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Ticker Medio Oriente Colloqui Israele-Libano nei prossimi giorni - Trump e Starmer si sentono su Hormuz
Sara Matasci
15.3.2026
Il giorno dopo un'altra notte di bombardamenti in Iran.
Immagine: KEYSTONE
Mohammad Bagher Ghalibaf, pur avendo più volte minacciato ritorsioni contro Usa e alleati, sarebbe considerato da alcuni ambienti della Casa Bianca un interlocutore possibile per guidare l'Iran e negoziare con Washington nella prossima fase del conflitto.
Immagine: KEYSTONE
Un missile iraniano colpisce Tel Aviv il 24 marzo.
Immagine: KEYSTONE
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rinviato gli attacchi minacciati all'Iran dopo dei colloqui «molto buoni e produttivi degli ultimi due giorni».
Immagine: KEYSTONE
Come riferisce il «Washington Post», secondo le ultime informazioni, il nuovo leader iraniano Mojtaba Khamenei è «ferito, isolato e non risponde ai messaggi che gli vengono trasmessi».
Immagine: KEYSTONE
La Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei, di cui non si hanno fotografie recenti
Immagine: sda
Soccorritori in un villaggio del sud del Libano
Immagine: sda
Cala il prezzo del greggio
Immagine: sda
Il direttore del Centro nazionale antiterrorismo statunitense Joe Kent si è dimesso per protesta contro la guerra di Stati Uniti e Israele all'Iran (foto d'archivio).
Immagine: sda
Il segretario iraniano del Consiglio supremo di sicurezza nazionale, Ali Larijani sarebbe stato ucciso in un attacco aereo a Teheran (foto d'archivio).
Immagine: sda
L'ambasciata Usa a Baghdad con i danni provocati dai droni.
Immagine: sda
Il centro di riabilitazione dalle droghe di Kabul dopo il raid aereo.
Immagine: sda
Petroliere ferme nello stretto di Hormuz viste da Khor Fakkan, negli Emirati Arabi Uniti (foto dell'11 marzo 2026).
Immagine: sda
Un uomo al tramonto in uno spazio pubblico dove le persone sfollate a causa dei bombardamenti israeliani hanno piantato le tende lungo il lungomare di Beirut, in Libano, domenica 15 marzo.
Immagine: KEYSTONE/AP Photo/Hassan Ammar
In questa foto satellitare fornita da Planet Labs PBC, l’isola iraniana di Kharg è visibile il 26 febbraio 2026.
Immagine: KEYSTONE
Attacchi israeliani tornano a colpire Beirut, Libano.
Immagine: KEYSTONE
Il Consiglio di sicurezza dell'ONU ha adottato una risoluzione di condanna degli attacchi condotti dall'Iran.
Immagine: sda
Questa immagine tratta da un video fornito dalla TV di Stato iraniana mostra Mojtaba Khamenei, figlio della Guida suprema iraniana uccisa, che è stato nominato prossimo sovrano della Repubblica islamica, come annunciato dalle autorità lunedì 9 marzo 2026.
Immagine: Keystone/Iran state TV via AP
Navi dirette verso lo stretto di Hormuz.
Immagine: sda
Un missile iranianio in una foto d'archivio del 2009.
Immagine: KEYSTONE
Proteste a Dallas, Stati uniti, contro la guerra in Iran lanciata da Donald Trump.
Immagine: KEYSTONE
Il giorno dopo un'altra notte di bombardamenti in Iran.
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Mohammad Bagher Ghalibaf, pur avendo più volte minacciato ritorsioni contro Usa e alleati, sarebbe considerato da alcuni ambienti della Casa Bianca un interlocutore possibile per guidare l'Iran e negoziare con Washington nella prossima fase del conflitto.
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Un missile iraniano colpisce Tel Aviv il 24 marzo.
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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rinviato gli attacchi minacciati all'Iran dopo dei colloqui «molto buoni e produttivi degli ultimi due giorni».
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Come riferisce il «Washington Post», secondo le ultime informazioni, il nuovo leader iraniano Mojtaba Khamenei è «ferito, isolato e non risponde ai messaggi che gli vengono trasmessi».
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La Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei, di cui non si hanno fotografie recenti
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Soccorritori in un villaggio del sud del Libano
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Cala il prezzo del greggio
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Il direttore del Centro nazionale antiterrorismo statunitense Joe Kent si è dimesso per protesta contro la guerra di Stati Uniti e Israele all'Iran (foto d'archivio).
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Il segretario iraniano del Consiglio supremo di sicurezza nazionale, Ali Larijani sarebbe stato ucciso in un attacco aereo a Teheran (foto d'archivio).
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L'ambasciata Usa a Baghdad con i danni provocati dai droni.
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Il centro di riabilitazione dalle droghe di Kabul dopo il raid aereo.
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Petroliere ferme nello stretto di Hormuz viste da Khor Fakkan, negli Emirati Arabi Uniti (foto dell'11 marzo 2026).
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Un uomo al tramonto in uno spazio pubblico dove le persone sfollate a causa dei bombardamenti israeliani hanno piantato le tende lungo il lungomare di Beirut, in Libano, domenica 15 marzo.
Immagine: KEYSTONE/AP Photo/Hassan Ammar
In questa foto satellitare fornita da Planet Labs PBC, l’isola iraniana di Kharg è visibile il 26 febbraio 2026.
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Attacchi israeliani tornano a colpire Beirut, Libano.
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Il Consiglio di sicurezza dell'ONU ha adottato una risoluzione di condanna degli attacchi condotti dall'Iran.
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Questa immagine tratta da un video fornito dalla TV di Stato iraniana mostra Mojtaba Khamenei, figlio della Guida suprema iraniana uccisa, che è stato nominato prossimo sovrano della Repubblica islamica, come annunciato dalle autorità lunedì 9 marzo 2026.
Immagine: Keystone/Iran state TV via AP
Navi dirette verso lo stretto di Hormuz.
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Un missile iranianio in una foto d'archivio del 2009.
Immagine: KEYSTONE
Proteste a Dallas, Stati uniti, contro la guerra in Iran lanciata da Donald Trump.
Immagine: KEYSTONE
Sabato 28 febbraio, Israele e gli Stati Uniti hanno lanciato un attacco «preventivo» contro l'Iran nel quale è rimasta uccisa la Guida Suprema Ali Khamenei. Al suo posto è stato eletto, domenica 8 marzo, il figlio Mojtaba, rimasto ferito nei raid del 10 marzo. Tutti gli aggiornamenti sulla guerra in Medio Oriente nel live-ticker di blue News.
Hai fretta? blue News riassume per te
- Sabato 28 febbraio Israele e gli USA hanno attaccato l'Iran, uccidendo la Guida Suprema Ali Khamenei. Al suo posto è stato eletto il figlio Mojtaba, che è rimasto ferito martedì 10 marzo nei raid americani-israeliani.
- In merito a Mojtaba, il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth ha detto: «Sappiamo che la nuova, cosiddetta, non più così suprema Guida è ferita e probabilmente sfigurata».
- I droni iraniani hanno preso di mira negli ultimi giorni in Iraq anche basi britanniche, oltre che italiane e francesi.
- Un complesso braccio di ferro all'interno della Casa Bianca sta guidando le mutevoli dichiarazioni pubbliche di Donald Trump sulla durata della guerra con l'Iran.
- Secondo quanto riferito da tre funzionari dei Paesi del G7 a Axios, Trump avrebbe detto, durante una riunione virtuale, che l'Iran «sta per arrendersi».
- Circa 1750 turisti svizzeri sono tuttora bloccati in vari paesi del Medio Oriente.
- Donald Trump afferma che l'Iran è completamente sconfitto e vuole un accordo, ma non uno che lui sarebbe disposto ad accettare, accusando inoltre i media di non riportare i successi dell’esercito statunitense.
- Sono scattati i primi bombardamenti americani su Kharg, da cui passa il 90% dell'export di petrolio di Teheran.
- Missili iraniani hanno colpito forze statunitensi in una base saudita.
- Donald Trump e il primo ministro britannico Keir Starmer si sono sentiti domenica sera e hanno parlato dell'«importanza di riaprire lo Stretto di Hormuz», attualmente bloccato dall'Iran.
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Liveticker finito
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22.30
Il nostro live-ticker per oggi si chiude qui
Vi diamo appuntamento a domani. Grazie per averci seguito.
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21.12
Trump e Starmer si sentono, focus sulla riapertura di Hormuz
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il primo ministro britannico Keir Starmer si sono sentiti in serata e hanno parlato dell'«importanza di riaprire lo Stretto di Hormuz», attualmente bloccato dall'Iran. Lo ha fatto sapere Downing Street.
I due leader hanno discusso «dell'attuale situazione in Medio Oriente e dell'importanza di riaprire lo Stretto di Hormuz al fine di porre fine all'interruzione del traffico marittimo globale, che sta facendo aumentare i costi in tutto il mondo», secondo una portavoce di Downing Street.
Ieri Trump aveva esortato i paesi che dipendono dal petrolio che transita attraverso lo Stretto di Hormuz a garantirne la sicurezza in coordinamento con gli Stati Uniti.
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20.36
Teheran: «Contattati da diversi Paesi per un passaggio sicuro a Hormuz»
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che diversi Paesi hanno contattato l'Iran per ottenere un passaggio sicuro per le proprie navi attraverso lo Stretto di Hormuz.
«Non posso citare alcun Paese in particolare», ha detto il capo della diplomazia di Teheran in un'intervista alla Cbs News, aggiungendo che «spetta alle nostre forze armate decidere in merito».
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20.35
Colloqui Israele-Libano nei prossimi giorni
Israele e Libano dovrebbero iniziare colloqui per i negoziati nei prossimi giorni. Lo riferiscono i media israeliani citando Reuters, che riporta due fonti israeliane.
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20.30
Israele annuncia la riapertura parziale del valico di Rafah
Israele ha annunciato la riapertura parziale del valico di Rafah, che collega la Striscia di Gaza al territorio palestinese, a partire da mercoledì prossimo. Lo riporta un comunicato ufficiale.
Chiuso dall'inizio dei bombardamenti israelo-americani contro l'Iran, il 28 febbraio, «il valico di Rafah riaprirà al traffico in entrambe le direzioni a partire da mercoledì 18 marzo, ma solo per un numero limitato di persone», si legge in un comunicato stampa del Cogat, l'agenzia per gli affari civili del Ministero della Difesa israeliano.
Il valico di Rafah, situato tra l'Egitto e Gaza, territorio sotto controllo israeliano, rappresenta l'unica via d'accesso al mondo esterno per gli abitanti di Gaza che non passa attraverso Israele.
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19.00
In Iraq cinque feriti in un attacco all'aeroporto di Baghdad
Un attacco missilistico all'aeroporto internazionale di Baghdad, che ospita una sede diplomatica statunitense, ha ferito cinque persone oggi, tra cui membri del personale di sicurezza, secondo quanto riferito dalle autorità irachene.
«Cinque razzi hanno preso di mira l'aeroporto internazionale di Baghdad e l'area circostante, ferendo quattro dipendenti dell'aeroporto e del personale di sicurezza, e un ingegnere», ha dichiarato il servizio stampa della sicurezza in un comunicato.
Ha aggiunto che i razzi «hanno colpito l'aeroporto e un impianto di desalinizzazione dell'acqua», mentre altri sono caduti vicino a una prigione dove sono detenuti sospetti membri del gruppo Stato Islamico e a una base aerea irachena adiacente a una sede diplomatica statunitense.
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18.30
Unifil: «Caschi blu ONU presi di mira in Libano»
La forza militare di interposizione dell'ONU in Libano (Unifil) ha affermato che «oggi, i caschi blu dell'Unifil sono stati bersagliati da colpi d'arma da fuoco, probabilmente da gruppi armati non statali, in tre diverse occasioni mentre effettuavano pattugliamenti intorno alle loro basi» nel Libano meridionale. La forza ha aggiunto che «due pattuglie hanno risposto al fuoco per autodifesa e, dopo brevi scambi, hanno ripreso le loro attività programmate. Nessun soldato di pace è rimasto ferito».
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18.24
Israele: «Pasdaran dietro agli attentati in Belgio e Olanda»
«Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche continua a finanziare ed esportare il terrorismo in tutto il mondo»: lo twitta il ministero degli Esteri israeliano condividendo le notizie secondo cui dietro gli attentati contro siti ebraici in Belgio e in Olanda vi sia un gruppo jihadista legato alle milizie filo-iraniane, «Movimento islamico dei compagni della destra», che ha rivendicato gli attacchi.
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17:26
Fonti ospedale Gaza, otto poliziotti uccisi da attacco israeliano
Fonti ospedaliere affermano che otto agenti di polizia sono stati uccisi oggi in un attacco israeliano che ha preso di mira il loro veicolo nella parte centrale del territorio, nonostante il cessate il fuoco entrato in vigore il 10 ottobre 2025 tra Israele e Hamas.
La Protezione Civile di Gaza ha riferito di quattro morti in un altro bombardamento israeliano. «Otto martiri sono stati ricoverati in seguito a un attacco contro un veicolo della polizia nella città di Al-Zawaida, nella parte centrale» del territorio palestinese, ha dichiarato l'ospedale Al-Aqsa nella città di Deir el-Balah.
Il Ministero degli Interni di Gaza, controllato da Hamas, ha confermato il bilancio delle vittime, specificando che tutte le vittime erano agenti di polizia, incluso il capo della polizia nella parte centrale del territorio, il colonnello Iyad Abu Yousef.
In precedenza, la Protezione Civile di Gaza, un'organizzazione di primo soccorso che opera sotto l'autorità di Hamas, aveva annunciato la morte di quattro persone in un raid aereo israeliano: «quattro civili, tra cui una donna incinta», uccisi in un bombardamento israeliano della loro casa nel campo profughi di Nuseirat, anch'esso nella parte centrale del territorio, secondo il portavoce di Hamas Hazem Qassem. Contattato dall'AFP in merito ai due raid, l'esercito israeliano ha dichiarato di star «verificando» le notizie.
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17:12
Cina: «Avremo un ruolo costruttivo per la de-escalation in Medio Oriente»
Dopo l'invito di Donald Trump a molti Paesi, Cina inclusa, a dispiegare navi da guerra nello Stretto di Hormuz per mettere in sicurezza la regione, un portavoce dell'ambasciata cinese a Washington ha affermato, in una nota citata dalla Cnn, che «tutte le parti hanno la responsabilità di garantire un approvvigionamento energetico stabile e senza intoppi».
Quale «amico sincero e partner strategico dei Paesi mediorientali, la Cina continuerà a intensificare le comunicazioni con le parti interessate - incluse le parti coinvolte nel conflitto - e a svolgere un ruolo costruttivo ai fini della de-escalation e del ripristino della pace».
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17:06
Petrolio alle stelle, banche centrali fanno il punto sulla guerra
Le banche centrali si preparano a prendere la parola sui tassi, mentre i mercati sono alle prese con la guerra di Israele e degli Stati Uniti all'Iran, giunta ormai alla terza settimana.
