PresidenzialiIn Cile va in scena il ballottaggio che divide il Paese
SDA
17.11.2025 - 21:04
I candidati alle presidenziali cilene.
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Il Cile sceglie due candidati nei colori estremi del suo spettro politico e rivela la fotografia di un Paese frammentato. La candidata del Partito Comunista, Jeannette Jara, ha vinto il primo turno delle presidenziali col 26,8% dei voti. Ma il 14 dicembre dovrà sfidare al ballottaggio l'ultraconservatore, José Antonio Kast (23,9%), in una disputa che non la vede favorita.
Keystone-SDA
17.11.2025, 21:04
17.11.2025, 22:27
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La strada verso il Palazzo della Moneda per l'ex ministra del Lavoro del governo di Gabriel Boric, emersa dalle primarie col 60,2%, è decisamente in salita. Il suo 26,8% Jara l'ha ottenuto come rappresentante della più ampia coalizione di sinistra mai presentatasi alle urne dal ritorno della democrazia, in una tornata che ha visto un'affluenza record dell'85,4%, la più alta partecipazione nella storia del Paese sudamericano.
Un risultato che gli osservatori definiscono «scarso». E nonostante la progressista si sia detta «pronta a lottare», prevale lo scetticismo. Le forze di destra, che si sono presentate divise con tre candidati, hanno già annunciato un ricompattamento, garantendo a Kast una dote di oltre il 26% di voti, tra quelli raccolti da Evelyn Matthei e Johannes Kaiser.
Una vittoria di Kast piacerebbe ai mercati
La proiezione di una probabile vittoria di Kast è già stata accolta con favore dai mercati, con obbligazioni in rialzo e il rafforzamento del peso cileno sul dollaro.
E anche l'Europarlamentare Carlo Fidanza, capodelegazione di FdI, si è «congratulato» col rappresentante del Partito Repubblicano, invitando all'adunata, perché il 14 dicembre «servirà l'appoggio di tutti i cileni che credono nella Libertà».
Quasi il 20% per il populista Parisi
La vera sorpresa di questo appuntamento elettorale è stato comunque il terzo posto del populista Franco Parisi, col 19,71%.
Il candidato del Partito della Gente ha già fatto sapere di non avere intenzione di regalare i suoi voti. «Non firmo assegni in bianco, sarebbe una mancanza di rispetto», ha annunciato l'outsider, chiarendo che le preferenze andranno «guadagnate».
Kast, simpatizzante di Pinochet
D'altra parte, le prime parole di Kast, che in passato aveva ammesso una certa simpatia per Pinochet, sono state un appello «all'unità delle destre».
«Sono sicuro che lavorando insieme ricostruiremo la nostra patria», ha sollecitato l'ultraconservatore a scrutini ancora in corso, ricordando i temi della sicurezza, mentre Matthei e Kaiser erano già arrivati al suo quartier generale per le felicitazioni.
Ma la consultazione ha ridisegnato anche gli assetti del Congresso, dove il Partito Repubblicano si è rafforzato assieme agli alleati. Secondo i primi risultati, la destra con le sue componenti ha conquistato 76 su 155 deputati e 25 su 50 senatori, mentre la coalizione di governo ha ottenuto 61 parlamentari nella Camera bassa e 19 in quella Alta.
Se Kast vincerà il 14 dicembre, l'ultraconservatore si ritroverà comunque con un Parlamento diviso. L'ultima volta che un presidente cileno ha avuto la maggioranza in entrambe le camere è stato durante il primo governo di Michelle Bachelet, nel 2006, poi perduta durante il mandato, ricordano gli analisti. Una caratteristica della politica cilena, dove col passare del tempo i parlamentari si fanno 'discolos'. Ribelli.