Proteste antigovernativeIran: funzionario, morti verificate sono almeno 5000
SDA
18.1.2026 - 11:56
Un'immagine dell'Ayatollah Ali Khamenei bruciata martedì 13 gennaio 2026 a Zurigo durante una manifestazione a sostegno delle proteste di massa contro il governo iraniano.
Keystone
Un funzionario iraniano ha dichiarato che le autorità hanno accertato che almeno 5000 persone sono state uccise durante le proteste in Iran, tra cui circa 500 membri delle forze di sicurezza.
Keystone-SDA
18.01.2026, 11:56
SDA
Il funzionario incolpa «terroristi e rivoltosi armati» per l'uccisione di «iraniani innocenti», scrive l'agenzia di stampa britannica Reuters sul suo sito.
Il funzionario, che ha preferito restare anonimo data la delicatezza della questione, ha anche riferito all'agenzia che alcuni degli scontri più pesanti e il maggior numero di morti si sono verificati nelle aree curde nel nordovest dell'Iran, una regione in cui i separatisti curdi sono stati attivi e dove le tensioni sono state tra le più violente nei passati periodi di disordini.
«Non si prevede che il bilancio finale aumenti drasticamente», ha affermato il funzionario, aggiungendo che «Israele e gruppi armati all'estero» hanno sostenuto e equipaggiato coloro che sono scesi in piazza.
Le autorità iraniane attribuiscono regolarmente la colpa dei disordini ad avversari stranieri, tra cui Israele, acerrimo nemico della Repubblica islamica, che ha lanciato attacchi militari contro l'Iran a giugno.
L'organizzazione non governativa (ong) Human Rights Activists in Iran (Hrana, ong con sede negli Stati Uniti che si dedica alla promozione e alla difesa dei diritti umani in Iran), ha indicato ieri che il bilancio delle vittime ha raggiunto quota 3308, con altri 4382 casi in fase di revisione. L'organizzazione ha inoltre confermato oltre 24'000 arresti.
Per uno studio realizzato da Iran International, organizzazione d'opposizione basata a Londra, la stima invece arriva ad oltre 12'000 vittime.
Analogamente a quanto affermato oggi dal funzionario citato da Reuters, Hengaw, ong per i diritti umani registrata in Norvegia che si concentra sulla denuncia e la documentazione delle violazioni dei diritti umani in Iran, in particolare contro la minoranza curda, sostiene che alcuni degli scontri più violenti durante le proteste scoppiate a fine dicembre si siano verificati nelle aree curde del nordovest.
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