Mercoledì 18 è attesa la decisione della Banca Centrale del Canada quando in Svizzera sono le 14,45, alle 19 invece tocca alla Federal Reserve. In entrambi i casi è previsto il mantenimento dell'attuale costo del denaro che in Canada è al 2,25% e negli Usa al 3,75%.
In tarda serata sarà la volta della Banca Centrale del Brasile, il cui tasso del 15% è invece previsto in ribasso dello 0,5%. Ma le voci su un'ipotesi di aumento del costo del denaro per fronteggiare la fiammata dell'inflazione intanto si moltiplicano.
Leggi l'articolo completo
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16:22
L'Iran risponde a Trump: «Non vediamo alcuna ragione per negoziare»
L'Iran «non vede alcuna ragione di negoziare» con gli Stati Uniti. Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano Araghchi intervistato da Face the Nation sulla «CBS», commentando le parole di Donald Trump secondo cui Teheran vuole «concludere un accordo» per porre fine alla guerra.
«Avevamo colloqui in corso con loro quando hanno deciso di attaccarci ed è la seconda volta» che succede, ha sottolineato Araghchi in riferimento ai raid Usa sull'Iran di giugno 2025 durante i negoziati.
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16:00
Beirut, il bilancio dei raid israeliani è salito a 850 morti e 2'105 feriti
Il bilancio dei raid israeliani in Libano dal 2 marzo è salito a 850 morti, tra cui 107 bambini, e 2'105 feriti.
Lo riferisce il ministero della Sanità di Beirut. In due settimane di guerra tra le vittime ci sono anche 66 donne e 32 operatori sanitari, aggiunte il comunicato.
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15:14
Israele prevede almeno altre tre settimane di guerra
Israele prevede almeno altre tre settimane di guerra in Iran, con «migliaia di obiettivi» ancora da colpire. Lo ha dichiarato l'esercito israeliano alla «CNN».
«Abbiamo migliaia di obiettivi da colpire. In coordinamento con i nostri alleati Usa, abbiamo piani fino almeno a Pesach (la Pasqua ebraica), tra circa tre settimane. E abbiamo ulteriori piani anche per le tre settimane successive», ha detto il portavoce dell'Idf Effie Defrin citato dal canale statunitense.
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14:56
Salta Argentina-Spagna: il conflitto in Medio Oriente ferma anche il calcio
Dopo la Formula Uno e il Motomondiale, anche il calcio viene toccato dal conflitto in Medio Oriente.
La seconda edizione della Coppa dei Campioni CONMEBOL-UEFA, che si sarebbe dovuta disputare in Qatar a fine marzo, è stata cancellata.
La sfida tra Argentina e Spagna avrebbe dovuto mettere uno contro l'altro Messi e Yamal per un succulento antipasto dei Mondiali.
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14.24
La capitana della Nazionale di calcio iraniana ritira richiesta di asilo in Australia
La capitana della nazionale di calcio femminile iraniana, che ha partecipato alla Coppa d'Asia in Australia, ha ritirato la sua richiesta di asilo, secondo quanto riferito oggi dai media statali iraniani, diventando così la quinta componente della delegazione a cambiare idea.
Zahra Ghanbari partirà nelle prossime ore dalla Malesia per l'Iran, ha riferito l'agenzia di stampa Irna. Tre giocatrici e un membro dello staff tecnico avevano già ritirato nei giorni scorsi le loro richieste di asilo e si erano recati in Malesia.
Le organizzazioni per i diritti umani hanno ripetutamente accusato le autorità iraniane di fare pressioni sugli atleti all'estero minacciando i familiari o con il sequestro dei beni in caso di diserzione o dichiarazioni contro la Repubblica islamica.
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14:18
Restano chiuse le suole in Iran, attività solo da remoto
Restano al momento chiuse le scuole in Iran con le attività che si svolgeranno esclusivamente da remoto: in un post su Telegram, l'agenzia di stampa iraniana Fars ha citato il portavoce del ministero iraniano dell'Istruzione secondo cui le «attività scolastiche» nel Paese si svolgeranno da remoto fino alla fine di marzo, e che la riapertura delle scuole sarà oggetto di valutazione a causa della guerra tra Stati Uniti e Israele. Lo scrive il Guardian.
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12:48
Israele: «No colloqui diretti con Beirut nei prossimi giorni»
«Ci aspettiamo che il governo libanese compia passi seri per fermare Hezbollah dal lanciare attacchi verso Israele. Non intendiamo avviare colloqui diretti con il governo libanese nei prossimi giorni».
Lo ha detto il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar n un briefing con la stampa.
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11:20
Rinviato il GP del Qatar
Dopo la cancellazione di due Gran Premi della Formula 1, anche la MotoGP si è vista costretta ad agire sul proprio calendario a causa del conflitto in Medio Oriente.
Il GP del Qatar, previsto originariamente per aprile, è stato infatti posticipato a inizio novembre e di conseguenza le gare di Portimao e Valencia slittano a loro volta, con il finale di stagione che si terrà in Spagna il 29 novembre.
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10:40
Iran: «Mojtaba Khamenei sta bene e governa il Paese»
«La Guida Suprema Mojtaba Khamenei gode di buona salute e governa pienamente il Paese». Lo ha dichiarato oggi il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in risposta alle notizie sull'assenza di Khamenei dalla vita pubblica e in tv.
«La situazione nel Paese è stabile», ha aggiunto Araghchi, citato dall'agenzia Irna. Il presidente Donald Trump ha dichiarato ieri di non sapere nemmeno se Mojtaba Khamenei sia vivo. Anche il segretario alla Difesa Pete Hegseth aveva affermato che Khamenei è «ferito e probabilmente sfigurato».
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9:40
Trump: «Non ancora pronto per accordo che concluda la guerra»
Il presidente americano Donald Trump ha affermato di non essere ancora pronto a stringere un accordo per porre fine alla guerra con l'Iran, nonostante la disponibilità di Teheran.
La ragione, ha affermato il tycoon in un'intervista telefonica alla Nbc, è «perché i termini non sono ancora abbastanza buoni», rifiutandosi di fornire i termini in questione.«L'Iran vuole stringere un accordo, ma io non voglio farlo, perché i termini non sono ancora abbastanza validi», ha affermato il tycoon nell'intervista di quasi 30 minuti, aggiungendo che qualsiasi condizione dovrà essere «molto solida».
Alla domanda su quali sarebbero i termini di un potenziale accordo per porre fine alla guerra, il presidente ha risposto: «Non voglio rivelarvelo». Il tycoon ha confermato che un impegno da parte dell'Iran ad abbandonare del tutto qualsiasi ambizione nucleare ne costituirebbe una parte integrante.
Leggi l'articolo completo
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09:20
Pasdaran: «Braccheremo e uccideremo Netanyahu»
«L'incertezza sul destino del criminale Primo Ministro sionista e la possibilità della sua morte o della sua fuga con la famiglia dai territori occupati rivelano la crisi e l'instabilità degli sionisti. Se questo criminale assassino di bambini è ancora vivo, continueremo a dargli la caccia e a ucciderlo con tutte le nostre forze». Lo scrivono le Guardie Rivoluzionarie iraniane in un comunicato, riportato dall'agenzia Fars.
Il dipartimento di pubbliche relazioni delle Guardie Rivoluzionarie lo ha sottolineato in un comunicato, che recita tra l'altro «Gli obiettivi dei criminali terroristi sionisti americani nel primo round di ingiusta vendetta di sangue per i martiri iraniani sono stati distrutti con forza e intensità nelle posizioni nei territori occupati e in 3 basi americane nella regione da un'operazione congiunta delle forze delle Guardie Rivoluzionarie».
«Il suono continuo delle sirene delle ambulanze e l'ammissione da parte delle istituzioni sioniste del crescente numero di morti e feriti a seguito di questa efficace operazione iraniana - scrivono ancora i pasdaran - hanno rivelato la profondità dell'impatto dei missili pesanti delle Guardie Rivoluzionarie sui settori industriali di Tel Aviv. Anche i settori industriali e il centro di raduno delle forze americane presso le basi aeree di Harir a Erbil e le basi di Ali Salem e Arifjan sono stati distrutti da potenti missili e droni iraniani».
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9:04
Trump: «Non so nemmeno se Mojtaba Khamenei sia vivo»
Il presidente americano Donald Trump ha messo in dubbio che sia ancora in vita la nuova Guida Suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, che giovedì non è apparso davanti alle telecamere per rilasciare la sua prima dichiarazione da leader del Paese.
«Non so nemmeno se sia vivo. Finora nessuno è riuscito a mostrarlo», ha detto Trump al telefono in un'intervista alla «NBC». «Mi giunge voce che non sia vivo e, se lo fosse, dovrebbe fare qualcosa di molto intelligente per il suo Paese: arrendersi», ha aggiunto Trump, pur definendo la notizia della sua morte «una voce di corridoio».
Trump si è rifiutato di indicare se vi fosse un particolare leader iraniano che avrebbe voluto vedere assumere il ruolo di Guida Suprema, affermando invece che «Ci sono persone ancora in vita che sarebbero ottimi leader per il futuro del Paese». Alla domanda se fosse in contatto con qualcuno dei potenziali leader, il presidente ha risposto: «Non voglio dirlo. Non voglio metterli in pericolo».
Il tycoon si è detto «sorpreso» dal fatto che l'Iran abbia preso di mira altri Paesi mediorientali, rimarcando che gli alleati americani nell'area, quali Emirati Arabi Uniti, Qatar e Arabia Saudita, «sono stati eccezionali» e «sono stati oggetto di attacchi a fuoco del tutto immotivati. Sono rimasto molto sorpreso. È stata la sorpresa più grande che abbia avuto in tutta questa vicenda».
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09:10
Riprende il ticker
Il live-ticker riparte. Da qui trovate tutti gli aggiornamenti in tempo reale sulla situazione in Medio Oriente e sugli sviluppi del conflitto. Seguite con noi le ultime notizie, minuto per minuto.
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22:30
Chiudiamo qui il nostro ticker e vi diamo appuntamento a domani. Grazie per averci seguito e buona notte
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22:21
Missili contro forze USA in Arabia Saudita
Le Guardie della rivoluzione iraniane hanno annunciato questa sera di aver lanciato una salva di missili contro le forze statunitensi di stanza presso la base aerea Prince Sultan, vicino a Riad.
Sebbene le autorità saudite non abbiano immediatamente confermato l'attacco, il ministero della Difesa del regno aveva precedentemente indicato di aver intercettato sei missili diretti verso Al-Kharj, dove si trova la base.
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20:05
Oltre 3'000 i feriti in Israele
Il ministero della Salute israeliano ha pubblicato un aggiornamento sul numero dei feriti negli attacchi iraniani e di Hezbollah dal 28 febbraio.
Sono 3'138 le persone portate negli ospedali di tutto il Paese, di cui 81 sono ancora ricoverate: una in condizioni critiche, nove in condizioni gravi, otto in condizioni moderate, 57 in condizioni lievi e altre due sono in fase di accertamento medico.
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20:03
Bombardamenti USA su Kharg, il polmone dell'Iran
Donald Trump ha stretto ancora la morsa sul regime degli ayatollah minacciando di neutralizzare l'unica risorsa che tiene in vita l'Iran. La svolta è scattata con i primi bombardamenti americani su Kharg, da cui passa il 90% dell'export di petrolio di Teheran.
I raid hanno preso di mira solo «gli obiettivi militari», ma è stato solo un anticipo: se i Pasdaran continueranno a bloccare Hormuz i prossimi attacchi «distruggeranno i terminal» di greggio dell'isola, ha avvertito il tycoon, lanciando anche un appello ad altri Paesi, inclusa la Cina, a inviare navi da guerra per mettere in sicurezza lo Stretto.
«I nemici e i loro alleati continueranno a non passare», è stata la risposta della teocrazia, che ora rischia di provocare ulteriori contraccolpi all'economia mondiale.
Trump su Truth ha annunciato «uno dei più potenti raid aerei nella storia del Medio Oriente» che ha «annientato ogni obiettivo militare nel fiore all'occhiello dell'Iran».
Il comando Usa nella regione ha parlato di un blitz «di precisione su vasta scala» che ha distrutto «depositi di mine navali, bunker per missili e altri siti militari, oltre 90 obiettivi».
Nei raid sono state preservate le infrastrutture petrolifere, ma Trump ha chiarito che potrebbe essere solo una cosa temporanea: «Qualora l'Iran o chiunque altro dovesse compiere azioni volte a ostacolare il transito attraverso Hormuz, riconsidererò tale decisione».
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18:30
Droni sul Kuwait
La caduta di droni ha provocato danni vicino ad una base militare degli Stati Uniti in Kuwait.
Lo riferisce il Ministero della Difesa. L'attacco ha provocato feriti tra i militari kuwaitiani e causato danni, ha dichiarato sabato il ministero della Difesa.
«Tre membri delle forze armate hanno riportato ferite lievi» in seguito all'attacco alla base aerea Ahmed Al-Jaber, ha affermato il portavoce, generale di brigata Saud Al-Otaibi.
La base si trova vicino a Camp Arifjan, un'importante struttura statunitense.
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16:48
Media: «Colloqui diretti Israele-Libano nei prossimi giorni»
Rappresentanti israeliani e libanesi dovrebbero incontrarsi nei prossimi giorni per una serie di colloqui. Lo riporta «Haaretz» citando due fonti a conoscenza della questione.
Una fonte ha affermato che l'ex ministro Ron Dermer, a cui il primo ministro Benjamin Netanyahu ha affidato la gestione del «portafoglio Libano», dovrebbe condurre negoziati diretti con i rappresentanti libanesi.
La fonte ha aggiunto che anche gli Stati Uniti sono coinvolti nell'iniziativa, con Jared Kushner, genero del Presidente Donald Trump, per conto di Washington.
Una seconda fonte ha affermato che i colloqui potrebbero svolgersi a Cipro o a Parigi, con Cipro attualmente considerata la sede più probabile.
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16:00
Trump: «Altri Paesi inviino navi per sicurezza Stretto di Hormuz»
Il presidente statunitense Donald Trump sda«Molti Paesi, specialmente quelli colpiti dal tentativo dell'Iran di chiudere lo Stretto di Hormuz, invieranno navi da guerra - in collaborazione con gli Stati Uniti d'America - per mantenere lo Stretto aperto e sicuro». Lo scrive Donald Trump su Truth.
«Si auspica che la Cina, la Francia, il Giappone, la Corea del Sud, il Regno Unito e gli altri Paesi penalizzati da questa restrizione artificiale inviino navi nell'area, affinché lo Stretto di Hormuz cessi di rappresentare una minaccia da parte di una Nazione che è stata totalmente decapitata», aggiunge.
