L'inflazione vola Una grossa grana per Trump: con la guerra, le tasche degli americani si stanno svuotando

SDA

10.4.2026 - 19:39

Il tycoon sta perdendo consensi all'interno del suo territorio per via della guerra all'Iran.
Il tycoon sta perdendo consensi all'interno del suo territorio per via della guerra all'Iran.
KEYSTONE

L'inflazione americana vola ai massimi degli ultimi due anni con la guerra in Iran e Donald Trump trema. A sei mesi dalle elezioni di metà mandato e in calo nei sondaggi, il presidente statunitense si ritrova con un conflitto in Medio Oriente per ora tutt'altro che risolto.

Keystone-SDA

I prezzi che corrono svuotando i portafogli degli americani e un movimento Maga sempre più spaccato. Un mix che potrebbe rivelarsi fatale per i repubblicani a novembre.

In marzo l'inflazione è balzata al 3,3% dal 2,4% del mese precedente complice un caro-energia che ha fatto schizzare i prezzi della benzina del 12,5%. La fiammata rischia di impoverire gli americani, già alle prese con una affordability – la capacità di arrivare alla fine del mese – sempre più sfuggente.

La Casa Bianca minimizza il rialzo e assicura che si tratta di un balzo di breve termine: non appena il conflitto con l'Iran sarà archiviato e lo Stretto di Hormuz tornerà a operare regolarmente, i prezzi caleranno, è la tesi dell'amministrazione.

Gli analisti però non condividono e mettono in guardia sul fatto che i prezzi resteranno alti per un periodo prolungato, considerato che le aziende sono rapide nei rincari ma molto più lente nel ridurre i prezzi.

Senza contare che non è chiaro quando Hormuz tornerà alla normalità e quale sarà il nuovo normale per lo Stretto.

I cittadini sono scettici

Non sono ottimisti neanche gli americani: la fiducia dei consumatori, misurata dall'indice Michigan, è crollata in aprile ai minimi storici appesantita dalle aspettative sui prezzi.

Per Trump e la sua promessa età dell'oro è un duro colpo: eletto per rilanciare l'economia e portare avanti l'America First, il presidente è alle prese con una ripresa che rallenta e prezzi che volano, oltre a dover fare i conti con le accuse di «tradimento» che arrivano dalla sua stessa base per la guerra in Iran.

Un dilemma per la Fed

Il dato sull'inflazione è una doccia fredda anche per la Fed. Nella precedente riunione, quando il conflitto era da poco iniziato, i membri della banca centrale si sono confrontati su due scenari opposti: uno di taglio dei tassi in seguito all'indebolimento dell'economia e uno di rialzo del costo del denaro di fronte a un'inflazione che si mantiene ben sopra il target del 2%.

Un dilemma di non facile soluzione e complicato dal momento cruciale in cui si trova la Fed.

L'avvicendamento alla presidenza fra Jerome Powell e Kevin Warsh si avvicina, lasciando la banca centrale almeno temporaneamente nel limbo.

L'inchiesta su Powell voluta dal tycoon

Quando esattamente si verificherà il cambio ai vertici non è chiaro: il mandato di Powell scade il 16 maggio ma le audizioni per la conferma di Warsh non sono neanche iniziate, e probabilmente non ci saranno per almeno altri 10 giorni.

La serie di ritardi rende sempre più concreta la possibilità che l'era-Powell si prolunghi fino al completamento dell'iter per la nomina ufficiale del suo successore.

Un processo con non pochi ostacoli vista la contrarierà di molti repubblicani a procedere con la conferma di Warsh mentre è in corso l'indagine del Dipartimento di Giustizia su Powell per i lavori di ristrutturazione della sede della Fed.

Un'inchiesta voluta fortemente da Trump e sulla quale il presidente intende andare avanti anche se dovesse costargli politicamente all'interno del suo stesso partito.

Un po' come gli sta costando caro lo scandalo Epstein, sulla quale a sorpresa la First Lady Melania ha rotto il silenzio attirandosi il plauso di alcune ex alleate conservatrici del marito che sul pedofilo hanno dichiarato guerra al presidente.