Guerra commerciale L'UE avverte Trump: «I dazi colpiranno più gli USA che l'Europa»

SDA

11.4.2025 - 19:58

Il commissario all'Economia Valdis Dombrovskis.
Il commissario all'Economia Valdis Dombrovskis.
Keystone

L’Unione Europea lancia un monito a Washington: i dazi reciproci potrebbero colpire più duramente l’economia americana che quella europea, mentre si prepara a rispondere anche con una tassa sulle Big Tech se il dialogo non dovesse dare frutti.

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L'UE avverte che i dazi americani rischiano di danneggiare molto di più gli States dell'Europa e mantiene il focus sull'urgenza di negoziare, grazie allo stop di 90 giorni alle tariffe ‹reciproche› annunciato da Trump.

Possibili contro-misure potrebbero eccome riguardare le Big Tech, fa sapere poi, ad esempio con una tassa sui ricavi. La Commissione europea invece fa muro su una sospensione completa del Patto di stabilità, come già nel Covid, questa volta per i possibili sconvolgimenti nel commercio internazionale.

«La clausola generale richiede una grave recessione economica nell'UE o nell'area dell'euro - ha affermato il commissario all'Economia Valdis Dombrovskis - ora una tale condizione non è soddisfatta. Stimiamo ancora una crescita economica nell'UE, anche tenendo conto dell'effetto dei dazi di Trump».

Dal Consiglio Economia e Finanza

La giornata è comunque tutta all'insegna dei primi conti sul ciclone Trump: da qui al 2027 se fossero confermati i dazi Usa 'reciproci' al 20% sulle merci europee (ora ibernati) e se venissero percepiti come permanenti potrebbero pesare per il 3,1-3,3% del Pil statunitense, ben di più cioè dello 0,5-0,6% stimato per l'UE, ha avvertito Dombrovskis, a Varsavia per la due giorni dell'Ecofin, il Consiglio Economia e Finanza che riunisce i ministri delle finanze dei 27.

La 'zavorra' sul Pil mondiale sarebbe dell'1,2%, mentre il crollo del commercio internazionale sarebbe del 7,7%. Se i dazi fossero temporanei il Pil Usa si ridurrebbe tra lo 0,8% e l'1,4% entro il 2027 e quello Ue dello 0,2%.

Intanto domenica il commissario UE al Commercio Maros Sefcovic tornerà a Washington per un nuovo round negoziale sui dazi, in agenda lunedì con il segretario di Stato al Commercio americano Howard Lutnick.

Difficoltà nella stima dell'effetto dei dazi

Da Varsavia la presidente della Bce, la Banca centrale europea, Christine Lagarde ha assicurato che l'istituto «sta monitorando la situazione» ed è «pronto a usare gli strumenti a disposizione per garantire la stabilità dei prezzi e finanziaria».

Un monito importante, ricordando comunque che, anche con «certa volatilità» sui mercati, «le infrastrutture di mercato e il funzionamento dei mercati, compresi quelli obbligazionari, funzionano in modo ordinato». Quanto al tonfo del dollaro, la Bce «monitora attentamente» l'impatto sull'inflazione.

Dombrovskis ha comunque avvertito che ogni stima sull'effetto dei dazi è ancora difficile: «È chiaro che saranno proprio gli Stati Uniti a essere la parte più danneggiata» con una «riduzione del potere d'acquisto dei consumatori, l'erosione dei salari reali e l'aumento dei costi dei beni intermedi importati per la produzione». «Le tariffe già in vigore rappresentano comunque un duro colpo per l'economia globale».

La carta sui ricavi pubblicitari digitali

Sulle possibili ritorsioni sulle Big Tech il ministro delle Finanze tedesco Jörg Kukies, ha invitato a grande cautela: «Non abbiamo vere alternative - ha detto - ieri ho parlato nuovamente con alcuni rappresentanti aziendali che mi hanno detto che semplicemente non esistono provider di cloud o di intelligenza artificiale che offrano una scalabilità a cui si possa passare».

«Tutto resta sul tavolo», gli ha risposto Dombrovskis. L'UE è pronta a introdurre «una tassa sui ricavi pubblicitari digitali» che colpirebbe le Big Tech, ha avvertito la presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen in un'intervista al «Financial Times».

I 27 ministri delle Finanze Ue all'Ecofin hanno riaffermato «pieno sostegno a un approccio deciso, ma calmo e calcolato della Commissione UE», salutando con favore la decisione della Commissione di sospendere le contro-misure.

«C'è stato un accordo unanime sul mantenimento di una posizione europea unita» ribadendo «l'importanza di proteggere cittadini e imprese da inutili perturbazioni economiche», ha segnalato il ministro delle Finanze polacco, Andrzej Domański, alla presidenza di turno UE.