Stati UnitiL'ex ufficiale Mark Kelly sfida il Pentagono di Trump... e, per ora, ha vinto. Ecco cos'è successo
Sven Ziegler
6.4.2026
Mark Kelly è un ufficiale militare in pensione.
Keystonew/AP/J. Scott Applewhite
Un giudice federale ha bloccato la misura disciplinare del Pentagono contro il senatore Mark Kelly per il video controverso pubblicato insieme ad altri democratici. blue News vi spiega perché questo caso è così importante.
Sven Ziegler
06.04.2026, 18:14
07.04.2026, 07:39
Sven Ziegler
Hai fretta? blue News riassume per te
Un giudice federale ha impedito al Pentagono di applicare un'azione disciplinare contro il senatore Mark Kelly per un video di «ordini illegali».
L'amministrazione di Donald Trump voleva sanzionare il democratico in quanto pensionato militare e ridurre i suoi benefici pensionistici.
Il caso mostra la lotta di potere tra l'esecutivo e la magistratura, nonché l'incertezza su quanto possano spingersi le sanzioni politiche contro gli oppositori.
Un giudice federale ha fermato il ministro della difesa Pete Hegseth e il suo tentativo di imporre sanzioni disciplinari al senatore democratico ed ex ufficiale della marina Mark Kelly per aver pubblicato un video sugli «ordini illegali» che violerebbe la Costituzione.
La decisione è una grande sconfitta per l'amministrazione di Donald Trump.
blue News vi spiega cosa è successo e l'importanza di questa vicenda in sette punti.
Cosa è successo?
Il caso è stato innescato da un video che l'ex aviatore navale ha pubblicato insieme ad altri parlamentari democratici. Nel filmato si ricordava ai militari e alle donne che, in base alla legge militare vigente, non sono ovviamente tenuti a eseguire ordini di natura illegale.
Questa affermazione si basa sulla legge militare statunitense, secondo la quale gli ordini sono generalmente considerati legittimi, ma non possono essere eseguiti se sono chiaramente illegali.
Il messaggio ha suscitato un notevole scalpore politico a Washington. Il presidente Trump e Pete Hegseth, il ministro della difesa da lui nominato, hanno visto le dichiarazioni come un attacco alla catena di comando.
Hegseth ha quindi intrapreso un'azione disciplinare contro Kelly, non in quanto senatore, ma come ex militare in pensione.
Kelly è un ex capitano della marina e veterano di guerra, e pure astronauta. Il Pentagono ha sostenuto che i militari in pensione sono ancora soggetti alla legge militare in determinate circostanze.
Hegseth ha ordinato un rimprovero formale e ha avviato le misure che avrebbero potuto portare a degradare il senatore e quindi a una riduzione corrispettiva della sua pensione militare.
In questo modo, il governo si è mosso su un terreno legale delicato. Sebbene gli ex ufficiali possano teoricamente essere richiamati in servizio, nella pratica i veterani sono stati raramente sanzionati per aver espresso le loro opinioni.
Un giudice federale di Washington ha emesso un'ingiunzione temporanea che vieta al dipartimento della difesa di attuare queste misure.
Nelle sue motivazioni, il tribunale ha affermato che il governo ha violato il diritto alla libertà di espressione di Kelly, inviando così un segnale che potrebbe intimidire milioni di militari in pensione.
Today a federal court made clear Pete Hegseth violated the Constitution when he tried to punish me for something I said.
This is a critical moment to show this administration they can't keep undermining Americans' rights.
La scelta di parole del giudice è particolarmente scottante: ha accusato il Pentagono di «calpestare i diritti costituzionali fondamentali».
La decisione blocca temporaneamente le misure disciplinari fino alla decisione sul merito del caso. Il governo ha immediatamente annunciato un ricorso.
Qual è la situazione all'interno del governo?
Parallelamente ai procedimenti disciplinari, l'amministrazione del tycoon sembra aver cercato di far indagare su delle accuse penali contro Kelly e altre persone coinvolte.
Un gran giurì ha però rifiutato di formulare le accuse. La pista penale è quindi fallita, mentre il Pentagono ha continuato a seguire la via disciplinare.
Questa giustapposizione di strategie legali crea l'impressione di tensioni all'interno del ramo esecutivo che circonda il presidente. Mentre il sistema giudiziario pone ostacoli elevati per i procedimenti penali, la difesa ha tentato di esercitare pressioni attraverso i meccanismi del diritto militare.
Per ora la magistratura ha messo fine a questo approccio.
Al centro della controversia non c'è solo il video, ma il fatto di sapere fino a che punto un governo può spingersi quando funzionari eletti o ex ufficiali criticano pubblicamente l'amministrazione.
Kelly sostiene che stava solo spiegando un principio di diritto militare riconosciuto da decenni. Al contrario il governo lo vede come una minaccia all'autorità militare.
Il caso tocca quindi questioni fondamentali della separazione dei poteri.
L'esecutivo può sanzionare indirettamente un senatore attraverso il suo status militare se le sue dichiarazioni politiche sono sfavorevoli? Oppure si applica la tutela della Costituzione, che garantisce la libertà di parola anche agli ex militari?
È questa la fine della controversia?
No.
Il Pentagono intende presentare ricorso contro la decisione. Ma le misure disciplinari rimarranno sospese fino al chiarimento definitivo.
Se un tribunale superiore dovesse confermare la decisione, si tratterebbe di una chiara limitazione legale dei poteri esecutivi contro gli oppositori politici.