41 morti

    È di 41 morti il bilancio di un'operazione di commando israeliana nell'est del Libano: è quanto rende noto il governo di Beirut. Tra le vittime ci sarebbero anche 4 bambini.

    L'esercito libanese inoltre ha fatto sapere che tre soldati sono stati uccisi nel bombardamento israeliano durante l'operazione per ritrovare i resti dell'aviatore Ron Arad, disperso dal 1986.

    «Tre soldati e diversi civili sono stati uccisi a seguito del violento bombardamento nemico che ha accompagnato» un'operazione commando condotta dalle forze israeliane, seguita da «uno scontro a fuoco tra le forze nemiche e la popolazione locale» a Nabi Sheet.

  • 13.19

    La situazione cambia di giorno in giorno per Swiss

    Con le attuali guerre in Medio Oriente la situazione cambia di giorno in giorno per Swiss. La compagnia aerea ha istituito un'unità di crisi ed è in stretto contatto con il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).

    Swiss affronta la situazione giorno per giorno, ha spiegato il presidente della direzione Jens Fehlinger durante la trasmissione «Samstagsrundschau» della radio svizzerotedesca SRF. La priorità assoluta per la compagnia aerea è la sicurezza dei propri passeggeri e dipendenti.

    È molto difficile organizzare voli speciali, ma «se serve aiuto, Swiss è pronta», ha affermato Fehlinger. A quel punto è importante che le persone sul posto possano essere trasportate a Mascate, poiché Swiss vola a Zurigo dall'Oman.

    Al momento la compagnia aerea ha sospeso i voli verso l'importante hub di Dubai, negli Emirati arabi uniti, e Tel Aviv, in Israele. La nuova guerra in Medio Oriente complica però anche il traffico aereo verso l'Asia nel suo complesso, poiché sono disponibili solo tre rotte aeree: attraverso il Polo Nord, la Turchia e l'Azerbaigian o l'Arabia Saudita.

    Le capacità sono attualmente sufficienti: è vero che il traffico su queste rotte è molto più intenso, tuttavia così i voli possono essere effettuati in sicurezza.

    Secondo Fehlinger è ancora troppo presto per quantificare il danno finanziario causato a Swiss dalle guerre in corso.

  • 12.53

    Trump: «Allargheremo gli attacchi all'Iran a nuovi bersagli»

    «Oggi l'Iran sarà colpito molto duramente». È quanto ha affermato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha anche minacciato di allargare a nuovi bersagli gli attacchi sull'Iran.

    «A causa del cattivo comportamento dell'Iran - ha scritto su Truth - ci sono aree e gruppi di persone che fino a questo momento non erano stati presi in considerazione come obiettivi, destinati alla distruzione completa e alla morte certa.»

  • 12.34

    Due voli speciali Edelweiss in viaggio dall'Oman a Zurigo

    Due voli speciali di Edelweiss con a bordo complessivamente 404 passeggeri sono partiti oggi dall'Oman in direzione di Zurigo. I collegamenti diretti da Mascate e Salalah permettono ai turisti rimasti bloccati di rientrare in Svizzera.

    I due velivoli sono attesi a Kloten alle 16.30 e alle 18.30. A bordo si trovano 215 cittadini svizzeri, ha indicato alla Keystone-ATS un portavoce della compagnia aerea.

    I voli speciali avvengono in concertazione con il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Migliaia di svizzeri sono bloccati in vari paesi della regione del Golfo persico a causa dell'offensiva israelo-americana contro l'Iran.

    Giovedì pomeriggio era già arrivato a Zurigo un volo speciale di Swiss che aveva riportato in patria da Mascate 211 cittadini elvetici.

  • 12.13

    «Lo stretto di Hormuz è aperto, colpiremo solo le navi USA e di Israele»

    «Controlliamo lo Stretto di Hormuz, ma non lo chiuderemo e tutte le navi potranno attraversarlo. Tuttavia, le navi degli Stati Uniti e di Israele saranno prese di mira dalle forze armate iraniane»: lo ha detto il portavoce dell'esercito iraniano Abolfazl Shekarchi.

    Quest'ultimo ha aggiunto che «l'Iran non può fornire alcuna garanzia sulla sicurezza delle navi di tutti i Paesi e, se dovessero attraversare lo Stretto, la responsabilità di qualsiasi incidente sarà loro, a causa della situazione di guerra».

  • 11.40

    Non solo petrolio e gas: con la guerra balzo anche dei prezzi dei fertilizzanti

    Non solo petrolio e gas, la guerra in Medio Oriente spinge al rialzo i prezzi dei fertilizzanti sui mercati mondiali con possibili effetti a catena nei prossimi mesi sulla produzione alimentare mondiale.

