Europa alla prese con la seconda ondata, in Francia e Spagna oltre un milione di casi

ATS

22.10.2020 - 21:04

L'Europa è alla prese con la seconda ondata.
Source: KEYSTONE/AP/Bernat Armangue

L'Europa gioca la carta dei lockdown parziali e del coprifuoco nel tentativo estremo di fermare l'avanzata esponenziale del Covid e di scongiurare una nuova, disastrosa, chiusura totale.

Ma i dati dei contagi peggiorano e sull'efficacia delle misure di protezione in vigore gli interrogativi si moltiplicano. Il continente ha oltrepassato gli otto milioni di casi e i morti sono 256'000.

Francia e Spagna hanno superato ormai un milione di casi e Parigi ha deciso un'ulteriore estensione del coprifuoco dalle 21 alle 6 del mattino ad altri 38 dipartimenti e alla Polinesia che entrerà in vigore – ha annunciato il premier Jean Castex – da venerdì a mezzanotte e durerà sei settimane.

Salgono così a 54 i territori coinvolti per un totale di 46 milioni di persone ma, ha precisato Castex, il «dispositivo sarà valutato nuovamente la settimana prossima e potrebbe essere rafforzato».

Una decisione quasi inevitabile se la progressione delle nuove infezioni continuasse ai ritmi attuali. In quindici giorni i casi sono raddoppiati e hanno raggiunto una cifra da capogiro: mille ogni ora.

Un appello accorato è stato lanciato dal ministro per la Transizione digitale Cedric O affinché più gente possibile scarichi la nuova app 'Tous Anti-Covid'. E perfino Strasburgo rinuncia quest'anno al tradizionale mercatino di Natale, uno dei più importanti d'Europa, per l'aggravarsi della situazione sanitaria.

Nuove restrizioni in Spagna e in Grecia

I dati continuano a peggiorare anche in Spagna, divenuto il primo Paese Ue e il sesto al mondo per per numero di casi, 1'005'295 secondo la Johns Hopkins University.

Di fronte all'aumento dei malati, le autorità hanno imposto d'urgenza nuove restrizioni. Granada è la prima città spagnola dove è stato imposto il coprifuoco dalle 23 alle 6. Il ministro della Salute, Salvador Illa, ha annunciato che la Comunità di Madrid «sta lavorando a misure dure» che adotterà dopo la revoca dello stato di allarme, sabato, e che il governo regionale annuncerà venerdì.

Anche la Grecia è stata costretta a imporre il coprifuoco ad Atene e Salonicco, ha comunicato il premier Kyriakos Mitsotakis.

«Situazione molto seria» in Germania

«La situazione è molto seria» in Germania ha avvertito il presidente del Robert Koch Institute, Lothar Wieler, alla luce degli 11'287 nuovi contagi a livello federale in 24 ore prevedendo «che aumenteranno i casi gravi e il numero delle vittime».

Dopo l'appello di due giorni fa della cancelliera Angela Merkel a rimanere in casa, Wieler ha ribadito che l'unica possibilità di rallentare la diffusione del virus è di «rispettare le regole in modo coerente» perché «la maggior parte dei contagi si rileva in contesti privati».

Berlino intanto ha la Svizzera fra i paesi a rischio coronavirus, a a partire da sabato.

Fuori controllo il contagio anche in Belgio

Di fatto fuori controllo il contagio in Belgio, divenuto il secondo paese al mondo per numero di decessi (10'539 da inizio pandemia) in rapporto alla popolazione. Le nuove infezioni hanno raggiunto la soglia media giornaliera di 9693 tra il 12 e il 18 ottobre, pari a un aumento del 75% rispetto alla settimana precedente, ha rilevato l'Istituto di sanità pubblica di Sciensano.

È finita in terapia intensiva anche la 45enne ministra degli Esteri ed ex premier Sophie Wilmes. Le sue condizioni sono stabili.

Numeri sopra il livello di guardia in Russia – 15'971 nuovi casi e 290 morti in 24 ore – e nei Balcani. Record di contagi in Bosnia con 999 casi e in Slovenia, dove i nuovi malati nelle 24 ore sono 1663. E oltre al numero di casi e di morti, in Europa continua a crescere il numero di positivi ogni 100 mila abitanti secondo la mappa aggiornata pubblicata dal Centro per il controllo delle malattie (Ecdc).

L'incidenza dei contagi è superiore a 120 casi ogni 100 mila abitanti in quasi tutti gli Stati e in Italia è stata raggiunta la cifra di 191,7 contro i 172,6 di ieri. Quasi tutta l'Europa è segnata in rosso con l'esclusione della Germania e dei Paesi del nord.

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