L'ultima intervista di Powell: «Trump voleva il golpe»

SDA

19.10.2021 - 21:58

Colin Powell
Colin Powell
CNP/startraksphoto.com

C'è un'ultima intervista di Colin Powell, in cui ha lanciato l'estrema frecciata a Donald Trump descrivendolo come un golpista e si è schierato al fianco di Joe Biden difendendo la scelta di ritirare le truppe statunitensi dall'Afghanistan: «Non possiamo battere i Talebani e la loro volontà di combattere e di morire».

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19.10.2021 - 21:58

È una conversazione telefonica di 42 minuti col premio Pulitzer Bob Woodward (quello che con Carl Bernstein fece esplodere il Watergate) avvenuta nel luglio scorso, tre mesi prima della morte dell'ex segretario di Stato americano.

E le sue parole suonano oggi come il testamento politico di una delle figure più influenti della storia americana degli ultimi decenni e come un monito per la democrazia americana in pericolo, come Powell stesso affermò all'indomani dell'assalto al Congresso del 6 gennaio.

Nella chiacchierata con Woodward, pubblicata sul Washington Post con l'audio della telefonata, Powell lancia l'ultimo atto di accusa contro Trump, l'uomo che aveva definito «pericoloso per la democrazia» e che lo aveva fatto definitivamente allontanare dal partito repubblicano.

Quanto accaduto il 6 gennaio è stato terribile, accusa l'ex segretario di Stato, per il quale non ci sono dubbi: «Trump voleva rovesciare il governo», il suo è stato un tentativo di colpo di Stato.

Pronta la replica del tycoon

Pronta la replica del tycoon che non solo non si unisce all'omaggio degli altri ex presidenti, ma infierisce su Powell a un giorno dalla sua morte: «È bello vedere Colin Powell, che ha commesso grandi errori in Iraq e sulle presunte armi di distruzioni di massa di Saddam, essere trattato così gentilmente dalle fake news. Mi auguro che un giorno accada anche a me», ha ironizzato The Donald, che già in passato non aveva risparmiato il suo sarcasmo nei confronti del senatore John McCain che era scomparso da pochi giorni.

Trump liquida quindi Powell con l'acronimo di 'RINO', repubblicano solo di nome. Ancora brucia infatti per l'ex presidente l'endorsement dato dall'ex segretario di stato a Hillary Clinton nel 2016 e a Joe Biden nel 2020, lui che già nel 2008 aveva votato per Barack Obama.

Intanto il tycoon, con un'ultima mossa disperata, ha fatto causa alla commissione che Congresso indaga sui fatti del 6 gennaio, nel tentativo di mantenere la segretezza sui documenti riguardanti la sua presidenza. In particolare Trump rivendica il cosiddetto 'privilegio esecutivo', una sorta di immunità per il mantenimento della riservatezza di un ex presidente.

Ma nelle prossime ore alcuni dei suoi alleati – dall'ex stratega Steve Bannon all'ex capo dello staff della Casa Bianca Mark Meadows – potrebbero essere incolpati di oltraggio al Congresso per essersi rifiutati di testimoniare.

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