TensioniL'ira dell'UE: «Non possiamo accettare le interferenze degli USA»
SDA
8.12.2025 - 21:41
«Non possiamo accettare le interferenze degli Usa, un alleato rispetta la politica interna del partner», ha scandito il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa.
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Parigi, istituto Jacques Delors. È da qui, da uno dei principali think tank del Vecchio continente, fondato da uno dei simboli dell'Unione, che l'Europa ha scelto di replicare all'offensiva degli Usa di Donald Trump. Lo ha fatto il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, ovvero colui che rappresenta non il braccio esecutivo dell'Ue ma il consesso degli Stati membri.
Keystone-SDA
08.12.2025, 21:41
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«Non possiamo accettare le interferenze degli Usa, un alleato rispetta la politica interna del partner», ha scandito l'ex primo ministro portoghese esprimendo a chiare lettere la sua preoccupazione sulla convergenza di Mosca sulla nuova strategia di sicurezza nazionale americana.
Costa, nello schema di azione dei vertici Ue, è una figura di dialogo, europeista ma paziente nel tenere i canali aperti con tutti. Il suo intervento, articolato in un evento non legato alle attività della Commissione, non è stato causale.
Da figure vicine Trump arrivano altri pesanti attacchi
La tiepida risposta che l'Alto Rappresentante Kaja Kallas aveva messo sul piatto sabato da Doha non aveva sortito alcun effetto negli Usa. Nessuna mano tesa è arrivata nelle scorse ore. Anzi, da figure vicine al presidente americano, come il figlio Donald Jr o Elon Musk, sono giunti ulteriori, pesanti attacchi.
«Gli Usa non possono rimpiazzare l'Europa sulla visione che abbiamo sulla libertà di espressione. La nostra storia dice che non c'è libertà di espressione senza liberà di informazione, che prevede il pluralismo. Non c'è la libertà d'espressione se la libertà di informazione è sacrificata per difendere i tecno-oligarchi degli Usa», è stata la replica di Costa.
Poco dopo anche la Commissione ha voluto rispondere agli strali di Musk (l'ultimo, il bollare l'Ue come «il Quarto Reich»), affidandosi al sarcasmo. «Anche le dichiarazioni folli fanno parte della libertà di espressione», ha sottolineato la portavoce Paula Pinho.
Bruxelles imposta la sua reazione su misure chiave
Non si tratta solo di schermaglie dialettiche, e a Bruxelles ne sono consapevoli. Sul fronte ucraino, ad esempio, Usa e Ue continuano ad avere visioni differenti. Mosca, spettatore interessato, ormai non perde attimo per ribadire la sua vicinanza al piano negoziale ideato da Trump.
«La squadra di Biden ha gestito completamente Bruxelles, spingendo l'Ue sulla strada sbagliata. Ora, all'improvviso i burocrati della Ue "non vogliono interferenze dagli Usa" sotto il Paparino Trump. È ora di ascoltare il Paparino e salvare l'Europa», ha scritto su X Kirill Dmitriev, uno dei principali negoziatori del Cremlino sul fronte ucraino. Il rischio di restare incastrati in una pericolosa tenaglia, per l'Ue, non è mai stato così alto.
Anche per questo, al di là delle parole di Costa, è su alcune misure chiave che Bruxelles sta impostando la sua reazione. Con l'approvazione in Consiglio Ue, ad esempio del programma Edip, lo strumento volto a rafforzare la prontezza della difesa dell'Ue.
300 milioni di euro a sostegno dell'Ucraina
Il programma prevede 1,5 miliardi di euro (1,41 miliardi di franchi) in sovvenzioni per il periodo 2025-2027. Di questo importo, 300 milioni di euro sono destinati a uno strumento di sostegno all'Ucraina.
Nell'ambito di Edip l'Ue finanzierà azioni comuni di appalto realizzate da almeno tre paesi, azioni di interesse industriale, progetti europei di difesa comune. «La difesa dell'Europa è una nostra responsabilità», ha chiodato von der Leyen.
La multa a X scatena l'ira di Musk
Lo scontro tra Ue e Usa ha uno dei suoi fulcri sulla questione Big Tech. La multa comminata a X, sebbene solo di 120 milioni, ha scatenato l'ira di Musk, che punta tutto sulle divisioni interne, sia tra i 27 sia in Commissione, sulla postura da tenere sulle regole digitali.
La multa «è rivolta all'intera struttura aziendale, non ha nulla a che vedere con Elon Musk in sé», ha precisato la Commissione, confutando una delle affermazioni del patron di Tesla.
Nel frattempo, su X, non si è fermato il proliferare di bandiere europee pubblicate per sostenere l'Ue. Anche il leader del Ppe Manfred Weber si è unito all'iniziativa.
«L'Ue non si difende collaborando con chi vuole smantellarla», lo ha punzecchiato la leader dei Socialisti Iratxe Garcia Perez tornando sull'asse con le destre su alcuni temi cardine dell'Ue. Lo scontro tra Ue e Usa rischia di avere effetti politici profondi, anche in seno al Parlamento europeo.