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15:40
Spagna: in migliaia in piazza per protestare contro la Guerra in Medio Oriente
Con lo slogan, «Bisogna fermare la guerra in Medio Oriente. Non dimenticare Gaza!», migliaia di persone hanno protestato oggi in tutta la Spagna per chiedere la fine della guerra nella regione.
La principale mobilitazione a Madrid, dove circa 5'000 persone - secondo gli organizzatori, 4'500 per la prefettura - si sono radunate in piazza Juan Goytisolo, davanti al Museo Reina Sofia, che custodisce il celebre «Guernica» di Picasso, un grido universale contro la guerra.
Scandendo cori di «No a la guerra», «Nato no!» e «Cada pueblo, cada plaza, todos somos Gaza» (Ogni paese, ogni piazza, siamo tutti Gaza), i manifestanti hanno alzato la voce contro i bombardamenti degli Stati Uniti e Israele su Iran e per esigere «la fine del genocidio a Gaza».
Nelle manifestazioni, convocate dalla piattaforma «Parar la guerra» (Fermare la guerra) in oltre 150 città spagnole, è stato letto un manifesto - sostenuto da oltre 200 organizzazioni e altrettante personalità della politica, della cultura e da giuristi - in cui si chiede la fine degli attacchi in Iran e del regime degli Ayatollah, perché «è il popolo iraniano che deve decidere sul suo futuro». Nel testo si assicura che l'alleanza di Stati Uniti e Israele comporta «una grave minaccia per la pace nella regione» e «un pericolo per la pace mondiale».
Fra i firmatari, artisti come Juan Manuel Serrat o Alba Flores, attori come Luis Tosar, l'ex sindaca di Madrid, Manuela Carmena, i segretari dei principali sindacati come Pepe Alvarez (Ugt) e Unai Sordo (CcOo).
Gli artisti presenti a Madrid, tra cui il regista Benito Zambrano e il giornalista Juan Luis Cano, hanno letto il manifesto che ribadisce la condanna del regime degli Ayatollah e il supporto alle donne iraniane nella loro lotta per la libertà. E hanno concluso con l' «appello ai democratici a, difendere il diritto internazionale e lavorare per una pace giusta e duratura in Medio Oriente, che deve includere la fine del genocidio a Gaza».
Mobilitazioni pacifiche si sono svolte anche a Barcellona, Siviglia e Santander, fra le altre città, non davanti ad ambasciate e consolati dei Paesi coinvolti nel conflitto, come richiesto dalle autorità di pubblica sicurezza.
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14:56
Media israeliani: «L'Iran ha 450 chili uranio arricchito, materiale per 11 bombe»
«Da qualche parte nelle profondità sotterranee dell'Iran, all'interno di decine di cilindri di piombo sigillati, sarebbero nascosti 450 chili di uranio arricchito, materiale sufficiente per 11 bombe nucleari. Gli esperti avvertono che finché l'uranio arricchito rimarrà sul territorio iraniano, questa guerra sarà lontana dall'essere considerata un successo». Lo riporta la tv israeliana «Channel 12».
«In questo momento il mondo intero sta cercando proprio quei 450 chili di polvere radioattiva, conosciuta come "yellowcake" per poter dichiarare una vittoria sull'Iran». Il generale Yitzhak Ben‐Israel, fisico e capo del centro di cybersicurezza dell'Università di Tel Aviv, ha spiegato che «qualche centinaio di chilogrammi è qualcosa di molto facile da nascondere. Gli impianti - le decine di migliaia di centrifughe, le fabbriche - sono molto difficili da occultare. Ma il materiale in sé è facilissimo da nascondere: lo metti in un contenitore, lo sigilli e lo nascondi».
Avner Vilan, ex alto funzionario dell'apparato di sicurezza israeliano ed esperto del programma nucleare iraniano, ha aggiunto: «Qualsiasi fine della guerra in cui il materiale non venga portato fuori dall'Iran è un fallimento, soprattutto sul piano nucleare. Significa che abbiamo lasciato loro un asset estremamente importante, con un regime ancora in piedi. A mio avviso, questo sarebbe un fallimento», ha detto.
«Channel 12» commenta che otto anni fa Benyamin Netanyahu riuscì a convincere Donald Trump ad annullare l'accordo sul nucleare con l'Iran. All'epoca il regime degli ayatollah possedeva solo pochi chilogrammi di uranio arricchito, a un livello massimo di circa il 3%. Dopo l'uscita dall'accordo, gli iraniani dichiararono: «Avete un anno per tornare all'intesa, se non lo fate, saremo liberi dalle restrizioni e arricchiremo l'uranio quanto vorremo».
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13:16
Iran, il terminal petrolifero di Kharg resta pienamente operativo
Funzionari iraniani hanno riferito alle agenzie di stampa di Teheran che le esportazioni di petrolio dall'isola di Kharg continuano normalmente, nonostante gli attacchi americani della notte scorsa. Lo riporta il Guardian.
Le fonti hanno dichiarato all'agenzia semi-ufficiale Tasnim che il terminal petrolifero è «pienamente operativo» e le attività «proseguono senza interruzioni», aggiungendo che non si registrano vittime.
L'agenzia Mehr ha affermato che «la situazione sull'isola è tornata rapidamente alla normalità e le condizioni sono sotto controllo».
L'isola di Kharg gestisce circa il 90% delle esportazioni petrolifere dell'Iran.
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13:00
Raid israeliani a nord di Beirut e nel sud de Libano
Un raid israeliano ha colpito un edificio residenziale in un sobborgo a nord di Beirut, già preso di mira ieri, mentre almeno un altro attacco si è verificato nelle ultime ore sud del Libano: lo hanno riportato media locali.
Un corrispondente dell'«Afp» ha visto soccorritori e constatato danni nella zona di Nabaa-Bourj Hammoud di Beirut, un'area che si trova fuori dai bastioni di Hezbollah del sud della capitale libanese. Secondo l'Agenzia Nazionale d'Informazione libanese (Ani), lo stesso edificio era stato colpito venerdì, senza che venissero registrate vittime.
Un altro raid ha colpito un appartamento nei pressi della città costiera meridionale di Saida, nel settore di Haret Saida. Un reporter dell'«Afp» ha constatato che si è sviluppato un incendio, con soccorritori già presenti sul posto.
In precedenza, il ministero della Salute libanese aveva riferito della morte di almeno 12 operatori sanitari in un attacco avvenuto ieri a Burj Qalawiya, nel sud del Paese.
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12:00
Katz: «La guerra con l'Iran si intensifica, verso la fase decisiva»
«La battaglia contro l'Iran si sta intensificando e stiamo entrando nella fase decisiva che continuerà finché sarà necessario. Solo il popolo iraniano può porre fine a tutto questo con una lotta determinata, fino al rovesciamento del regime terroristico». Lo ha detto il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, come riferisce Ynet.
«Mi congratulo con il presidente Trump per il duro colpo inferto ieri sera dall'esercito Usa all'isola petrolifera iraniana: questa è la risposta appropriata ai campi minati nello Stretto di Hormuz e ai tentativi di ricatto del regime terroristico iraniano», ha aggiunto.
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10:40
Teheran, da inizio guerra colpiti almeno 56 musei e monumenti
La facciata dello storico Palazzo Golestan a Teheran. sda«Almeno 56 musei e monumenti o siti storici» di diverse province iraniane sono stati colpiti direttamente durante gli attacchi militari degli Stati Uniti e di Israele iniziati lo scorso 28 febbraio, rimanendo interessati da «danni infrastrutturali e gravi»: lo ha dichiarato sabato il Ministero del Patrimonio Culturale, del Turismo e dell'Artigianato di Teheran.
I maggiori danni hanno riguardato la capitale Teheran, con 19 luoghi colpiti, ha aggiunto il ministero, citato dall'Isna.
«A Teheran, il palazzo storico di Golestan è stato parzialmente danneggiato, così come la Piazza Naghsh-e Jahan a Isfahan, circondata da diversi monumenti storici. Anche il sito storico di Siraf, nel porto del Golfo Persico meridionale di Bushehr, è stato parzialmente danneggiato», ha dettagliato il dicastero.
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10:38
Arrestati in Iran 54 sostenitori Pahlavi, 11 neutralizzati
La polizia iraniana ha arrestato 54 sostenitori di Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo scià che dall'esilio si è offerto di guidare la transizione nel Paese.
Lo riferisce l'agenzia di stampa statale «Fars», citata da «Times of Israel», aggiungendo che «stavano presumibilmente pianificando rivolte nel Paese».
Altri 11 individui appartenenti a quella che viene definita la «fazione monarchica» sarebbero stati «neutralizzati» durante le operazioni, mentre altre due persone sono state fermate con l'accusa di spionaggio per conto di Israele e degli Stati Uniti e di aver fotografato «siti importanti».
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09:40
Beirut, attacco israeliano colpisce base Unifil
«Proiettili» israeliani hanno colpito una base Unifil nel sud del Libano, secondo quanto riportato dai media statali. «Proiettili israeliani sono caduti all'interno del quartier generale del battaglione nepalese, nella città di Mays al-Jabal», ha riferito l'agenzia di stampa statale, riferendosi alla Forza di Interposizione delle Nazioni Unite in Libano.
Unifil e l'esercito israeliano non hanno rilasciato commenti immediati sull'incidente.
Nella stessa regione un altro attacco israeliano ha avuto come obiettivo un centro di assistenza sanitaria di base. Sono morti almeno 2 operatori sanitari: lo afferma il ministero libanese della Salute.
In una nota si parla di un «raid aereo israeliano che ha preso di mira il centro di assistenza sanitaria di base della città di Burj Qalawiya» e «12 medici, paramedici e infermieri sono stati uccisi e un operatore sanitario è rimasto ferito».
Il ministero ha affermato che l'attacco è stato «il secondo contro il settore sanitario in poche ore», dopo un attacco a Sawaneh che ha ucciso due paramedici affiliati a Hezbollah e al suo alleato Amal.
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9:30
Attacco con drone contro l'ambasciata Usa a Baghdad
Un attacco con drone ha colpito l'ambasciata statunitense a Baghdad. Lo ha reso noto un alto responsabile della sicurezza irachena. Un giornalista della France Presse ha visto del fumo nero levarsi sul complesso diplomatico nel cuore della capitale irachena.
Un altro responsabile della sicurezza ha confermato l'attacco che si è verificato in seguito a numerose esplosioni avvertite nella notte e che hanno causato anche la morte di due persone.
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9:10
Iran: distrutti siti militari Kharg, a rischio strutture petrolio
Gli Usa hanno preso di mira la strategica isola iraniana di Kharg, distruggendo esclusivamente i suoi obiettivi militari.
Poco prima di salire a bordo dell'Air Force One presso la Joint Base Andrews, in Maryland, diretto verso la Florida, il presidente americano Donald Trump ha annunciato su Truth che gli Usa avevano sferrato pesanti attacchi aerei contro l'isola di Kharg, risparmiando le infrastrutture vitali attraverso cui transita il 90% circa di tutto il greggio iraniano.
Una mossa mirata a fare pressione su Teheran affinché non interferisca con il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz tra mine piazzate e i missili lanciati contro le petroliere, ma anche indirizzata alla Cina, unico Paese indicato come ancora destinatario del petrolio in uscita voluto dai Pasdaran, perché possa favorire un traffico marittimo regolare.
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09:06
Trump: «L'Iran è stato completamente sconfitto»
«L'Iran è completamente sconfitto e vuole un accordo - ma non un accordo che io accetterò».
Lo annuncia il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, su Truth aggiungendo che «i media delle fake news odiano riportare i successi che l'esercito statunitense ha ottenuto contro l'Iran».
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09:00
Si riparte con il live ticker
Buongiorno e bentornati. Qui troverete tutti gli aggiornamenti sulla situazione in Medio Oriente e sulla guerra in corso. Buona lettura.
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22:00
Il live-ticker sul Medio Oriente si chiude qui
Grazie per averci seguito, buonanotte!
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20:45
Un gruppo USA d'attacco verso l'Iran
Sono 2200 i soldati della 31esima Unità di spedizione dei marine diretti in Medio Oriente, nell'ambito della guerra all'Iran.
Lo riporta l'emittente televisiva statunitense ABC News, secondo cui sono state mobilitate anche le unità USS Tripoli, USS San Diego e USS New Orleans, navi di assalto e da trasporto anfibio.
La nuova forza è accompagnata da circa 20 caccia di quinta generazione F-35B Lightning II, capaci di decollo e atterraggio verticale. C'è la probabilità che il gruppo d'attacco possa essere destinato a una operazione per la conquista dell'isola iraniana di Kharg, nel Golfo Persico, da cui transitano circa l'80% delle esportazioni petrolifere di Teheran.
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19:19
Taglia da 10 milioni per informazioni sui leader iraniani
Gli Stati Uniti offrono una ricompensa di 10 milioni di dollari (7,9 milioni di franchi al cambio attuale) per informazioni sui massimi leader dell'Iran. Lo ha annunciato il Dipartimento di Stato in una nota. Nella lista nera ci sono la Guida suprema Mojtaba Khamenei, il vicecapo di gabinetto dell'ufficio del leader supremo Ali Asghar Hejazi e l'alto funzionario della sicurezza Ali Larijani.
Tra gli altri nomi presenti nell'elenco del ministro degli esteri a stelle e strisce figurano Yahya Rahim Safavi, consigliere militare della Guida suprema, il ministro dell'interno Eskandar Momeni e il ministro dei servizi segreti Esmail Khatib.
La ricompensa riguarda informazioni anche su altre quattro funzioni: il segretario del Consiglio supremo di difesa, il capo dell'ufficio militare della Guida suprema, il comandante in capo del corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche e il consigliere della Guida suprema iraniana.
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18:40
Il Pentagono muove 5000 marine e navi verso il Golfo Persico
Il Pentagono sta spostando circa 5000 marine e navi da guerra in Medio Oriente, hanno riferito tre funzionari al quotidiano newyorkese The Wall Street Journal.
Secondo quanto da loro riferito, il segretario alla guerra Pete Hegseth ha approvato una richiesta del comando militare statunitense per il Medio Oriente (Centcom) di dispiegare, in particolare, la USS Tripoli, nave portaelicotteri d'assalto, che era di stanza in Giappone, e i suoi marine.
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17:45
Iran permette a due navi indiane di passare da Hormuz
«L'Iran ha permesso a due navi cisterna per gas di petrolio liquefatto (Gpl) battenti bandiera indiana di attraversare lo Stretto di Hormuz», scrive l'agenzia di stampa britannica Reuters sul proprio sito web citando «quattro fonti a conoscenza diretta della questione».
«Separatamente, una petroliera dovrebbe arrivare in India sabato con a bordo petrolio saudita dopo aver attraversato lo Stretto intorno al primo marzo», scrive sempre Reuters citando due fonti e i dati di Lloyd's List Intelligence, una società specializzata in dati e analisi nel settore marittimo.
