Medio OrienteNetanyahu aggira la linea rossa imposta da Trump, e vuole il 70% di Gaza. Ecco cos'è successo
SDA
28.5.2026 - 20:56
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu in un'immagine d'archivio.
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I nuovi droni di Hezbollah fanno paura a Israele. Il timore è che la minaccia letale finita nelle mani delle milizie sciite allarghi il suo raggio d'azione e cominci a colpire le grandi città del centro di Israele. Dove, tra grattacieli e popolazione numerosa, sarebbe un disastro ancor più che in Galilea.
Keystone-SDA
28.05.2026, 20:56
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«Sei settimane fa ero in Libano e mi hanno mostrato uno di questi droni: hanno una fibra ottica e una testata di Rpg. Ho detto che si tratta di una minaccia strategica per lo Stato. È una piaga mondiale, come vediamo in Ucraina e Russia. Abbiamo radunato i migliori cervelli per trovare soluzioni», ha detto Benjamin Netanyhau parlando a un convegno nella Valle del Giordano.
Da dove ha anche lanciato il suo nuovo obiettivo su Gaza: «Ad oggi controlliamo il 60 per cento della Striscia. Eravamo partiti dal 50 per cento, il mio obiettivo è arrivare al 70 per cento. Dobbiamo continuare a fare pressione su Hezbollah, ma al momento stiamo tenendo alle strette Hamas», ha dichiarato.
Giusto poco prima che i caccia israeliani colpissero Beirut.
Senza far crollare palazzi
Dal 6 di maggio, giorno in cui un raid dell'Idf ha ucciso il comandante della Forza Radwan, l'unità d'élite di Hezbollah, Ahmed Ghaleb Balout, sulla capitale libanese non si era visto un solo aereo di Tsahal.
Giovedì, interpretando l'approvazione di Washington a intensificare i combattimenti contro Hezbollah ma senza far crollare interi palazzi a Beirut, l'aeronautica ha lanciato un attacco mirato, colpendo un appartamento nel quartiere Shuwayfat della città, con l'obiettivo di uccidere Ali al-Husni, comandante della forza missilistica della divisione Imam Hossein, una milizia iraniana che opera a fianco di Hezbollah.
Insomma, non un edificio accasciato su se stesso, che è quello che Donald Trump non vuole vedere in tv - come hanno riferito nei giorni scorsi funzionari israeliani ai media - ma un singolo appartamento sventrato.
Per non superare la linea rossa dell'amministrazione statunitense mentre sono in corso i negoziati con Teheran, ma rispondendo con azioni mirate al martellamento di droni a fibra ottica che da due settimane le milizie filo Teheran tirano sul nord di Israele.
Hezbollah risponde
Le truppe dell'Idf intanto stanno facendo fatica a contrastare gli attacchi di Hezbollah con i velivoli senza pilota di nuova tecnologia, sia nel Libano meridionale che in Galilea a ridosso del confine.
Dove dal due marzo, data in cui Hezbollah ha rotto la tregua ricominciando a colpire Israele a sostegno dell'Iran in seguito agli attacchi Usa-Israele, 24 soldati dell'Idf sono rimasti uccisi. Per ultima, durante la notte tra mercoledì e giovedì, la sergente Rotem Yanai, 20 anni, mentre cercava di raggiungere un rifugio.
«La difficoltà è che i droni Fpv (first person view) non sono tracciabili, non possiamo intercettarli elettronicamente come la precedente generazione di Uav e si riesce a individuarli solo a vista», spiega all'ANSA Sarit Zehavi, direttrice del centro di ricerca Alma.
Le offensive israeliane
Nel frattempo il portavoce dell'Idf Effie Defrin ha dichiarato in un video che l'esercito israeliano ha condotto negli ultimi giorni incursioni oltre la sua «linea di difesa avanzata» dichiarata, che delimita la zona di sicurezza nel Libano meridionale.
L'obiettivo è quello di allontanare Hezbollah ulteriormente dal confine e di difendere la zona di sicurezza.
Nei raid degli ultimi giorni, dice Tsahal, sono stati eliminati sette importanti comandati di Hezbollah, 135 obiettivi terroristici sono stati colpiti nelle ultime 24 ore a Tiro e in altre città libanesi.
Durante il cessate il fuoco, le milizie sciite hanno tirato su Israele mille ordigni, di cui 400 droni esplosivi.