L'ICE nel mirino La situazione negli USA può davvero essere paragonata ai primi giorni della Germania nazista?

Philipp Dahm

30.1.2026

Gli agenti dell'ICE sono stati paragonati ai gruppi paramilitari della Germania nazista. C'è un fondo di verità in questa accusa?
Gli agenti dell'ICE sono stati paragonati ai gruppi paramilitari della Germania nazista. C'è un fondo di verità in questa accusa?
IMAGO/Anadolu Agency

Gregory Bovino, capo della Border Patrol, si è lamentato in una conferenza stampa a Minneapolis del fatto che parte della stampa e dei manifestanti stanno paragonando l'ICE alla Gestapo chiamando gli agenti nazisti. Ma c'è della verità nell'accusa? Ecco tre aspetti che suggeriscono di sì.

Philipp Dahm

Hai fretta? blue News riassume per te

  • L'amministrazione statunitense e l'ICE, (l'Immigration and Customs Enforcement, è un'agenzia federale di polizia),in particolare sono state accusate di comportarsi come la Germania nazionalsocialista.
  • L'accusa sembrerebbe essere giustificata dall'estetica e dagli slogan, così come dal tono e dal linguaggio.
  • Inoltre Donald Trump ha trasformato l'ICE in un'enorme agenzia di sicurezza che usa come esercito privato e leva contro i suoi avversari.

L'estetica e gli slogan

«Ricorda chi sei» è lo slogan di un video diffuso dal dipartimento del lavoro degli Stati Uniti. Il padre fondatore George Washington entra nell'immagine dal basso, un suono ovattato rimbomba e le scene si susseguono rapidamente.

La guerra d'Indipendenza, i pionieri, la pubblicità dei titoli di guerra, il sogno americano sotto forma di coppie felici degli anni Cinquanta.

Il filmato però non è di quell'epoca, ma è stato pubblicato sul canale X del dipartimento del lavoro l'11 gennaio 2026. Si legge: «Una casa, un popolo, un'eredità - ricorda chi sei, americano».

Si avvicina allo slogan nazista: «Un popolo, un Reich, una guida».

E non si tratta di un incidente isolato: nella galleria d'immagini qui sotto sono raccolti altri otto esempi di post poco chiari sui social media da parte dell'amministrazione di Donald Trump.

Il tono e il linguaggio

In ottobre Robert De Niro ha parlato su MSNBC del principale consigliere di Trump, Stephen Miller. È una specie di Joseph Goebbels del gabinetto: «È un nazista. Sì, lo è, ed è ebreo - dovrebbe vergognarsi».

È discutibile se dare peso a ciò che una star hollywoodiana di 82 anni, che odia il presidente in carica, afferma sul suo leader di pensiero in materia di immigrazione.

Ma l'attore non è l' unico a fare il paragone tra il ministro della propaganda nazista e Miller: testate come il «The National» o «Watson» hanno sottolineato le similitudini.

Questo è dovuto principalmente a un discorso che il 40enne ha tenuto dopo l'omicidio dell'attivista di destra Charlie Kirk che, grazie alla sua retorica, ricorda lontanamente il discorso di Goebbels del 1943 al Palazzo dello Sport.

Anche se Miller non chiede se la gente vuole la «guerra totale», si abbandona a un pathos simile e demonizza i suoi avversari.

«La tempesta sussurra al guerriero: "Non puoi resistere alla mia forza". E il guerriero risponde: "Sono io la tempesta"», racconta Miller. «Noi siamo la tempesta e i nostri nemici non possono comprendere la nostra forza, la nostra determinazione, la nostra risolutezza, la nostra passione».

E ancora: «Il nostro lignaggio e la nostra eredità risalgono ad Atene, Roma, Philadelphia e Monticello. I nostri antenati hanno costruito le città», dice Miller.

«Erika, la vedova di Charlie Kirk, è sulle spalle dei guerrieri di migliaia di anni fa». Ai suoi avversari grida: «Voi non siete niente! Siete malizia, siete invidia, siete odio, non siete niente!».

Il discorso di Miller non è una stranezza.

A volte anche Trump e la sua amministrazione adottano termini che sono parole simbolo nei circoli di destra: «La posta in gioco non è mai stata così alta e l'obiettivo non è mai stato così chiaro: la remigrazione ora», chiede ad esempio il dipartimento della sicurezza nazionale su X il 28 novembre 2025.

Il termine «remigrazione» deriva in realtà dalle scienze sociali e si riferisce alle persone che tornano nel loro Paese d'origine dopo una vita lavorativa.

Gli estremisti di destra si sono riappropriati di questo termine in Europa da qualche tempo indicando l'espulsione forzata. Gli Stati Uniti stanno ora seguendo l'esempio.

Un post del dipartimento del lavoro dell'8 gennaio 2026: «Il globalismo ha fallito. L'americanismo prevarrà».
Un post del dipartimento del lavoro dell'8 gennaio 2026: «Il globalismo ha fallito. L'americanismo prevarrà».
Screenshot del 27.01.2026

Una storia simile si verifica con la parola «globalismo», il fratello cattivo della parola «globalizzazione», che critica la rete mondiale in quanto guidata esclusivamente dal mercato.