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17:05
Ancora 1750 gli svizzeri bloccati in Medio Oriente
A quasi due settimane dallo scoppio delle ostilità nel Medio Oriente, oggi risultano poco più di 1'750 concittadini svizzeri bloccati nella regione che hanno espresso la loro volontà di fare ritorno a casa tramite l'app Travel Admin della Confederazione.
Secondo gli ultimi dati del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), la maggior parte di essi - 1'000 persone - si trova negli Emirati Arabi Uniti. Seguono poi Oman (230), Qatar (170), Israele (120) e Libano (60). I restanti (circa 200 persone) sono sparpagliati nella regione, principalmente tra Arabia Saudita, Kuwait, Giordania, Iraq e Territori palestinesi occupati.
Ieri i servizi di Ignazio Cassis avevano parlato di 1900 persone che hanno richiesto assistenza tramite l'applicazione.
Il DFAE continua a monitorare attentamente la situazione nella regione e raccomanda a tutti i viaggiatori svizzeri di registrarsi sull'app Travel Admin per facilitare eventuali interventi di assistenza consolare. La situazione rimane fluida, con un calo progressivo del numero di registrati grazie alle partenze autonome o assistite.
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16:28
Pezeshkian: «Gli USA e Israele vogliono disintegrare l'Iran»
Il presidente iraniano Massoud Pezeshkian ha accusato Israele e gli Stati Uniti di cercare di «disintegrare» l'Iran. «
L'America e il regime sionista perseguono intenzioni e obiettivi sinistri mirati a indebolire l'Iran e i principali paesi islamici», ha detto Pezeshkian durante una telefonata con l'omologo egiziano Abdel Fattah al-Sissi, secondo quanto riporta la presidenza iraniana.
Pezeshkian, secondo quanto indicano i media della Repubblica islamica, ha partecipato oggi alle manifestazione per la Giornata di Al Quds a Teheran, cui hanno preso parte anche diversi alti dirigenti del paese: nelle immagini si vedono il capo dell'Organizzazione per l'energia atomica iraniana Mohammad Eslami, il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale Ali Larijani, il comandante di polizia Ahmad-Reza Radan e il capo dell'Organizzazione giudiziaria delle forze armate Ahmadreza Pourkhaghan.
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16:11
Una nave attravers lo stretto di Hormuz con l'ok dell'Iran
Una nave di proprietà di un armatore turco ha attraversato lo Stretto di Hormuz «con l'autorizzazione dell'Iran», ha indicato il ministro dei trasporti turco Abdulkadir Uraloglu, citato dai media turchi.
«Siamo riusciti a far passare una nave dopo aver ottenuto l'autorizzazione dalle autorità iraniane, poiché utilizzava un porto iraniano», ha dichiarato il ministro ai giornalisti.
Lo Stretto di Hormuz è il braccio di mare, lungo circa 60 chilometri e largo 30, che separa l'Iran, a nord, dalla penisola di Musandam, exclave dell'Oman circondata dal territorio degli Emirati Arabi Uniti, a sud. È un punto di grandissima importanza strategica poiché qui in tempi normali transita circa un quarto della produzione mondiale di petrolio.
L'Iran, in risposta all'attacco israelo-statunitense di due settimane fa, lo ha bloccato. La misura ha avuto un impatto enorme sul mercato energetico globale.
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15.12
Trump: «Le navi tirino fuori le palle e attraversino Hormuz»
Le navi mercantili in attesa vicino allo Stretto di Hormuz dovrebbero «tirare fuori le palle e attraversarlo», ha affermato il presidente statunitense Donald Trump in un'intervista all'emittente televisiva Fox News domenica, ma questo contenuto è venuto fuori soltanto oggi, dopo che diverse imbarcazioni sono state attaccate da Teheran.
Diversi oppositori di Trump e rappresentanti del Partito democratico hanno criticato il commento accusando l'inquilino della Casa Bianca di sottovalutare i rischi della guerra.
Lo Stretto di Hormuz è il braccio di mare, lungo circa 60 chilometri e largo 30, che separa l'Iran, a nord, dalla penisola di Musandam, exclave dell'Oman circondata dal territorio degli Emirati Arabi Uniti, a sud.
È un punto di grandissima importanza strategica poiché qui in tempi normali transita circa un quarto della produzione mondiale di petrolio. L'Iran, in risposta all'attacco israelo-statunitense di due settimane fa, lo ha bloccato. La misura ha avuto un impatto enorme sul mercato energetico globale.
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14:30
L'artiglieria statunitense avrebbe «affondato un sottomarino e altre imbarcazioni iraniane»
Il Capo di Stato maggiore americano Dan Keane ha riferito che l'artiglieria Usa ha distrutto un sottomarino iraniano e altre imbarcazioni utilizzando i missili balistici Mgm-140 Atacms, capaci di colpire a distanze superiori ai 300 km.
«Nei soli primi 13 giorni di questa operazione, le nostre forze di artiglieria hanno fatto la storia», ha affermato Keane in una conferenza stampa, rimarcando che sono stati «eseguiti i primi attacchi missilistici ad alta precisione mai impiegati in operazioni di combattimento per penetrare in profondità nel territorio nemico».
Al tale scopo, puntando all'efficacia dell'operazione, i missili Atacms dell'Esercito Usa sono stati utilizzati «per affondare diverse navi, tra cui un sottomarino. Tutto ciò è stato realizzato con quella precisione e determinazione che sono il frutto di un addestramento incessante, della fiducia reciproca e della piena confidenza nei propri sistemi d'arma», ha concluso il generale.
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14:26
16 navi commerciali attaccate nel Golfo Persico dall'inizio della guerra
Almeno 16 petroliere, cargo e altre navi commerciali sono state attaccate nel Golfo Persico dall'inizio della guerra di Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Lo rivela un'analisi del New York Times basata su dati del settore marittimo comunicati delle compagnie e monitoraggi satellitari.
Teheran ha rivendicato la responsabilità di diversi di questi attacchi, e nelle ultime ore due petroliere irachene sono state viste in fiamme al largo della costa, mentre gli attacchi reciproci si concentrano sempre più sulle infrastrutture energetiche.
Il traffico nello Stretto di Hormuz, da cui normalmente passa circa un quinto del petrolio mondiale, si è quasi fermato: prima del conflitto transitavano circa 80 navi al giorno, ora appena una o due riescono a attraversarlo, alimentando forti timori per i mercati energetici globali.
Ieri, l'Agenzia Internazionale dell'Energia ha avvertito che la guerra ha causato «la più grande interruzione nella storia delle forniture del mercato petrolifero globale».
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14:09
I buoni uffici della Svizzera rimangono attivi, ribadisce Cassis
Benché abbia chiuso la propria ambasciata a Teheran, la Svizzera rimane a disposizione di Iran e Stati Uniti quale canale di comunicazione. Lo ha ribadito oggi ai media il consigliere federale Ignazio Cassis al termine della seduta odierna del Governo. Inoltre, attualmente la Confederazione non deve fare i conti con una penuria di petrolio, ha rassicurato l'Esecutivo.
Il «ministro» degli esteri ha sostenuto che la Svizzera è stato fra gli ultimi Paesi a richiamare il proprio ambasciatore dal Paese mediorientale assieme ad altri cinque collaboratori della rappresentanza per ragioni di sicurezza e anche per motivi psicologici, visto che il personale rimasto in loco ha dovuto trascorrere buona parte del tempo nello scantinato.
In merito al diritto della neutralità in relazione all'attuale guerra, Cassis ha precisato che tale principio di politica estera rimane sempre valido, ma che per ora la Svizzera non ha ricevuto alcuna richiesta di sorvolo da parte dei Paesi in guerra. Quanto alle forniture di armi, questo problema verrà affrontato nei prossimi giorni dal Consiglio federale.
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13:44
Braccio di ferro dentro la Casa Bianca sui tempi della guerra
Un complesso braccio di ferro all'interno della Casa Bianca sta guidando le mutevoli dichiarazioni pubbliche del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sull'andamento della guerra con l'Iran, mentre i suoi collaboratori discutono su quando e come dichiarare vittoria, anche se il conflitto si sta diffondendo in tutto il Medio Oriente. Lo scrive Reuters in un'esclusiva sul suo sito.
Alcuni funzionari e consiglieri stanno avvertendo Trump che l'impennata dei prezzi della benzina potrebbe avere un costo politico per gli attacchi israelo-americani contro l'Iran, mentre alcuni falchi stanno spingendo il presidente a mantenere l'offensiva contro la Repubblica islamica, secondo quanto emerso da interviste con un consigliere di Trump e altre persone vicine alle discussioni.
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13:42
Heghseth: «Mojtaba Khamenei ferito e probabilmente sfigurato»
«Sappiamo che la nuova, cosiddetta, non più così suprema Guida è ferita e probabilmente sfigurata». Lo ha affermato il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth.
Hegseth, si legge su Sky News, ha definito la dichiarazione diffusa da Mojtaba Khamenei «debole».
«Non c'era voce e non c'era video. Era una dichiarazione scritta», ha affermato.
«L'Iran ha moltissime telecamere e registratori vocali. Perché una dichiarazione scritta? Penso che sappiate il perché. Suo padre è morto. È spaventato, è ferito, è in fuga e non ha legittimità. È un disastro per loro. Chi è al comando? Forse nemmeno l'Iran lo sa. Con il passare delle ore, noi e loro sappiamo che le capacità militari del loro regime malvagio stanno crollando».
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13:41
«L'Iran ha preso di mira anche basi britanniche in Iraq»
I droni iraniani hanno preso di mira negli ultimi giorni in Iraq – fra le azioni di risposta di Teheran agli attacchi di Usa e Israele – anche basi britanniche, oltre che italiane e francesi. Lo scrive l'Independent online, a margine di un resoconto su un briefing tenuto ieri dal ministro della Difesa, John Healey.
Il Regno Unito, a differenza della Francia, non riporta comunque al momento né morti né feriti fra i suoi militari schierati in Iraq, limitandosi a precisare che i raid sono stati segnalati sia a Erbil, nel Kurdistan iracheno, sia nell'area di Baghdad.
Healey, al riguardo, non ha escluso l'invio di altre navi da guerra della Royal Navy: questa volta direttamente nel Golfo dopo le due annunciate in partenza questa settimana verso il Mediterraneo, per rafforzare la protezione della base di Akrotiri, a Cipro. Invio che, secondo l'Indepedent, potrebbe peraltro contribuire a «trascinare» definitivamente il Regno «nella guerra di Donald Trump» e di Benyamin Netanyahu», al di là delle rassicurazioni del governo del premier Keir Starmer sul ruolo solo «difensivo» rivendicato finora da Londra nel conflitto.
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11.41
Beirut: «8 morti in un raid israeliano nel sud del Libano»
Le autorità libanesi annunciano che otto persone sono state uccise in un raid israeliano nel sud del paese.
Secondo un rapporto preliminare del ministero della Salute, riporta L'Orient Le Jour, il raid aereo israeliano che ha colpito un edificio residenziale a Faouar, Sidone, ha causato otto morti e nove feriti. Le operazioni di soccorso sono ancora in corso.
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11.15
«Morta una donna nel raid vicino a una manifestazioni a Teheran»
L'esplosione avvenuta in una piazza di Teheran, dove si stavano svolgendo le manifestazioni per la Giornata di Al Quds, ha causato la morte di una donna: lo riporta Press TV, emittente statale iraniana.
Per i media iraniani, l'esplosione è il risultato di un bombardamento congiunto tra Stati Uniti e Israele. Secondo Press TV, la donna, descritta come una «madre iraniana», è rimasta mortalmente ferita dalle schegge dell'attacco.
Le manifestazioni a Teheran per la giornata anti-Israele di Al Quds. sda -
10.53
Ankara: «La NATO neutralizza un missile iraniano, è il terzo in 7 giorni»
Il ministero della Difesa turco ha dichiarato che un missile balistico proveniente dall'Iran è stato abbattuto nello spazio aereo turco dalle difese della Nato. È il terzo incidente di questo tipo in poco più di una settimana.
«Un proiettile balistico lanciato dall'Iran e penetrato nello spazio aereo turco è stato neutralizzato dai sistemi di difesa aerea e missilistica della Nato schierati nel Mediterraneo orientale», si legge in un comunicato del ministero.
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10.21
Trump al G7: «L'Iran sta per arrendersi»
Secondo quanto riferito da tre funzionari dei Paesi del G7 a Axios, Donald Trump avrebbe detto ai leader del G7, durante una riunione virtuale mercoledì, che l'Iran «sta per arrendersi». Il presidente USA si è vantato dei risultati dell'Operazione Epic Fury, dicendo agli alleati: «Mi sono sbarazzato di un cancro che minacciava tutti noi».
«Nessuno sa chi sia il leader, quindi non c'è nessuno che possa annunciare la resa», ha detto Trump deridendo la nuova guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei definendola un «peso leggero». Tutti gli altri leader hanno esortato Trump a porre fine rapidamente alla guerra.
I leader del G7 hanno anche evidenziato la necessità di mettere in sicurezza lo Stretto di Hormuz il prima possibile, secondo quanto riferito ad Axios da due funzionari informati della telefonata.
Trump ha affermato che la situazione a Hormuz sta migliorando e che le navi commerciali dovrebbero riprendere le operazioni nella zona.
Secondo alcune fonti , Trump è stato «ambiguo e indeciso» riguardo ai suoi obiettivi e alla tempistica per la fine della guerra. Alcuni partecipanti alla chiamata hanno lasciato la riunione con la convinzione che volesse porre fine al conflitto, mentre altri hanno avuto l'impressione completamente opposta.
Trump ha affermato che la questione principale su cui sta lavorando è la tempistica. Non ha fissato una scadenza, ma ha detto che «dobbiamo portare a termine il lavoro» per evitare un'altra guerra con l'Iran tra cinque anni.
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09.49
«Forte esplosione a Teheran con manifestazioni, presente Larijani»
La tv di stato iraniana riporta una forte esplosione in una piazza di Teheran dove si sarebbero dovute svolgere delle manifestazioni. Le immagini diffusi dall'Irib mostrano dense colonne di fumo che si alzano sulla città.
Tra coloro che partecipano alle marce di protesta per la Giornata di Al Quds ci sarebbe almeno un alto funzionario, Ali Larijani, capo del consiglio di sicurezza iraniano, scrive Sky News Uk.
L'agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim ha affermato che l'esplosione è stata il risultato di un «bombardamento» statunitense-israeliano, che ha colpito un'area a sud di via Enghelab, un'arteria centrale di Teheran.
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09.20
Israele: «Lanciato un nuovo attacco su vasta scala contro Teheran»
L'esercito israeliano ha annunciato di aver lanciato una nuova ondata di attacchi a Teheran stamattina, nel quattordicesimo giorno della sua offensiva contro la Repubblica islamica.
«Le Forze di Difesa Israeliane hanno appena avviato un'ondata di attacchi su vasta scala contro le infrastrutture del regime terroristico iraniano a Teheran», ha dichiarato l'esercito.
