Caos

Prima esecuzione in Iran, la polizia spara ai genitali delle donne

SDA

8.12.2022 - 15:16

Le forze di sicurezza iraniane sparano da distanza ravvicinata alle donne durante le manifestazioni colpendole a volto, occhi, petto e genitali, secondo medici intervistati dal Guardian in tutto il Paese. È stata intanto eseguita la prima condanna a morte. Il Regime tratta con il Venezuela in caso dovesse essere spodestato?

Una protesta contro la morte di Mahsa Amini, a Roma, il 29 ottobre. 
Una protesta contro la morte di Mahsa Amini, a Roma, il 29 ottobre. 
KEYSTONE/AP Photo/Gregorio Borgia

SDA

8.12.2022 - 15:16

I medici, che trattano i feriti in segreto per evitare l'arresto, hanno detto di aver notato che le donne spesso arrivano con ferite diverse rispetto agli uomini, colpiti da pallini di fucile nelle gambe, nelle natiche e nella schiena.

Gli operatori sanitari intervistati hanno fornito al Guardian le foto delle ferite devastanti su tutto il corpo dei manifestanti e hanno sottolineato che i colpi agli occhi di donne, uomini e bambini sono particolarmente comuni.

Un medico della provincia centrale di Isfahan ha affermato di ritenere che le autorità stessero prendendo di mira uomini e donne in modi diversi «perché volevano distruggere la bellezza di queste donne»: «Ho curato una donna sui vent'anni, che è stata colpita ai genitali da due pallottole.

Altri dieci pallini erano nella parte interna della coscia. Questi 10 pallini sono stati rimossi facilmente, ma quei due pallini erano una sfida, perché erano incastrati tra la sua uretra e l'apertura vaginale», ha raccontato.

Il medico, traumatizzato dall'esperienza, ha parlato a condizione dell'anonimato, come tutti gli intervistati, per paura di rappresaglie. Ha affermato di aver avuto difficoltà ad affrontare lo stress e il dolore a cui ha assistito: «Avrebbe potuto essere mia figlia», ha detto.

Prima esecuzione per le proteste

La magistratura della Repubblica islamica ha annunciato che il 23enne Mohsen Shekar, arrestato durante le proteste, è stato giustiziato: è la prima sentenza di morte eseguita per un manifestante, riporta Bbc Persia.

Shekari è stato accusato di aver bloccato una strada, di disordini, di aver estratto un'arma con l'intenzione di uccidere nonché di aver ferito intenzionalmente un ufficiale durante il servizio. La magistratura ha detto che l'udienza si è tenuta il 10 novembre e l'imputato ha ammesso le accuse.

Appello di Amnesty alla comunità internazionale

Amnesty International dal canto suo giovedì, con un comunicato pubblicato dopo l'esecuzione, chiede l'intervento della comunità internazionale.

«La comunità internazionale deve urgentemente chiedere alle autorità dell'Iran di porre immediatamente fine alle esecuzioni previste e di smettere di utilizzare la pena di morte come uno strumento per la repressione politica contro i manifestanti in un disperato tentativo di sopprimere l'insurrezione popolare».

«La sua esecuzione mostra l'inumanità del cosiddetto sistema di giustizia dell'Iran mentre dozzine di altre persone affrontano lo stesso destino», ha scritto la Ong in un messaggio su Twitter dichiarandosi «inorridita» dopo l'esecuzione della condanna a morte per il giovane avvenuta «a meno di tre settimane dalla condanna in un processo farsa esageratamente iniquo».

Trattative dell'Iran con Caracas per asilo se cade il regime?

La Repubblica islamica ha avviato trattative con i suoi alleati venezuelani per organizzare l'asilo per i funzionari del regime e le loro famiglie nel caso in cui la situazione si aggravi e aumenti la possibilità di un cambio di regime: lo hanno riferito fonti diplomatiche occidentali a Iran International English, che ha rilanciato la notizia su Twitter.

Quattro alti funzionari iraniani – viene riferito – si sono recati in Venezuela a metà ottobre per assicurarsi che il governo di Caracas conceda asilo agli alti funzionari del regime e alle loro famiglie e li lasci entrare nel Paese in caso di «sfortunato incidente».

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