Medio OrienteIsraele bandisce 37 Ong da Gaza, sdegno di Ue e Onu: «È un precedente pericoloso»
SDA
1.1.2026 - 21:53
A Gaza City, la popolazione vive tra le macerie.
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Nuova scure israeliana sugli aiuti umanitari a Gaza. Il ministero per gli affari della diaspora e la lotta all'antisemitismo ha comunicato a 37 grandi organizzazioni umanitarie internazionali, tra cui Medici senza frontiere, che dovranno cessare tutte le operazioni entro 60 giorni, a meno che non forniscano informazioni personali sui propri dipendenti per motivi di «sicurezza».
Keystone-SDA
01.01.2026, 21:53
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Una mossa che ha suscitato lo sdegno dell'Onu e la protesta dell'Ue, per il timore di nuovi rallentamenti nella fornitura di aiuti e la sicurezza del personale. «Le licenze delle organizzazioni sono scadute ed è vietato loro far arrivare aiuti. Hanno due mesi per ritirare i loro team», ha spiegato un portavoce del ministero dopo che mercoledì a mezzanotte – mentre Benyamin Netanyahu festeggiava il Capodanno con Donald Trump a Mar-a-Lago – è scaduto il termine per adeguarsi ai nuovi obblighi.
Il ministero ha spiegato che questa «richiesta» mira a «impedire l'infiltrazione di operatori terroristici all'interno delle strutture umanitarie» straniere. «L'assistenza umanitaria è benvenuta, lo sfruttamento delle strutture umanitarie a fini terroristici non lo è», ha ribadito il ministro Amichai Chikli.
Le reazioni delle Ong
Nella lista delle Ong bandite ci sono anche il Norwegian Refugee Council (Nrc), Care, World Vision e Oxfam.
«Abbiamo fatto ogni sforzo per conformarci, anche se queste richieste non vengono fatte da nessun'altra parte. Effettuiamo già controlli approfonditi sul nostro personale. Sarebbe disastroso avere combattenti armati o persone legate a gruppi armati tra il nostro personale», ha osservato Athena Rayburn, direttrice esecutiva dell'Association of International Development Agencies, che rappresenta oltre 100 Ong operanti a Gaza e nella Cisgiordania occupata.
Intanto Oxfam fa sapere che al momento «non è arrivata una notifica ufficiale» da parte di Israele sulla sospensione della licenza per operare a Gaza. Parlando con l'agenzia italiana ANSA, un portavoce per le crisi umanitarie dell'ong ha affermato: «Per ora la nostra situazione non è cambiata».
Avvertimento dall'Ue, accusa dall'Onu
L'Ue ha già ammonito Israele, tramite la commissaria europea all'uguaglianza, alla cooperazione internazionale e agli aiuti umanitari Hadja Lahbib: «I piani di Israele di bloccare le Ong internazionali a Gaza – ha scritto su X – significano bloccare gli aiuti che salvano vite. L'Ue è stata chiara: la legge sulla registrazione delle Ong non può essere attuata nella sua forma attuale. Tutte le barriere all'accesso umanitario devono essere rimosse. Il diritto umanitario internazionale non lascia spazio a dubbi: gli aiuti devono raggiungere chi ne ha bisogno».
Durissimo l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Volker Türk, che ha giudicato «scandalosa» la mossa di Israele, avvertendo che «sospensioni arbitrarie di questo tipo aggravano ulteriormente una situazione già intollerabile per la popolazione di Gaza» e invitando gli Stati a chiedere con urgenza a Tel Aviv un cambiamento di rotta.
Critiche anche in Israele
Nel 2024, Israele aveva già vietato all'agenzia Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa) di operare sul proprio territorio, accusando alcuni dei suoi dipendenti di aver partecipato all'attacco del 7 ottobre. Il capo dell'Unrwa, Philippe Lazzarini, ha definito la nuova normativa israeliana un «precedente pericoloso», denunciando un «disprezzo del diritto internazionale umanitario» e una «moltiplicazione degli ostacoli» agli aiuti.
Critiche anche da un gruppo di 17 organizzazioni israeliane di area progressista, secondo cui lo stop alle Ong «mina l'azione umanitaria..., mette in pericolo il personale e le comunità e compromette l'efficacia della distribuzione degli aiuti».
«Subordinare l'assistenza a un allineamento politico..., esigere la divulgazione di dati personali sensibili... costituisce una violazione del dovere di protezione ed espone i lavoratori alla sorveglianza e a violazioni» dei loro diritti, aggiungono i firmatari di un comunicato congiunto.