Covid

L'Italia introduce l'obbligo del tampone per chi arriva da Paesi UE

SDA

14.12.2021 - 21:13

Immagine d'illustrazione
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KEYSTONE

Il ministro della salute italiano Roberto Speranza ha firmato una nuova ordinanza che prevede l'obbligo del test negativo in partenza per tutti gli arrivi dai Paesi dell'Unione Europea. Per i non vaccinati, oltre al test negativo, è prevista la quarantena di 5 giorni.

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14.12.2021 - 21:13

Sono prorogate inoltre le misure già previste per gli arrivi dai Paesi Extraeuropei. L'ordinanza è valida a partire dal 16 dicembre e fino al 31 gennaio.

La misura non concerne chi risiede entro 60 km dalla frontiera. L'ordinanza firmata dal ministro non modifica infatti le norme di quella precedente (emessa il 22 ottobre) che stabiliscono per questi casi una deroga.

«L'Italia giustifichi questo obbligo»

Una decisione che non ha lasciato indirifferente il resto dell'Unione.

«Quando gli Stati membri introducono condizioni aggiuntive o rendono le norme più severe, come nel caso dell'Italia e forse del Portogallo», questa scelta «deve essere giustificata sulla base della situazione reale»: così la vicepresidente della Commissione Ue, Vera Jourova, rispondendo a una domanda sull'introduzione del tampone obbligatorio per chi dall'Europa si reca in Italia, anche per gli immunizzati.

«Immagino che se ne parlerà al Consiglio europeo» giovedì «perché queste decisioni individuali degli Stati minano la fiducia delle persone sul fatto che le condizioni siano uguali ovunque in Ue», ha aggiunto.

Jourova ha sottolineato che il regolamento introdotto dalla Commissione Ue sul Green pass prevede che i cittadini europei siano autorizzati a viaggiare in tutta l'Unione senza restrizioni nel caso in cui siano vaccinati, oppure siano in possesso di un risultato negativo a un tampone o di un certificato che ne attesti l'avvenuta guarigione dal Covid.

Così come concepito, il certificato verde «non è morto» ed «è uno dei progetti di maggior successo dell'Unione negli ultimi anni perché aiuta le persone a viaggiare, il turismo a sopravvivere e i servizi ad andare avanti», ha evidenziato ancora la commissaria, precisando che gli Stati membri hanno il potere di introdurre requisiti aggiuntivi al Green pass, ma l'auspicio è che scelte di questo tipo non facciano «morire il certificato».

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