Medio OrienteL'esercito israeliano intensifica le operazioni per accerchiare i miliziani libanesi
SDA
1.12.2025 - 19:18
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu
sda
Israele intensifica la pressione sugli Hezbollah libanesi dal versante siriano, cercando di costruire un fronte unico che colleghi il sud della Siria al Libano meridionale. È quanto emerge dalle manovre militari israeliane sui due teatri, siriano e libanese, sempre più collegati in un unico arco offensivo che dalla costa mediterranea corre verso la Bekaa, passando per il Golan e l'Antilibano.
Keystone-SDA
01.12.2025, 19:18
SDA
L'epicentro di queste manovre è una località siriana, Beit Jinn, solo in apparenza sperduta, ma strategicamente rilevante nel rafforzare l'occupazione israeliana del sud-ovest siriano, ad appena venti chilometri in linea d'aria dalla capitale Damasco.
Proprio da Damasco alcuni ambasciatori arabi accreditati in Siria si sono recati a Beit Jinn, accompagnati da un delegato del ministero degli Esteri siriano, per porgere le condoglianze ai familiari dei tredici civili uccisi, secondo i media ufficiali, da bombardamenti israeliani sulla zona.
I raid si erano verificati venerdì dopo che una pattuglia di militari con le insegne dello Stato ebraico era entrata nella zona in pieno territorio siriano.
Per la seconda volta dall'allargamento, un anno fa, dell'occupazione israeliana nelle Alture del Golan, uomini armati non meglio precisati hanno aperto il fuoco contro i soldati, ferendone sei, dei quali tre in condizioni gravi, secondo media israeliani.
La ritorsione è stata immediata: droni e jet israeliani hanno colpito Beit Jinn, causando «panico e morte», secondo i media siriani.
A terra, senza vita, sono rimasti tredici civili, riferiscono fonti mediche di Damasco. Israele aveva accusato il gruppo sunnita Jamaa Islamiya di essere dietro l'attacco ai militari. Ma la Jamaa Islamiya, che in passato è stata associata agli Hezbollah sciiti e che domina la scena locale a Beit Jinn, ha smentito ogni coinvolgimento.
L'operazione arriva in una fase delicata
L'operazione di Beit Jinn arriva in una fase delicata: dopo il raid israeliano su Beirut in cui, la settimana scorsa, è stato ucciso un alto responsabile di Hezbollah, si avvicina la scadenza dell'ultimatum fissato da Stati Uniti e Israele perché il Libano presenti passi concreti sul ritiro delle armi del partito sciita.
In questo senso, l'offensiva israeliana potrebbe mirare a usare il territorio siriano, di fatto aperto a ogni scorribanda israeliana, per accerchiare Hezbollah, arroccato nella valle della Bekaa, raggiungibile proprio da Beit Jinn.
Il Libano continua intanto a subire pressioni politiche crescenti: gli Stati Uniti legano ogni futuro sostegno finanziario e militare al ritiro delle armi di Hezbollah.
Una riunione a Parigi tra l'emissaria americana Morgan Ortagus, la consigliera del presidente francese Emmanuel Macron, Anne-Claire Legendre, e l'inviato saudita Yazid ben Farhane precederà la visita di Ortagus a Beirut la prossima settimana, durante la quale si discuterà proprio del piano di disarmo dell'esercito libanese.