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09-16
«L'Iran afferma di aver colpito la portaerei USA Lincoln»
La Marina iraniana avrebbe lanciato diversi attacchi missilistici contro la portaerei statunitense Uss Abraham Lincoln, che ha subito gravi danni prima di ritirarsi. Lo riporta, citato dalla Tass, un portavoce del Comando centrale della Repubblica islamica Khatam al-Anbiya.
«La Uss Abraham Lincoln è stata colpita dalla Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) ed è stata resa inoperativa», ha dichiarato il portavoce, secondo quanto riportato dall'emittente pubblica iraniana.
L'Irgc ha affermato che la nave statunitense aveva lasciato il Golfo Persico e stava tornando negli Stati Uniti.
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09.11
Trump: «Le canaglie iraniane hanno ucciso per anni, ora li uccido io»
«Stiamo distruggendo completamente il regime terroristico dell'Iran, militarmente, economicamente e in ogni altro modo. Abbiamo una potenza di fuoco senza pari, munizioni illimitate e tutto il tempo che vogliamo. Guardate cosa succede oggi a queste squilibrate canaglie. Hanno ucciso persone innocenti in tutto il mondo per 47 anni e ora io, come 47° presidente degli Stati Uniti d'America, sto uccidendo loro. Che grande onore è farlo». Così su Truth il presidente degli Usa Donald Trump.
«Eppure - scrive ancora Trump - se leggete il fallimentare New York Times, pensereste erroneamente che non stiamo vincendo. La marina iraniana è stata spazzata via, la loro aviazione non esiste più, i missili, i droni e tutto il resto sono stati decimati, e i loro leader sono stati cancellati dalla faccia della terra».
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09.07
Idf: «Ucciso un terrorista di Hezbollah a Beirut»
«Poco fa l'Idf ha colpito un terrorista di Hezbollah nell'area di Beirut», in Libano. Lo hanno annunciato le Forze di Difesa Israeliane su Telegram.
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09.01
Un militare francese è morto in un attacco con drone a Erbil, in Iraq
Un militare francese è morto durante un attacco con drone nella regione di Erbil, in Iraq. Lo ha annunciato il presidente Emmanuel Macron su X.
La vittima è il maresciallo Arnaud Frion del 7/o battaglione cacciatore alpini di Varces. «Alla sua famiglia e ai suoi commilitoni - scrive Macron - porgo le mie più sentite condoglianze e la solidarietà della nazione».
«Diversi nostri militari sono rimasti feriti - ha aggiunto il presidente -. La Francia è al fianco loro e dei propri parenti. Questo attacco contro le nostre forze impegnate nella lotta contro l'Isis dal 2015 è inaccettabile. La loro presenza in Iraq si inserisce nel quadro della lotta al terrorismo. La guerra in Iran non può giustificare tali attacchi».
Lo Stato Maggiore francese aveva in precedenza riferito che sei soldati francesi sono rimasti feriti in un «attacco con drone» a Erbil. I soldati erano «impegnati in un addestramento antiterrorismo con partner iracheni», ha precisato il quartier generale.
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08.53
Gli USA autorizzano l'acquisto di petrolio russo già in transito
«Per ampliare la portata globale delle forniture esistenti di petrolio il dipartimento del Tesoro ha concesso un'autorizzazione temporanea che consente ai Paesi di acquistare petrolio russo attualmente bloccato in mare».
Lo annuncia il segretario al Tesoro Scott Bessent sui social media precisando che si tratta di «una misura, circoscritta e di breve durata che si applica solo al petrolio già in transito e non apporterà significativi benefici finanziari al governo russo, che ricava la maggior parte delle sue entrate energetiche dalle tasse riscosse nel punto di estrazione».
«Il presidente Trump», prosegue Bessent nel post «sta adottando misure decisive per promuovere la stabilità dei mercati energetici globali e si sta impegnando a mantenere bassi i prezzi, affrontando al contempo la minaccia e l'instabilità causate dal regime terroristico iraniano».
«Le politiche energetiche del presidente - sottolinea il segretario al Tesoro Usa - hanno portato la produzione di petrolio e gas negli Stati Uniti a livelli record, contribuendo a ridurre i prezzi dei carburanti per i lavoratori americani. L'aumento dei prezzi del petrolio è temporaneo e di breve durata e, nel lungo periodo, si tradurrà in un enorme vantaggio per la nostra nazione e la nostra economia»
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08.45
«L'Iran ha iniziato a posare mine nello Stretto di Hormuz»
L'Iran ha iniziato a posare mine nello Stretto di Hormuz. Lo riferiscono fonti dell'intelligence Usa al New York Times.
Le operazioni, secondo i funzionari americani, non sono particolarmente rapide o efficienti, ma gli iraniani sperano di poterle completare più velocemente di quanto gli Stati Uniti riescano a bonificare lo Stretto di Hormuz
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08.37
Aereo cisterna USA si schianta in Iraq: «Non è fuoco nemico»
Un aereo cisterna USA si è schiantato nell'Iraq occidentale. Lo annuncia il Comando centrale americano in un post sui social precisando che «non si tratta di fuoco nemico».
«L'incidente è avvenuto nello spazio aereo amico durante l'Operazione Epic Fury. Sono stati coinvolti due velivoli, uno è precipitato in Iraq occidentale, mentre il secondo è atterrato in sicurezza», si legge nel post.
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08.23
Sul web video falsi della guerra in Iran, anche dalla Casa Bianca
Dopo l'invasione russa dell'Ucraina nel 2022, i social media sono stati conquistati da video e foto falsi della guerra ritoccati con Photoshop o montati con clip tratti da videogiochi, film, conflitti passati o notizie non pertinenti.
Il fenomeno si sta verificando di nuovo con la guerra in Iran ma questa volta i falsari hanno uno strumento in più che rende ancora più difficile distinguere il fake dal reale: l'intelligenza artificiale.
Tra i video circolati suoi social che hanno avuto milioni di visualizzazioni e sono stati postati perfino dalla Casa Bianca, ce n'è uno che mostra un fittizio bombardamento di missili iraniani che colpiscono Tel Aviv.
Un altro mostra persone in preda al panico in fuga da un presunto attacco iraniano a un aeroporto, sempre nella città israeliana. Un terzo video, sempre falso, mostra membri delle forze speciali Usa catturati e tenuti prigionieri dai soldati di Teheran. Tutti sono stati realizzati grazie all'intelligenza artificiale.
Qualche giorno fa la Casa Bianca ha suscitato un coro di critiche e indignazione pubblicando delle clip che mescolavano i veri attacchi aerei degli Usa contro l'Iran a spezzoni di film d'azione e videogiochi. Subito dopo il post, l'attore e regista Ben Stiller ha chiesto all'amministrazione di togliere dal video ‹Tropic Thunder›, il film satirico del 2008 da lui diretto e co-sceneggiato.
«Non vi abbiamo mai dato il permesso e non abbiamo alcun interesse a far parte della vostra macchina propagandistica. La guerra non è un film», ha attaccato Stiller su X.
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08.11
Idf: «Colpiti 200 obiettivi terroristici in Iran nelle ultime 24 ore»
Nelle ultime 24 ore, decine di velivoli dell'Idf, coordinati dall'intelligence israeliana, hanno completato 20 attacchi su larga scala nell'Iran centrale e occidentale.
Lo hanno reso le stesse forze armate su Telegram aggiungendo che sono stati colpiti «oltre 200 obiettivi del regime terroristico iraniano, compresi lanciamissili balistici, sistemi di difesa e siti di produzione di armi».
«Dall'inizio dell'operazione ‹Roaring Lion› - si legge - l'aviazione israeliana ha portato a compimento centinaia di ondate di attacchi contro infrastrutture iraniana per contrastare il lancio di missili verso Israele».
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08.00
Riprende il nostro live ticker
Buongiorno e bentornati sul nostro live-ticker. Vi aggiorneremo su quello che succede in Medio Oriente, con la guerra in corso. Buona lettura!
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22:30
Chiudiamo qui la diretta di oggi
Il nostro live ticker sugli sviluppi della guerra tra Israele, Stati Uniti e Iran si ferma per la notte.
Riprenderemo con gli aggiornamenti venerdì mattina. Grazie per averci seguito. Vi auguriamo una buona serata e una buona notte. A presto sulle nostre pagine.
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21:54
Wall Street chiude in netto calo
Brusca frenata per Wall Street, negativa sulle turbolenze in Medio Oriente e il rialzo dei prezzi del greggio, con il Brent sopra i 100 dollari per la prima volta da agosto del 2022: il Dow Jones ha chiuso gli scambi con un -1,56%, a 46'677.85 punti, mentre il Nasdaq ha perso l'1,78%, 22'311.98 punti. Male anche l'S&P 500, che ha terminato a 6'672.62 punti (-1,52%).
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21:20
Iran: «Distruggeremo infrastrutture di petrolio e gas nella regione»
L'Iran ha minacciato di devastare l'industria petrolifera e del gas della regione se le sue infrastrutture energetiche dovessero essere attaccate durante la guerra con Stati Uniti e Israele.
«Diamo fuoco al petrolio e al gas della regione al minimo attacco alle infrastrutture energetiche e ai porti iraniani», ha dichiarato un portavoce del comando operativo centrale dell'esercito iraniano, noto come Khatam al-Anbiya.
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20:50
Russia incassa fino a 150 milioni al giorno in più grazie al caro petrolio
La Russia è diventata il principale beneficiario del conflitto in Medio Oriente che ha fatto impennare il prezzo del greggio. (foto d'archivio) sdaLa Russia sta incassando fino a 150 milioni di dollari al giorno di entrate aggiuntive per il bilancio grazie alle vendite di petrolio, diventando il principale beneficiario del conflitto in Medio Oriente che ha fatto impennare il prezzo del greggio. Lo scrive il «Financial Times».
Finora Mosca ha guadagnato un extra stimato tra 1,3 e 1,9 miliardi di dollari dalle tasse sulle esportazioni di petrolio, dopo che la chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz ha portato a una maggiore domanda di petrolio russo da parte di India e Cina.
Anche gli Stati Uniti hanno allentato le sanzioni contro la Russia e la pressione sull'India affinché non acquistasse petrolio russo, spingendo un numero significativo di petroliere verso l'Oceano Indiano.
Secondo i calcoli del «Financial Times», basati su dati del settore e sulle valutazioni di diversi analisti, il governo russo potrebbe ricevere tra 3,3 e 4,9 miliardi di dollari di entrate aggiuntive complessive entro la fine di marzo. Questo presuppone che il prezzo del greggio russo Urals si mantenga in media tra 70 e 80 dollari al barile questo mese, invece di restare vicino alla media dei due mesi precedenti di 52 dollari al barile.
Si tratta di un netto ribaltamento della situazione per Mosca, che prima della guerra con l'Iran stava affrontando prezzi del petrolio in calo e la perdita di gran parte delle sue vendite verso l'India, soprattutto a causa delle pressioni di Washington.
Le esportazioni russe di greggio e prodotti petroliferi sono crollate dell'11,4% a 6,6 milioni di barili al giorno a febbraio, il livello più basso dall'invasione dell'Ucraina nel 2022, secondo un rapporto dell'Agenzia internazionale dell'energia (AIE) pubblicato oggi.
Molto dipenderà ora da quanto durerà il conflitto in Medio Oriente, ma i prezzi elevati attuali «aiuteranno la Russia a rispettare gli obiettivi di bilancio di questo trimestre e persino a iniziare a mettere da parte qualche risparmio», ha dichiarato Borys Dodonov, responsabile degli studi su energia e clima presso la Kyiv School of Economics.
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20:44
Trump avverte Teheran mentre l'intelligence frena sul crollo del regime iraniano
Donald Trump torna ad attaccare l'Iran e avverte che la priorità degli Stati Uniti è fermare il regime di Teheran, mentre Washington valuta nuove misure energetiche e l'intelligence ridimensiona le previsioni sul possibile crollo del governo iraniano.
Nel giorno del primo messaggio della nuova Guida suprema dell'Iran, Donald Trump non esita a farsi sentire e ad avvertire il regime di Teheran che la priorità degli Stati Uniti è la sua fine. In un messaggio su Truth pubblicato praticamente mentre il discorso di Mojtaba Khamenei veniva letto da una speaker della tv pubblica iraniana, il presidente americano ha sottolineato che «fermare l'impero del male» è più importante del petrolio.
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19:16
Lega araba: «Da Iran comportamento vergognoso e crimini di guerra»
Un «comportamento vergognoso, inaccettabile sia dal diritto islamico che dal diritto internazionale umanitario» e che «costituisce un crimine di guerra»: così il segretario generale della Lega araba, Aboul Gheit, ha condannato l'attacco iraniano al porto di Salalah in Oman, una «brutale aggressione» con missili che hanno danneggiato diversi serbatoi di carburante all'interno del porto.
Ancor più grave, evidenzia Gheit, l'attacco contro un paese, l'Oman, «che si è sforzato in ogni modo possibile di risparmiare alla regione e all'Iran il flagello della guerra attraverso notevoli sforzi di mediazione».
«Il deliberato attacco dell'Iran a siti civili e infrastrutture vitali nella regione del Golfo, l'inquinamento dell'ambiente marino con l'affondamento di gigantesche petroliere in un mare semichiuso, l'impatto sugli impianti di desalinizzazione e il bombardamento di impianti petroliferi rappresentano una minaccia per il tessuto stesso della vita civile», ha aggiunto.
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18:00
Iran, raid colpiscono anche il patrimonio culturale: cresce la rabbia del popolo
Luoghi iconici del patrimonio culturale iraniano che hanno resistito agli sconvolgimenti della storia sono stati duramente colpiti dalla guerra di USA e Israele, facendo infuriare la popolazione.
Come riporta il «New York Times», nella città di Isfahan i raid aerei israeliani hanno danneggiato diversi dei gioielli culturali più preziosi dell'Iran: il Palazzo Ali Qapu e il palazzo e il giardino di Chehel Sotoun, risalenti alla dinastia safavide del XVII secolo, hanno subito gravi danni, stando alle foto e video pubblicati dal ministero della cultura iraniano.
L'onda d'urto di lunedì ha anche fatto crollare le piastrelle turchesi dell'iconica Moschea Jameh, ritenuta un gioiello dell'architettura persiana e islamica.
Solo una settimana prima il palazzo Golestan, risalente al XIV secolo e divenuto in seguito la sede della dinastia Qajar, è stato gravemente danneggiato durante un attacco a una stazione di polizia nel centro di Teheran.
Gli scatti dei siti storici distrutti dai missili hanno scatenato la rabbia di molti iraniani, che in interviste e post sulle reti sociali si chiedono come la guerra, presumibilmente condotta contro il governo e l'esercito della Repubblica islamica, abbia finito per colpire la loro identità culturale.
«Per me i monumenti antichi sono importanti quanto le vite umane, perché mi collegano al passato - ha spiegato in un post Mojtaba Najafi, eminente studiosa e ricercatrice iraniana - la loro distruzione significa che la mia memoria viene demolita».