    Dall'area del Golfo Persico infatti, specie Qatar e Iran, viene ad esempio il 45% della produzione mondiale di urea derivata dal gas naturale. Il prezzo dell'urea sui listini è salito così sui principali mercati di circa il 30% negli scorsi giorni, toccando un massimo di 600 dollari a tonnellata.

    Un blocco prolungato del transito tramite lo stretto di Hormuz, oltre all'aumento dei prezzi, porrebbe problemi per l'agricoltura dei due Paesi più dipendenti dall'import di fertilizzanti: Brasile e India.

  • 10.05

    Riprendono le operazioni a Dubai, Emirates garantisce i voli

    Emirates ha annunciato la ripresa delle operazioni dopo la sospensione temporanea dei voli da e per Dubai.

    «I passeggeri che hanno confermato la prenotazione per i voli di questo pomeriggio possono recarsi in aeroporto. Questo vale anche per i clienti in transito a Dubai, se anche il loro volo in coincidenza è operativo», recita una nota della compagnia aerea.

    Lo scalo di Dubai, chiuso temporaneamente dopo l'intercettazione di droni dall'Iran, avrebbe intanto ripreso le operazioni, afferma la Bbc.

  • 09.47

    Verso una terza portaerei USA in Medio Oriente

    Gli Stati Uniti dovrebbero schierare una terza portaerei in Medio Oriente: è quanto scrive il Times of Israel, riportando Fox News.

    La USS George H.W. Bush ha completato l'addestramento pre-schieramento giovedì, secondo la Marina degli Stati Uniti.

    L'Istituto Navale degli Stati Uniti riferisce che la portaerei, le sue navi da guerra di scorta e il suo stormo aereo «hanno concluso l'esercitazione di addestramento per unità composite che tutti i gruppi d'attacco di portaerei devono svolgere prima di ottenere la certificazione per incarichi nazionali».

    Fox News afferma che il gruppo d'attacco di portaerei «dovrebbe schierarsi presto» e dirigersi verso il Mediterraneo orientale, dove la Uss Gerald R. Ford, la più grande portaerei del mondo, era di recente stazionata.

    La Uss Gerald R. Ford è stata vista attraversare il Canale di Suez giovedì e ora si trova nel Mar Rosso, secondo le foto diffuse dall'esercito americano. Nel frattempo, la USS Abraham Lincoln rimane di stanza nel Mar Arabico per attacchi contro l'Iran durante la guerra.

  • 09.35

    L'Iran si scusa con i Paesi vicini: «Non vi prenderemo più di mira, a meno di venire attaccati»

    Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian si è scusato con i paesi vicini per gli attacchi lanciati durante la guerra della Repubblica islamica contro Israele e Stati Uniti.

    «Mi scuso con i paesi vicini che sono stati attaccati dall'Iran», ha detto Pezeshkian in un discorso trasmesso dalla TV di Stato. Ha inoltre affermato che non prenderà di mira i paesi vicini a meno che non vengano attaccati da lì.

  • 09.27

    Emirates sospende tutti i voli da e per Dubai fino a nuovo avviso

    «Tutti i voli da e per Dubai sono sospesi fino a nuovo avviso. Si prega di non recarsi in aeroporto». Lo scrive su X la compagnia aerea Emirates.

    «La sicurezza dei nostri passeggeri e dell'equipaggio è la nostra massima priorità e non sarà compromessa» aggiunge la compagnia, che fornisce le informazioni su come comportarsi rispetto ai voli prenotati «tra il 28 febbraio e il 31 marzo incluso».

    «Tutti i punti di check-in in città a Dubai sono temporaneamente chiusi fino a nuovo avviso» scrive ancora Emirates.

  • 09.13

    La Nbc: «Trump ha espresso interesse a schierare truppe in Iran»

    Il presidente americano Donald Trump ha espresso «privatamente un serio interesse» a schierare le truppe sul territorio iraniano. Lo riporta la Nbc, in base a quanto appreso da due funzionari Usa, un ex funzionario e un'altra persona a conoscenza delle conversazioni.

    Trump ha discusso l'idea sulle truppe Usa di terra con collaboratori e funzionari repubblicani fuori dalla Casa Bianca, delineando la sua visione di un Iran postbellico in cui l'uranio sia al sicuro, e in cui gli Stati Uniti e un nuovo regime di Teheran cooperino sulla produzione di petrolio in modo simile a come sta accadendo in Venezuela, hanno affermato le fonti.

