Guerra in UcrainaMosca respinge le aperture di Kiev e loda Trump: «Ha capito le cause della guerra»
SDA
10.12.2025 - 20:26
Serghei Lavrov lota Trump.
Imago
Mosca respinge ogni apertura di Kiev e trova nelle parole di Donald Trump una linea sorprendentemente vicina alle proprie posizioni sulla guerra in Ucraina.
Keystone-SDA
10.12.2025, 20:26
10.12.2025, 20:29
SDA
In attesa del contropiano euro-ucraino in 20 punti, nulla sembra far recedere la Russia dalle sue posizioni.
La base per le trattative in Ucraina rimangono le originarie proposte degli Usa, secondo Mosca, che ora interviene anche sull'intervista di Donald Trump a Politico - contenente tra l'altro pesanti attacchi a Kiev e ai leader europei - affermando che essa è «coerente» con la linea russa.
Il capo della Casa Bianca, ha sottolineato il ministro degli Esteri Serghei Lavrov, è l'unico leader occidentale a mostrare di comprendere «le cause profonde» del conflitto.
Mosca ignora le nuove aperture di Zelensky
Le autorità russe sono rimaste indifferenti anche alle ultime due mosse - la proposta di una tregua negli attacchi reciproci alle infrastrutture energetiche e la promessa di tenere elezioni entro i prossimi due o tre mesi - fatte dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
«Noi lavoriamo per la pace, non per una tregua», ha risposto in merito al secondo punto Dmitry Peskov, il portavoce di Vladimir Putin, affermando che deve trattarsi di «una pace stabile, garantita, duratura».
Quanto alle possibili elezioni in Ucraina, che secondo Zelensky potrebbero tenersi se gli alleati occidentali ne garantiranno la sicurezza, la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ha paragonato la proposta a una scena da teatro delle marionette.
Zelensky, ha dichiarato Zakharova in un'intervista a «Radio Sputnik», dice di volere «l'indipendenza» dell'Ucraina, ma «chiede che altri Paesi garantiscano la possibilità di tenere elezioni, e al contempo chiama queste elezioni 'democratiche'».
Tutto ciò, secondo la portavoce della diplomazia russa, assomiglia al «teatro di Karabas-Barabas». Cioè il tirannico capo di un teatro delle marionette in una favola di Alexei Tolstoy.
Il Cremlino: «Trump ha capito le vere cause della guerra»
Peskov è tornato sull'intervista a Politico di Trump, per dire che, a suo avviso, il presidente Usa «ha toccato le cause profonde di questo conflitto in molti modi». «Certamente - ha aggiunto il portavoce di Putin - per molti versi è una linea coerente con la nostra comprensione». Una delle «cause profonde», secondo Mosca, era la possibilità che l'Ucraina potesse entrare nella Nato.
Una prospettiva minacciosa in ottica russa, che l'intervento militare si è proposto di sventare. Anche Zakharova, commentando due giorni fa la nuova Strategia di sicurezza americana, aveva valutato come un aspetto positivo il fatto che «per la prima volta» gli Usa hanno «messo in dubbio le dinamiche eternamente aggressive ed espansioniste» della Nato.
Lavrov attacca l'Europa
Mentre, parlando oggi al Consiglio della Federazione (il Senato russo), il ministro degli Esteri Serghei Lavrov, ha riconosciuto in Trump «l'unico leader occidentale il quale, subito dopo l'insediamento nel gennaio di quest'anno, ha iniziato a mostrare comprensione delle ragioni che hanno reso inevitabile la guerra in Ucraina». E quindi, per i russi, anche la necessità che un accordo di pace «incluse garanzie che l'Ucraina non entrerà nella Nato».
Ma sono gli europei, ha ribadito Lavrov, che continuano a cercare di «ostacolare» il processo di pace, illudendosi, nella loro «cecità politica senza speranza», di poter sconfiggere la Russia.
A questo punto il ministro ha richiamato le parole di Putin: «Non abbiamo piani - ha detto - per combattere contro l'Europa. Ma risponderemo a ogni passo ostile, compreso lo schieramento di truppe europee in Ucraina e la confisca degli asset russi, e siamo già preparati a farlo».