Thaci in aula nega le accuse di crimini di guerra

ATS

9.11.2020 - 17:43

Hashim Thaci si difende dalle accuse di crimini di guerra.
Source: KEYSTONE/EPA/STRINGER

Hashim Thaci, il presidente del Kosovo ed ex leader dell'Uck dimessosi nei giorni scorsi dopo la conferma delle accuse di crimini di guerra nei suoi confronti, è comparso oggi per la prima volta dinanzi ai giudici del Tribunale speciale dell'Aja.

Thaci si è professato non colpevole e ha respinto fermamente ogni addebito. «L'atto di accusa è senza alcun fondamento, e io dichiaro di non essere colpevole di nessuno dei dieci capi di imputazione», ha detto Thaci questo pomeriggio in tribunale.

Thaci, in carica dal 2016 e il cui mandato sarebbe scaduto il prossimo febbraio, si è dimesso dalla carica di presidente il 5 novembre subito dopo che il Tribunale dell'Aja aveva confermato le accuse di crimini di guerra nei confronti suoi e di altri tre ex leader dell'Uck, Kadri Veselj, Rexhep Selimi e Jakup Krasniqi.

Un centinaio di uccisioni, torture e atrocità

Crimini che sarebbero stati perpetrati fra marzo 1998 e settembre 1999: un centinaio di uccisioni, torture, atrocità, rapimenti, maltrattamenti crudeli e disumani, arresti arbitrari e illegali, persecuzioni contro serbi, rom e oppositori politici kosovari di etnia albanese avversari dell'Uck.

Thaci era comandante e commissario politico dell'Esercito di liberazione del Kosovo (Uck), la guerriglia indipendentista albanese che combatté nel conflitto armato contro le forze serbe di Slobodan Milosevic a fine anni novanta, Veselj era capo dei servizi segreti Uck, Selimi capo delle operazioni sul campo, Krasniqi vicecomandante e portavoce Uck. Tutti e quattro sono stati arrestati e trasferiti all'Aja lo scorso fine settimana.

A più riprese sia Thaci che i suoi ex compagni d'armi hanno sostenuto la validità e piena legittimità della resistenza contro i serbi, parlando di 'guerra giusta' in nome della libertà e indipendenza del Kosovo, contro l'oppressione, la repressione e la pulizia etnica del regime di Milosevic.

«Nessuno può riscrivere la nostra storia»

«Nessuno può riscrivere la nostra storia», aveva detto Thaci lo scorso luglio al ritorno a Pristina dall'Aja, dove era stato interrogato per quattro giorni al Tribunale speciale dopo l'annuncio in giugno sull'imputazione dei crimini di guerra.

Accuse che sono state confermate nei giorni scorsi e che hanno portato alle dimissioni del presidente Thaci, al suo arresto insieme agli altri tre ex leader Uck e al loro trasferimento all'Aja. A espletare temporaneamente le funzioni di presidente del Kosovo è la presidente del parlamento Vjosa Osmani.

Tornare alla home page

ATS