Roma e Mosca di nuovo ai ferri corti dopo i pesanti insulti rivolti alla premier italiana Giorgia Meloni dal conduttore televisivo russo Vladimir Solovyov, molto vicino alle posizioni del Cremlino.
Keystone-SDA
21.04.2026, 19:18
22.04.2026, 08:04
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Immediata la reazione della Farnesina, che ha convocato l'ambasciatore russo Alexei Paramonov.
Solovyov, nel corso di una puntata del programma «Polnyj Kontakt» (Full Contact), si è espresso in italiano con parole volgari definendo la premier «fascista, idiota patentata, una cattiva donnuccia» e apostrofandola come «PuttaMeloni».
Il presentatore russo ha poi definito Meloni «una vergogna della razza umana. Il tradimento è il suo secondo nome: ha tradito Trump al quale precedentemente aveva giurato fedeltà».
Considerato l'alfiere della disinformazione russa, Solovyov non è nuovo a lanciare strali contro Unione europea, Nato e vari leader internazionali.
Il ministro degli Esteri Tajani convoca l'ambasciatore russo
La risposta della Farnesina non si è fatta attendere: «ho fatto convocare al Ministero degli Esteri l'ambasciatore russo Paramonov per esprimere formali proteste dopo le gravissime e offensive dichiarazioni del conduttore (...) sulla televisione russa nei confronti della Presidente del Consiglio (...), alla quale va tutta la mia solidarietà e vicinanza», ha scrittoi su X il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani.
Intanto, si susseguono i messaggi di solidarietà a Meloni da parte di membri della maggioranza e dell'opposizione italiana.
Ennesimo schiaffo di Mosca all'Italia
Le volgarità del giornalista russo Solovyov nei confronti della premier Meloni sono l'ultimo episodio di una lunga scia di attacchi di Mosca a Roma che a partire dal 2022 – quando iniziò l'invasione dell'Ucraina e l'Italia si schierò con Kiev – hanno colpito le più alte cariche dello Stato italiano, fino al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Finora, a condurli era stata in particolare Maria Zakharova, la potente portavoce del ministero degli Esteri russo.
Ora si è aggiunto anche il notissimo conduttore tv, considerato il «megafono» dello zar Vladimir Putin.
Lo stesso zar che l'ex premier italiano Silvio Berlusconi – non troppi anni fa – considerava un amico e un alleato. Ma era un'altra era.