Medio Oriente Israele blocca a Creta la Flotilla, Netanyahu: «Continueranno a veder Gaza su Youtube». Pioggia di proteste internazionali

SDA

30.4.2026 - 21:14

Un braccio di ferro che si ripete a distanza di mesi, senza però riuscire a scalfire nessuna delle posizioni in campo. La Global Sumud Flotilla, composta da oltre 50 navi salpate da diversi porti europei nel tentativo di raggiungere Gaza per distribuire aiuti umanitari, è stata intercettata dalle forze di Israele che, al contrario, considera «legittimo» il blocco imposto alla Striscia dal 2007 e definisce «complici di Hamas» gli attivisti a bordo.

Le imbarcazioni che trasportano attivisti e aiuti umanitari destinati ai palestinesi di Gaza si radunano nel porto in occasione di una cerimonia simbolica di saluta, nell’ambito della Flottiglia Globale Sumud, a Barcellona, in Spagna, domenica 12 aprile 2026.
Le imbarcazioni che trasportano attivisti e aiuti umanitari destinati ai palestinesi di Gaza si radunano nel porto in occasione di una cerimonia simbolica di saluta, nell’ambito della Flottiglia Globale Sumud, a Barcellona, in Spagna, domenica 12 aprile 2026.
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L'arrembaggio della Marina militare israeliana è avvenuto in piena notte in acque internazionali al largo di Creta, tra le 70 e le 120 miglia dalle coste di Israele.

Ben 22 imbarcazioni delle 58 in rotta per Gaza sono state intercettate e 175 attivisti di diverse nazionalità sono stati fermati e trasferiti a bordo di una nave militare israeliana.

Inizialmente per essere condotti ad Ashdod ed essere poi espulsi nel giro di 24 ore.

Netanyahu: «Continueranno a vedere Gaza su Youtube»

Fino al dietrofront israeliano: «In coordinamento con il governo di Atene», i partecipanti della Flotilla fermati vengono fatti sbarcare in Grecia, nel porto di Ierapetra sull'isola di Creta.

«Missione portata a termine con successo» per il premier Benyamin Netanyahu che ha ironizzato: «Continueranno a vedere Gaza su Youtube».

Dure reazioni internazionali

Nonostante l'esito inaspettato e meno muscolare del previsto, la vicenda, come le due precedenti di luglio e ottobre 2025, ha suscitato dure reazioni internazionali.

A cominciare dalla Turchia – che nel 2010 perse 8 propri concittadini a bordo della prima Gaza Freedom Flotilla, rompendo per anni le relazioni con Israele – che ha denunciato «un atto di pirateria» e chiesto alla comunità internazionale di «adottare una posizione unitaria contro questa azione illecita».

L'Unione europea ha invitato Israele al rispetto del diritto internazionale, «compreso il diritto umanitario e quello marittimo, che – precisa – è molto chiaro».

Italia e Germania hanno diffuso una dichiarazione congiunta chiedendo, oltre al rispetto del diritto internazionale, anche di «astenersi da azioni irresponsabili», e ricordando come sia Roma che Berlino siano già impegnate a fornire aiuti umanitari a Gaza.

La Spagna, che conta una trentina di connazionali tra i fermati, ha convocato l'incaricata d'affari israeliana a Madrid (i due Paesi hanno richiamato i loro reciproci ambasciatori per lo scontro politico scoppiato con la guerra nella Striscia) per esprimere «la più energica condanna».

Parigi ha sottolineato «la priorità assoluta della sicurezza» dei suoi 15 concittadini, tra cui una consigliera comunale di Parigi del partito comunista.

La risposta di Israele: «C'è Hamas dietro la Flotilla»

Ma per Israele «l'intervento tempestivo» – contro quella che ha ribattezzato la «Condom Flotilla» per i preservativi trovati a bordo – si è reso «indispensabile» per «prevenire un'escalation ed evitare frizioni e violenze».

Rispondendo alle critiche di Ue, il ministero degli Esteri ha accusato inoltre «questa specifica flottiglia» di aver «tentato attivamente di bloccare una nave mercantile israeliana».

E ha puntato il dito contro «provocatori professionisti» mossi da Hamas «con l'obiettivo di sabotare la transizione alla seconda fase del piano di pace di Trump» per Gaza, tuttora in stallo, e cioè il disarmo della fazione islamica palestinese e la ricostruzione della Striscia.

Lo stesso Board of Peace, che di quel piano rappresenta il pilastro, ha riferito su X che, dalla tregua entrata in vigore a ottobre scorso, è «aumentato in modo significativo il sostegno alla popolazione di Gaza: gli aiuti alimentari raggiungono tre volte più persone di prima».

Con un attacco agli attivisti: «Non sanno nulla e si preoccupano ancora meno delle condizioni dei gazawi. È disgustoso speculare sulla miseria delle persone per accrescere i vostri profili sui social».