Libia: tregua di 48 ore

ATS

10.8.2019 - 21:44

In Libia, almeno sulla carta, le armi smetteranno di sparare fino a lunedì: il governo di Tripoli ed il maresciallo Khalifa Haftar hanno accettato la tregua proposta dall'Onu in occasione della Festa del Sacrificio, l'Eid al-Adha.

L'annuncio del cessate il fuoco ha però avuto un'ennesima coda di sangue, in Cirenaica, con un'autobomba a Bengasi che ha ucciso due membri del personale dell'Onu e ha ferito almeno nove persone.

Dopo oltre quattro mesi dall'inizio dell'offensiva sulla capitale, Haftar ha risposto positivamente all'invito della missione Onu, l'Unsmil, per un cessate il fuoco a fini umanitari in occasione dell'Eid al-Adha, festività musulmana particolarmente sentita, in programma da domenica e martedì. La tregua «è scattata alle 15 e durerà fino alle 15 di lunedì prossimo», ha detto il suo portavoce.

In precedenza, era arrivato il sì anche del governo di Tripoli riconosciuto dall'Onu e guidato dal premier Fayez al Sarraj. Pur ponendo alcune «condizioni»: ad esempio, che la tregua resti in vigore «in tutte le zone dove si combatte» e che «non ci sia alcun movimento di truppe». Includendo il «divieto di sorvoli nell'intero spazio aereo».

La tregua, se venisse rispettata da ambo le parti, costituirebbe un successo per l'inviato dell'Onu Ghassan Salamé, che ha chiesto più volte una fine temporanea delle ostilità, preoccupato dall'escalation dei combattimenti: il conflitto, che ormai si estende per centinaia di chilometri a sud di Tripoli, finora ha provocato oltre mille morti, quasi seimila feriti e 120'000 sfollati.

La tregua, inoltre, potrebbe costituire un primo passo per riannodare i fili del dialogo.

In Libia, però, non c'è solo la guerra per il controllo di Tripoli. Haftar, ad esempio, deve guardarsi le spalle anche in casa propria, come dimostra l'attentato (il secondo in un mese e l'ultimo di una lunga serie) che ha colpito Bengasi. Sull'attacco a Bengasi c'è probabilmente la mano di formazioni jihadiste che Haftar ha impiegato tre anni a cacciare dalla città. Senza un completo successo.

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ATS