Mentre una portavoce dell'Unesco, Monia Adjiwanou, ha fatto sapere che l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura «è profondamente preoccupata per le segnalazioni di distruzione che stanno colpendo i siti del patrimonio culturale in Medio Oriente, in particolare in Iran e nei paesi limitrofi».
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17:18
Iran: «Non stiamo minando lo Stretto di Hormuz»
L'Iran non sta minando lo Stretto di Hormuz: ad affermarlo è il viceministro degli esteri di Teheran, Majid Takht-Ravanchi in un'intervista all'AFP in cui gli è stato chiesto delle notizie secondo cui la Repubblica islamica avrebbe posato mine nella via d'acqua strategica. «Assolutamente no. Questo non è vero», ha detto Takht-Ravanchi.
L'Iran ha permesso alle navi di alcuni paesi di attraversare lo Stretto di Hormuz, ha aggiunto il viceministro: «alcuni paesi ci hanno già parlato della possibilità di attraversare lo stretto e abbiamo collaborato con loro».
«Riteniamo che i paesi che hanno aderito all'aggressione non dovrebbero beneficiare di un passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz», ha sottolineato.
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16:20
Ancora 1900 turisti svizzeri bloccati in Medio Oriente
Circa 1900 turisti svizzeri sono tuttora bloccati in vari paesi del Medio Oriente in seguito alla guerra scatenata dall'attacco israelo-statunitense contro l'Iran.
Il dato, aggiornato ad oggi a mezzogiorno dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), corrisponde alle persone registrate su Travel Admin, l'applicazione del DFAE pensata per aiutare i cittadini a spostarsi in modo più sicuro e organizzato.
La maggior parte dei viaggiatori elvetici, ovvero 1100, si trova negli Emirati Arabi Uniti, 230 sono in Oman e 190 in Qatar.
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15:40
Colpita Gerusalemme vicino alla città vecchia
«Il regime iraniano sta lanciando missili su Gerusalemme, uno di questi ha colpito a poche centinaia di metri dalla Città Vecchia, dal Muro del Pianto, dalla Moschea di al-Aqsa e dalla Chiesa del Santo Sepolcro». Lo scrive su X il ministero degli esteri israeliano postando il video del luogo colpito dall'ordigno iraniano.
«Proteggere le vite e la sicurezza dei fedeli viene prima di tutto. Ecco perché la preghiera in tutti i luoghi sacri è stata temporaneamente sospesa», aggiunge il messaggio.
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15:00
Mojtaba Khamenei: «Noi non ci ritireremo mai»
«Noi non ci ritireremo mai. Vendicheremo il sangue dei nostri martiri, vendicheremo il sangue di tutti i nostri cittadini. I nostri nemici pagheranno il prezzo, perché ci sarà una vendetta». Lo ha detto la nuova Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei.
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14:02
Swiss sospende i voli per Dubai fino al 28 marzo
La guerra in Medio Oriente continua a sconvolgere il traffico aereo internazionale: Swiss si vede così costretta a prolungare la sospensione dei suoi voli per Dubai fino al 28 marzo.
In un comunicato la compagnia aerea elvetica motiva la decisione con le significative riduzioni del traffico imposte dalle autorità aeroportuali della città degli Emirati Arabi Uniti (EAU), alle prese con gravi limitazioni legate al conflitto in corso.
Inizialmente, i collegamenti erano stati cancellati fino al 15 marzo. Il prolungamento della sospensione riguarda tutti i vettori del gruppo Lufthansa, che oltre a Swiss comprende Lufthansa, ITA Airways, Austrian Airlines ed Eurowings.
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12:26
Stanotte il più vasto attacco di Hezbollah su Israele
L'esercito israeliano ha dichiarato che Hezbollah ha lanciato nella notte circa 200 razzi contro Israele, in quello che ha descritto come la «più grande raffica» di raid del gruppo libanese dall'inizio della guerra.
«Hezbollah ha programmato un attacco simultaneo con l'Iran lanciando razzi e droni contro città e comunità in tutto Israele. I numeri (sono) di circa 200 razzi, circa 20 droni sommati ai missili balistici lanciati dall'Iran nello stesso momento», ha dichiarato il portavoce militare Nadav Shoshani, ai giornalisti in un briefing. «Si è trattato del più grande bombardamento di Hezbollah» dall'inizio della guerra.
L'esercito israeliano ha poi annunciato di aver colpito un sito in Iran, che a suo dire sarebbe utilizzato dalla Repubblica Islamica per sviluppare armi nucleari.
«L'aeronautica militare israeliana, agendo su precise informazioni di intelligence delle Idf, ha colpito un ulteriore sito del programma nucleare iraniano», ha dichiarato l'esercito, sostenendo che «il complesso di Taleghan è stato utilizzato dal regime per sviluppare capacità critiche per lo sviluppo di armi nucleari».
Il complesso di Taleghan si riferisce probabilmente a una struttura a Parchin, a sud-est di Teheran, dove il think tank statunitense Institute for Science and International Security, che monitora il programma nucleare iraniano, ha recentemente affermato che la Repubblica Islamica conduce attività militari segrete.
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11.31
Onu: «La guerra ha provocato tre milioni di sfollati in Iran»
Fino a 3,2 milioni di persone sono sfollate in Iran da quando è scoppiata la guerra quasi due settimane fa. Lo ha dichiarato l'Unhcr, l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati.
«Secondo le valutazioni preliminari, tra 600.000 e un milione di famiglie iraniane sono ora temporaneamente sfollate in Iran a causa del conflitto in corso, il che rappresenta fino a 3,2 milioni di persone», ha dichiarato Ayaki Ito, a capo del team di supporto alle emergenze dell'Unhcr e coordinatore della risposta ai rifugiati per l'emergenza in Medio Oriente.
«È probabile che questa cifra continui ad aumentare con il perdurare delle ostilità».
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11.07
Aie: «Produzione di petrolio nel Golfo giù di 10 milioni barili al giorno»
La guerra in Medio Oriente sta causando la «più grande interruzione dell'approvvigionamento nella storia del mercato petrolifero globale», costringendo i produttori di petrolio del Golfo a tagliare la produzione. Lo indica l'Agenzia internazionale per l'energia (Aie).
Nel suo ultimo rapporto mensile, l'Aie riferisce che la produzione di greggio è attualmente in calo di almeno 8 milioni di barili al giorno, con ulteriori 2 milioni di barili al giorno bloccati relativi ai prodotti petroliferi, inclusi i condensati, un volume pari a quasi il 10% della domanda mondiale.
Intanto la decisione dell'Aie di svincolare le riserve globali di petrolio per fronteggiare gli effetti della guerra in Iran ha avuto un «forte impatto» sui mercati energetici, ha detto il direttore esecutivo Fatih Birol in conferenza stampa a Istanbul. I mercati energetici globali si trovano ora in un «punto di svolta critico», ha aggiunto.
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10.37
Massiccia esplosione in un impianto nucleare iraniano di Fordow
Una forte esplosione nell'impianto nucleare iraniano di Fordow viene riferita dalla tv pubblica israeliana Kan che cita un report saudita.
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09.57
Hezbollah: «Siamo in una nuova fase, pronti a una lunga guerra»
Una fonte politica di alto rango di Hezbollah ha affermato all'agenzia italiana ANSA che il movimento armato filo-iraniano è entrato «in una nuova fase della guerra» col lancio nella notte di «150 missili» verso Israele.
«Siamo pronti a ogni scenario e preparati a una lunga guerra», ha detto la fonte contattata telefonicamente ma che preferisce rimanere anonima, perché non autorizzata a parlare con i media. «Per noi è una guerra esistenziale contro il nemico», ha ribadito la fonte.
Hezbollah si prepara a una lunga guerra. sda -
09.27
Le compagnie aeree alzano i prezzi, sale il supplemento carburante
Le conseguenze del conflitto in Medio Oriente e l'impennata dei prezzi del petrolio si fanno sentire anche sulle compagnie aeree internazionali che annunciano un aumento dei biglietti, con un rincaro della componente carburante.
Cathay Pacific ha reso noto che raddoppierà il supplemento sulla maggior parte delle sue rotte. La compagnia ha pubblicato un elenco dettagliato delle rotte interessate in un comunicato.
Ieri Aerolineas Argentinas ha annunciato che applicherà temporaneamente un supplemento carburante sui biglietti per i voli nazionali e internazionali, che varierà da 10 a 50 dollari a tratta. Ed anche Qantas e Air India hanno programmato un aumento delle tariffe per tenere conto dell'impennata delle quotazioni.
Il prezzo medio mondiale del carburante per aerei ha raggiunto lunedì i 173,91 dollari al barile, secondo l'indice di riferimento Platts, quasi il doppio rispetto ai livelli di gennaio e ben al di sopra del prezzo del petrolio greggio.
Da parte sua ieri Swiss aveva fatto sapere che rinuncia per ora ad aumentare il suo supplemento carburante.
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08.39
L'Australia invierà un aereo militare di sorveglianza in Medio Oriente
L'Australia invierà un aereo militare di sorveglianza avanzata e missili aria-aria nel Medio Oriente nel tentativo di rafforzare la difesa delle infrastrutture civili, mentre prosegue il conflitto nella regione.
L'annuncio è stato dato oggi dal primo ministro Anthony Albanese, che ha sottolineato il carattere esclusivamente difensivo della missione.
Il velivolo scelto è un E-7A Wedgetail, uno dei sistemi di allerta precoce e comando aereo più avanzati al mondo. A bordo dell'aereo saranno impiegati circa 85 militari australiani.
Obiettivo principale è contribuire alla sicurezza dei paesi del Golfo colpiti da attacchi iraniani con missili e droni. Tra i paesi interessati figurano Emirati Arabi Uniti, Qatar, Kuwait e Arabia Saudita.
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08.27
Gli USA preleveranno 172 milioni barili di petrolio dalle riserve strategiche
Gli Stati Uniti preleveranno 172 milioni di barili di petrolio dalle riserve strategiche per ridurre il costo della benzina aumentato in seguito alla guerra in Iran.
Lo ha annunciato il dipartimento dell'Energia dopo che Donald Trump aveva fatto sapere che avrebbe sfruttato «un po'» le riserve strategiche.
I 172 milioni di barili della riserva strategica di petrolio saranno messi a disposizione «a partire dalla prossima settimana» e ci vorranno circa «120 giorni per finire» l'operazione , ha precisato il dipartimento in un post su X accusando l'Iran di manipolare e minacciare «la sicurezza energetica dell'America e dei suoi alleati».
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08.13
Trump: «Potrei distruggere tutte le infrastrutture in Iran, ma non voglio»
Donald Trump ha avvertito che potrebbe «distruggere tutte le infrastrutture, le linee elettriche» dell'Iran «ma non voglio».
Parlando con i giornalisti a Washington di ritorno dal Kentucky il presidente americano è sembrato assumere una posizione diversa rispetto ad Israele. «Gli ci vorrebbero poi 25 anni per ricostruire tutto, non voglio farlo», ha precisato.
Trump ha continuato a ripetere che lo stretto di Hormuz è al sicuro. «È in ottima forma, abbiamo distrutto tutte le navi», ha detto il presidente americano.
Il prezzo del petrolio sta scendendo, ma gli Stati Uniti devono «finire il lavoro» in Iran, aveva in precedenza dichiarato il presidente Usa. «Non smetteremo finché il lavoro non sarà finito», ha aggiunto. «Il lavoro sarà finito molto in fretta».
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08.00
Riapriamo il nostro live ticker
Buongiorno! Riprende il live ticker di blue News sulla guerra in Medio Oriente con tutti gli aggiornamenti della giornata.
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22.35
Chiudiamo il nostro live ticker
Il nostro impegno quotidiano nel tenervi informati sui maggiori sviluppi della guerra di Israele e Stati Uniti contro l'Iran si chiude qui.
Riprenderà giovedì mattina. Grazie per averci letto. Con il piacere di ritrovarvi ancora sulle nostre pagine vi auguriamo una buona serata e una buona notte.
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22.34
Trump cambia il numero dei posamine iraniani distrutti, ora sono 31
Poco dopo aver dichiarato che gli Stati Uniti hanno distrutto 28 navi posamine iraniane, Donald Trump ha cambiato la cifra.
Durante un evento in Kentucky il presidente ha, infatti, detto che l'esercito americano ha distrutto «31» posamine.
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22.33
Trump insiste: «Gli Usa devono finire il lavoro in Iran, finirà presto»
Il prezzo del petrolio sta scendendo, ma gli Stati Uniti devono «finire il lavoro» in Iran.
Lo ha detto Donald Trump in Kentucky. «Non smetteremo finché il lavoro non sarà finito», ha aggiunto presidente assicurando che. «il lavoro sarà finito molto in fretta».
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22.30
Il G7: «Obiettivo ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz»
«I leader del G7 hanno convenuto di avviare un coordinamento con l'obiettivo di prepararsi per ripristinare la libertà di navigazione nella regione», lanciando un'iniziativa «per esplorare la possibilità di scorte alle navi quando ci saranno le condizioni di sicurezza»: lo si legge nel comunicato finale della presidenza del G7, diffuso in serata dall'Eliseo, dopo la riunione di oggi in videoconferenza dei leader del gruppo.
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22.24
Qatar: «Dall'Iran nove missili balistici e droni sul nostro territorio»
Il ministero della Difesa del Qatar ha annunciato che l'Iran ha lanciato nove missili balistici e diversi droni sul suo territorio.
In un post su X, si legge che le forze armate «hanno intercettato con successo tutti i droni» e otto missili, mentre il restante è caduto in una zona disabitata. Lo riporta il Guardian.
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22.20
Trump: «Abbiamo vinto la guerra contro l'Iran in un'ora»
«Abbiamo vinto la guerra contro l'Iran in un'ora». Lo ha detto Donald Trump ad un evento in Kentucky elogiando il nome dell'operazione militare ‹Epic fury›.
«E' un nome bellissimo, solo se vinci. Ma noi abbiamo vinto», ha sottolineato il presidente americano.
«Abbiamo dovuto fare un'escursione, un viaggetto per liberarci di gente molto malvagia», ha aggiunto il tycoon.
«Hanno ucciso la nostra gente. Volevano conquistare il Medio Oriente. Stavano per colpire Israele» e ora «non hanno idea di cosa è capitato loro», ha sottolineato.
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21.55
L'Egitto agli Stati Uniti: «Evitare che il conflitto dilaghi»
L'Egitto ha rivolto oggi un appello agli Stati Uniti affinchè il conflitto in atto in Medio Oriente non si estenda nella regione e sia favorita una de-escalation delle tensioni.
Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty ne ha parlato nel corso di una telefonata con il consigliere senior del Presidente degli Stati Uniti per gli Affari Arabi e Africani, Massad Boulos.
