India

India: il movimento dei contadini si costituisce in un partito

SDA

26.12.2021 - 13:28

I contadini dello Stato indiano del Punjab, che hanno portato avanti con successo una protesta contro una nuova legge, diventano un partito politico.
I contadini dello Stato indiano del Punjab, che hanno portato avanti con successo una protesta contro una nuova legge, diventano un partito politico.
Keystone

Il movimento dei contadini indiani diventa un partito e si presenta alle prossime elezioni nello Stato del Punjab.

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26.12.2021 - 13:28

Lo hanno annunciato ieri alcuni leader del Samyukt Kisan Morcha, la rete delle organizzazioni sindacali contadine che hanno partecipato alla protesta durata un anno contro la riforma del governo e conclusasi con la loro vittoria.

Il nuovo partito, che si chiama Sanyukt Samaj Morcha (Ssm), ha come leader Balbir Singh Rajewal, esponente di punta della lotta, e vede l'adesione di 22 delle 32 associazioni che hanno dato vita all'agitazione, mentre altre 3 dovrebbero unirsi nei prossimi giorni.

«Dobbiamo cambiare il sistema», ha detto Rajewal alla stampa. «Ci presenteremo alle elezioni per l'assemblea in tutte le circoscrizioni dello Stato. Il Punjab ha bisogno di una trasformazione radicale, che si può ottenere solo spazzando via i partiti che lo hanno governato per decenni».

Il Punjab, che ha un'assemblea legislativa con 117 membri, è governato dal Partito del Congresso che lo scorso settembre, dopo nove anni alla guida dello Stato, ha sostituito a sorpresa il governatore Amarinder Singh, ex militare e veterano del partito, con Charanjit Singh Channi.

«Il Congresso ci ha sostenuti nella nostra battaglia – ha detto Rajewal – ma non permetteremo che il tesoro di esperienze maturato nel nostro anno di mobilitazione vada a vantaggio di politici che hanno fallito. La disoccupazione, l'esodo dei giovani alla ricerca di opportunità, la diffusione delle droghe nello Stato sono problemi che devono essere affrontati con determinazione».

La mobilitazione dei contadini indiani contro le tre leggi approvate dal governo nel settembre del 2020 è stata una delle più lunghe e partecipate della storia dell'India indipendente. Decine di migliaia di contadini diedero vita nel novembre del 2020 a sit-in in tre aree alla periferia di Delhi, annunciando che non li avrebbero smobilitati fino alla cancellazione della riforma. Dopo aver insistito per quasi 12 mesi sulla fermezza, il 19 novembre il premier Modi ha annunciato che la riforma sarebbe stata ritirata; il parlamento l'ha abrogata pochi giorni dopo.

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