    I commenti di Trump non si sono concentrati su un'invasione terrestre su larga scala dell'Iran, ma sull'idea di un piccolo contingente di truppe al servizio di scopi strategici, secondo le stesse fonti. Il tycoon non ha preso alcuna decisione né impartito ordini relativi alle truppe di terra.

  • 09.01

    Israele annuncia una nuova ondata di attacchi «su larga scala» 

    Israele ha annunciato sabato una nuova ondata di attacchi «su larga scala» contro siti governativi di Teheran, mentre l'escalation della guerra in Medio Oriente entra nella sua seconda settimana. Del fumo si è visto levare dall'aeroporto internazionale Mehrabad della capitale iraniana.

    Un alto funzionario dell'amministrazione Trump ha affermato che la notte scorsa ha segnato la «più grande campagna di bombardamenti» americana in Iran, scrive Sky News.

    Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha dichiarato a Fox Business: «Faremo i danni maggiori ai lanciamissili iraniani, alle fabbriche che costruiscono i missili. E li stiamo sostanzialmente degradando. E, sapete, la nostra campagna è stata travolgente».

  • 08.47

    Gli USA: «Oltre 3000 obiettivi colpiti»

    Gli Stati Uniti hanno affermato di aver colpito più di 3.000 obiettivi durante la prima settimana di guerra all'Iran, parte della campagna «Epic Fury».

    Lo ha riferito il Comando centrale militare degli Stati Uniti (Centcom), responsabile delle forze Usa in Medio Oriente, postando una serie di schede riassuntive su X dell'evoluzione delle operazioni.

    Tra gli obiettivi scelti figurano centri di comando e controllo, sistemi di difesa aerea, siti missilistici, navi e sottomarini della Marina iraniana. Nel dettaglio, 43 navi sono state «danneggiate o distrutte».

  • 08.32

    L'Iran all'Onu: «Oltre 1.300 civili uccisi, sono crimini di guerra»

    L'ambasciatore iraniano all'Onu, Amir Saeid Iravani, ha affermato che almeno 1.332 civili iraniani hanno perso la vita finora nella guerra e migliaia di altri sono rimasti feriti. Lo riporta il Guardian.

    Usa e Israele «hanno dimostrato di non riconoscere alcuna linea rossa nel commettere i loro crimini», ha detto l'ambasciatore secondo cui i due Paesi stanno attaccando aree e infrastrutture civili «densamente popolate», tra cui scuole, strutture mediche, ricreative e sportive.

    «Questi atti costituiscono chiari crimini di guerra e crimini contro l'umanità», ha detto chiedendo al Consiglio di Sicurezza di «agire ora, senza indugio».

    L'ambasciatore iraniano ha anche affermato che le dichiarazioni di Donald Trump sulla scelta del prossimo leader della Repubblica islamica violano il principio di non interferenza. «L'Iran è uno Stato sovrano e indipendente», ha affermato. «Non accetta, e non permetterà mai, che una potenza straniera interferisca».

  • 08.16

    Esplosioni a Dubai, operazioni di intercettazione sopra l'aeroporto

    Un'operazione di intercettazione è avvenuta sabato mattina sopra l'aeroporto di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, con testimoni che parlano di una forte esplosione seguita da una colonna di fumo nel cielo.

    Il governo di Dubai ha confermato «un incidente di lieve entità dovuto alla caduta di detriti dopo un'intercettazione» e che nessuno è rimasto ferito, negando «le notizie circolanti sui social media riguardanti incidenti all'aeroporto internazionale di Dubai».

    In precedenza i media locali avevano dato notizia di due esplosioni a Dubai e una nella capitale del Bahrein. 

  • 08.03

    L'Arabia Saudita: «L'Iran mostri saggezza ed eviti errori di valutazione»

    Il ministro della Difesa saudita Khalid bin Salman ha invitato l'Iran a mostrare «saggezza» e lo ha messo in guardia da «qualsiasi errore di valutazione», mentre il suo Paese è preso di mira dai droni e dai missili di Teheran.

    «Abbiamo sottolineato che tali azioni minano la sicurezza e la stabilità regionale e abbiamo espresso la speranza che la parte iraniana dimostri saggezza ed eviti qualsiasi errore di valutazione», ha scritto il principe su X dopo un incontro con il capo dell'esercito pakistano Asim Munir.

  • 08.00

    Sabato 7 marzo: riapre il nostro live-ticker

    Buongiorno e ben tornati sulle pagine di blue News.

    Nel nostro live ticker troverete le informazioni più importanti sui fatti principali di venerdì 6 marzo sulla guerra in Medio Oriente, scatenatasi dopo l'attacco di Israele e degli Stati Uniti all'Iran.