Nel corso del colloquio sono stati esaminati gli ultimi sviluppi di tutte le crisi in atto, dal Sudan alla Libia, dalla regione dei Grandi Laghi alla Repubblica Democratica del Congo orientale e nel Corno d'Africa, nonché della sicurezza idrica dell'Egitto.
Abdelatty – informa una nota del ministero – «ha sottolineato la necessità di sforzi concertati a livello regionale e internazionale per disinnescare le tensioni e dare priorità a soluzioni politiche e diplomatiche per contenere l'escalation e impedire che il conflitto si estenda ulteriormente nella regione».
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21.35
Gli Stati Uniti: «Rischio che Iran attacchi i nostri impianti di petrolio in Iraq›»
L'ambasciata statunitense a Baghdad ha avvertito oggi che l'Iran e i gruppi armati iracheni sostenuti da Teheran potrebbero prendere di mira gli impianti petroliferi di proprietà statunitense in Iraq.
«L'Iran e le milizie terroristiche filo-iraniane potrebbero pianificare di colpire le infrastrutture petrolifere ed energetiche di proprietà statunitense in Iraq», ha dichiarato l'ambasciata su X.
Diversi giacimenti e impianti petroliferi in Iraq sono stati colpiti da droni dall'inizio della guerra in Medio Oriente.
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20.45
Il Consiglio Sicurezza dell'Onu condanna gli attacchi dell'Iran ai Paesi del Golfo
Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha approvato la risoluzione proposta dal Bahrein che «condanna con la massima fermezza i gravi attacchi dell'Iran contro i territori di Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Giordania.»
«Ha chiesto l'immediata cessazione di tali attacchi e stabilisce che costituiscono una violazione del diritto internazionale e una grave minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale».
Il testo – approvato con 13 voti a favore e due astenuti (Russia e Cina) – ha avuto 135 co-sponsor tra cui gli Usa.
La risoluzione adottata dal Consiglio di Sicurezza Onu ribadisce «il fermo sostegno all'integrità territoriale, alla sovranità e all'indipendenza politica» dei Paesi sopra citati e «condanna gli attacchi ad aree residenziali e obiettivi civili».
Il testo invita poi l'Iran a rispettare pienamente i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale.
E infine condanna qualsiasi azione o minaccia da parte di Teheran volta a chiudere, ostacolare o altrimenti interferire con la navigazione internazionale attraverso lo Stretto di Hormuz.
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19.40
Otto morti in un attacco israeliano nel sud del Libano
Almeno otto persone sono state uccise mercoledì in un altro attacco israeliano nel sud del Libano, secondo il Ministero della sanità.
«Il bilancio provvisorio delle vittime dell’attacco israeliano alla città di Tibnine, nel distretto di Bint Jbeil, è di otto persone», ha annunciato in un comunicato. Secondo l’Agenzia nazionale di informazione (Ani), l’attacco ha preso di mira un edificio occupato da sfollati e tra le vittime ci sono cinque membri della stessa famiglia.
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19.16
Media israeliani parlano di allarmi nel centro del Paese
I media israeliani riferiscono che nella regione centrale del Paese, a Gerusalemme, negli insediamenti di Lachish e anche nel Mar Morto sono stati attivati allarmi per il lancio di missili e razzi dall’Iran.
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19.12
Bucarest autorizza l'utilizzo delle sue basi da parte degli aerei statunitensi
Mercoledì la Romania ha autorizzato gli Stati Uniti a utilizzare le basi aeree sul proprio territorio per rifornire di carburante gli aerei coinvolti nel conflitto in Medio Oriente.
Il Parlamento di questo Paese membro della NATO ha approvato nel tardo pomeriggio a larga maggioranza la proposta in tal senso del Consiglio di difesa nazionale convocato in precedenza dal presidente rumeno Nicusor Dan, senza che il testo classificato come segreto militare fosse reso pubblico.
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18.39
L'Iran minaccia: «Colpiremo porti regionali se attaccati i nostri›»
Le forze armate iraniane hanno minacciato di colpire i porti del Medio Oriente se i loro porti venissero attaccati da Israele e Stati Uniti, ha riferito la televisione di Stato.
«Se i nostri porti e i nostri moli saranno minacciati, tutti i porti e i moli della regione diventeranno obiettivi legittimi», ha dichiarato un portavoce delle forze armate, come riportato dai media.
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18.00
Iraniani rivendicano cyber attacco contro grande gruppo tecnologico medico statunitense
Un gruppo di hacker legato all'Iran ha rivendicato la responsabilità di un attacco informatico di vasta portata contro il gigante Usa della tecnologia medica Stryker, affermando di aver cancellato oltre 200.000 sistemi ed estratto 50 terabyte di dati in rappresaglia per gli attacchi militari contro l'Iran.
«La nostra importante operazione informatica è stata eseguita con pieno successo», ha dichiarato Handala in una nota, descrivendo l'operazione come una ritorsione per quello che ha definito «il brutale attacco alla scuola Minab» e per i «continui attacchi informatici contro le infrastrutture dell'Asse della Resistenza».
Il gruppo ha affermato di aver fatto chiudere gli uffici Stryker in 79 paesi e che tutti i dati estratti erano «ora nelle mani dei popoli liberi del mondo».
Ha, inoltre, lanciato un avvertimento ai «leader sionisti e le loro lobby», aggiungendo: «Questo è solo l'inizio di un nuovo capitolo nella guerra informatica».
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17.50
«L'Iran ha piazzato circa una dozzina di mine a Hormuz»
L'Iran ha piazzato circa una dozzina di mine nello Stretto di Hormuz, in una mossa che probabilmente complicherà la riapertura dello stretto. Lo scrive Reuters online citando due fonti a conoscenza della questione.
Una fonte ha affermato che l'ubicazione della maggior parte delle mine è nota, ma si è rifiutata di spiegare come gli Stati Uniti intendano gestirle.
L'attività di dispiegamento mine non è ancora estesa, riferiscono altre fonti alla Cnn, aggiungendo che Teheran detiene ancora oltre l'80-90% delle sue piccole imbarcazioni e dei suoi posamine, quindi le sue forze potrebbero facilmente piazzarne a centinaia.
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17.20
Macron: «le capacità militari dell'Iran non sono state ridotte a zero»
il presidente francese Macron - dopo la videoconferenza con i leader del G7 - ha avvertito che gli attacchi israelo-statunitensi non hanno eliminato le capacità militari dell’Iran, e ha chiesto a Donald Trump di «chiarire i suoi obiettivi finali e il ritmo» delle operazioni.
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17.15
Lo Stretto di Hormuz è chiuso ma almeno sei navi sono riuscite a passare
Secondo i dati di MarineTraffic esaminati dalla CNN, dal 6 marzo scorso almeno sei navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz, la maggior parte delle quali ha disattivato i segnali di localizzazione marittima per nascondere la posizione reale.
Tra le navi si contano tre portarinfuse - una delle quali battente bandiera giordana - e tre petroliere battenti bandiere iraniana, liberiana e di Palau.
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17.10
L'esercito statunitense avverte i civili di allontanarsi dai porti dello Stretto di Hormuz
Il Comando centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha avvertito del rischio possibili attacchi ai porti civili iraniani lungo lo Stretto di Hormuz, invitando i civili iraniani ad allontanarsi «subito» da tutte le strutture portuali.
«Il regime iraniano sta utilizzando i porti civili lungo lo Stretto di Hormuz per condurre operazioni militari che minacciano il traffico marittimo internazionale», si legge in una nota pubblicata sui social media.
Questa «pericolosa azione», sottolinea il Centcom, «mette a rischio la vita di persone innocenti. I porti civili utilizzati per scopi militari perdono lo status di protezione e diventano legittimi obiettivi militari ai sensi del diritto internazionale».
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L'UE fornirà 100 milioni di euro in aiuti umanitari al Libano
La presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen ha annunciato che l’UE intende fornire 100 milioni di euro in aiuti umanitari al Libano, dopo una telefonata con il presidente libanese Joseph Aoun.
«Dobbiamo garantire un Libano sovrano e stabile per il suo popolo», ha scritto sulla piattaforma X.
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17.00
Travel Admin: 1'950 cittadini svizzeri si trovano ancora in Medio Oriente
Il numero di viaggiatori svizzeri registrati sull’app Travel Admin dopo l’offensiva israelo-statunitense contro l’Iran, è diminuito a circa 1’950 persone.
1’100 di loro - secondo i dati dell’app - si trovano negli Emirati arabi uniti. Tra gli altri registrati, figurano 200 persone in Qatar, 250 in Oman e 140 in Israele.
La compagnia aerea Swiss aveva annunciato lunedì, di prolungare la sospensione dei voli verso Dubai fino al 15 marzo incluso, e verso Tel Aviv fino al 2 aprile incluso.
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16.45
Ripresi alcuni voli dall'Egitto al Medio Oriente
La compagnia di bandiera Egyptair sta riprendendo gradualmente i voli per Dubai, Dammam, e gli Emirati arabi uniti. Lo hanno deciso le autorità competenti, in costante contatto con il governo egiziano.
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16:23
Macron al G7: «Riaprire la navigazione a Hormuz il più presto possibile»
Il presidente francese, Emmanuel Macron, aprendo la videoconferenza dei leader del G7 sulla crisi in Medio Oriente, ha sottolineato la necessità di «ripristinare la libertà navigazione nello stretto di Hormuz il più presto possibile». Le immagini dell'intervento di Macron sono state pubblicate sul profilo X dell'Eliseo.
Macron, commentando la decisione di svincolare 400 milioni di barili annunciata dall'Agenzia internazionale per l'Energia (Aiea) di Parigi, ha detto che questo «corrisponde più o meno a 20 giorni di volumi esportati attraverso lo stretto di Hormuz».
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16.02
I pasdaran rivendicano: «Colpite due navi nello Stretto di Hormuz»
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno rivendicato di aver colpito due navi nello Stretto di Hormuz: una battente bandiera della Liberia, la Express Room, e la portarinfuse thailandese Mayuree Naree.
«La nave liberiana, di proprietà di Israele, non ha prestato attenzione agli avvertimenti delle nostre forze navali ed è stata fermata dopo essere stata colpita - affermano i pasdaran in un comunicato -. La seconda nave, la portarinfuse Mayuree Naree che ha tentato di passare illegalmente lo Stretto, è stata presa di mira anche lei dopo gli avvertimenti delle forze navali».
«Lo Stretto di Hormuz è indubbiamente sotto la gestione delle forze navali delle Guardie: gli aggressori, gli Stati Uniti e i loro alleati, non hanno il diritto di attraversarlo», conclude la nota.
Secondo l'agenzia marittima britannica Ukmto, sono almeno tre le navi colpite oggi nelle acque a ridosso di Hormuz. La Marina thailandese ha confermato l'attacco alla Mayuree Naree, che era partita da un porto degli Emirati, aggiungendo che 20 marinai erano stati tratti in salvo dalla Marina dell'Oman, mentre tre risultano dispersi.
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15.55
Trump: «La guerra in Iran finirà presto, non c'è più niente da colpire»
Donald Trump sostiene che «la guerra con l'Iran finirà presto». «Non c'è praticamente più niente da bombardare», ha detto il presidente americano in un'intervista ad Axios.
«La guerra sta andando alla grande. Siamo molto in anticipo sui tempi previsti. Abbiamo causato più danni di quanto pensassimo possibile, anche nel periodo iniziale di sei settimane», ha dichiarato Trump ad Axios sostenendo che «quando voglio che finisca, finirà».
«Cercavano di colpire il resto del Medio Oriente. Stanno pagando per 47 anni di morte e distruzione che hanno causato. Questa è una vendetta. Non se la caveranno così facilmente», ha aggiunto il presidente americano.
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15.47
La IEA sblocca 400 milioni di barili di riserve petrolifere
I paesi membri dell'Agenzia Internazionale per l'Energia (Iea) hanno concordato all'unanimità di rilasciare 400 milioni di barili di petrolio dalle loro riserve di emergenza per compensare l'impatto sui mercati derivante dal conflitto in Medio Oriente e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz.
«I paesi membri dell'Aie hanno deciso all'unanimità di avviare il più grande rilascio di riserve petrolifere di emergenza nella storia della nostra agenzia», ha annunciato mercoledì il direttore esecutivo dell'Aie, Fatih Birol.
Con il rilascio di questi 400 milioni di barili di petrolio, più del doppio del precedente intervento record dell'agenzia all'inizio della guerra in Ucraina, quando rilasciò 182 milioni di barili di greggio, l'agenzia mira a compensare la perdita di approvvigionamento dovuta all'effettiva chiusura dello Stretto di Hormuz.
Tuttavia, pur sottolineando l'importanza della misura annunciata per alleviare gli impatti immediati della crisi sui mercati, Birol ha sottolineato che la cosa più importante per ripristinare la stabilità dei flussi di petrolio e gas «è la ripresa del transito attraverso lo Stretto di Hormuz».
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15.11
Teheran: «Preparatevi al petrolio a 200 dollari al barile»
«Preparatevi al raggiungimento dei 200 dollari al barile perché il prezzo del petrolio dipende dalla sicurezza regionale che avete destabilizzato». L'avvertimento a Usa e Israele arriva dalle forze armate iraniane, nel pieno della crisi lungo lo Stretto di Hormuz.
«Non permetteremo che nemmeno un litro di petrolio raggiunga gli Stati Uniti, Israele e i loro partner. Qualsiasi nave o petroliera diretta a loro sarà un obiettivo legittimo», ha ribadito Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando militare di Teheran, aggiungendo che Washington non sarà in grado di controllare i prezzi. Lo riporta al Jazeera.
Intanto i 32 Paesi membri dell'Agenzia internazionale dell'energia hanno concordato all'unanimità di mettere a disposizione del mercato 400 milioni di barili di petrolio dalle loro riserve di emergenza, per affrontare le perturbazioni dei mercati petroliferi causate dalla guerra in Medio Oriente. Lo annuncia la stessa Aie.
Si tratta di un volume record, più del doppio rispetto ai 182 milioni di barili rilasciati dai Paesi membri dell'agenzia dopo l'invasione russa dell'Ucraina nel 2022.
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14.52
Klm cancella tutti i voli per Dubai fino al 28 marzo
La compagnia aerea olandese Klm ha annunciato la cancellazione di tutti i voli per Dubai fino al 28 marzo compreso a causa della guerra in Iran.
«La sicurezza dei nostri passeggeri e dell'equipaggio è sempre la nostra massima priorità», ha affermato il vettore in una nota, aggiungendo di restare disponibile ad aiutare nel rimpatrio dei passeggeri bloccati.
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14.36
Il DFAE ha deciso di chiudere temporaneamente l'ambasciata svizzera a Teheran
Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha deciso di chiudere temporaneamente l'ambasciata elvetica a Teheran. La guerra in atto costituisce un crescente rischio per la sicurezza. L'ambasciatore e cinque collaboratori svizzeri hanno lasciato oggi l'Iran via terra e si trovano ora al sicuro fuori dal paese.