Gli estremisti di destra e gli antisemiti usano questo termine per incitare all'odio contro i «globalisti» e le «élite globaliste».

Nel post su X qui sopra, ad esempio, un utente fa il tifo per il segretario al commercio statunitense Howard Lutnick, che al WEF di Davos ha dichiarato che il globalismo ha fallito.

L'utente crede anche nelle teorie cospiratorie di destra: il mito di un governo unitario globale che sottomette tutte le nazioni e la favola del «Great Reset», in cui le nazioni vengono mescolate per consentire il dominio mondiale delle élite.

L'agenzia di sicurezza onnipotente

Se dieci anni fa il bilancio annuale dell'autorità per l'immigrazione ICE era inferiore a sei miliardi di dollari, oggi è di 85 miliardi di dollari grazie alla cosiddetta Big Beautiful Bill, come calcola NPR.

Si tratta di una cifra superiore a quella di tutte le altre agenzie di sicurezza federali messe insieme, continua il rapporto, riferendosi a FBI, CIA, Guardia Costiera e altri enti simili.

ICE just launched a “wartime recruitment” campaign and seeks agents who want to “defend” their “culture.” There will be more Renee Goods. newrepublic.com/post/205122/...

[image or embed]

— Donald Rettmann (@donaldrettmann.bsky.social) 15. Januar 2026 um 08:03

Solo per il reclutamento di nuovi agenti dell'ICE sono stati stanziati otto miliardi di dollari: l'anno scorso hanno fatto domanda 220'000 persone.

Di conseguenza, ai 10'000 agenti federali esistenti si sono aggiunti 12'000 nuovi membri, anche grazie a video come questi:

L'organico del personale sarà ulteriormente incrementato: secondo «Government Executive», non è ancora chiaro il numero di agenti che saranno aggiunti quest'anno.

Heidi Beirich del Global Project Against Hate and Extremism americano avverte sulle pagine della CBC che le persone di destra nelle campagne di reclutamento vengono prese deliberatamente maggiormente in conto.

DHS used a song beloved by white supremacists in a recruitment ad for ICE. The self-pitying “We’ll Have Our Home Again,” which equates living in a diverse community with being oppressed, has long been an anthem for racist terrorists, neo-Nazi groups and the Proud Boys. www.salon.com/2026/01/16/h...

[image or embed]

— Expats Post (@expatspost.bsky.social) 19. Januar 2026 um 20:58

Ad esempio con lo slogan «We'll Have Our Home Again», che è anche il titolo di una canzone del gruppo Pine Tree Apples. «È una canzone conosciuta solo nei circoli nazionalisti bianchi», dice Beirich.

Non si tratta solo di un «errore». «La cosa più pericolosa è che è probabile che attiri razzisti bianchi e altri estremisti». Se questi finiranno all'ICE, si creerà «una situazione molto tossica e molto pericolosa».

La situazione è già pericolosa, come dimostrano non solo i due morti civili di Minneapolis, ma anche il fatto che la formazione delle nuove reclute sia insufficiente.

Quel che è certo, però, è che tra gli agenti dell'ICE ci sono dei razzisti. In Minnesota avrebbero lasciato dietro di sé avvertimenti di tempi che si pensavano ormai lontani.

I didn't say it. The Germans did.

[image or embed]

— Ben Silverstein ❌👑 (@bensilverstein.bsky.social) 23. Januar 2026 um 21:42

La «Colorado Public Radio» riferisce che i funzionari federali hanno messo una carta dietro i tergicristalli delle auto di coloro che non incontrano: un asso di picche.

«Spade», cioè picche, era un termine dispregiativo per i neri a partire dagli anni Venti del secolo scorso, che l'attivista per i diritti civili Malcolm X ha voluto reinterpretare nella sua poesia «My Ace of Spades».

Voces Unidas

Che ne sarà di questa compagnia selvaggia e mascherata che gira per gli Stati Uniti con un orientamento di destra mentre, secondo «Wired», a volte nemmeno i loro veicoli li riconoscono come funzionari federali?

È evidente che Trump sta usando l'ICE come agenzia paramilitare personale e come leva contro città e Stati governati democraticamente, avverte il «Washington Post».

Con l'ICE, il presidente ha un ampio margine di manovra: può provocare il caos nella patria dei suoi avversari politici, interrompere eventi organizzati da partiti o organizzazioni impopolari o persino elezioni e persino istigare rivolte con durezza e violenza.

Anche Adolf Hitler fondò un gruppo a questo scopo nel 1920: la Sturmabteilung, detta SA.

Il termine, giova ricordare, significa «battaglione d'assalto», oggi più comunemente negli ambiti storici e scientifici queste formazioni di definiscono «squadre d'assalto». Queste furono, a detta degli esperti, determinanti nella salita al potere del Führer.


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