Pandemia

Italia verso altri allentamenti, ma resterà il coprifuoco... posticipato

SDA

10.5.2021 - 22:25

Coprifuoco posticipato alle 23.
Coprifuoco posticipato alle 23.
KEYSTONE / Claudio Furlan/LaPresse via AP

In Italia, con la curva dei contagi e delle vittime che continua la lenta discesa, come dimostrano i 5'080 casi delle ultime 24 ore (mai così pochi dall'8 ottobre), il progressivo svuotamento delle terapie intensive e la campagna di vaccinazione che ormai procede senza particolari intoppi, il Governo procede con le riaperture.

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10.5.2021 - 22:25

Si delinea infatti il «pacchetto» di interventi che andranno a modificare il decreto, pacchetto che potrebbe essere esaminato nella cabina di regia tra le forze di maggioranza convocata da Palazzo Chigi.

Resta il coprifuoco, anche se sarà posticipato molto probabilmente alle 23.00; il settore delle nozze ripartirà a metà giugno, mentre i centri commerciali potranno tornare ad accogliere clienti anche nei fine settimana, forse già dal 22 maggio. E non è escluso che si arrivi a una revisione dei parametri che determinano il cambio di colore delle Regioni italiane: al posto dell'Rt diventerà determinante l'occupazione dei posti letto in terapia intensiva.

Ma mantenendo sempre quel principio di gradualità e prudenza più volte sottolineato dal presidente del Consiglio italiano Mario Draghi, per fare in modo che non si debba tornare indietro. Anche perché, è il ragionamento che viene fatto, i numeri «veri», quelli in cui ci sarà la fotografia di quanto avvenuto a partire dalle riaperture del 26 aprile, si cominceranno a vedere solo con il monitoraggio di venerdì prossimo.

Ed è questo il motivo principale per il quale non ci sarà l'eliminazione delle misure, a partire dal coprifuoco, come vorrebbero parte del centrodestra, Italia viva e buona parte delle Regioni.

Salvini: «Aperture e ritorno al lavoro senza coprifuoco»

Il leader della Lega Matteo Salvini lo ha chiesto anche oggi, spalleggiato dai governatori del centrodestra, da Giovanni Toti a Luca Zaia. «Aperture, aperture, aperture, ritorno al lavoro senza coprifuoco. Conto che questa sia la settimana e il governo prenda atto non delle richieste della lega ma dei dati medici e scientifici».

Parole alle quali replica il segretario del Partito democratico Enrico Letta che, senza nominarlo, accusa quei «pifferai magici» che provano ad intestarsi la scelte del governo e rivendica la posizione del Pd, che è poi la stessa del ministro della Salute italiano Roberto Speranza: le riaperture devono essere irreversibili e lo saranno solo se si rispettano «protocolli e tempistica». Se ci sarà la ripartenza, aggiunge, «è solo perché c'è stato il rigore e chi, come noi, ha vigilato perché fosse rispettato».

La sintesi tra le posizioni la farà Draghi nella cabina di regia politica anche se la linea è tracciata e l'ha ribadita anche il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio: le misure vanno «alleggerite» per attirare i turisti e non rimanere indietro rispetto agli altri paesi europei. Alleggerite, non eliminate.

La verifica dei prossimi giorni sarà poi l'occasione per indicare anche gli interventi che interessano quei settori che non hanno ancora ripreso l'attività. Il «wedding», ad esempio, dovrebbe ripartire il 15 giugno; e una data dovrebbe arrivare anche per le piscine al chiuso.

Il centrodestra è in pressing per anticipare già a lunedì prossimo l'apertura dei ristoranti al chiuso e delle palestre (prevista invece per il 1 giugno), dei centri commerciali nei fine settimana – domani i 1'300 punti vendita sparsi in Italia abbasseranno le saracinesche per protestare proprio contro la prolungata chiusura – mentre per i parchi tematici si punta al primo giugno (ora fissata al primo luglio) ma difficilmente le richieste verranno accolte.

La richiesta di rivedere l'indice Rt

E' molto probabile invece che ci sia un ragionamento sulla richiesta che arriva dalle Regioni di rivedere l'Rt: con il sistema in vigore, se si va sopra l'1 si passa automaticamente in arancione e con 1,25 in rosso. I dati attuali dicono che a rischiare il passaggio in arancione sono almeno in 3: Lombardia, Veneto e Campania.

"A partire dalla prossima settimana l'Rt rischia di aumentare e ci potranno essere nuove zone arancioni – conferma l'analisi del Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze (Gimbe) – ma se il governo dice che le riaperture sono irreversibile a questo deve corrispondere un cambiamento dei parametri».

Mercoledì ci sarà una riunione tra la ministra degli Affari Regionali italiana Mariastella Gelmini, Roberto Speranza e le Regioni con queste ultime che continuano a chiedere di tenere in considerazione per l'attribuzione dei colori non più l'indice di diffusione del contagio ma l'Rt ospedaliero e la percentuale dei vaccinati tra le categorie più a rischio.

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