A causa degli attacchi degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran e di quelli iraniani contro vari paesi del Medio Oriente, la sicurezza del personale della missione diplomatica non può più essere garantita, indica il DFAE in una nota odierna.
Quattro membri svizzeri del personale avevano già lasciato il paese il 3 marzo. Le sei persone rimanenti, tra cui l'ambasciatore Olivier Bangerter, sono partiti oggi. Il personale tornerà a Teheran non appena la situazione lo consentirà.
Sia gli Stati Uniti che l'Iran sono stati informati della chiusura temporanea della rappresentanza e della partenza del suo personale svizzero. La Confederazione rimane a disposizione per trasmettere le comunicazioni che le parti coinvolte nel conflitto ritengono utili. Il mandato in qualità di potenza protettrice, nell'ambito del quale la Svizzera rappresenta gli interessi degli Stati Uniti nei confronti dell'Iran, può essere esercitato anche al di fuori della regione.
Per conto delle autorità di Washington, il DFAE tiene informati i cittadini statunitensi in Iran sui rischi e sulle misure da adottare attraverso il sito internet della Sezione degli interessi stranieri.
Le condizioni di sicurezza sono peggiorate dopo l'operazione militare di Stati Uniti e Israele. sda -
13.58
Teheran: «Ogni nave d'Israele e USA è un obiettivo legittimo»
«Qualsiasi nave appartenga agli Stati Uniti, a Israele o trasporti petrolio di loro proprietà sarà un obiettivo legittimo delle forze armate iraniane nello Stretto di Hormuz».
Lo ha dichiarato il quartier generale centrale iraniano di Khatamolanbia, il comando combattente unificato delle forze armate.
«Non permettiamo nemmeno a un singolo litro di petrolio di passare attraverso lo Stretto di Hormuz». Il quartier generale ha aggiunto nella sua dichiarazione che ogni nave che trasporta petrolio ad alleati degli Stati Uniti o di Israele sarà un obiettivo legittimo dell'Iran.
«Non si possono abbassare i prezzi del petrolio e dell'energia con la respirazione artificiale», ha sottolineato la dichiarazione, aggiungendo: «La politica del contrattacco è finita; d'ora in poi la nostra politica sarà un colpo dopo l'altro».
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13.45
Katz: «L'operazione in Iran continua senza limiti di tempo»
«''L'operazione guidata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump e dal primo ministro Benjamin Netanyahu continuerà senza limiti di tempo, finché non raggiungeremo tutti gli obiettivi e non vinceremo la campagna"».
Lo ha affermato il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, a seguito di una valutazione della situazione tenutasi nel quartier generale della Difesa, insieme al capo di stato maggiore, il capo dell'intelligence militare e il capo del comando del fronte interno, tra gli altri.
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13:09
«L'Iran non parteciperà ai Mondiali di calcio negli USA»
Il ministro dello Sport iraniano esclude la partecipazione del suo Paese ai Mondiali di calcio negli Usa. Lo riporta la Frankfurter Allgemeine Zeitung (Faz), in un articolo sulla posizione di Donald Trump, che assicura che la squadra potrà partecipare.
«Dal momento che questo governo corrotto ha assassinato il nostro leader, non abbiamo alcuna intenzione di partecipare ai Mondiali», ha affermato il ministro Ahmad Donjamali in tv, sottolineando le «misure malvagie intraprese contro l'Iran».
«Ci sono state imposte due guerre in otto o nove mesi e diverse migliaia dei nostri cittadini sono stati uccisi». «Non abbiamo assolutamente alcuna possibilità di partecipare».
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12.47
La Germania libera parte delle riserve del petrolio nazionale
La Germania sta liberando parte delle riserve petrolifere nazionali. Lo scrive la Dpa.
Il motivo è il notevole aumento dei prezzi del petrolio e del carburante a causa della guerra in Iran, che ha spinto i Paesi del G7 a discutere la possibilità di liberare le riserve.
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11.30
Una fregata missilistica italiana nell'area di Cipro per difendere l'isola
La fregata missilistica ‹Federico Martinengo›, la nave della Marina militare italiana partita dal porto di Taranto venerdì, è giunta nell'area di Cipro, per la difesa dell'isola.
La fregata ha a bordo oltre 160 militari italiani, per un'operazione che avviene nell'ambito di un assetto in coordinamento tra Italia, Spagna, Francia e Olanda. La fregata si è ricongiunta la gruppo della portaerei francese Charles De Gaulle.
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10.51
«In Libano 588 persone uccise da Israele e 753mila sfollati»
Sono 588 persone, tra cui civili, inclusi donne e bambini, gli uccisi da Israele in 10 giorni di guerra in Libano. Lo riferisce il ministero della sanità libanese, fornendo le cifre degli sfollati dallo scoppio del nuovo round del conflitto armato tra Hezbollah e Israele: 735mila persone in Libano hanno dovuto abbandonare le loro case nell'arco di dieci giorni.
Ieri si sono registrate 28 persone uccise da Israele solo nel sud del Libano.
Secondo fonti mediche e soccorritori citati dai media, i bombardamenti hanno colpito diversi centri abitati mentre le squadre di emergenza continuano a cercare persone disperse sotto le macerie degli edifici distrutti.
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10.26
L'agenzia marittima britannica: «Sono almeno tre le navi colpite oggi nello Stretto di Hormuz»
Almeno tre navi sono state colpite oggi nei pressi dello Stretto di Hormuz, diventato il principale punto strategico della guerra in Medio Oriente.
Una nave portacontainer, una nave cargo e una nave portarinfuse sono state colpite in successione da «proiettili sconosciuti», secondo l'agenzia marittima britannica Ukmto, che ha dichiarato di aver registrato 14 incidenti che hanno preso di mira navi dall'inizio della guerra in Medio Oriente, il 28 febbraio.
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10.13
Von der Leyen: 10 giorni guerra sono già costati all'UE 3 miliardi per l'energia
«Stiamo già vedendo l'impatto della situazione in Medio Oriente sull'energia. I nostri sforzi di diversificazione stanno dando risultati. Ma questo non significa che siamo immuni agli shock dei prezzi».
Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, alla plenaria dell'Europarlamento.
«Dall'inizio del conflitto i prezzi del gas sono aumentati del 50% e quelli del petrolio del 27%. Tradotto in euro: dieci giorni di guerra sono già costati ai contribuenti europei 3 miliardi di euro in più per le importazioni di combustibili fossili. Questo è il prezzo della nostra dipendenza», ha evidenziato.
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen (foto d'archivo) sda -
10.06
Il Libano: «Un attacco israeliano ha fatto 7 morti nell'est del Paese»
Un attacco aereo israeliano sulla valle della Bekaa, roccaforte di Hezbollah filo-iraniano nel Libano orientale, ha ucciso sette persone e ne ha ferite 18: lo ha annunciato il ministero della Salute libanese.
Secondo l'Agenzia di Stampa Nazionale, l'attacco ha preso di mira un'abitazione abitata da una famiglia di rifugiati siriani. L'esercito israeliano ha colpito la valle orientale della Bekaa, al confine con la Siria, dall'inizio della sua campagna aerea contro il Libano dieci giorni fa, e vi ha condotto due operazioni con elicotteri.
Edificio distrutto dai bombardamenti israeliani in Libano sda -
09.51
L'Iran avverte: «Colpiremo banche e centri economici di USA e Israele»
«Ieri sera, gli Stati Uniti e Israele hanno attaccato una banca in Iran. A seguito di azioni illegittime e non convenzionali nella guerra, il nemico ci ha lasciato le mani libere per colpire i centri economici e le banche appartenenti al regime sionista e agli Stati Uniti nella regione».
Lo ha dichiarato il quartier generale centrale di Khatamolanbia, il comando combattente unificato delle forze armate iraniane.
«Gli americani si aspettino le nostre dolorose contromisure», ha avvertito il comando, aggiungendo: «La popolazione della regione non dovrebbe rimanere entro un raggio di un chilometro dalle banche».
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09.37
Droni vicino all'aeroporto di Dubai, quattro feriti
Alcuni droni sono caduti vicino all'aeroporto di Dubai, ferendo quattro persone, ma il traffico aereo è proseguito normalmente: lo ha dichiarato il governo di Dubai, mentre l'Iran continua con gli attacchi contro i paesi del Golfo.
«Le autorità confermano che due droni sono caduti poco fa nei pressi dell'aeroporto internazionale di Dubai, provocando ferite lievi a due cittadini ghanesi e un cittadino bengalese, e ferite moderate a un cittadino indiano. Il traffico aereo è regolarmente operativo», si legge in una nota dell'ufficio stampa di Dubai.
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09.21
Carburanti: in Svizzera il diesel corre (+9%), mentre la benzina aumenta meno
Dallo scoppio della guerra in Iran il carburante diesel è diventato mediamente più caro dell'8,6% alla pompa, mentre per la benzina senza piombo 95 l'aumento si è limitato al 3,7%.
Sono le indicazioni che emergono dal radar dei prezzi del Touring Club Svizzero (TCS), uno strumento che si basa sulle segnalazioni degli utenti e che tiene conto di 3200 stazioni di servizio sul territorio nazionale.
Negli ultimi dieci giorni il conflitto in Iran ha causato forti turbolenze sui mercati energetici mondiali e le conseguenze si sono fatte sentire anche in Svizzera, ricorda il TCS in un comunicato odierno.
Il diesel è passato in media da 1,75 franchi il 28 febbraio a 1,90 franchi il 9 marzo, mentre la benzina 95 è salita in media a 1,70 franchi, con un un incremento di 6 centesimi; per la senza piombo 98 l'incremento è stato leggermente inferiore, pari al 3,4%, con un prezzo di 1,83 franchi.
La progressione più forte subita dal diesel si spiega con il fatto che questo carburante è maggiormente richiesto dall'industria, indicano gli esperti del TCS.
In pochi giorni i prezzi sono saliti in modo sensibile. sda -
09.01
Il petrolio ondeggia dopo l'Iea, Brent a 88 dollari
Il prezzo del petrolio ondeggia dopo che l'Agenzia internazionale per l'energia ha annunciato il maggiore rilascio di riserve della sua storia. Le quotazioni sono inizialmente scese per poi recuperare terreno.
Ora i futures sul Brent per maggio sono stabili a 87,7 dollari al barile, mentre quelli sul Wti per aprile guadagnano lo 0,53% a 83,89 dollari.
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08.53
Il figlio di Pezeshkian: «Mojtaba Khamenei è salvo nonostante le ferite»
Il figlio del presidente Masoud Pezeshkian ha affermato che il nuovo leader Mojtaba Khamenei è salvo nonostante sia rimasto ferito durante i raid americani-israeliani.
Pezeshkian ha scritto sul suo canale Telegram: «Ho saputo dell'infortunio del leader e ho contattato alcuni amici che avevano contatti e mi hanno detto che sta bene e che non ci sono problemi».
Sebbene le autorità abbiano mantenuto il silenzio sulla questione e non abbiano rilasciato alcuna dichiarazione sul motivo per cui non abbia tenuto alcun discorso, come è consuetudine, dopo la sua elezione a leader alcuni giorni fa, notizie non ufficiali circolate sui social media negli ultimi giorni hanno affermato che Khamenei è stato ricoverato al Sina Hospital, con gravi ferite alla gamba e all'addome, dopo essere stato preso di mira insieme alla sua famiglia durante gli attacchi USA-Israele del 28 febbraio, durante i quali suo padre, il defunto leader Ali Khamenei, e alcuni membri della famiglia sono stati uccisi.
Mojtaba Khamenei, nuova Guida suprema dell'Iran sda -
08.41
«Colpita una nave cargo nello Stretto di Hormuz»
Un proiettile sconosciuto ha colpito una nave cargo nello Stretto di Hormuz, strategico al confine con l'Iran, provocando un incendio e costringendo l'equipaggio a sfollare: lo ha fatto sapere un'agenzia per la sicurezza marittima britannica.
«È stato segnalato che una nave cargo è stata colpita da un proiettile sconosciuto nello Stretto di Hormuz, che ha provocato un incendio a bordo», ha dichiarato la United Kingdom Maritime Trade Operations.
In precedenza anche un'altra nave portacontainer nei pressi dello Stretto di Hormuz era stata colpita da un proiettile sconosciuto a 46 km (25 miglia nautiche) dalla costa degli Emirati Arabi Uniti, secondo quanto riportato dal monitoraggio marittimo del Regno Unito, citato dalla Bbc.
Il comandante della nave aveva dichiarato che la nave era stata danneggiata, ma tutti i membri dell'equipaggio sono sani e salvi, secondo l'UK Maritime Trade Operations. Non si conoscono dettagli sull'entità dei danni e le autorità britanniche stanno indagando sull'incidente.
Una nave portacontainer nei pressi dello Stretto di Hormuz (archivio) sda -
08.36
La Polizia iraniana: «Chi manifesta sarà trattato come un nemico»
Il capo della polizia iraniana ha avvertito che qualsiasi manifestante che sfidi le autorità sarà trattato come un «nemico», riporta l'Afp.
«Se qualcuno si mostra d'accordo con la volontà del nemico, non lo considereremo più un semplice manifestante, ma un nemico. E lo sottoporremo allo stesso trattamento di un nemico», ha dichiarato il capo della polizia nazionale Ahmad-Reza Radan in un commento trasmesso dalla televisione di stato IRIB.
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08.23
L'Iran: «Attacchi su larga scala su obiettivi USA e israeliani»
L'Iran afferma di aver effettuato attacchi su larga scala contro obiettivi statunitensi e israeliani. Lo riporta Afp che cita come fonti media statali iraniani.
«Le forze di difesa aerea dell'Arabia Saudita hanno distrutto sei missili iraniani lanciati in direzione della base aerea di Prince Sultan», ha da perte sua dichiarato il Ministero della Difesa in una nota, come riportato dalla Tass.
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08.11
Attacco aereo israeliano nel centro di Beirut
Un attacco aereo israeliano ha colpito il centro di Beirut, in Libano, per la seconda volta dall'inizio della guerra in Medio Oriente, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa ufficiale libanese.
Secondo la National News Agency, «il nemico ha preso di mira un appartamento nel quartiere di Aisha Bakkar», nel cuore della città. «I missili sono stati lanciati contro uno degli edifici a più piani dove è scoppiato l'incendio», ricostruisce una fonte riportata dalla Tass.
«Molto probabilmente, lo scopo del raid aereo era eliminare un membro della leadership di Hezbollah», aggiunge. Camion dei pompieri e ambulanze si stanno dirigendo verso il luogo dell'attentato.
Gli abitanti del quartiere non sono stati evacuati in anticipo. Aishat Bakkar ospita ora numerosi rifugiati che si sono trasferiti dal Libano meridionale dopo l'inizio dell'escalation militare.
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08.00
Si apre il live ticker
Buongiorno! Riprende il live ticker di blue News sulla guerra in Medio Oriente con tutti gli aggiornamenti della giornata.