Guerra in UcrainaLa partita di Zelensky: «Mosca risponda dei suoi crimini»
SDA
16.12.2025 - 20:10
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky (foto d'archivio).
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Volodymyr Zelensky non arretra e sposta il confronto sul terreno della giustizia internazionale: una pace autentica non ammette zone d'ombra sull'impunità di Mosca. Atterrato nella notte a L'Aia da Berlino, dopo aver sondato posizioni e aperture nei colloqui serrati con i Volenterosi e Washington, il presidente ucraino ha trasformato la sua nuova tappa europea in un messaggio calibrato su più registri.
Keystone-SDA
16.12.2025, 20:10
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Prima, davanti al Parlamento olandese, ha tracciato i contorni dei negoziati «più intensi e mirati dall'inizio della guerra», chiedendo agli alleati pieno sostegno anche sul dossier scivoloso degli asset russi congelati.
Poi, l'affondo davanti al Consiglio d'Europa riunito al World Forum, dove – con il placet di 35 Paesi – è nata la commissione incaricata di quantificare i danni di guerra inflitti dal Cremlino e predisporne il risarcimento.
«La Russia dovrà rispondere dei suoi crimini», ha tuonato Zelensky, nell'auspicio che il nuovo organismo diventi «un esempio chiaro affinché altri imparino a non scegliere l'aggressione».
La nascita della commissione è «un passo storico»
A pochi passi dal quartier generale di Europol, Zelensky ha incassato il sostegno compatto di Italia, Francia e Germania che, insieme al Regno Unito, hanno trainato uno dei livelli di adesione più alti mai registrati nei 76 anni di convenzioni del Consiglio d'Europa, dal quale Mosca è stata esclusa dopo l'invasione.
La nascita della commissione è «un passo storico», nelle parole del segretario generale Alain Berset, anche alla luce del primo milione di euro stanziato dall'Ue per avviarne i lavori: l'organismo diventerà operativo allo scattare delle prime 25 ratifiche parlamentari, in circa un anno e mezzo.
Il lavoro partirà dal registro dei danni, che ha già raccolto oltre 86'000 segnalazioni di cittadini, imprese e istituzioni attraverso l'app Diia dell'amministrazione ucraina: richieste di risarcimenti per miliardi di euro legate alla distruzione di abitazioni e infrastrutture, alle violenze fisiche e sessuali e alle più gravi violazioni dei diritti umani.
Ai commissari – uno per ciascuno Stato firmatario, con competenze su arbitrati, supporto alle vittime e diritto internazionale – spetterà verificare i ricorsi, accertare l'entità dei danni e stabilire gli indennizzi.
Circa 200 miliardi congelati non basteranno?
Il banco di prova sarà però ancora una volta politico-finanziario. I beni sovrani russi congelati potrebbero diventare, nelle intenzioni dell'ex consigliere federale uno dei pilastri del fondo per i risarcimenti a Kiev atteso nel 2026.
Ma molto dipenderà dall'imminente vertice Ue, chiamato a sciogliere lo stallo alimentato dalle cautele del Belgio sugli asset custoditi da Euroclear.
Un crinale davanti al quale, nella sua missione segnata dall'urgenza di aiuti immediati, Zelensky ha invocato una «decisione forte» dei leader Ue anche in virtù di stime secondo cui i circa 200 miliardi congelati non basteranno: nelle previsioni della Banca Mondiale, la ricostruzione richiederà 524 miliardi di dollari (416 miliardi di franchi) nel prossimo decennio, quasi tre volte il Pil ucraino del 2024, senza contare i danni del 2025.
La pressione su Putin non può che restare alta
L'appello ha trovato ascolto nel premier olandese Dick Schoof, impegnato a sostenere il prestito di riparazione Ue e a ribadire che, «una volta ristabilita la pace, la giustizia dovrà poter seguire il suo corso».
Una linea contro l'impunità condivisa anche dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Nella partita di Zelensky, tuttavia, la pressione su Vladimir Putin non può che restare alta: risarcimenti e sanzioni devono procedere insieme, perché – è stato il suo richiamo – gli oligarchi russi continuano «soltanto a contare ogni euro», dimenticando «le vite che distruggono».