Virus letaleL'OMS lancia l'emergenza sanitaria mondiale per un raro ceppo di Ebola: «L'epidemia potrebbe essere già più estesa»
SDA
17.5.2026 - 14:02
I contagi hanno già superato i confini della Repubblica Democratica del Congo.
Keystone
L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato oggi, domenica un'emergenza sanitaria internazionale a causa di un raro ceppo di Ebola che ha ucciso decine di persone nella Repubblica Democratica del Congo. Esistono finora 5 varianti principali del virus letale, per cui non esiste una cura. Ecco cosa sappiamo finora.
L'epidemia al momento non è classificata come pandemia perché, spiega l'Oms, non ne rispetta i criteri.
L'agenzia ha comunque avvertito che potrebbe trattarsi di un'epidemia potenzialmente «molto più estesa» rispetto a quanto attualmente rilevato e segnalato, con un rischio significativo di diffusione locale e regionale.
Un paziente su due muore
L'attuale ceppo di Ebola è causato dal virus Bundibugyo, ha precisato l'agenzia sanitaria citata dalla Bbc, per il quale non esistono farmaci o vaccini approvati.
I sintomi iniziali includono febbre, dolori muscolari, affaticamento, mal di testa e mal di gola, seguiti da vomito, diarrea, eruzioni cutanee e sanguinamento.
Il tasso di mortalità di questo ceppo è stimato a circa il 50% dei malati. Nel ceppo più letale, quello Zaire (vedi sotto) chi si infetta non ha praticamente speranza di restare in vita poiché il tasso dei decessi è pari al 90%.
A titolo di paragone giova ricordare che la letalità del Covid-19, virus che ha scatenato l'ultima pandemia mondiale, si attesta tra lo 0,6 e l'1%.
La malattia è una zoonosi. I vettori naturali del virus sono dei pipistrelli frugivori che vivono principalmente in Africa. Le scimmie e alcune antilopi possono servire di vettori intermedi.
Il contagio avviene con contatti stretti
Per gli essere umani, il contagio può avvenire indirettamente ingerendo frutti contaminati, o direttamente al contatto con i pipistrelli e i loro escrementi.
Il virus si trasmette anche in modo diretto tramite i fluidi corporei (soprattutto il sangue, il vomito e gli escrementi) di esseri umani o di animali infetti e malati, vivi o morti.
Non è da escludere un contagio tramite oggetti contaminati, ma non esistono indicazioni che ipotizzano una trasmissione tramite aerosol, cioè per via aerea, per inalazione d'aria.
Il periodo di incubazione dura generalmente dai 2 ai 21 giorni.
Nessun caso in Svizzera
Il rischio di infezione, specifica l'UFSP, è esiguo per i viaggiatori, poiché la trasmissione avviene, come detto poco fa, soltanto in caso di stretto contatto con un paziente o un animale infetto.
Ad oggi, non esistono né vaccini né terapie autorizzati in Svizzera. Sono tuttavia stati testati vaccini sperimentali con successo in occasione dell’epidemia in Africa occidentale.
I casi finora confermati nella zona del Congo
L'Oms ha dichiarato che al momento ci sono otto casi di virus confermati in laboratorio, con altri casi sospetti e decessi in tre zone sanitarie, tra cui Bunia, capoluogo della provincia di Ituri, e le città minerarie di Mongwalu e Rwampara.
Un caso del virus è stato confermato nella capitale Kinshasa, si presume in un paziente di ritorno da Ituri.
L'Organizzazione ha affermato che il virus si è diffuso oltre la Repubblica Democratica del Congo, con due casi confermati segnalati nel vicino Uganda.
Le autorità ugandesi hanno dichiarato che un uomo di 59 anni, deceduto giovedì, era risultato positivo al test.