Religioni In Turchia il Papa invita all'unità tra cristiani

SDA

28.11.2025 - 15:44

Preghiere ecumeniche oggi in Turchia
Preghiere ecumeniche oggi in Turchia
Keystone

Oggi in Turchia, Papa Leone XIV ha fatto appello all'unità e alla fratellanza tra i cristiani di diverse confessioni durante la celebrazione del 1700° anniversario del Concilio Ecumenico di Nicea, evento fondante per il Cristianesimo.

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Nel secondo giorno della sua visita nel Paese a maggioranza musulmana, il Papa americano si è recato a Iznik, l'antica città di Nicea, a sud di Istanbul, per una grande preghiera sui resti di una basilica sommersa del IV secolo, alla presenza di personalità religiose ortodosse e protestanti.

Uno accanto all'altro, sulle rive del lago Iznik, hanno recitato il Credo niceno, un testo tuttora utilizzato da milioni di cristiani di diverse confessioni in tutto il mondo, scritto durante lo stesso Concilio del 325, che riunì 300 vescovi dell'Impero romano.

In una cerimonia ricca di simboli, Leone XIV ha insistito sulla «ricerca della fratellanza»: «Siamo tutti invitati a superare lo scandalo delle divisioni che purtroppo ancora esistono, e ad alimentare il desiderio di unità», ha detto in inglese.

Divisi dal grande scisma del 1054 tra le Chiese d'Oriente e d'Occidente, cattolici e ortodossi mantengono un dialogo e celebrazioni comuni (ecumeniche), nonostante le differenze dottrinali.

La cerimonia, scandita da preghiere in diverse lingue e da canti polifonici e bizantini a cappella, è stata presieduta dal Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I, figura di spicco del mondo ortodosso.

Alla presenza dei rappresentanti di numerose Chiese (copta, greca, armena, siriaca, anglicana), Bartolomeo ha invitato a «seguire il cammino dell'unità cristiana che è stato tracciato per noi», nonostante le «divisioni» dei secoli passati.

In un momento in cui «il mondo è turbato e diviso da conflitti e antagonismi», la visita di Leone XIV «è particolarmente importante e significativa», ha dichiarato all'agenzia AFP il patriarca di Costantinopoli, che esercita un primato onorifico e storico sugli altri patriarchi del mondo ortodosso.

I cattolici riconoscono l'autorità universale del Papa come capo della Chiesa, mentre gli ortodossi, più che mai frammentati, sono organizzati in Chiese autocefale.

Nel 2018, il potente Patriarcato di Mosca, guidato da Kirill, sostenitore del presidente russo Vladimir Putin, ha rotto con il Patriarcato di Costantinopoli dopo che quest'ultimo ha riconosciuto una Chiesa indipendente in Ucraina.

Mosca, che non figura tra i quattro antichi patriarcati invitati a Iznik, teme che il Vaticano stia rafforzando il ruolo di Costantinopoli come interlocutore privilegiato e indebolendo la sua influenza.

Nella sua dichiarazione, il Papa ha anche invitato a «rifiutare con forza» «l'uso della religione per giustificare la guerra e la violenza, così come tutte le forme di fondamentalismo e fanatismo», senza mai nominare apertamente alcun leader di alcuna religione.

Il Patriarca Kirill ha sostenuto l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia nel 2022, che ha definito una «guerra santa».

Stamane Leone XIV è stato accolto con fervore dai canti e dagli applausi delle diverse centinaia di fedeli riuniti nella cattedrale dello Spirito Santo di Istanbul, molti dei quali si erano alzati all'alba per scorgerlo.

Visibilmente commosso dall'accoglienza, il Papa ha incoraggiato i sacerdoti, i religiosi e i fedeli, assicurando loro che la «logica della piccolezza è la vera forza della Chiesa», in un Paese in cui i cristiani stanno ancora lottando contro un sentimento di esclusione.

Arrivato in Turchia ieri per il suo primo viaggio all'estero, il Papa è stato ricevuto dal presidente Recep Tayyip Erdogan ad Ankara, dove ha invitato la Turchia a svolgere un ruolo «stabilizzante» in un contesto globale «altamente conflittuale».

Dopo Paolo VI (1967), Giovanni Paolo II (1979), Benedetto XVI (2006) e Francesco (2014), Leone è il quinto Papa a visitare la Turchia.

Domani il Papa visiterà la Moschea Blu, una delle icone di Istanbul, costruita nel XVII secolo sul sito dell'antico palazzo degli imperatori bizantini, prima di presiedere una grande messa davanti a 4.000 fedeli.

Da domenica a martedì proseguirà il suo viaggio con una visita molto attesa in Libano.